Charly's blog

Legge contro le fake news? Ma dai, volete far chiudere i giornali?

In origine non era il verbo ma la post truth [1]:

Relating to or denoting circumstances in which objective facts are less influential in shaping public opinion than appeals to emotion and personal belief.

‘in this era of post-truth politics, it’s easy to cherry-pick data and come to whatever conclusion you desire’

‘some commentators have observed that we are living in a post-truth age’

E dalla post truth è facile arrivare a una legge contro le fake news…

—- Il DDL Gambaro —-

Il DDL Gambaro  parte da un presupposto condivisibile [1]:

È infatti sotto gli occhi di tutti il danno che può comportare, nell’era dell’informatizzazione, la diffusione di una notizia sbagliata e distorta. Peggio ancora se manipolata. Le notizie false, o fake news o bufale, ci sono sempre state, ma non sono mai circolate alla velocità di oggi. Per questo non è più rinviabile un dibattito serio in questo senso.

Senza considerare poi «il numero di campagne mediatiche online miranti a fuorviare settori dell’opinione pubblica, attraverso informazioni intenzionalmente tendenziose o false, l’istigazione dell’odio contro singoli individui e anche attacchi personali, spesso in ambito politico, volti a minare il regolare svolgimento dei processi democratici. La libertà è il fulcro della democrazia, non può certo divenirne il limite».

Ecco le punizioni:

«Art. 656-bis. – (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendeziose, atte a turbare l’ordine pubblico, attraverso piattaforme informatiche). – Chiunque pubblica o diffonde, attraverso piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione o diffusione di informazione presso il pubblico, con mezzi prevalentemente elettronici o comunque telematici, notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’ammenda fino a euro 5.000».

«Art. 265-bis. – (Diffusione di notizie false che possono destare pubblico allarme o fuorviare settori dell’opinione pubblica). – Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l’ammenda fino a euro 5.000. Art. 265-ter. – (Diffusione di campagne d’odio o volte a minare il processo democratico). – Ai fini della tutela del singolo e della collettività, chiunque si rende responsabile, anche con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, di campagne d’odio contro individui o di campagne volte a minare il processo democratico, anche a fini politici, è punito con la reclusione non inferiore a due anni e con l’ammenda fino a euro 10.000».

A cui si aggiunge il diritto di rettifica e di chiarazione:

  1. L’amministratore di cui all’articolo 3 è tenuto a pubblicare le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

Io già mi immagino le rettifiche dei sostenitori della terra piatta pubblicate sotto gli articoli di divulgazione scientifica…

—- E chi lo dice ai giornali? —-

Una riflessione seria evidenzierebbe elementi quali:

  • Quid est veritas o, se preferite, come si vede la differenza fra una fake news o un semplice errore?
  • Chi lo definisce? Il ministero della verità?
  • Perché creare nuove fattispecie di reato quando la calunnia, la diffamazione, l’incitamento all’odio e alla sovversione sono già puniti?

Si potrebbe, certo, ma preferisco portare alla vostra attenzione un paio di articoli di giornale. Ve lo ricordate il referendum di Renzi? L’apocalisse se vince il no [3]:

Altro che Brexit. Se vince il no al referendum costituzionale di ottobre, l’Italia ripiomba in una nuova recessione e nel caos politico. Con il Pil già di 4 punti percentuali nel triennio 2017-2019, 600 mila posti di lavoro in meno e un crollo di venti punti degli investimenti.

Peccato che la Commissione Europea preveda una crescita del PIL pari al 0,9 per il 2017 e un 1,1 per il 2018.

E che dire di Trump? Recessione [4]:

Una vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane potrebbe innescare immediatamente un calo del 5% dello S&P 500, il listino di riferimento di Wall Street. E’ quanto si legge in una nota degli analisti di Citigroup, secondo cui se il magnate repubblicano prendesse il posto di Barack Obama alla Casa Bianca la crescita americana potrebbe rallentare e l’economia potrebbe addirittura finire in recessione.

E sempre recessione per la Brexit [5]:

Per ora nessuno osa dirlo a gran voce, ma se prolungato, il mix di alta inflazione, bassi consumi e crescita lenta o pari a zero significa soltanto una cosa: recessione. Uno scenario che per la verità tanto la Bank of England quanto l’Office for the National Statistics avevano previsto chiaramente già durante la campagna referendaria, ribaltato dai sostenitori della Brexit. Sempre la Bank of England, che per ora non sembra particolarmente preoccupata per il livello dell’inflazione, non ha escluso ulteriori tagli ai tassi di interesse, per l’istituzione i timori più forti arrivano dal rallentamento della crescita e un’improvvisa impennata della disoccupazione.

E anche qui toppando alla grande.

Sono degli errori? Forse, ma chissà perché sono tutti a senso unico contro i poppppulisti, i nazzzionalisti e i – ovvove ovvove – sovranisti e sempre in contesti elettorali. Ma mi sa che ai giornaloni la legge contro le fake news non si applica…

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[1] Cfr. https://en.oxforddictionaries.com/definition/post-truth.

[2] Cfr. http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47680.htm.

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2016/06/24/news/confindustria_italia_ripiomba_in_recessione_con_il_no_al_referendum_di_ottobre_-142721564/.

[4] Cfr. http://www.buongiorno.ilsole24ore.com/mercati/art/2016-11-07/allarme-degli-analisti-da-vittoria-trump-recessione-usa.php.

[5] Cfr. http://www.linkiesta.it/it/article/2016/08/17/dopo-le-illusioni-della-brexit-arriva-la-realta-linghilterra-e-in-rece/31498/.

 

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Un commento su “Legge contro le fake news? Ma dai, volete far chiudere i giornali?

  1. magiupa
    22 febbraio 2017

    in effetti mi pare che il ddl in questione escluda esplicitamente i giornali….chissà perchè poi.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 febbraio 2017 da in Uncategorized con tag , , , , .
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