Charly's blog

Non sappia la mano destra quel che fa la mano sinistra: il debito pubblico e la spesa previdenziale

Nel Vangelo secondo (l’ignoto) Marco si può leggere [1]:

Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Rimarreste sorpresi nello scoprire che una simile massima può essere applicata anche al rapporto fra il debito pubblico e la spesa previdenziale?

—- Il debito pubblico cresce! —-

Vi ricordate la crisi dello spread di 5 anni fa? Quando i giornali titolavano allarmati sulla dinamica del debito pubblico minacciando guerre, carestie ed epidemie? Ecco, leggete qui [2]:

Roma – Aumento record per il debito pubblico italiano, salito a febbraio di 3,3 miliardi di euro. Si è raggiunta così quota 2.169,2 miliardi, il massimo storico dal luglio 2014, quando il picco raggiunto era di 2.167,7 miliardi. A certificarlo è Bankitalia, che stamattina ha pubblicato il bollettino ‘Finanza pubblica, fabbisogno e debito’. L’aumento è in linea con le previsioni contenute nel Def approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, che per il 2015 prevede un aumento del debito pubblico al 132,5% del Pil, rispetto al 132,1% dello scorso anno. Il dato, secondo le stime dell’esecutivo, dovrebbe calare solo nel 2016, attestandosi al 130,9% del Pil.

L’articolo era Aprile. Ecco Maggio [3]:

MILANO – Nuovo record del debito pubblico italiano a marzo. Secondo i dati di Bankitalia, contenuti nel Supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,0 miliardi rispetto a febbraio, salendo a 2.228,7 miliardi.
Nonostante l’ennesima impennata, l’agenzia di ratingStandard&Poor’s ha confermato la capacità dell’Italia di far fronte ai propri impegni, lasciando il giudizio BBB-.

Il debito cresce ma, assai curiosamente, lo spread rimane dov’era. Non importa, lo scopo di questo post è un altro: diamo un’occhiata alla spesa previdenziale.

—- E la spesa previdenziale è enorme —-

Ed ecco a voi il rapporto fra la spesa previdenziale e il debito pubblico:

“Il 75% del debito pubblico è frutto del disavanzo del sistema pensionistico”. Lo ha dichiarato il Prof. Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali , intervendo alla Conferenza le Nuove Sfide di Pensioni & Welfare Italia, presso l’Hotel Melià a Milano. Nella sua presentazione, incentrata sul “Sistema previdenziale italiano, la sua situazione attuale e le sfide future: un patto generazionale”, il Prof. Brambilla ha fornito una panoramica sulla situazione attuale dell’universo previdenziale e sulle sfide di oggi e di domani che segnano lo sviluppo di un settore sottoposto a cambiamenti profondi e a tensioni interne, soprattutto in termini di demografia, sostenibilità finanziaria, assistenza sanitaria e previdenza complementare. “I tassi di occupazione nel nostro Paese – ha spiegato il Prof. Brambilla – sono molto bassi: siamo agli ultimi posti delle classifiche Ocse per occupazione totale,femminile, over 55 e under 29”. “Un rapporto accettabile – ha proseguito il Prof. Brambilla – potrebbe essere di circa 24,5 milioni di occupati su 16 milioni di pensionati,paria1,544. Al 31 dicembre 2014 gli occupati erano poco più di 22,421 milioni e i pensionati 16,359 milioni con un rapporto pari 1,379. Dovremmo quindi migliorare il rapporto del 12%”. “Sul lato delle pensioni, il risultato si dovrebbe centrare in qualche anno;appare più complesso,invece, migliorare la parte degli attivi. Se negli anni della crisi abbiamo perso più di un milione di posti di lavoro, significa che abbiamo un milione di persone che non versano più contributi, quindi il sistema soffre e va in deficit, anche a causa della generosità delle citate pensioni retributive”.

Per la cronaca, «il debito pubblico rappresenta la consistenza delle passività finanziarie lorde afferenti al settore delle Amministrazioni pubbliche, registrate al valore nominale e consolidate tra le unità appartenenti allo stesso settore». «I titoli di Stato, ossia tutti i titoli obbligazionari emessi dal Tesoro, sia sul mercato interno (BOT, CTZ, CCT, CCTeu, BTP, BTP€I e BTP Italia), sia sul mercato estero (programmi Global, MTN e Carta commerciale), costituiscono la maggiore parte del debito pubblico. Al 31 dicembre 2015, l’ammontare dei titoli di Stato in circolazione rappresenta circa l’84% del debito pubblico» [5].

Facile concludere che per mettere mano al debito pubblico si debba intervenire sulla spesa previdenziale, no?

—- Ma che ci fanno i pensionati con la pensione? —-

Se si considera il debito pubblico, di questa cifra il 33,6% è in mano ai non residenti, mentre i due terzi restanti è da cercare nel portafoglio dei residenti [6]. Questo ci porta al punto successivo: ma chi sono questi residenti? Non so voi, ma il sottoscritto pur avendo due conti in banca in due valute differenti rimane uno spiantato e non posso vantare investimento di sorta. Qualcosa mi dice, quindi, che i residenti di cui sopra sono in buona parte i pensionati che investono i risparmi accumulati in una vita lavorativa nei titoli di Stato che sono più sicuri di altre forme d’investimento.

Colpire la spesa previdenziale per ridurre il debito pubblico vuol dire, allora, attaccare una fonte di reddito delle persone che in buona parte investono nei titoli di Stato. Non è meraviglioso?

Approfondimenti:

_ diamo i dati: http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/bollettino_trimestrale/Bollettino_trimestrale_-_2x_trimestre_2016.pdf.

_ fate presto! Non più: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-05-13/perche-debito-italiano-e-sostenibile-064510.shtml?uuid=ADHdV7G.

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[1] Cfr. http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt6,1-4&formato_rif=vp.

[2] Cfr. http://www.eunews.it/2015/04/14/bankitalia-debito-pubblico-italiano-al-massimo-storico/33469.

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2016/05/13/news/nuovo_massimo_storico_per_il_debito_pubblico_2_228_7_miliardi-139700295/.

[4] Cfr. http://www.europeanpensions.net/it/Conferenza-debito-pubblico-frutto-disavanzo-sistema-pensionistico.php.

[5] Cfr. http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/_link_rapidi/debito_pubblico.html.

[6] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-02-20/il-record-tedesco-debito-pubblico-esportato-105425.shtml?uuid=ACsfwpYC.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 luglio 2016 da in economia con tag , .
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