Charly's blog

La Democrazia si è rotta: abbasso il suffraggio universale! (1)

Ricordate le elezioni americane con gli elettori di Tump etichettati come razzisti, xenofobi e ignoranti? O per dirla alla Clinton [1]:

Il candidato democratico Hillary Clinton ha affermato che “la metà dei sostenitori di Donald Trump sono un cesto di miserabili”, “razzisti, sessisti, omofobi, xenofobi e islamofobi”, alla stregua del candidato repubblicano. “Purtroppo – ha spiegato – ci sono persone così che lui ha risvegliato”. Parole dure pronunciate a New York nel corso di un meeting elettorale per la raccolta di fondi. Parlando dei diritti degli omosessuali, Clinton, riferendosi ancora ai simpatizzanti di Trump, li ha definiti “inguaribili”. Ma “per fortuna – ha aggiunto – non sono l’America”.

Ma loro sono americani, mica come noi europei. O no?

 

—- In principio fu la Brexit —-

Prima ancora del ciclone Trump, fu l’esito del quesito referendario sulla Brexit a sollevare dubbi e critiche sul suffragio universale [2]:

Dio salvi la regina, ma soprattutto butti un occhio pure ai ragazzi di Scozia, Galles, Irlanda del nord, Inghilterra. Perché se gli elettori del Regno Unito hanno deciso di uscire dalla Ue, i giovani si sono espressi in massa per rimanere: il voto dei cittadini di età compresa fra i 18 e i 24 anni è stato infatti favorevole al Remain per il 75%. Il contrario (ovvero l’appoggio al Leave) si legge piuttosto fra anziani e coloro che hanno titoli di studio inferiori. E ditemi voi se questo non è uno scontro generazionale, o per meglio dire un disastro generazionale. Secondo i dati di YouGov, ancora fra i 25 e i 49 anni il Remain aveva il favore delle urne (56%). Le cose sono cambiate dai 50 ai 64, con il 44%, e soprattutto oltre i 65 anni: gli anziani hanno votato per restare al 39%. Tradotto: fra i nonni e i nipoti passa uno scarto di 36 punti percentuali. È una visione della vita che più opposta non si potrebbe. E considerato il maggior numero di cittadini di età matura, tendenza di ogni paese occidentale, è questo che ha deciso l’uscita della Gran Bretagna.

Aggiornando il quadro abbiamo non solo dei razzisti, xenofobi e ignoranti, ma pure vecchi. Peggio di così… fino a quando non si sono chiuse le urne referendarie in Italia [3]:

 referendum-voto-giovani

I giovani, nonché quello più istruiti, hanno votato no. E nonostante l’appello dei promotori del sì: «A voi che avete compiuto 18 anni, vi chiediamo di contribuire alla costruzione di un’Italia migliore, più dinamica, più capace di premiare il merito, più efficiente, più semplice, più equa. Vi siete pian piano accorti, negli anni della vostra adolescenza, di quanto la politica italiana appaia a volte incomprensibile e lontana e di come l’Italia sia un paese stupendo ma appesantito dai nostri stessi vizi nazionali. Da oggi siete non più spettatori, ma protagonisti e attori del cambiamento. Fate della nuova Costituzione la vostra Costituzione, perché se insieme la approveremo, sarete voi a “viverla” più di ogni altro» [4].

 

—- Ma gli ignoranti devono votare? —-

Le consecutive debacle politiche hanno sollevato un punto assai curioso: ma gli ignoranti devono votare? Specie se sono degli analfabeti funzionali [5]:

Secondo gli studi dell’autorevole linguista Tullio De Mauro, meno di un terzo della popolazione italiana avrebbe i livelli di comprensione della scrittura e del calcolo necessari per orientarsi nella vita di una società moderna. Allo stesso modo, la percentuale di italiani in grado di comprendere il funzionamento della politica italiana sarebbe inferiore al 30%. De Mauro parla di “analfabetismo, un mezzo eccellente per attrarre e sedurre molte persone con corbellerie e mistificazioni”. L’ignoranza è il terreno di coltura del populismo. Il populismo semplifica le realtà, elimina la complessità, parla all’emotività e alla pancia dei cittadini. I quali, orfani delle tradizionali agenzie di mediazione – i partiti, i sindacati, la Chiesa – sono sempre più prigionieri di un presente in cui, senza una visione del futuro, finiscono per prevalere gli elementi di diffidenza e di chiusura.

Prima di analizzare la questione si dovrebbe far notare che gli ignoranti o gli analfabeti funzionali sono sempre gli altri: chi sosteneva la Brexit, chi ha votato no. Questi punti vengono dati per certi senza ombra di dubbio anche se alcuni rilievi erano e sono facilmente sollevabili:

Al netto di questo dettaglio tecnico, di un frame si tratta, vorrei prima chiedervi una cosa. Abbiamo detto che il problema sono gli ignoranti, giusto? Ma nel caso italiano i più giovani e istruiti hanno votato contro. A quanto pare o l’assunto base viene meno o dalla scuola escono degli emeriti ignoranti. Dalle stesse scuole, ahiloro, di coloro che sostenevano il sì. Si vede che se votano come dicono loto sei intelligente, se voti come dici tu non lo sei. E pazienza se avete studiato sugli stessi banchi e sugli stessi libri…

[continua…]

Approfondimenti:

_ Brexit: http://ilpedante.org/post/la-dittatura-degli-intelligenti-quelli-della-paidocrazia.

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2016/09/10/news/clinton_trump_miserabili-147520644/.

[2] Cfr. http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/06/24/brexit-hanno-scelto-i-vecchi-ignoranti/24397/.

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/speciali/politica/referendum-costituzionale2016/2016/12/05/news/referendum_cosi_renzi_ha_perso_i_giovani_e_il_sud-153524428/.

[4] Cfr. http://www.bastaunsi.it/referendum-18enni-prendetevi-il-cambiamento/.

[5] Cfr. http://www.ilpost.it/2016/06/26/gori-brexit/.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 dicembre 2016 da in politica con tag , , , , , , .
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