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La Juve e le finali: la maledizione di Conte? No, la profezia di Buffon

Non è complicato dimostrare che il calcio non è un gioco matematico come le ultime partite di Champions ben dimostrano. La Juve ha schiantato il Barcellona 3 a 0 annullando Messi in quel di Torino, mentre il Barcellona ha battuto il Real in campionato proprio grazie all’argentino. Quanto basta per pronosticare la vittoria bianconera nella finale di Champions per via della nota proprietà transitiva. Ma il calcio, si è detto, non è matematica e le merengues hanno rifilato 4 pappine agli sventurati mangia gianduiotti…

 

—- Real vs Juve, un disastro annunciato —-

La partita è finita 4 a 1 si diceva. Quanto basta per ripensare a quanto diceva Conte un paio di anni fa [1]:

Quando ti siedi in un ristorante da 100 euro, non puoi pensare di pagare con 10 euro.

E a dispetto di quel che diceva Marotta – «Sì, ci siamo seduti al ristorante da 100 euro. È una grande soddisfazione esserci finalmente. Ci siamo seduti a questo tavolo da cento euro con la consapevolezza di aver svolto un ruolo straordinario in questi anni. Speriamo che il sapore dei cibi sia prelibato» – il sapore ne è risultato indigesto, come sempre accade nelle sconfitte.

Una sconfitta netta, insomma, tanto da far gridare a tutti l’inferiorità della compagine juventina contro il Real Madrid. A parte alcune differenze di vedute come quelli che mettono sotto accusa Allegri – sì, ci sono – su un punto tutti i tifosi juventini sono concordi: servono i campioni, lasciando intendere che i giocatori attuali non lo siano. Ma se analizziamo criticamente la finale non si può negare che la Juve abbia retto validamente per tutto il primo tempo e soltanto nel secondo tempo il Real abbia preso il largo con una micidiale doppietta nell’arco di pochi minuti. Arrivati al 65’, allora, la Juve si è resa conto di non averne più né sul piano fisico né su quello mentale.

I punti salienti della sconfitta:

  • La condizione atletica: dopo il primo tempo il Real ha preso il largo non solo sul piano del gioco, ma anche su quello fisico;
  • La difesa: Buffon non irresistibile, il trio BBC perforato a più riprese;
  • L’attacco: Higuain scomparso dopo dieci minuti, Dybala desaparecido;
  • Gli avversari, invece, hanno giocato secondo le attese;

Piuttosto che invocare nuovi giocatori si dovrebbe notare la scomparsa di quelli juventini travolti da quelli madrileni. Anche se è facile ricordare che da quando Higuain ha lasciato Madrid i blancos hanno vinto 3 Champions, non si dovebbe però concludere che il Real sia più forte tout court. Solo l’attacco è chiaramente superiore, mentre la difesa è inferiore e il centrocampo tutto sommato paragonabile con un lieve vantaggio madrileno. Ma lo stesso si può dire del Barcellona che ha perso nettamente a Torino. Il quesito rimane: perché la Juve è crollata?

 

—- La hybris si paga —-

Probabilmente la risposta è da ricercare nel prologo al match. Dopo la vittoria contro il Barcellona il clima era il seguente [2]:

«La Juve ha i migliori d’Europa, temo che Cristiano Ronaldo a Torino farebbe o il tornante o la riserva». L’entusiasmo per la conquista della finale di Cardiff travolge anche uno tra i più autorevoli commentatori italiani, Mario Sconcerti, che sul Corriere della Sera elogia Allegri e la squadra lasciandosi poi andare a una valutazione dai più ritenuta eccessiva. Il motivo è presto spiegato: «Dybala è un giocatore che non esiste altrove, ma la vera invenzione dell’allenatore è Mandzukic alla Pogba».

Senza dimenticare Dybala [3]:

Sulle pagine del Corriere della SeraMario Sconcerti si è espresso così su Paulo Dybala: “Dybala e Messi non sono paragonabili. Leo vale per i gol, non per il gioco; Dybala è l’opposto. Come gol in stagione sono 17 a 43, ma Dybala gioca meglio a calcio. Messi sta tutto nella sua velocità di controllo e di tiro. Dybala nell’architettura del suo gioco”.

