Charly's blog

E il PIL come fa? #ciaone

Sono usciti i dati Istat in merito all’andamento del PIL e non è un bel vedere [1]:

Nel secondo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015.

E all’estero come fanno? Così: «nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre ha segnato una variazione nulla in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,4% in Francia e dell’1,2% negli Stati Uniti».

—- La Brexit signora mia —-

Non che non si sia messo le mani avanti con grande anticipo [2]:

“Decelerazione della fase di ripresa”. L’Ufficio parlamentare di bilancio definisce così il rischio per l’Italia non solo di scivolare “poco sotto l’1%” nell’avanzamento del Pil per quest’anno. Ma di dover pagare un conto salatissimo, causa Brexit, anche nel 2017 con una “ripresa meno dinamica”. “L’impatto sulla crescita sarebbe di 0.2-0,4 punti percentuali, a seconda della severità delle ripercussioni sui mercati finanziari”.

Se non fosse che per la Brexit si è votato il 23 giugno e i dati dell’Istat sono relativi all’intero secondo trimestre. E, paradossi della storia, il Regno Unito ha registrato un 0,4 e un 0,6 nei primi due trimestri dell’anno. A quanto pare la Brexit ha un impatto maggiore sull’Italia che nel paese coinvolto, esattamente come l’11/09 ebbe un maggior impatto sull’Italia rispetto agli Stati Uniti. O, almeno, così diceva Tremonti…

Complessivamente, l’andamento del PIL è erratico, cambiando da paese a paese. La Francia è calata dal 0,7 allo 0, la Germania dallo 0,7 allo 0,4, il Regno Unito dallo 0,4 allo 0,6 [3]. La top three vede la Romania (1,5), l’Ungheria (1,1) e la Polonia e la Slovacchia a pari merito (0,9). Francia e Italia insieme all’Austria registrano la performance peggiore (0).

—- In caso di un’altra recessione… —-

L’andamento del PIL italiano risulta, nel migliore dei casi, stagnante e sempre prono alla recessione. Questo ci porta a due problemi:

  • A dispetto delle condizioni favorevoli – prezzo del petrolio, QE – il PIL comunque non cresce;
  • Se il PIL non cresce le sofferenze bancarie aumenteranno ulteriormente;

Vi lascio immaginare cosa possa succedere in caso di recessione. E se adesso la congiuntura è favorevole, potrebbe non esserlo più in futuro…

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[1] Cfr. http://www.istat.it/it/archivio/189844.

[2] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2016/07/26/news/effetto_brexit_il_pil_2016_dell_italia_sotto_l_1_-144862371/.

[3] Cfr. http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/7590656/2-12082016-BP-EN.pdf/5f4b863e-e886-46fa-894c-351fb274c276.

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4 commenti su “E il PIL come fa? #ciaone

  1. Connacht89
    14 agosto 2016

    Forse ho letto male ma il riferimento alla Brexit è al futuro, non al trimestre appena trascorso.

    • Charly
      15 agosto 2016

      Cosa intendi?
      Comunque ho sbagliato a scrivere, il dato Istat è riferito al secondo trimestre e non al semestre. Ero sveglio dalle 4 di mattina 🙂

      • Connacht
        19 agosto 2016

        Intendo che la citazione dice “ci aspettiamo cose brutte nel 2017 per via della Brexit”, non dice “le cose brutte del passato trimestre sono dovute alla Brexit”. :/

      • Charly
        21 agosto 2016

        Ma ci sono già alcuni maniavantisti che citano la Brexit…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 agosto 2016 da in economia con tag , , .
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