Charly's blog

Gnè gnè, e il populismo come fa? Avanza

Avete notato l’avanzata del populismo? Si può cominciare dall’Austria [1]:

«È come un terremoto: dopo quella principale arrivano tante scosse di assestamento». L’Europa percorsa dai nazionalismi è così, secondo il professor Yves Mény, politologo e presidente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. «All’Ue stanno arrivando centinaia di messaggi, ma nessuno, tra i partiti di governo, ha la soluzione miracolosa. E i nazionalismi avanzano».

Per poi passare al Brexit [2]:

Certo. Il Regno Unito non ha mai avuto una tradizione populista, ma la fazione a favore del Brexit, pur guidata da un personaggio ricco e famoso come Boris Johnson, si presenta a favore dei più poveri contro le ricche multinazionali e gli immigrati che porterebbero via il lavoro agli inglesi. È una retorica che funziona e attira elettori.

E infine giungere alla tornata elettorale amministrativa [3]:

Confermiamo che il voto ha ragioni di forte valenza territoriale ma c’è un elemento nazionale: una vittoria netta e indiscutibile nei comuni dei 5 stelle contro di noi“, ha detto Matteo Renzi. “Non è un voto di protesta ma di cambiamento non solo nei comuni in cui ha vinto M5S. Ha vinto chi ha interpretato meglio l’ansia di cambiamento”, ha detto ancora Renzi. “Se c’è una cosa che il governo deve dire è un caloroso buon lavoro a tutti gli eletti. Il governo aiuterà tutti a cercare di fare bene. E noi andiamo avanti ad occuparci delle priorità istituzionali”

Gli stessi grillini tacciati di populismo, ovvio (a ragione).

—- La democrazia? Populista! —-

Ma perché il populismo avanza? È strano farlo notare, ma non siamo alle prese di una causa ma di un effetto: non è che ci si è svegliati una bella mattina dicendosi, ehi, famo er populismo. Più semplicemente il populismo nasce da tutta una serie di problemi a cui non è stata data una risposta:

  • La crisi economica;
  • L’immigrazione incontrollata;

E che ci dicono i fustigatori del populismi? Che le loro ricette sono sbagliate e semplificano un problema complesso. Tutto vero, ma quali sarebbero le ricette corrette per il problema complesso? Appunto.

A parte per i problemi che rimangono e permangono sul tavolo, vorrei segnalarvi questa perla di Monti [4]:

«Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica. Le dico di più. Sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali».

Sai che novità, si era già avuto modo di analizzare il senso per la democrazia del signor Monti. Ma vorrei solo evidenziare che nella mente di lorsignore alcune tematiche vanno messe a riparo del procedimento elettorale, lasciando sottinteso che devono essere trattate da quelli come lui, pardon Lui. E se l’elettorato non fosse d’accordo? Populismo, ovviamente. E Monti rimane persino interdetto se gli elettori rispondono con una pernacchia.

—- E il voto degli ignoranti? —-

E che dire del voto degli ignoranti? Ecco qui [5]:

Mai come oggi tantissime persone assai poco informate prendono decisioni che hanno ripercussioni su tutti quanti. Basta studiare la pochezza dell’attuale campagna presidenziale americana per capire come il problema più urgente nella politica degli Stati Uniti non sia l’influenza delle grandi aziende, dei sindacati, dei media e nemmeno quella dei soldi. Il problema principale siete voi, gli elettori americani. Eliminando i milioni di elettori irresponsabili che non si prendono il disturbo di imparare i meccanismi più basilari della Costituzione, o le proposte e la storia del loro candidato preferito, forse potremmo riuscire ad attenuare le conseguenze della sconsideratezza del loro voto.

Nulla da eccepire, ma avrei un quesito per voi: ma le scuole esistono ancora? O le hanno tutte buttate giù? Partendo dal presupposto che le scuole sono ancora dove dovrebbero essere, per lo meno vedo la mattina gli studenti con zaini annessi, vorrei sapere che cosa e come studiano i pargoli di oggi visto che saranno gli ignoranti di domani. Se buona parte dell’elettorato è totalmente ignorante, non si dovrebbe quindi ammettere che l’ideologia umanista dominante nelle scuole sia del tutto inadatta al compito?

Il dilagare del populismo ci porta a due ovvietà: non basta etichettare come populista chi non ci aggrada e le solite materie scolastiche sono inadatte alla formazione di una cittadinanza consapevole. Qual era la definizione di stupidità? Fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi?

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[1] Cfr. http://www.quotidiano.net/elezioni-austria-1.2187425.

[2] Cfr. http://agensir.it/europa/2016/06/16/restare-o-andarsene-il-regno-unito-in-preda-ai-populismi-politici-divisi-elettori-confusi/.

[3] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/elezioni/2016/06/19/ballottaggio-roma-milano-napoli-torino-trieste-bologna-risultati-live-_7313add1-9976-4665-bcec-d07b13dccab2.html.

[4] Cfr. http://www.lastampa.it/2016/06/18/economia/monti-cameron-ha-distrutto-il-lavoro-di-una-generazione-di-europei-EWww9x6cbS4EdJa0yqCEkP/pagina.html.

[5] Cfr. http://www.ilpost.it/2016/05/25/democrazia-voto-ignoranti/.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 giugno 2016 da in Uncategorized con tag , , , , .
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