Charly's blog

La democrazia si è rotta: abbasso il suffraggio universale! (2)

Torniamo sulla vexata quaestio del voto degli ignoranti. Alla fin fine la questione è facile da porsi: accettereste di farvi curare utilizzando terapie votate a maggioranza o di volare su aerei progettati ad alzata di mano? Ovviamente no e da qui nasce la richiesta di un voto qualificato. In effetti il problema è innegabile [1]:

Mai come oggi tantissime persone assai poco informate prendono decisioni che hanno ripercussioni su tutti quanti. Basta studiare la pochezza dell’attuale campagna presidenziale americana per capire come il problema più urgente nella politica degli Stati Uniti non sia l’influenza delle grandi aziende, dei sindacati, dei media e nemmeno quella dei soldi. Il problema principale siete voi, gli elettori americani. Eliminando i milioni di elettori irresponsabili che non si prendono il disturbo di imparare i meccanismi più basilari della Costituzione, o le proposte e la storia del loro candidato preferito, forse potremmo riuscire ad attenuare le conseguenze della sconsideratezza del loro voto.

Capito chi non dovrebbe votare rimane, però, un altro quesito: chi ha il diritto di votare?

 

—- Chi è il cittadino informato? —-

Un primo passo per identificare il leggendario cittadino informato&conilsensocritico sarebbe quello di usare come base di partenza le materie di dibattito pubblico:

  • scienze politiche;
  • economia;
  • diritto;
  • psicologia;
  • sociologia;
  • antropologia;
  • etologia (perchè esistono le guerre? Guardate gli scimpanzé…);

In misura minore ma crescente non mancano le materie scientifiche;

  • agricoltura&connessi;
  • fisica (energia);
  • biologia;
  • genetica;

Fantastico: mi trovate una sola persona che padroneggi tutte queste discipline? Ovviamente è impossibile. Riduciamo il tiro al semplice laureato? Ma un laureato in economia non capisce nulla in psicologia o fisica, mentre i laureati delle scienze naturali, al netto della loro spocchia, non capiscono niente delle principali materie di dibattito pubblico. La cosa è particolarmente evidente nei laureati in fisica o biologia che fanno la lezioncina agli economisti, mentre mancano i laureati in psicologia che si cimentano con l’agricoltura. Al netto di tante chiacchiere, in ambito politico chi esce da Scidecom ne sa molto di più di chi esce da ingegneria.

Andando avanti con l’abbassamento dell’asticella aumenta il corpo elettorale, ma riduce il livello di conoscenze disponibile. E per farsi un’idea delle dimensioni del corpo elettorale ecco il numero di persone per titolo di studio:

 

Fonte: Istat

Fonte: Istat

Davanti a queste difficoltà, in effetti, c’è chi propone di utilizzare i test per la cittadinanza come base [2]:

1. What is the supreme law of the land?

2. What does the Constitution do?

3. The idea of self-government is in the first three words of the Constitution. What are these words?

4. What is an amendment?

Peccato che un test del genere sia troppo facile visto che bastano una ventina di minuti per prepararsi e che non sia minimamente sufficiente per valutare le conoscenze necessarie in sede elettorale. Conoscere quanti sono gli articoli della Costituzione italiana non è di certo sufficienti per dibattere sulla riforma della legge elettorale. A proposito, quanti sono gli articoli della Costituzione? Ops.

 

—- Lo chiamavano colpo di Stato —-

E se è difficile capire chi dovrebbe votare, provate a pensare come realizzare l’abbandono del suffragio universale. Tramite un voto a suffragio universale? Impossibile visto che lo si critica a tal punto dal volerlo abbandonare. E poi chi dovrebbe decidere chi vota o no? I più forti? Lo chiamano colpo di Stato. I più ricchi? Si chiama oligarchia. Chi ha più titoli di studio? Si è già visto i limiti della cosa. Tramite test e quiz? Elaborati e corretti da chi?

Vi è un altro fattore da considerare: il reddito. Diciamo che i più istruiti siano i più adatti ad esercitare il diritto di voto. Ma l’istruzione costa e spesso e volentieri c’è una relazione fra titolo di studio e reddito disponibile. L’idea di ridurre o di non estendere il diritto di voto era comune nei liberali del 19° secolo e guarda caso parliamo della voce dei padroni, non la voce degli operai. Alla fine viene fuori che la meritocrazia in ambito politico è altrettanto fuffosa di quella in ambito socio-economico.

