Charly's blog

Di panettieri, laureati e giornalisti

In origine fu il Gramellini a lanciare l‘allarme [1]:  

                                                                                                                       
Mancano i fornai. C’è la disoccupazione fulminante, a un concorso per cinque posti da vigile urbano si presentano in ventimila, ma intanto a Roma – è il lamento dell’Unione Panificatori – non si trovano trecento ragazzi disposti a fare il pane per duemila euro al mese. Ho un amico pizzaiolo che cercava un assistente e lo voleva giovane e italiano. Quando ha trovato quello giusto si è sentito chiedere: «Dovrei lavorare anche di sera?» «La gente non viene a mangiare la pizza di pomeriggio». «Allora non m’interessa».

Duemila euro al mese per fare il panettiere e non ci sono candidati. Anche se il mondo è pieno di annunci di lavoro. Anche se ormai i panettieri ti rapiscono per offrirti il posto. Che stupidi questi laureati, vero?

 

—- I laureati schizzinosi e l’arte del pane —-

Tutta una questione di cultura, d’altronde:

È una delle follie di questo capitalismo finanziario, per fortuna malato terminale: il disprezzo per i lavori che producono beni materiali e richiedono uno sforzo fisico diverso dal tirare calci a un pallone. Un impiegato di Borsa è considerato più «giusto» di un falegname. E non solo dai ragazzi. Anche dai genitori, che si vergognano di mandare i figli alle scuole professionali. Ora, mi spiegate perché uno che passa otto ore davanti al computer, a fare nemmeno lui sa cosa, dovrebbe sentirsi più elevato socialmente di un altro dalle cui mani escono cose tangibili: un vestito, una scarpa, una pagnotta?

Ed ecco la seconda dose: «Nel Sud sono soprattutto i giovani ad essere penalizzati ma devono essere proprio loro a rimboccarsi le maniche e a non aspettare il corso degli eventi» [2]. Impastare e impasteremo:


In che senso?
«Confartigianato e Confesercenti hanno calcolato che c’è una carenza di 150 mila posti nella food economy pronti per essere occupati. Mancano 6mila pizzaioli e 4mila panettieri. Non a caso Carlo Petrini, l’inventore di Slow Food, tiene all’Università di Pollenzo dei corsi per insegnare questi mestieri così come quello di mastro birraio o di norcino. Corsi che possono dare immediata occupazione. Bisogna guardare anche a questi mestieri pur essendo laureati o diplomati, perché oggi occorre fare ciò che il mercato chiede. 

Solo una curiosità: e i disoccupati con la terza media? I muratori che hanno perso il posto vista la crisi del settore edilizio? Schizzinosi pure loro? Si vede che impastare la calce è meglio che impastare la farina…

 

—– I Gramellini hanno le gambe corte —-

All’epoca qualche laureato schizzinoso fece quello che Gramellini non si preoccupò di fare. Verificare i dati [3]:

Faccio una ricerca con google (in data 3 settembre 2011), tanto sono giovane e ho altre 7 ore e 40 minuti da passare al pc. inserisco come chiave “lavoro panettiere Roma”. Riporto di seguito i link ad alcuni annunci trovati tra i primi risultati: mancano riferimenti ai “duemila euro al mese”, che nel suo articolo concorrono a giustificare la tesi sui giovani sfaticati e snob che schifano i lavori manuali pure se ben retribuiti.Qui, qui e qui nemmeno risultano annunci per Roma, nonostante abbia indicato “panettiere” e “Roma” nei motori di ricerca dei siti. Quisiamo nel Lazio, in provincia di Viterbo. Non sarebbe un problema, visto che lo stipendio dovrebbe essere sui duemila… peccato però che l’ammontare dello stipendio non sia nominato. In compenso richiedono esperienza. Mannaggia!

Mentre ieri mi cade l’occhio su un articolo del genere [4]:

Sempre il 12 dicembre dalle ore 11 si svolgerà anche una manifestazione a Milano davanti alla «Casa del Pane», in Corso Venezia n. 58-63. All’iniziativa parteciperanno delegazioni in arrivo da tutto il territorio nazionale: anche da Bergamo, dove il settore occupa 2.000 persone in 400 aziende piccole e grandi, partirà una delegazione di lavoratori e sindacalisti. «Dopo quasi due anni di vacanza contrattuale, è ora necessario recuperare una continuità del contratto per garantire ai lavoratori di un settore frammentato corrette tutele per un lavoro dignitoso e un tanto atteso e dovuto aumento salariale» hanno spiegato oggi Gianbattista Locatelli della Flai Cgil, Giovanni Locatelli di Fai Cisl e Rossella Valente di Uila Uil di Bergamo.

A quanto pare li pagano sì duemila euro al mese, o almeno così si vocifera, ma senza contratto… Che volete, il tempo è galantuomo e le balle hanno le gambe corte. Ma se mai capitasse loro di leggere un libro, tipo uno di sociologia, i nostri amici panettieri potrebbero scoprire che negli USA la loro figura professionale è stata sostituita dalle macchine automatiche gestite da lavoratori non qualificati e precari. Quando il trend arriverà in Italia, perché arriverà, sarà divertente leggere gli editoriali di Gramellini.

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2011/09/03/cultura/opinioni/buongiorno/il-pane-quotidiano-JrL9j3uhlwrlLe9krU9BQP/pagina.html.

[2] Cfr. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/economia/2013/25-giugno-2013/mancano-pizzaioli-panettierii-laureati-pensino-anche-questo-2221832931893.shtml.

[3] Cfr. http://www.valigiablu.it/doc/507/io-gramellini-e-quel-pane-quotidiano.htm.

[4] Cfr. http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/rinnovo-del-contratto-di-lavorolunedi-i-panettieri-in-sciopero_1214311_11/.

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2 commenti su “Di panettieri, laureati e giornalisti

  1. magiupa
    17 dicembre 2016

    sono panettiere…in proprio,ho cercato di trovare lavoro,ma a 1300 € al mese,che mi sembravano accettabili,nn mi hanno voluto prenderei perche troppo qualificato e “nn giovane”.
    A me pare che di panettieri ce ne siano troppi,al limite quello che manca sono quelle figure che messe a controllare impianti semiautomatici vengono definiti panettieri e che a 1300 € al mese sono considerati un costo eccessivo.
    Ma poi io che ne so…

    • Charly
      18 dicembre 2016

      In pratica l’esatto contrario di quello che dicono. Fantastico, no?

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 dicembre 2016 da in economia con tag , , , , .
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