Il clima di esaltazione post Barcellona è stato pari soltanto al clima di depressione post Real. La Juve era davvero convinto di fare il partitone in finale, ma dopo il primo tempo i giocatori juventini a corto di fiato si sono ritrovati sotto di due in una manciata di minuti. Quanto basta per crollare psicologicamente e capire che era finita anche se mancava mezz’ora dalla fine. Specie se sei abituato a vincere in campionato con facilità [4]:

“Ragazzi, così non si va da nessuna parte. In Italia vinciamo perché gli altri si scansano, ma in Europa non succede e non succederà. Le uniche due che non si sono scansate in Italia ci hanno battuto. Serve più personalità, più grinta, più voglia di aiutarsi, altrimenti ci complicheremo la vita in campionato e soffriremo in Champions”.

E in campionato si possono recuperare eventuali punti persi, in partita secca gli errori si pagano con la sconfitta. Alla fin fine il mediocre livello del campionato italiano ha finito per danneggiare la Juve.

Ma, ripeto, il Real non è nettamente superiore alla Juve tranne che in attacco. Sabato la differenza l’ha fatta la mentalità, le attese, la tattica – dove Zidane ha avuto la meglio su Allegri – e i giocatori singoli. In poche parole la Juve ha cannato la partita singola, esattamente come aveva fatto il Barcellona. E non si dovrebbe dimenticare che sull’1 a 0 a Torino Messi aveva messo Iniesta davanti a Buffon. Anche all’epoca il 3 a 0 sarebbe potuto essere ben’altra cosa, mentre al ritorno la Juve subì il Barcellona. Ma la vittoria, si è scritto, ha illuso gli juventini.

Ma rimane il fatto che se si fosse giocata la partita in autunno e non a maggio, come la prima partita del girone di qualificazione e non come la finale, il risultato non sarebbe stato lo stesso, con tutta probabilità.

 

—- La maledizione delle finali? —-

Sulla Juve grava una maledizione: quelle delle finali perse. In effetti la Juve dall’alto delle sue 7 sconfitte su 9 finali disputate è la squadra più sconfitta in finale durante la Champions/ Coppa Campioni (a seguire il Bayern Monaco, 5 sconfitte su 10). Ma si deve specificare che la media della Juventus è assai più positiva in altre competizioni quali la coppa Uefa (3 vittorie e 1 sconfitta) o la Coppa Italia (12 vittorie e 5 secondi posti).

Se ci focalizziamo sulla Champions, inoltre, al 1996 la Juventus poteva vantare due sconfitte e due vittorie. Il biennio successivo portò altre due sconfitte portando il bilancio in negativo (2 vs 4). La situazione è peggiorata negli ultimi 15 anni con ulteriori 3 sconfitte, ma si deve notare il ruolo ineludibile del caso. Nel ‘98 il Real vinse con un goal di scarto, nel 2003 il Milan ebbe la meglio solo ai rigori. Anche qui, insomma, abbiamo tanta sfortuna che è diventata psicosi collettiva. E considerando che l’ultima finale è andata anche per una questione di testa, la cosa non fa promettere bene.

Che fare per il futuro, allora? Partiamo dalla difesa, il punto di forza della Juve:

  • Buffon: classe ’78;
  • Barzagli: classe ’81;
  • Bonucci: classe ’87;
  • Chiellini: classe ’84;

L’età incalza e la difesa è da ristrutturare. Anche la panchina è corta e un paio di innesti di qualità non farebbero male. Manca poi il fenomeno davanti, ma il mercato ha poco da offrire. Per certi versi la Juve ha terminato un secondo ciclo vincente, dopo quello di Conte, ed è il momento di cambiare pelle. Ma se si ritiene che Dybala sia il futuro lo si dovrebbe mettere al centro del nuovo progetto, mentre a centrocampo c’è spazio per un paio di ritocchi. Vediamo che farà la dirigenza juventina che rimane, in ogni caso, una se non la più vincente della storia gobba.

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[1] Cfr. http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2015/03/27/10227212/conte-e-quella-battuta-sui-10-euro-la-juventus-ringrazia.

[2] Cfr. http://www.tuttosport.com/news/calcio/champions-league/2017/05/10-25535282/sconcerti_cristiano_ronaldo_nella_juventus_fa_panchina_social_scatenati/.

[3] Cfr. http://www.calciomercato.com/news/sconcerti-dybala-gioca-a-calcio-meglio-di-messi-55977.

[4] Cfr. http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/buffon-in-italia-vinciamo-perche-gli-altri-si-scansano-ma-in-europa._sto5938588/story.shtml.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 giugno 2017 da in Uncategorized con tag , , , , .
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