Charly's blog

Il ritorno della teodicea: terremoti e castighi divini

Il recente terremoto che ha devastato l’Italia centrale ha permesso a molti religiosi di uscire allo scoperto. Ecco  Militia Christi [1]:

Militia Christi

Sommersi dagli insulti e dalle pernacchie i nostri filosofi hanno poi ritirato il commento ma ormai il danno era già stato fatto.

—- Ed ecco l’Islam —-

Non che i cattolici siano gli unici in questo allegro festival dell’orrore. I loro compagni di merendine islamici sul gruppo Sì all’Islam su Facebook hanno linkato il seguente contenuto [2]:

(Abu’l-Shaykh al-Isbahani riportò da Mujahid relativamente al Tafsir di questa ayah, “Dì’: “Egli ha il potere di inviare tormento su di voi dall’alto …”: (questo significa) as-Sayhah (il grido o tumulto), pietre e forte vento; “… o da sotto i vostri piedi” (significa), terremoti ed essere inghiottiti dalla terra).
Indubbiamente i terremoti che stanno accadendo in questi giorni sono tra i segni che Allah usa per spaventare i Suoi servi. I terremoti e tutte le altre cose che accadono e che provocano danni e ferite alle persone sono a causa dello Shirk e dei peccati, come Allah dice:

وما أصابكم من مصيبة فبما كسبت أيديكم ويعفو عن كثير

Qualunque sventura vi colpisca, sarà conseguenza di quello che avranno fatto le vostre mani , ma [Allah] molto perdona.”
[Ash-Shūrá, 30]

ما أصابك من حسنة فمن الله وما أصابك من سيئة فمن نفسك

Ogni bene che ti giunge viene da Allah e ogni male viene da te stesso.”
[An-Nisā’, 79]

E Allah dice relativamente alle nazioni del passato:

فكلا أخذنا بذنبه فمنهم من أرسلنا عليه حاصبا ومنهم من أخذته الصيحة ومنهم من خسفنا به الأرض ومنهم من أغرقنا وما كان الله ليظلمهم ولكن كانوا أنفسهم يظلمون

Ognuno colpimmo per il suo peccato: contro alcuni mandammo ciclone, altri furono trafitti dal Grido, altri facemmo inghiottire dalla terra e altri annegammo . Allah non fece loro torto: furono essi a far torto a loro stessi.”
[Al-‘Ankabūt, 40]

Quello che devono fare i Musulmani e gli altri che sono responsabili e sani di mente è di pentirsi ad Allah, aderire fermamente alla Sua Religione ed evitare tutto ciò che Egli ha proibito di Shirk e peccato, in modo che possano essere indenni e raggiungere la salvezza da tutti i mali di questo mondo e dell’Altro: è così che Allah allontanerà da loro ogni male, e li benedirà con ogni bene.

E ancora

Allah dice:

ولو أن أهل القرى آمنوا واتقوا لفتحنا عليهم بركات من السماء والأرض ولكن كذبوا فأخذناهم بما كانوا يكسبون

Se gli abitanti di queste città avessero creduto e avessero avuto timor di Allah, avremmo diffuso su di loro le benedizioni dal cielo e dalla terra. Invece tacciarono di menzogna e li colpimmo per ciò che avevano fatto.”
[Al-‘A’rāf, 96]

La nostra risposta, quando c’è un terremoto o qualche altro segno come un eclissi, venti forti o inondazioni, dovrebbe essere quella di affrettarsi a pentirsi ad Allah e pregarLo per l’incolumità, e ricordarLo molto e cercare il Suo perdono, come il Profeta (sallAllahu ‘aleyhi wa sallam) disse quando ci fu un’eclissi:
Se vedete qualcosa di simile, affrettatevi a ricordarLo, rivolgetevi a Lui e chiedete il Suo perdono.”
(Parte di un hadit concordato, narrato da al-Bukhāri 2/30 e Muslim 2/628)

Insomma, colpa dei peccati dei terremotati.

—- Memento: de Mattei e la teodicea —-

Nel 2011 era stato il vicepresidente del Cnr de Mattei ad assurgere alle cronache per questa ponderata riflessione scientifica: «nel mirino per una conversazione a Radio Maria, nella quale ha sostenuto che i terremoti «sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio» e che in alcuni casi possono essere castighi divini» [3]. E così, con i cadaveri ancora caldi il nostro non aveva niente di meglio da fare che giocare con il vittimismo: «Gli attacchi contro di me sono un tipico esempio della dittatura del relativismo denunciata da Benedetto XVI. Perché non ho fatto altro che riaffermare la tradizionale dottrina cattolica sulla provvidenza».

