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Ma la scienza è democratica? Sì!

Ma la scienza è democratica? Secondo Roberto Burioni, Medico e professore di microbiologia e virologia all’università San Raffaele di Milano, la risposta è negativa [1]:

E poi ha commentato chiudendo: «La scienza non è democratica».  

«Nello sport è molto chiaro. Ha mai sentito fare una telecronaca di basket da qualcuno che non conosce le regole del gioco? E una di calcio senza sapere che cos’è il fuorigioco? Anche se per il 99 per cento della popolazione mondiale pensa che due più due fa cinque, due più due continuerà sempre a fare quattro. La scienza non va a maggioranza». 

E se vi dicessi che, contro ogni aspettativa, la scienza è democratica?

 

—- Ma la democrazia è scientifica? —-

Partendo dal presupposto che la scienza non è democratica potrei scrivere un pistolotto chiedendomi se la democrazia sia o non sia scientifica. Ma buon per me e per voi non ho studiato le scienze delle merendine filosofiche ma le scienze sociali. Partiamo, allora, dall’ovvio se si vuole dispensare a destra e manca patenti di democraticità: una definizione di democrazia. Tanto per cominciare la democrazia è una forma di governo. Si impone, quindi, un ulteriore precisazione: cosa s’intende per forma di governo? Il governo è generalmente inteso come quella compagine di uomini e donne che, a tutti i livelli di un sistema politico, ha ottenuto il potere di scegliere, di decidere e di far attuare le politiche pubbliche. Non è un caso che Bobbio abbia scelto proprio le regole e le procedure come elementi in grado di caratterizzare la democrazia:

Un insieme di regole (primarie o fondamentali) che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure.

Nelle varie forme di governo si deve appurare chi e come decide. Si presti attenzione: conta il chi e il come non il che cosa. Quest’ultimo riguarda le decisioni e le scelte prese dalla politica ma, ovviamente, ogni singola forma di governo deve esprimersi a riguardo. Governi differenti fra loro per struttura possono prendere la stessa decisione, governi simili no. Quel che ci interessa, quindi, è chi e come è chiamato a decidere, poiché da questi fattori si può ricavare la differenza fra la democrazia e le altre forme di governo.

Per farla breve (qui la versione più lunga), la democrazia è una forma di governo che prevede l’uguaglianza fra governati e governanti, sia per quanto riguarda tanto il diritto e la legge sia per quanto riguarda il godimento dei diritti politici, e la partecipazione, in linea teorica, di ogni individuo dotato di determinate abilità, in genere la maggiore età e il pieno possesso delle capacità cognitive, alla formulazione delle decisioni politiche. Un’idea rivoluzionaria: all’interno di un gruppo ogni componente gode dell’uguaglianza dinnanzi alla legge dato che la legge si applica in ugual misura per tutti ed ognuno può partecipare alla formulazione delle decisioni politiche in condizioni di uguaglianza dato che il voto di ognuno vale come quello dell’altro. Per questo motivo si parla di governo dei molti: il potere non cala da un ceto separato dall’alto, ma sale dal basso, da ogni membro della società. O almeno è questa l’idea, la teoria.

 

— Ma la scienza come fa? —-

Per capire quanto sia infelice la frase “la scienza non è democratica” basta prendere in considerazione un quesito invero banalotto: lo scienziato e un pinco pallino qualunque sono sullo stesso piano? A dispetto di quel che si può pensare, la risposta è affermativa se il pinco pallino utilizza il metodo scientifico. Se lo scienziato è un vero scienziato deve accettare che un esperimento effettuato dal pinco palllino di cui sopra dimostri l’infondatezza di una qualche teoria o ipotesi scientifica. Senza dimenticare, infine, che anche in ambito scientifico il consenso conta a meno che non sia l’unico a sentire la frase “il 97% degli scienziati ritiene che il riscaldamento climatico sia conseguenza dell’azione dell’uomo”.

L’infelicità della battuta del medico è evidente anche dal fatto che il nostro ritiene che la democrazia sia una mera conta dei nasi e che nelle assemblee si possa dire tutto e il contrario di tutto. Guarda caso è proprio la critica degli aristocratici, gli stessi che pretendono di essere in grado di governare la vita di tutti, la vostra compresa. La questione, invece è molto più complessa e dovrebbe toccare tematiche quali:

  • la qualità del’istruzione della cittadinanza;
  • la bontà dell’informazione;
  • il sistema istituzionale volto a limitare i poteri;

E molto altro, basta entrare in una biblioteca pubblica e cercare gli scaffali dedicati alla scienza politica. C’è molto da leggere, ve l’assicuro.

