Charly's blog

Ma se vince il No l’Italia esce dall’Euro? #mavvalà

Titolo de la Repubblica [1]:

referendum-euro

Vagamente drammatico, non trovate? Ma è anche un pochino click bait.

—- Secondo il Financial Times… —-

Vediamo cosa scrive il Financial Times:

 Per Münchau il “5 dicembre l’Europa potrebbe svegliarsi con l’immediata minaccia della disintegrazione”. E le cause sarebbero da ritrovare anche nei problemi strutturali dell’economia italiana: “Da quando l’Italia nel 1999 è entrata nell’euro la sua produttività totale è stata di circa il 5%, mentre Germania e Francia hanno superato il 10%”. Sarebbe inoltre fallimentare il tentativo di costruire un’unione economica e bancaria efficiente dopo la crisi dell’eurozona del 2010-2012 basata solo sull’austerity, scelta attribuibile secondo il FT al cancelliere tedesco Angela Merkel. “La combinazione di questi due fattori sono la più grande causa dell’esponenziale crescita del populismo in Europa” che per Münchau ha in Italia tre partiti d’opposizione tutti a favore, seppur in modo diverso, dell’uscita dall’euro: i Cinque Stelle, Forza Italia e Lega.

La soluzione al problema? Eccola:

Questa serie di eventi potrebbe essere prevenuta solo “se Merkel accettasse ciò che ha finora rifiutato: una road map verso una piena unione fiscale e politica”, aggiunge il condirettore del Financial Times. Inoltre dovrebbe anche essere rafforzato “l’European Stability Mechanism”, il sistema di salvataggio dei Paesi dell’eurozona che non è progettato per salvare Paesi delle dimensioni di Italia e Francia. In ogni caso per Münchau la previsione più concreta “resta non un collasso dell’Ue o dell’euro ma un’uscita di uno o più Paesi, verosimilmente l’Italia, ma non la Francia”.

E poco importa se la Germania ha detto ripetutamente nein alla cosa, a quanto pare capire il tedesco è più difficile di quanto non sembri. Sia come sia l’argomento di Munchau non è una novità ed evidenzia l’insostenibilità economica dell’eurozona e il nulla politico della UE. Da qui si dovrebbe trarre le conseguenze sul perché i “populismi” siano in ascesa invece di profetizzare sventura, ma così facendo si dovrebbe riconoscere che i “populismi” hanno le proprie ragioni e le élite no.

È degno di nota che un mese fa un altro editoriale sosteneva che il referendum fosse un ponte verso il nulla «le riforme costituzionali faranno ben poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica» [2]. Una testata pluralistica, direi.

—- Dies irae? No —-

Tralasciando il triste destino della UE, cosa non quadra nel discorso di Munchau? L’analisi politica:

  • Il PD è eurista ed europeista;
  • FI è scomparsa e non è ben chiara la sua posizione in merito;
  • Il M5S… ha una posizione chiara su qualcosa?

La Lega è l’unica forza politica che propone l’uscita dall’eurozona ma è limitata nell’azione dato che non può aspirare a un governo monocolore. Né tantomeno si vedono gli spazi per una coalizione politica votata all’uscita. Il discorso sarebbe ben diverso in caso di affermazione della Le Pen in Francia il prossimo anno ma il candidato all’uscita in questione sarebbe il Senegal paese transalpino e non l’Italia.

Tornando alle beghe nostrane, anche se Renzi si dimettesse non ci sono alternative all’orizzonte. A parte un improbabile Governo tecnico (con quale maggioranza?), in caso di elezioni con una futuribile nuova legge elettorale in senso proporzionalista (votabile in Parlamento con la sola opposizione M5S) il risultato finale sarebbe un tripolarismo con l’ovvia e conseguente conventio ad excludendum nei confronti dei grillini. Tutto come prima, insomma, magari con Renzi ancora al Governo…

—- E l’Apocalisse? —-

Seppur divisi su tutto i due fronti politici del sì e del no hanno una cosa in comune: la prevista Apocalisse prossima ventura in caso di vittoria del fronte avverso. Ma è davvero possibile che dopo un referendum costituzionale il mondo crolli? Giusto per la cronaca, vi ricordate cos’è successo all’epoca dell’ultima tornata referendaria in ambito costituzionale, a parte i leghisti che dovevano espatriare e che qui sono rimasti? Appunto.

Il colpevole della cosa è lo stesso Renzi che ha voluto trasformare il referendum sulla costituzione in un referendum sul suo operato di Governo. Ma ancora una volta non si vedono tutti questi cataclismi all’orizzonte: d’altronde siamo ancora in attesa delle apocalissi promesse con la Brexit e Trump. Vediamo se i giornaloni faranno nuovamente cilecca o se ci azzeccherano tanto per cambiare: nel primo caso, però, si dovrebbe cominciare a metterne in dubbio la competenza o l’onestà…

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2016/11/21/news/referendum_italiano_visto_dai_giornali_finanziari_esteri-152449063/.

[2] Cfr. http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2016/10/04/riforme-financial-times-contro-renzi-un-ponte-verso-il-nulla/203294/.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 novembre 2016 da in politica con tag , , , .
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