Charly's blog

L’analfabetismo religioso? Giova ai religiosi

Temete l’analfabetismo? E che dire di quello religioso: «L’analfabetismo (del) religioso è una piaga non meno grave di quella costituita dall’analfabetismo tout court» [1]? E poi:

E il paesaggio culturale oggi sotto gli occhi di tutti, spiega nell’introduzione il professor Melloni, è quello di un paese dove, oltre all’ignoranza statisticamente rilevabile verso la propria fede di origine, emerge “la superficialità con la quale si leggono le fedi estranee al proprio immaginario infantile”. La questione in questo caso diventa sociale e si unisce a quella del tanto decantato pluralismo. Com’è possibile, infatti, di fronte alla sostanziale ignoranza nei confronti della propria religione di provenienza, comprendere quelle altrui?

Insomma, al netto della solita idea del cattolicesimo per razza, siamo alle prese con il frutto del tipico complotto ateo, no? E se fosse, invece, il frutto dell’agire dei religiosi stessi?

—- Io sono cattolico! Ma che vuol dire Messia? —-

Che gli italiani siano un popolo di pecoroni ignoranti in ambito religioso è un dato di fatto amabilmente ammesso anche dalle gerarchie religiose [3]:

Gli italiani? Ignoranti in materia religiosa. Oltre il 50% ha idee confuse sugli autori della Bibbia e soltanto il 16% è in grado di mettere in ordine cronologico Noè, Abramo, Mosè e Gesù. Meno di due italiani su dieci sono in grado di citare i dieci comandamenti e il 41% ne sa citare uno soltanto. È quanto emerge da un’indagine condotta da Gfk Eurisko per conto della Chiesa valdese, i cui dati saranno presentati questa sera a Torre Pellice ad una serata pubblica promossa nell’ambito del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi dal titolo “Santa ignoranza. Gli italiani, il pluralismo delle fedi, l’analfabetismo religioso”. Il Sir ne ha parlato con Paolo Naso, coordinatore della Commissione studi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).

Che cosa l’ha colpita di più della ricerca Eurisko?
“Abbiamo riscontrato un’elevata punta di persone che senza esitazione si definisce cattolica. Il problema è che a questa identità corrisponde un assoluto analfabetismo religioso. Alla domanda per esempio, capostipite di ogni catechismo, riguardo alle tre virtù teologali, ha saputo rispondere solo il 17%. Oppure, riguardo alla lettura della Bibbia, solo il 30% lo fa al di fuori delle celebrazioni liturgiche. Rarissime poi le persone in grado di citare tutti e dieci i comandamenti: il 41% ne sa citare solo uno, di solito il ‘non uccidere’ o il ‘non rubare’. Solo poi il 16% sa mettere in ordine cronologico Noè, Abramo, Mosè e Gesù. Siamo quindi di fronte ad un dato gravissimo di assoluto analfabetismo religioso”.

È un fenomeno che c’è sempre stato o è andato peggiorando negli anni?
“È un fenomeno che è andato peggiorando negli anni. Abbiamo per esempio posto la domanda su chi ha iniziato la riforma protestante. Il dato che emerge è che circa il 50 % degli italiani sa che è stato Lutero. Quando abbiamo posto la stessa domanda a giovani sotto i 30 anni, quelli cioè che dovrebbero essere più freschi di studi, il dato si abbassa al 31%. Emerge allora un dato ancora più grave che riguarda in particolare i giovani. C’è di che preoccuparsi”.

Il tutto, ovviamente, condito da questa o quella crociata in favore del crocefisso. Senza neppur sapere che cosa il crocifisso rappresenti, ovviamente. A parte per il cristianesimo, si deve far notare che l’ignoranza in ambito religioso si estende anche alle altre fedi: per dirne una, cosa ne sapete dell’induismo? Appunto.

—- Il fondamento della fede? L’ignoranza della fede stessa —-

 Evidenziato il cosa, rimane il perché. Come mai siamo giunti a una siffatta situazione? Vorrei far notare che per la scuola italiana ci siamo passati tutti e nel sistema scolastico italiano la religione viene insegnata [4]:

L’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola italiana continua a riscuotere interesse e partecipazione tra gli studenti e le loro famiglie. Secondo gli ultimi dati a disposizione per l’anno scolastico 2013/14,l’88,5% degli studenti ha scelto di frequentare l’ora di religione.

O, meglio, si insegna soltanto una religione e non le religioni visto di quella cattolica si parla e non delle altre. Quindi la situazione si può esprimere in questo modo: al netto del monopolio educativo in ambito religioso, delle pubblicazioni e dei programmi di propaganda cattolica, non solo gli italiani non conoscono le altre religioni, ma neppure la confessione cattolica. Messa così suona diversamente, non trovate? D’altronde vorrei porvi un quesito: ma voi, la Bibbia, l’avete mai letta? E in anni e anni di Catechismo, di ore e ore di religione, nessuno vi ha mai detto “leggiamo la Bibbia”? Non vi sembra strano?

Proviamo a vedere la cosa da una diversa prospettiva. Prendiamo i Vangeli: sapete chi sono gli autori dei testi fondamentali della fede cristiana? Ovviamente no, ma ecco i nomi: Marco, Luca, Matteo e Giovanni. Peccato che siano nomi inventati dato che gli autori, anche più di uno per testo, sono anonimi. Ma si sa che sono stati scritti dopo il 70 d.C, il Vangelo di Giovanni sul finire del primo secolo, da persone che non hanno assistito direttamente agli eventi narrati. E in più si contraddicono: provate a tracciare un resoconto coerente della crocifissione e della resurrezione usando i citati quattro testi. Ricapitoliamo:

  • Gli autori dei Vangeli canonici sono anonimi
  • Che hanno scritto i testi due o tre generazioni dopo
  • Agli eventi che non hanno mai assistito personalmente
  • E si contraddicono fra loro

Senza dimenticare, poi, i vangeli apocrifi. Parliamo di testimonianze che verrebbero considerate inammissibili in qualsiasi aula di tribunale, altro che testi sacri.