Si dovrebbe ricordare, infine, che la democrazia rapprentativa a suffragio universale si basa sull’idea che le persone coinvolte siano i miglior giudici dei propri interessi. La rappresentatività serve anche a portare una mediazione fra gli interessi coinvolti in modo da evitare un gioco dove pochi vincono e molti perdono. Abbandonare la rappresentanza porta a due scenari:

  • Oligarchia: interessi dei pochi che votano;
  • Governo dei Custodi: pochi illuminati che scelgono per tutti;

Tralasciando la difficoltà di stabilire chi sia o non sia l’illuminato, vorrei far notare che le istituzioni tecnocratiche non hanno dato finora una bella prova di sé ciccando regolarmente previsioni e operato. Vi ricordate Monti, no?

 

—- E la scuola? —-

Una piccola domanda per voi: ma perché l’elettorato è ignorante? Abbiamo capito che i media sono inaffidabili o, se anche non lo fossero, non sono comunque sufficienti. Ma prima ancora dei media c’è un altro elemento. Quale? Dai che ci arrivate. Niente? Eccovi la risposta: la scuola. Se dopo anni e anni di scuola il cittadino medio è un asino vorrà pur dire che qualcosa non funziona come dovrebbe, no? E si badi bene che non basta il pezzo di carta per capire le tematiche di dibattito politico: provate a fare un paio di domande di diritto costituzionale a un medico o a un ingegnere se non mi credete.

Lo si è già detto a più riprese: la scuola basata sul fanatismo ideologico umanista non è adatta a formare una cittadinanza competente e consapevole. Se si vuole davvero un elettorato responsabile si deve, quindi, far fuori spazzatura come Dante o Manzoni e inserire le scienze politiche o l’economica. E peccato che le vestali che si stracciano le vesti per l’ignoranza degli elettori siano le stesse vestali che starnazzano se provi a inculcare un minimo di buon senso nei programmi scolastici.

La morale del giorno? Che chi propone limitazioni ai diritti politici ha un ego ipertrofico visto che non si mette mica nel novero degli esclusi, sia mai. Ma che, purtroppo per loro, i proponenti dell’abolizione del suffragio elettorale dovrebbero essere esclusi dai diritti politici visto che non sembrano essere in grado di prendere in considerazione gli elementi fin qui analizzati. Che volete farci, per alcuni la natura è materna, per altri è matrigna…

[fine.]

__________________________________________________________

[1] Cfr. http://www.ilpost.it/2016/05/25/democrazia-voto-ignoranti/.

[2] Cfr. https://www.uscis.gov/sites/default/files/USCIS/Office%20of%20Citizenship/Citizenship%20Resource%20Center%20Site/Publications/100q.txt.

Annunci

3 commenti su “La democrazia si è rotta: abbasso il suffraggio universale! (2)

  1. magiupa
    11 dicembre 2016

    mah,io ho conseguito la licenza media inferiore….ho effettivamente il dubbio di essere un cretino che si crede in grado di questionare su ogni argomento.
    Ne conosco tanti.
    facciamo che nel mio interesse nn utilizziamo il titolo di studio per determinare i requisiti,ok?
    avevo pensato al peso(sono 140kg)ma mi hanno messo a dieta—la lunghezza dei capelli?
    no!
    li perdo.
    LO SO!
    gli occhi azzurri!
    nn dovrebbero scolorire!

  2. andrea
    13 dicembre 2016

    Credo che una larga parte di colpa, riguardo l’ignoranza del cittadino medio (e nonostante la mia laurea pure io ho tante cose da imparare riguardo il nostro Stato) sia dei giornalisti.
    La riprova c’è stata per questo referendum. Molti erano semplicemente schierati per il Si o per il No e non oggettivi, altri semplicemente ne capivano meno del cittadino medio ma ci tenevano a dir la loro. Altri ancora gli interessava solo che le persone cliccassero sul loro articolo e via di titoloni fasulli.
    A me piace tenermi informato ma poiché il tempo per stare dietro la complessità della società è poco mi piacerebbe che ci fossero più professionisti dell’informazione degni di questo nome.

    • Charly
      14 dicembre 2016

      Anche, ma in casi di fruizione consapevole – capire i meccanismi dei media – la situazione non ci sarebbe più. Alla fine si torna sempre lì.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 dicembre 2016 da in Uncategorized con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: