Charly's blog

A un mese dalla PRK: bye bye occhiali

Ho cominciato a portare gli occhiali in seconda liceo, a quindici anni. Il 02/05 mi sono finalmente sotoposto a un intervento di PRK per liberarmene, dopo giusto quindi anni, e a un mese dall’intervento posso dire che è stato più semplice del previsto. Ecco a voi la mia esperienza.

 

—- Prima dell’intervento —-

Prima dell’intervento ero miope con una lieve dose di astigmatismo: 7/10 di vista complessiva e 1,25 diottrie mancanti per un occhio e 1,75 mancanti per l’altro. Anche se a detta dei medici si trattava di una miopia leggera, di fatto avevo i classici problemi del miope: senza gli occhiali da lontano vedevo tutto sfumato non riuscendo né a leggere né a vedere i dettagli. Per rendere l’idea: senza gli occhiali, giocando a calcetto, a distanza vedevo la sagoma ma non chi era per davvero. In effetti mi è capitato di riconoscere le persone non dalla loro faccia ma da come si muovevano sul campo!

Pur avendo fin da subito l’intenzione di liberarmi degli occhiali, prima di prendere in considerazione l’intervento si devono aspettare i 25 anni per avere la certezza della stabilizzazione del difetto visivo. Nel mio caso, in realtà, non ho mai subito sostanziali peggioramenti mostrando una stabilità considerevole. Arrivato, infine, ai 25 anni ho cominciato a informarmi sull’operazione e la cosa mi ha spevantato non poco sia per le modalità di intervento e il post operatorio sia per le possibili complicazioni. Visto che rischiare con la vista non mi andava molto, misi la cosa in nafatalina per un pao d’anni.

Qualche anno dopo, nel 2014, mi imbattei nella tecnica chiamata Femtolasik le cui caratteristiche sono mirabolanti: rapida e indolore. Mi sottoposi a una visita nell’estate del 2014 risultandone idoneo, ma visto che pianificavo di partire fra la fine dell’anno o l’inizio del successivo per nuovi lidi rimandai la cosa con l’intenzione di sottopormi all’intervento nel nuovo paese dove sarei finito. Pensavo di approdare a Malta ma invece sono finito in Polonia. Dopo un periodo iniziale di assestamento, nel gennaio 2016 mi sono sottoposto a una nuova visita in quel di Varsavia risultando, però, non idoneo alla Femtolasik per via di un potenziale rischio di cheratocono. Dopo una discreta dose di bestemmie, ho dovuto cambiare i miei piani e nel maggio 2016 mi sono sottoposto a un’ulteriore visita medica in Italia, mentre ero in vacanza. Sono risultato idoneo alla PRK e per non correre rischi ho deciso di operarmi in Italia.

Il post operario, tuttavia, rendeva necessario una permanenza di due o tre settimane in Italia. Pianificavo di operarmi nel gennaio 2017, ma avendo cambiato lavoro nel dicembre 2016 ho dovuto rimandare al maggio 2017.

 

—- L’operazione —-

L’intervento è piuttosto banale e si completa in una decina di minuti. Nella stanza c’è un lettino connesso alla macchina, il dottore e un tecnico. Ci si sdraia sul lettino, viene inserito uno strumento volto a tenere le palpebre aperte, e il dottore prima applica dei colliri, poi rimuove lo strato più superficiale dell’occhio per permettere al laser di fare il suo lavoro. Il paziente non dovrà far altro che fissare il punto rosso sulla sua testa, nel mio caso, per una decina di secondi. L’operazione si effettua un occhio alla volta.

Non si sente dolore ma il fastidio è considerevole: non si può chiudere l’occhio, la luce è puntata sulla pupilla e il dottore abbonda con i colliri. Ho poi avuto qualche piccola difficoltà a operare il secondo occhio dato che riuscivo a fatica ad aprirlo avendo quello operato chiuso. Nessun problema in termini medici per via dello strumento che tiene la palpebra aperta, ma poi si sentirà la cosa nel post operatorio (l’uso del ghiaccio).

