Charly's blog

Trump: i sondaggi hanno sbagliato? O, magari, hanno mentito…

Dopo la sorprendente affermazione di Trump come Presidente a stelle strisce – ricordiamo l’equazione Trump: Trump = Berlusconi + armi atomiche – ci si interroga come sia stato possibile toppare la previsione [1]:

All’indomani del voto, tutti gli analisti si chiedono in cosa abbiano sbagliato i sondaggi. Considerata la quantità di rilevazioni in cui la candidata democratica era in vantaggio, da Five Thirty Eight al New York Times, la possibilità di vittoria di Hillary Clinton superava il 70 per cento. Finché l’ex First Lady non ha perso la Florida, e soprattutto finché la Pennsylvania e il Wisconsin non sono diventati, a sorpresa, completamente rossi.

Perché i sondaggi hanno fallito?

—– Il biasimo sugli elettori… —–

Una premessa tecnica fondamentale: i sondaggi sono una fotografia di un flusso mutevole di preferenze. Il che vuol dire che è perfettamente normale che le percentuali siano diverse con il passare del tempo. Una cosa sono le intenzioni di voto a Ottobre, un’altra cosa sono quelle di Giugno.

Seconda premessa: i risultati dei sondaggi sono determinati anche dalle caratteristiche del campione che viene selezionato. Da qui la differenza nei risultati fra le varie consultazioni. Si deve considerare, infine, un altro fattore:

Se n’è parlato molto in questi mesi, da Nate Silver ad Alexander Coppock del Washington Post. È possibile che ci siano stati elettori «nascosti», «timidi», che hanno mentito ai sondaggi perché non se la sentivano di dire che avrebbero votato per Trump, il candidato che fa commenti sulle donne e che dice che il sistema elettorale americano è corrotto? […]Dieci giorni fa sette repubblicani su dieci, scriveva Politico, credevano che i sondaggi sottostimassero Trump proprio per questo esercito di elettori nascosti. «Si dà per scontato», ha detto un veterano del Gop, Ned Ryun, «che una persona voglia rivelare le sue preferenze elettorali a un perfetto sconosciuto al telefono». Statisticamente si chiama «errore di desiderabilità sociale», che si verifica quando l’intervistato dà una valenza molto personale alla propria risposta ed è portato a mentire. Se si guarda alle statistiche nazionali degli ultimi giorni, Hillary Clinton era in vantaggio di 4 punti sulle rilevazioni telefoniche, ma solo di 2,6 su quelle anonime online. A fine ottobre un sondaggio Politico/Morning Consult, su un campione di circa 2330 elettori, vedeva in vantaggio Clinton del 52 per cento al telefono. Online, scendeva sotto il per cento.

Se gli intervistati mentono non c’è tecnica statistica che tenga.

—- O sui media? —-

Il fenomeno, però, può essere letto anche da un altro punto di vista. Conoscete la legge sulla par condicio? Ecco l’art. 8 [2]:

Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.

Il motivo di questa norma è da ricercare nel fatto che i sondaggi possono influenzare le decisioni di voto degli indecisi. Non sapendo chi votare si potrebbe avere la sensazione che chi è in vantaggio sia nel giusto orientando le preferenze elettorali. Pensando male, insomma, viene fuori che i sondaggi più che erronei fossero manipolati a favore della Clinton. D’altronde i media non facevano mistero del loro sostegno alla candidata democratica e, mentre tutto si sa sulle gaffe di Trump, ben poco è venuto fuori dallo scandalo dalle e-mail e nessuno ha evidenziato il fatto che la Clinton fosse sostenuta dai petrodollari di Arabia Saudita e soci, i principali sponsor dell’integralismo islamico.

Un simile atteggiamento è confermato anche dai commenti post voto dove il disgusto per la democrazia e degli elettori trasuda da decine e decine di editoriali. Il bello è che i giornalisti oltre a non capire il perché della vittoria di Trump, mi sa, non capiscono neppure perché vendono sempre meno. Qualcosa mi dice che prendere per il culo chi ti legge non è una strategia di business vincente…

Approfondimento:

_ il voto: https://medium.com/@christophermoyer_13/the-truth-about-trumps-win-eb5506deb5d9#.vj17vfhrq.

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2016/11/09/esteri/speciali/presidenziali-usa-2016/perch-i-sondaggi-hanno-sbagliato-anche-sulla-vittoria-di-donald-trump-2L1ISCPtNMVj5F2nB33CYO/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.camera.it/parlam/leggi/00028l.htm.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 novembre 2016 da in politica con tag , , , , , .
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