Sul sito del luminare si può trovare un’articolazione del pensiero del nostro luminare [4]:

In primo luogo esse ci distaccano dalla vita terrena e ci richiamano col pensiero al fine ultimo della nostra vita, che è immortale. In secondo luogo esse possono essere un castigo che ci purifica dalle nostre colpe individuali o collettive. Fu il terremoto di Messina un castigo di Dio? «Chi potrebbe dirlo? – commenta mons. Mazzella – E possibile fare delle congetture, non è possibile affermare alcuna cosa con certezza. Intanto per noi, al nostro scopo, basta la sicurezza, che le catastrofi possono essere, e talora sono esigenza della giustizia di Dio». In terzo luogo le grandi catastrofi sono spesso una manifestazione non della giustizia di Dio, ma del suo amore misericordioso. Mons. Mazzella scrive che il terremoto può essere stato un battesimo di sofferenza che ha toccato il cuore di molte vittime, unendole a Dio. Non c’è compiacimento per le sofferenze in queste parole, ma desiderio, al contrario, di consolarle. Sapere che i miei dolori sono ordinati ad un fine superiore è certamente più consolante di sapere che sono frutto delle cieche forze del caso. Qualcuno dirà che il terremoto è un fenomeno di natura, risultato di forze fatali, perché governate da leggi precise e costanti, e che per questo non può esser legato alle esigenze variabili della giustizia o della misericordia di Dio. Se però Dio è l’autore dell’universo, chi potrebbe negargli la scienza e la potenza di disporre il meccanismo delle forze e delle leggi della natura in modo da produrre un fenomeno secondo le esigenze della sua giustizia o della sua misericordia? I disegni di Dio sono imperscrutabili, talora sono mistero di giustizia, talora mistero di misericordia, ma sempre misteri degni di un’infinita sapienza e di un’infinita bontà. Le grandi catastrofi sono certamente un male, però non sono un male assoluto, ma un male relativo, dal quale possono sorgere beni di ordine superiore e più universali. La luce della fede ci insegna che le grandi catastrofi, o sono un richiamo paterno della bontà di Dio, o sono esigenze della divina giustizia, che infligge un castigo, o sono un tratto della divina misericordia, che purifica le vittime aprendo loro le porte del Cielo, che è il destino eterno dell’uomo. Morte, malattie, sofferenze, angosce di ogni tipo, tutto è frutto del peccato e tutto può essere vinto dalla vita della Grazia che, morendo sulla Croce, Gesù Cristo ha portato agli uomini spalancando loro le porte della vita eterna, della eterna felicità. Sono questi i pensieri a cui ci dovrebbero richiamare le tragedie collettive, come i terremoti, permessi da Dio per ottenere beni spirituali più alti della vita materiale, perché le sofferenze materiali non sono il male supremo e Dio le permette, come castighi o come purificazioni, e comunque, sempre, come strumenti di meditazione, per aprire il nostro cuore a beni più alti di quelli materiali.

Insomma, roba da dire ai parenti delle vittime. E poi accusare gli atei relativisti&kattivi quando cominciano a volare gli schiaffi e i calci in culo…

—- Alle radici della follia: la teodicea —-

Le esternazioni dei religiosi non sono dettate tanto, o non solo, dal caldo agostano, ma dal vecchio problema posto dalla teodicea [5]:

vuol essere infatti, come risulta già dal titolo del libro di Leibniz, una «giustificazione di Dio» rispetto al problema della sussistenza del male nel mondo e del libero arbitrio umano. In questo senso, quindi, il problema che fa sorgere l’esigenza di una t. e il tentativo di risolverlo appagando tale esigenza è di gran lunga anteriore all’età in cui Leibniz coniò tale nome: il problema della t. è infatti centrale tanto nello stoicismo, che lo risolve deferendo alla provvidente saggezza della Ragione cosmica ogni accadere mondano e quindi considerando apparente ogni male, quanto in tutta la teologia cristiana medievale, anche in rapporto a quegli elementi della filosofia platonica e aristotelica che essa aveva assimilato in sé e che parimente, implicando una considerazione finalistica dell’accadere orientata verso la perfezione divina, ponevano l’esigenza di una giustificazione totale del mondo.

Se “dio” è onnipotente e buono, infatti, perché esiste il male nel mondo? In un sistema politeista è sufficiente inventarsi qualche divinità malvagia, ma in un sistema monoteista c’è un unico boss. Anche l’adozione di improbabili satanassi – nella Bibbia per la cronaca Satana come individuo non esiste, chiedete ai rabbini – non risolve il problema perché l’onnipotente “dio” potrebbe fermarlo. E neppure il peccato originale – altra cosa che nella Bibbia non esiste, chiedete sempre ai rabbini – risolve il problema oltre a mandare in vacca il concetto di responsabilità personale della pena.

In compenso il ribrezzo che queste esternazioni provoca mostra bene quanto l’insensibilità religiosa sia minoritaria al giorno d’oggi e non a caso la Chiesa si guarda bene dal dire qualcosa. L’avevo detto, no? Il problema non è una religione, ma le religioni, atee o meno che siano…

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/08/24/foto/terremoto_tutta_colpa_delle_unioni_civili_il_tweet_di_militia_christi-146566784/1/#1.

[2] Cfr. https://siallislaminitalia.wordpress.com/2016/08/24/perche-ci-sono-cosi-tanti-terremoti-2/.

[3] Cfr. http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_27/eretico-cnr-castigo-divino_5e67f5e6-5841-11e0-8955-c490be50f429.shtml.

[4] Cfr.  http://www.robertodemattei.it/2011/04/01/la-discussione-in-italia-sul-terremoto-in-giappone/.

[5] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/teodicea_(Dizionario-di-filosofia)/.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 agosto 2016 da in religione con tag , , , , , .
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