In più si deve ricordare che l’utente medio della rete è più giovane e istruito della media della popolazione italiana. Il dottore non ha avuto a che fare con degli asini, ma con tutta probabilità con persone istruite, seppur in campi differenti dalla medicina, che criticano la “verità ufficiale” preferendo qualche teoria complottara. A mancare, allora, è la conoscenza del funzionamento base della scienza – incredibile a dirsi in un paese dove al liceo scientfico si studia Dante e non si prende una provetta manco per sbaglio – mentre è ben presente la sfiducia verso l’autorità derivante dall’essere esperti in un determinato campo. Ma ancora una volta si dovrebbe ricordare che non tutti gli esperti sono degni di fiducia: li abbiamo dimenticati i vaticini che profetizzavano l’Apocalisse per via della Brexit, di Trump e del referendum? Se pisci merda prima o poi ti ritrovi a guazzarci dentro e nel discredito finisce anche la medicina che, fin qui, colpe non ha (a parte per le pandemie di polli, maiali, equini…).

 

—- Embè? Che si fottano —-

Ci sarebbero, poi, molti altri fattori da tenere in considerazione come il peso degli interessi di determinati gruppi sociali o economici, ma la corretta applicazione del metodo scientifico permette di ovviare al problema. Ma, sia come sia, c’è una cosa che mi sfugge: perché mai mi dovrebbe fregare qualcosa dell’esistenza di fessacchiotti convinti di poter dire la loro su ogni scibile umano? Questo spirito messianico dei progressisti mi ha, francamente, stufato e sostengo una tesi opposta: lasciamo gli stupidi il frutto della loro stupididtà. Pur concedendo che si debba agire se la stupidità del gregge finisce per coinvolgere gli altri, si deve pur ammettere che in molti casi questo scenario non si realizza.

Dovrebbero, quindi, essere ben altri gli obiettivi di un fu progressista:

  • perseguire i propri interessi;
  • non essere lo stupido di cui si parla, quindi studiare molto, ma molto, ma molto…
  • ascoltare gli stupidi: vuoi mai che per una volta abbiano ragione?

Per tutto il resto la regola è sempre quella [2]:

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

 

Approfondimenti:

– l’ignorante istruito: http://www.rivistastudio.com/standard/scienza-democrazia-populismo/.

_________________________________________________

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/01/03/italia/il-medico-antibufala-la-scienza-non-democratica-e-non-va-nemmeno-a-maggioranza-wwIqbqt7tcUk79wqetoqjI/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Mt%207,6.12-14.

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5 commenti su “Ma la scienza è democratica? Sì!

  1. Rettiliano Verace
    10 gennaio 2017

    Il problema e’ che viviamo in una cultura dove l’ignorante e’ stato compatito, coccolato ed esaltato per decenni, come se l’ignoranza impartisse qualche potere magico che manca agli “studiati”. Ormai dire che l’ignorante deve starsi zitto perche’ il suo parere vale meno di quello del laureato e’ un’eresia: il giardiniere di Codroipo con la terza elementare si sente di saperne di piu’ del PROFEXXORONE DELLA KA$TA, e gli danno pure ragione. Il Dr. Burioni ha detto una cosa giustissima, che andava detta tanti anni fa e che (a giudicare dal numero di like e condivisioni) secondo me tanti pensano ma non osano dire per paura del linciaggio.

    Ah, tra parentesi, mi spieghi come fa il suddetto giardiniere di Codroipo ad applicare il metodo scientifico? Nel caso non te lo ricordassi, siamo in un paese di semianalfabeti. Per l’italiano medio leggere una pagina di questo blog e’ difficile, e capirci qualcosa del contenuto e’ impossibile. Metodo scientifico staminchia, qua si parla di carenze in italiano e aritmetica che non ti farebbero prendere la licenza media!

    • Charly
      10 gennaio 2017

      Ma la questione esaminata nel post è se la scienza sia democratica o meno. Se poi mi dici che gli italiani non conoscono l’ABC della scienza non ho nulla da eccepire anche perché io sono il primo a non essere messo bene.

      • Rettiliano Verace
        14 gennaio 2017

        Diciamo che si tratta di una democrazia, ma con la prova di ingresso per il voto.

      • Charly
        15 gennaio 2017

        Direi.

  2. lamb-O
    12 gennaio 2017

    Da merendinato avevo tratto conclusioni molto simili prima di disinteressarmi della faccenda, ma tant’è

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 gennaio 2017 da in società con tag , , , .
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