Charly's blog

Temete la presidenza Trump? Aspettate il post….

E così alla fine è successo l’incredibile: Trump ha battuto la Clinton nella corsa presidenziale degli impresentabili. Gli allarmi si sprecano, esattamente come per la Brexit, ma prima di tutto permettetemi di gongolare. Ve li ricordate i giornaloni stranieri che irridevano l’Italia di Berlusconi? Diamo il benvenuto a Farage, a Trump, a Orban, a Wilders

—- Trump: le idee —-

Cosa farà Trump? A rigor di logica abbiamo solo due possibilità:

  • Applica il suo programma;
  • Non applica il suo programma;

Sul piano economico Trump vuole «a dynamic booming economy that will create 25 million new jobs over the next decade» [1]. A parte per il tipico cavallo di battaglia dei conservatori – «Reduce taxes across-the-board, especially for working and middle-income Americans who will receive a massive tax reduction» – l’aspetto più interessante verte sul commercio internazionale:

  1. Withdraw from the Trans-Pacific Partnership, which has not yet been ratified.

  2. Appoint tough and smart trade negotiators to fight on behalf of American workers.

  3. Direct the Secretary of Commerce to identify every violation of trade agreements a foreign country is currently using to harm our workers, and also direct all appropriate agencies to use every tool under American and international law to end these abuses.

  4. Tell NAFTA partners that we intend to immediately renegotiate the terms of that agreement to get a better deal for our workers. If they don’t agree to a renegotiation, we will submit notice that the U.S. intends to withdraw from the deal. Eliminate Mexico’s one-side backdoor tariff through the VAT and end sweatshops in Mexico that undercut U.S. workers.

  5. Instruct the Treasury Secretary to label China a currency manipulator.

  6. Instruct the U.S. Trade Representative to bring trade cases against China, both in this country and at the WTO. China’s unfair subsidy behavior is prohibited by the terms of its entrance to the WTO.

  7. Use every lawful presidential power to remedy trade disputes if China does not stop its illegal activities, including its theft of American trade secrets – including the application of tariffs consistent with Section 201 and 301 of the Trade Act of 1974 and Section 232 of the Trade Expansion Act of 1962.

Per quanto riguarda l’ambiente, Trump deve conciliare gli opposti. Il roboante principio programmatico – «Make America energy independent, create millions of new jobs, and protect clean air and clean water. We will conserve our natural habitats, reserves and resources. We will unleash an energy revolution that will bring vast new wealth to our country» – si realizza trivellando il trivellabile:

  • Unleash America’s $50 trillion in untapped shale, oil, and natural gas reserves, plus hundreds of years in clean coal reserves.

  • Become, and stay, totally independent of any need to import energy from the OPEC cartel or any nations hostile to our interests.

  • Open onshore and offshore leasing on federal lands, eliminate moratorium on coal leasing, and open shale energy deposits.

Ed ecco la politica sull’immigrazione:

  • Prioritize the jobs, wages and security of the American people.

  • Establish new immigration controls to boost wages and to ensure that open jobs are offered to American workers first.

  • Protect the economic well-being of the lawful immigrants already living here by curbing uncontrolled foreign worker admissions

    • Select immigrants based on their likelihood of success in the U.S. and their ability to be financially self-sufficient.

    • Vet applicants to ensure they support America’s values, institutions and people, and temporarily suspend immigration from regions that export terrorism and where safe vetting cannot presently be ensured.

    • Enforce the immigration laws of the United States and restore the Constitutional rule of law upon which America’s prosperity and security depend

Al buon senso di applicare la legge si aggiunge, però, anche la priorità data ai lavoratori americani. Unendo al tutto anche la revisione degli accordi tradizionali si forma un bel quadretto di protezionismo e nativismo condito da investimenti interni.

Per quanto riguarda la politica estera, da una parte si registra l’ovvio intento di eliminare l’Isis:

  • Work with our Arab allies and friends in the Middle East in the fight against ISIS.

  • Pursue aggressive joint and coalition military operations to crush and destroy ISIS, international cooperation to cutoff their funding, expand intelligence sharing, and cyberwarfare to disrupt and disable their propaganda and recruiting.

  • Defeat the ideology of radical Islamic terrorism just as we won the Cold War.

  • Establish new screening procedures and enforce our immigration laws to keep terrorists out of the United States.

  • Suspend, on a temporary basis, immigration from some of the most dangerous and volatile regions of the world that have a history of exporting terrorism.