Si può leggere in giro che una volta terminata l’operazione si vede già meglio, ma nel mio caso non ho notato nessuna differenza, forse per via della mia miopia leggera. Terminata l’operazione si può tornare a casa ma è consigliabile farsi accompagnae da qualcuno e non solo perché guidare è fuori discussione. Nel complesso andare dal dentista è molto peggio!

 

—- Il post operatorio —-

Ed eccoci arrivati al tanto famigerato post operatorio: in teoria avrei dovuto aspettarmi due giorni di dolore ma, con mia grande sorpresa, il tutto è risultato essere quasi indolore. Appena arrivato a casa mi sono sdraiato e ho passato due giorni praticamente al buio ascoltando il tg o i documentari in spagnolo (giusto per fare pratica). La luce mi dava fastidio, ma avevo anche la necessità di tenere gli occhi chiusi per via della stanchezza accumulata durante l’operazione

Il post operatorio è stato caratterizzato da:

  • colliri ogni mezz’ora il primo giorno, ogni ora il secondo, quattro volte al giorno in quelli succesivi;
  • un utilizzo sporadico di Novalgina;
  • Ghiaccio sulle palpebre i primi due giorni;

Anche qui niente dolore, solo un occasionale fastidio e sul finire della settimana la sensazione di rimarginizzazione dell’epitelio. Se vi allenate in palestra seriamente sentite più dolore sia durante l’allenamento sia durante il recupero succesivo.

L’unica eccezione è stata quando mi è caduta la lente protettiva dell’occhio destro durante l’applicazione di un collirio. Il dolore – sensazione di corpo estraneo nell’occhio, impossibilità ad aprire la palpebra, lacrimazione – è stato tale che sono dovuto correre dal medico a inserirne un’altra. Senza la lente, infatti, la palpebra tocca la cicatrice bloccandone la guarigione.

La vista subito dopo l’intervento non era buona e risultava piuttosto annebbiata. Dopo quattro giorni sono migliorato abbastanza da poter usare di nuovo il pc, ma gli occhi si stancavano in fretta.

Sul versante delle visite mediche, nelle succesive due settimane sono andato diverse volte a valutare il decorso post operatorio. Roba di dieci minuti visto che tutto procedeva bene e come previsto.

 

—- Ed eccoci qui —-

A un mese dall’intervento come sono messo? A due settimane dall’intervento vedevo meglio rispetto a quando ero miope e non usavo gli occhiali ma non altrettanto bene di come quando li usavo. Nell’ultimo mese la vista è progressivamente migliorata e ora vedo piuttosto bene e per quanto abbia già un 10/10, mi manca un poco di definizione. La qualità visiva risulta essere altalenante e talvolta vedo bene, talvolta meno. Anche gli occhi, pur stancandosi tuttora, stanno progressivamente recuperando.

Nessuna sorpresa, in verità, dato che i tempi di recupero della PRK sono piuttosto lunghi. Nel compleso mi devo dire decisamente soddisfatto: vedo già piuttosto bene e posso svolgere le mie attività quotidiane senza particolari difficoltà. A saperlo mi sarei operato prima, sinceramente.

Un’ultima cosa: visto il post opeatorio sconsiglio sia di effettuare l’operazione con la tattica tocca e fuggi sia di affrontare il post operatorio da soli. Fatela a casa, vi conviene.

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4 commenti su “A un mese dalla PRK: bye bye occhiali

  1. Fabio
    3 giugno 2017

    Sinceramente preferibile usare lenti aberrometriche zeiss …le lenti sono costruite su misura..e poi se sottili non si sentono neanche…meno problemi

    • Charly
      3 giugno 2017

      Mi sono sottoposto all’intervento proprio per non avere più a che fare con le lenti.

  2. EpifanioG
    5 giugno 2017

    Io queste fisime sugli occhiali non le capisco… le potevo capire negli anni Ottanta, quando c’erano montature orride e vistose, ma oggi, boh…

    • Charly
      12 giugno 2017

      Fastidio personale.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2017 da in Uncategorized con tag , .
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