Anche l’Antico Testamento, ovviamente, ha le sue magagne: sapete chi ha scritto la Bibbia e quando? No, perché non si conoscono né gli autori né le date. Delle Bibbie in circolazione abbiamo:

  • Il testo masoretico in uso fra gli ebrei la cui elaborazione è terminata solo nel 10° secolo d.C;
  • La Bibbia dei 70 in uso fra gli Ortodossi, tradotta nel 3° secolo a.C;
  • La Vulgata, tradotta nel 4° d.C., base della Bibbia cattolica;

Molto meno antiche di quanto ci si potrebbe aspettare, vero? Sono testi fra loro differenti, si veda la differenza fra i vari canoni, di composizione piuttosto recente che vorrebbero raccontare eventi successi 1.000 o 2.000 anni prima. E non vi dico chi viene prima fra Mosè e Abramo.

E ancora, che dire dell’etica? È opinione comune e diffusa che la Bibbia sia la base sulla quale siano state edificate le nostre convinzioni etiche. Avete presente i Dieci Comandamenti? Peccato che non siamo dieci, ma alcune centinaia, e che contengano perle di siffatto amore:

De21:18-21;Mt15:4-6
15 «Chi percuote suo padre o sua madre deve essere messo a morte.
16 Chi rapisce un uomo – sia che poi lo abbia venduto sia che lo tenga ancora prigioniero – dev’essere messo a morte.
17 Chi maledice suo padre o sua madre dev’essere messo a morte.

O il migliore: «20 Chi offre sacrifici ad altri dèi, anziché solo al Signore, sarà sterminato come anatema». Basta leggere in parallelo la Costituzione e il Codice Penale con la Bibbia per trovare giusto un paio di differenze (spoiler: sarcasmo). E non c’è solo la Bibbia, ma ci sono anche le Encicliche e il Catechismo.

— Il dio fai da te, il dio formato Ikea —

Poco tempo fa mi sono ritrovato coinvolto in una discussione surreale con un paio di cattolici da tastiera. È successo che al solito post piagnucoloso dedicato al mondo che è cattivo con i cattolici avevo fatto notare che il Cristianesimo sta alle crociate come l’Islam sta alla Jihad e il Nazismo ai campi di concentramento. Apriti cielo! Fu vano, ovviamente, citare tutta una serie di passaggi biblici a sostegno della mia tesi: a loro dire YHWH non aveva mai ordinato nessun genocidio. E come controbattevano alle citazioni bibliche? A parte il fatto che ammettevano apertamente non essere ferrati in materia, tiravano in balle presunti significati allegorici o metaforici. Ma si badi bene, nessun significato metaforico sulla creazione o la resurrezione, ovviamente, quella è la Veva Vevità.

Più in generale, conosco non poche persone che affermano di credere in un “dio” senza però pregare, andare in chiesa, leggere i testi sacri. E al netto di bestemmie sui campi di calcetto, rapporti sessuali pre matrimoniali e casuali nonché di crociate a favore del crocefisso. E il metodo del dio formato Ikea: modulare e componibile a piacimento, si crede in quel ti pare senza obblighi di sorta.

Può sembrare paradossale, ma il formato dio Ikea è visto con favore dalle gerarchie religiose perché la conoscenza effettiva dei testi religiosi porta al crollo delle cattedrali teologiche che sono state edificate sul nulla. Vale per il Cristianesimo tanto quanto per l’Islam, ma non più di tanto per l’Ebraismo perché la Bibbia è più un libro di storia che un testo religioso. Varrebbe anche per le religioni orientali, ovviamente, se solo si adottasse  lo stesso metodo d’indagine storico e filologico.

L’atto più rivoluzionario che si possa immaginare in ambito religioso, quindi, sarebbe quello di traslare il contenuto di un paio d’esami di storia delle religioni – non teologia, si tratta di roba seria – nella scuola secondaria superiore. Ma così facendo qualcuno dovrebbe cominciare a dare delle spiegazioni, quelli che si vestono come donne e che sindacano sulla vita sessuale altrui, mentre qualcuno altro verrebbe messo di fronte alla propria ignoranza e ipocrisia. E non basta sproloquiare di metafore o allegorie per cavarsi d’impiccio.

E si badi bene che non vale soltanto per il cristianesimo: secondo voi gli integralisti islamici hanno mai letto l’intero Corano? Più facile premere un grilletto…

Approfondimento:

_ ma la Bibbia non è mica violenta: http://www.dailymail.co.uk/femail/article-3349272/Pranksters-film-people-s-shocked-reactions-reading-violent-passages-Bible-told-Koran.html.

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[1] Cfr. http://www.rivistauniversitas.it/Articoli.aspx?IDC=3297.

[2] Cfr. http://www.reset.it/reset-doc/ecco-litalia-dellanalfabetismo-religioso-dove-la-diffidenza-nasce-dallignoranza.

[3] Cfr. http://www.ildialogo.org/crisichiese/Notizie_1377614541.htm.

[4] Cfr. http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/iscrizioni-insegnamento-religione-cattolica-i-dati.aspx.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 luglio 2016 da in religione con tag , , .
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