Dall’altra parte, però, si registra anche la fine dell’interventismo unilaterale americano, dell’ideologia della diffusione della democrazia e dell’avventurismo militare. Senza dimenticare, poi, il cambio di registro con la Russia: in poche parole ci si aspetta un’America ripiegata su sé stessa e meno propensa a destabilizzare il quadro geopolitico mondiale (vuoi per insipienza o per calcolo). Dal punto di vista europeo la fine delle tensioni con la Russia è sicuramente una buona notizia, ma rimane il caos che attanaglia il Medio Oriente e il Nord Africa. La festa è finita è qualcuno deve pulire…

Sullo scacchiere asiatico si registra da una parte la lotta commerciale con la Cina ma, allo stesso tempo, il disimpegno militare. Sarà interessante vedere che fine farà la politica di contenimento a stelle e strisce e che cosa faranno il Giappone e l’India.

—- La dura replica della realtà —-

A dispetto di quanto in genere si pensi, il Presidente americano sarà sì l’uomo più potente al mondo ma è ben lungi dall’essere un monarca assoluto. Dal punto di vista istituzionale il sistema americano è ben concepito e i poteri e le prerogative del Presidente sono ampiamente bilanciati dal Congresso e dalla Costituzione. Per quanto il Congresso sia a maggioranza repubblicana non aspettatevi un trattamento di favore. I politici americani sono molto meno fedeli al partito rispetto a quelli europei e Trump non è visto di buon occhio dal parte del GOP.

La morale della favola è abbastanza terrificante:

  • L’applicazione del programma significa un ritorno al protezionismo in un contesto di caos globale;
  • La mancata applicazione del programma significa non aver dato risposta a tutta una serie di problematiche che sono emerse negli ultimi anni;

Il secondo punto è quello che i radical chic del web e dei giornali non capiscono o non vogliono capire. Non basta etichettare come ignoranti, populisti, irrazionali milioni di persone per capire un fenomeno politico. La globalizzazione ha lasciato le macerie sia dal punto di vista economico – se vanno via le aziende va via anche il lavoro e se va via il lavoro arriva la criminalità – sia dal punto di vista migratorio. E si considera quest’ultimo aspetto si deve ribadire ancora una volta che il terrorismo è un aspetto secondario. Il vero problema è la massa crescente di immigrati che vengono in Occidente e che pretendono d’imporre i propri valori e costumi a danno del quadro sociale e legislativo vigente. Se si arriva sul punto di leggere un delirio del genere su il Corriere [2]

È pensabile avere in Europa un sistema legale parallelo, per di più ispirato ai princìpi della sharia, la legge islamica? […] La reazione non si è fatta attendere ed è arrivata proprio dalle donne musulmane: la loro associazione ha sostenuto che la chiusura dei tribunali islamici ricaccerebbe le donne nella totale illegalità. Una posizione appoggiata anche dalla deputata laburista musulmana Naz Shah. Come nella diatriba sul burqini in Francia, a volte quello che può sembrare un veicolo di oppressione può rivelarsi lo strumento per avviare un percorso di emancipazione. E nelle complesse questioni di fede e cultura più che usare l’accetta della razionalità illuministica (il cui prodotto ultimo è la ghigliottina) può essere più proficuo seguire la strada dell’empiria.

Vuol dire che siamo proprio messi male. Come se non bastassero gli immigrati musulmani che protestano in piazza con i cartelli “Islam will dominate the world”. La cosa buffa è che anch’io sono un immigrato ma seguo le leggi e le tradizioni locali. Che volete, io sono europeo e non africano o asiatico

Se come molti sostengono non ci sono alternative all’organizzazione economica attuale, allora, avremo un enorme problema perché i problemi creati dal quel modello di sviluppo rimarranno sul tavolo. E proprio come negli anni ’30, quando agli apprendisti stregoni dell’economia viene lasciato il campo libero il punto d’arrivo sono le camice nere e i campi di concentramento. Senza la disoccupazione Hitler stava al 2%….

Approfondimenti:

_ Trilemma di Rodrick: http://vocidallestero.it/2016/06/14/il-trilemma-di-rodrik-leconomia-mondiale-non-lo-puo-evitare/.

_ TINA: http://phastidio.net/2016/11/09/trumped/.

___________________________________________________________

[1] Cfr. https://www.donaldjtrump.com/policies/economy/.

[2] Cfr. http://www.corriere.it/cultura/16_novembre_03/dilemma-britannicotribunali-islamicio-illegalita-8b9da1c6-a135-11e6-9f94-044d5c37e157.shtml.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 novembre 2016 da in Uncategorized con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: