Charly's blog

Quattro milioni di posti di lavoro scoperti? Ma che vi fumate?

Le posizioni di lavoro che rimangono scoperte? Eccole [1]:

Ha detto quattro milioni? Davide Dattoli non ha dubbi e ripete che «sì, i posti disponibili in Italia che non si riesce ad assegnare per mancanza di candidati con le giuste competenze sono valutabili in quattro milioni».

Quattro milioni? Dopo dieci anni di stagnazione, un paio di anni di recessione e alcuni anni di crescita anemica? Considerato che i disoccupati sono tre milioni significa che, nonostante tutto, ci sono più posti di lavoro che aspiranti: ma se l’Italia crescesse come il resto d’Europa, allora, si dovrebbero cercare lavoratori su Marte…

 

—- Se quattro milioni possono bastare —-

Lo stesso quotidiano giusto un un anno prima pubblicava un articolo assai differente [2]:

Ogni dieci, preziosi, vecchi cari posti di lavoro, in Italia ce n’è uno che è difficile da creare. Non mancano le aziende pronte ad assumere, bensì i lavoratori che le aziende ricercano. In un Paese con la disoccupazione all’11,7% può sembrare un paradosso, ma purtroppo non lo è. Le aziende italiane cercano ingegneri che non ci sono mentre un giovane disoccupato italiano su due è pronto ad andare all’estero per lavorare. Nel 2015 le imprese italiane avevano in cantiere l’assunzione di 722 mila persone: di queste 76 mila, il 10,6%, sono definite «di difficile reperimento»: l’offerta di lavoratori è scarsa e la ricerca può richiedere più di tre mesi.

Va da sé che 76 mila non è proprio lo stesso ordine di grandezza di 4 milioni. Per fare un poco di chiarezza sulla questione si può dare un’occhiata a cosa dice il sistema informativo Excelsior [3]:

In questa indagine di inizio 2017 emerge da parte delle imprese un fabbisogno occupazionale caratterizzato da esigenze qualitative elevate. Infatti, tra i diversi aspetti indagati la difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste si colloca al 20% pur con grande variabilità tra settori e professioni. A ciò si associa anche la domanda molta diffusa di una precedente esperienza lavorativa, che si estende ai due terzi delle figure richieste.

Dopo aver detto per anni e anni che i posti di lavoro rimangono scoperti per mancanza di candidati adesso abbiamo un tassello in più: l’esperienza richiesta. Non mancano solo i candidati, ma quelli con il profilo richiesto per skills ed esperienza. E si tratta di un elemento necessario sia nell’industria sia nei servizi: «Le assunzioni per cui è richiesta una specifica esperienza si attestano a due terzi del totale, senza particolari differenze tra l’industria e i servizi (66 e 67%). Nel 44% dei casi verrà richiesta una esperienza nel settore in cui opera l’impresa, mentre nel 22% sarà necessaria un’esperienza nella professione che i candidati dovranno svolgere».

Vediamo la percentuale delle assunzioni di difficile riperimento :

Le assunzioni ritenute di difficile reperimento sono indicate dalle imprese al 20% del totale (il 9% per carenza di candidati, l’11% per la loro inadeguatezza). Queste sono decisamente maggiori per le assunzioni non stagionali rispetto alle stagionali (22 e 9%) e nell’industria rispetto ai servizi (25 e 18%). Nell’industria, le maggiori difficoltà vengono segnalate nell’industria metallurgica e dei prodotti in metallo, in cui 4 figure su 10 sono difficili da reperire. Nei servizi, è il settore informatico e delle telecomunicazioni a indicare le maggiori difficoltà, che anche in questo caso si estenderanno a quasi il 40% delle assunzioni previste.

Per il primo trimestre del 2017 erano previste le seguenti assuzioni: «Le entrate totali previste dalle imprese, con le diverse tipologie contrattuali, saranno oltre 588.000». Il 20% di 588.000 non arriva a 120.000. E si tratta di posizioni di difficile reperimento, non di posizioni che rimangono scoperte tout court.

 

 

—– Le professioni più richieste d’inizio 2017 —–

Se preferite possiamo scomodare l’Istat come al solito: «Nel primo trimestre 2017, il tasso di posti vacanti destagionalizzato rimane stabile allo 0,8% rispetto al trimestre precedente nel complesso delle attività economiche considerate. L’indicatore è invariato anche nell’industria, mentre si osserva un incremento di 0,1 punti percentuali nei servizi» [4]. Morale della favola? Sia i numeri sia il tasso dei posti vacanti dicono tutt’altra storia rispetto alla favoletta dei milioni di posti di lavoro scoperti…

Nel rapporto Excelsior, infine, si possono trovare delle informazioni molto interessanti. Prendiamo, ad esempio le professioni più richieste per categoria:

  • DIRIGENTI:Direttori e dirigenti dipartimentali di aziende 700
  • PROFESSIONI INTELLETTUALI, SCIENTIFICHE E DI ELEVATA SPECIALIZZAZIONE: Specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali 4.300
  • PROFESSIONI TECNICHE: 31 Tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive 8.500
  • PROFESSIONI ESECUTIVE NEL LAVORO D’UFFICIO: Impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali 20.600
  • PROFESSIONI QUALIFICATE NELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI ENEI SERVIZI: Esercenti e addetti nelle attività di ristorazione 28.000
  • ARTIGIANI, OPERAI SPECIALIZZATI E AGRICOLTORI: Meccanici, artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili 7.900
  • CONDUTTORI DI IMPIANTI E OPERAI DI MACCHINARI FISSI E MOBILI: Conduttori di veicoli a motore e a trazione animale 9.000
  • PROFESSIONI NON QUALIFICATE: Personale non qualificato nei servizi di pulizia 17.400

Cercano 4.000 scienziati? Vero, ma allo stesso tempo cercano più di 17.000 persone da impiegare nelle pulizie. E meno male che:

Quali le offerte senza risposta?  

«Sono diversificate, ce ne sono anche nei settori tradizionali. Vedo richiedere sviluppatori di software, esperti di marketing digitale, di e-commerce e user experience, di design digitale. Sono profili ricercati. Ce ne chiedono a decine. Ma non ci sono». 

Voi li avete visti gli sviluppatori di software nelle statistiche?

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/05/19/societa/quattro-milioni-i-posti-di-lavoro-in-cerca-del-giusto-curriculum-Q5ZDvyzsPG5USkcYZehRbP/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.lastampa.it/2016/04/06/economia/in-italia-mila-posti-senza-candidati-QuGSY7utkEdVPZIOJ4pWVK/pagina.html.

[3] Cfr. http://excelsior.unioncamere.net/index.php?option=com_bollettini&Itemid=1609#.

[4] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/199769.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2017 da in economia con tag , , .
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