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Recensione film. Rogue One: A Star Wars story

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Prima di procedere con la recensione dell’ultimo capitolo della saga di Star Wars si deve, per forza di cose, precisare un paio di dettagli. Al netto della dimensione di cult assunta dalla saga, infatti, non si può che constatare il livello medio piuttosto carente dei capitoli precedenti. In dettaglio:

  • Episodio 4: un fantasy per ragazzi con le spade laser e le astronavi al posto di spade e navi a vela, con la forza al posto della magia. Roba da Italia 1 la domenica pomeriggio;
  • Episodio 5: il migliore della prima trilogia;
  • Episodio 6: un film d’avventura/fantasy che finisce con dei pupazzi che ballano!
  • Episodio 1: atroce;
  • Episodio 2: mezzo buono, mezzo no;
  • Episodio 3: il migliore della seconda trilogia seppur con pecche evidenti;

Difficile negare che il mondo e le idee di Star Wars abbiano più meriti delle trasposizioni cinematografiche fin qui girate…

 

—- La pellicola: Star Wars senza i Jedi —-

Ecco la trama [1]:

 Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall’Impero alla costruzione di un’arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore. 

Se Episodio 7 è stato pensato come una sorta di remake di Episodio 4 per far conoscere il mondo di Star Wars a una nuova generazione di spettatori, si può sostenere che Rogue One è destinato per gli amanti della prima trilogia. In effetti il film è un prequel di Episodio 4 e permette di rispondere a tutta una serie di quesiti lasciati in sospeso per 40 anni sulla Morte Nera e i relativi piani trafugati che poi ritorneranno come tema dominante e motore della storia nella prima pellicola della saga.

Ma qual è il risultato? Buono, la pellicola è un’onesta storia di fantascienza declinata al tema militare. L’idea del piccolo commando di uomini, presi di qua e di là, che trovano la propria redenzione in una missione suicida non è di certo una novità. I personaggi funzionano bene tanto sul campo di battaglia quanto sullo schermo: dalla protagonista con problemi familiari che segue il classico cammino dell’eroe, al monaco cieco che crede nella forza senza padroneggiarla e il suo compare grande e grosso, fino al sarcastico androide che ricopre la funzione di alleggerimento. Più in ombra l’avventuriero pilota alla Han Solo e il pilota ribelle imperiale. Anche i cattivi non mancano e, in piena tradizione alla Star Wars, fra buoni e cattivi c’è una netta e chiara distinzione. E sì, torna anche Darth Vader e quando scende in campo ruba la scena per un paio di minuti.

Ambientato pochi giorni prima di Episodio 4, Rogue One riprende il design del primo film con gli stessi mezzi, gli stessi costumi e gli stessi personaggi. La tecnologia, ovviamente, è migliorata parecchio da allora e sul piano degli effetti speciali la vittoria è netta ed evidente. D’altronde, si sa, la fantascienza invecchia male e gli effetti speciali ancor di più. Per il resto la regia è solida, la sceneggiatura non eccelsa ma fila, le musiche sono le classiche di Star Wars ma meno pervasive rispetto le pellicole precedenti.

 

—- Cosa rimarrà di Rogue One —-

Come valutare, allora, la pellicola? Dipende da svariati fattori. Ipotizziamo, infatti, di voler effettuare un confronto con Episodio 4 come se fossero due film indipendenti e senza il mondo di Star Wars alle spalle. Bene, a vincere sarebbe Rogue One: fra un war movie che vede la crescita di un personaggio fino al drammatico finale e la storia fantasy di un ragazzo che si radicalizza seguendo una setta religiosa dopo la morte dei parenti non c’è molta competizione. Anzi, l’unico fattore che si dovrebbe prendere dal primo film è Han Solo da spostare quasi pari pari in Rogue One!

Ma proviamo a effetuare un altro esperimento togliendo “Star Wars” dal titolo. Che cosa avremmo? Un buon film di fantascienza che si è ispirato ampiamente ai war movies dedicati ai commandos senza dimenticare di adottare il classico percorso di crescita dei personaggi eroici. Il tutto senza, però, lasciare il segno nei personaggi, nella storia, nele tematiche. Si esce dal cinema, infatti, senza ricordarsi una sola battuta con l’unica possibile eccezione di quele dell’androide!

Alla fine torniamo sempre lì. Seppur inferiore, Episodio 4 ha gettato le fondamenta di una saga che persiste decenni dipo il suo inizio e Star Wars, nel bene o nel male, ha raggiunto una tale grandezza dal poter fare a meno delle qualità delle stesse pellicole cinematografiche. Una delle migliori pellicole di sempre della saga, infatti, si rivela un buon film ma non un caposaldo della storia della fantascienza e se fosse un film a sè stante non riuscirebbe a creare lo stesso impatto di Episodio 4. Stranezze del cinema, non trovate?

Voto: 7,5. Buon film, da vedere.

 

Approfondimenti:

_ il viaggio dell’eroe: http://www.archetipi.org/il-viaggio-delleroe.

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[1] Cfr. http://www.mymovies.it/film/2016/starwarsanthologyrogueone/.

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2 commenti su “Recensione film. Rogue One: A Star Wars story

  1. magiupa
    29 dicembre 2016

    concordo….ma visti allora erano fantastici

    • Charly
      29 dicembre 2016

      Assolutamente, io li ho visti da bambino e me ne sono innamorato subito. Ma poi si cresce, purtroppo.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2016 da in recensioni con tag , , .
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