Charly's blog

Physician, heal thyself: la cura Sole 24 Ore applicata al Sole 24 Ore

Dopo aver levato le lodi al nostro Signore, il Mercato che tutto sa e che tutto può, è giunto il tempo di realizzare il Suo Regno in terra. E come fare, se non applicando la Sua dottrina che così tante volte lo stesso Sole 24 Ore si è preoccupato di diffondere? Se la dottrina non salva un giornale, d’altronde, come potrebbe mai salvare un paese?

 

—- La legge dell’offerta e dell’offerta —-

Partiamo con un grande classico di chi maneggia l’economia: la legge dell’offerta e dell’offerta. Ma come, vi starete chiedendo, non c’era anche la domanda? Certo che no, miei piccoli socialisti. Dal Sole 24 Ore non sono si sono forse levati alti lamenti dedicati alle carenze dei fattori produttivi e mai una volta sulla carenza della domanda? La domanda non esiste, c’è spazio solo per l’offerta. Sempre e comunque. Questo ci porta al quesito successivo: come possiamo aumentare l’offerta del prodotto?

Per prima cosa bisogna tagliare i costi di produzione dismettendo

  • la sede: perchè avere una sede quando si può usare Skype e lavorare comodamente da casa?
  • I cimeli storici: basta con il passato, ci vuole innovazione!

Poi tocca all’altro grande costo fisso, i regimi contrattuali. Ispirandosi a quel che un volta disse Poletti, basta con anticaglie storiche come i contratti di lavoro, le retribuzioni, gli orari di lavoro, i contributi. Tutti freelance pagati rigorosamente ad articolo prodotto. Anzi, pagati per parola vergata su pc o tablet.

Passiamo, poi, allo step successivo. Step, non passo, perchè se non usi i termini in inglese sei un provinciale. Tornando al discorso originale, è tempo di aumentare l’offerta moltiplicando gli articoli, le copie di giornale, le edicole. E poi l’innovazione: la grammatica e la sintassi? Sono trappole ideate da orridi statalisti, burocrati e mandarini da impiego pubblico. Liberiamo le energie creative dei giornalisti! Pagati a voucher, è meglio ricordare.

 

—- Internazionalizzare e internazionalizzaremo —-

Dopo aver inondato l’Italia di copie del giornale, è tempo di aprirsi all’internazionalizzazione e allo scambio con l’estero. La riduzione del costo del lavoro e il nuovo afflato internazionale, fra l’altro, vanno d’amore e d’accordo. Delocalizzando la scrittura di articoli a colti studenti del terzo mondo, infatti, si ottiene sia il calo del costo unitario di articolo sia la copertura della cronaca, della politica e dell’economia di ridenti località quali Nairobi, Mosul e Pyongyang. Vi chiedete perché mai chi vive a Napoli dovrebbe essere interessato a quello che succede a Nairobi e perché mai chi vive a Mosul dovrebbe essere interessato a quel che succede a Mosul? Che domanda, basta creare l’offerta, no?

E così facendo avremo un giornale

  • a vocazione globale;
  • a produzione snella e just in time;
  • dai costi di produzione minimi;

Le crisi non sono, non a caso, delle fonti di possibilità e innovazione?

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Questa voce è stata pubblicata il 15 marzo 2017 da in Uncategorized con tag , , .
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