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Ipse dixit: su Referendum e crescite del Pil

Ve lo ricordate il referendum costituzionale, quello il cui esito negativo avrebbe dovuto segnare la fine del mondo? Leggeta qua [1]:

Altro che Brexit. Se vince il no al referendum costituzionale di ottobre, l’Italia ripiomba in una nuova recessione e nel caos politico. Con il Pil già di 4 punti percentuali nel triennio 2017-2019, 600 mila posti di lavoro in meno e un crollo di venti punti degli investimenti. Uno scenario da incubo quello tratteggiato dal Centro studi di Confindustria.

Un vero e proprio inferno:

Eppure Confindustria ritiene “inevitabile una nuova recessione” tra il 2017 e il 2019 con il no alla riforma Boschi. Il “caos politico” – spiega il capo economista del Centro studi, Luca Paolazzi – trascinerebbe il Pil all’inferno, 4 punti percentuali in meno nel triennio sullo scenario di base. Salterebbero 600 mila posti di lavoro e 20 punti percentuali di investimenti. Il ‘no’ sarebbe lo specchio di un Paese “che non vuole riformarsi, modernizzarsi e darsi una governance più chiara”. La recessione giungerebbe “in una situazione già molto difficile, in cui una lenta risalita, dopo la profonda doppia recessione avvenuta tra il 2007 e il 2014, è iniziata da poco più di un anno e i livelli di reddito e occupazione sono ancora molto bassi rispetto alla situazione pre-crisi”. Il paese, già estremamente provato, “dovrebbe fronteggiare una nuova, grave, emergenza economica, con inevitabili spinte verso soluzioni populistiche”. Non solo.  La vittoria del no dunque portebbe allo sconquasso.

Già, ed ecco come gira il Pil [2]:

Il Fmi ritocca leggermente al rialzo la crescita dell‘Italia. Dopo il +0,9% del 2016, il pil e’ previsto crescere dello 0,8% nel 2017, ovvero 0,1 punti percentuali in piu’ rispetto alle stime di gennaio. Invariata sempre a +0,8% la previsione per il 2018.

Ed ecco quel che dice Padoan [3]:

«Nel Del il Pil 2018 e 2019 a +1,0%, ma lo rivedremo al rialzo, i tassi di crescita sono sostenibili e sostenuti, andranno rafforzandosi nel futuro». A dirlo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sulle stime del Def e aggiunge: «Le riforme daranno i loro frutti e le previsioni saranno smentite verso l’alto con sorprese positive».

Con tanto di impennata verso l’alto della crescita nel 2020. Ma che volete che ne sappia, è solo il Ministro dell’Economia. Com’era quella storia delle fake news?

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2016/06/24/news/confindustria_italia_ripiomba_in_recessione_con_il_no_al_referendum_di_ottobre_-142721564/.

[2] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/04/18/fmi-al-rialzo-pil-italia-2017-08_3a60c722-6adb-43e4-812f-9f959347ba4a.html.

[3] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/04/11/multimedia/economia/padoan-impennata-verso-lalto-della-crescita-nel-mpCycVj6z8HDrnZXyyw0AN/pagina.html.

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4 commenti su “Ipse dixit: su Referendum e crescite del Pil

  1. magiupa
    24 aprile 2017

    nn so in base a cosa nn cambiare niente doveva accellerare la distruzione dell’Italia,Abbiamo campato con quel sistema per decenni si può proseguire ancora,in un certo qual modo è stabilità ed hai mercati piace la stabilità,però sai anche senza scenari apocalattici io avrei preferito la vittoria del sì.

    • Charly
      24 aprile 2017

      Boh, io sono fuori Italia e non ho votato. Ma la riforma non era un granché.

  2. magiupa
    25 aprile 2017

    era in fondo il massimo possibile con i voti disponibili,più equilibrata che in apparenza,e poi ho imparato che spesso le riforme hanno effetti oltre le previsioni di chi le ha fatte.

    • Charly
      28 aprile 2017

      Eh, ma io non mi fido 😀

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 aprile 2017 da in Uncategorized con tag , , , .
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