Charly's blog

Cinismo elettorale o buonsenso: il PD e l’immigrazione

Ricordate i bei giorni quando si poteva dare del fasssisssta e del rasssisssta impunemente urbi et orbi? Ecco come cambia il vento:

 

Non male se a twittare è lo stesso Presidente della Camera che un tempo twittava allegra:

 

Senza poi dimenticare quel che si annunciava qualche anno fa: «i migrati oggi sono l’elemento umano, l’avanguadia di questa globalizzazione. E ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita molto diffuso per tutti noi. Loro sono l’avanguardia di quello, dello stile di vita, che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi» [1]. Che volete, le idee si cambiano…

 

—- L’usura quotidiana dell’antirazzismo militante —-

Ma non preoccupatevi, qualche razzista lo si trova sempre [2]:

Il punto però è che dobbiamo avere uno sguardo d’insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi. Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo. Cominciando, nel contempo, a bloccare lo squallido business delle partenze e il racket che gestisce il flusso dei disperati che si accalcano su un gommone nelle notti libiche alla volta dell’Europa. Ma non possiamo accoglierli tutti noi.

Niente sensi di colpa, infatti: «Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro».

Siano benedette, allora, le frontiere: «Sostenere la necessità di controllare le frontiere non è un atto razzista, ma un dovere politico», con tanto di numero chiuso per i migranti:

occorre stabilire un tetto massimo di migranti, un “numero chiuso”, che, in relazione alle capacità del sistema paese di valorizzare e integrare in maniera diffusa, nel rispetto della sicurezza e della legalità, consenta un’accoglienza positiva e sostenibile.

Ricordando che «un eccesso di immigrazione non fa bene a nessuno». Specie agli altri paesi:

Non fa bene ai paesi da cui queste nostre sorelle e fratelli partono, visto che l’allontanamento di una parte così importante di capitale umano (paradossalmente, infatti, sono spesso le persone più motivate, competenti e “privilegiate” a poter intraprendere il viaggio) non può che rallentarne l’auspicabile processo di riforma degli assetti politici e sociali. In altri termini, un eccessivo tasso di emigrazione spesso priva le società meno sviluppate delle competenze e delle risorse umane di cui avrebbero bisogno per crescere e ammodernarsi. E non fa bene alle comunità che accolgono, le quali rischiano di veder crescere all’interno delle loro città quelle diaspore e quei ghetti che simboleggiano così plasticamente il fallimento di certe politiche d’integrazione.

Conclusione? Il controllo dell’immigrazione «non è un atto di razzismo, ma di ragionevolezza»». E viva l’identità:

La parola “identità” è una parola positiva, non negativa. Identità non è il contrario di integrazione: il contrario di integrazione è disintegrazione. Senza identità non è possibile alcuna apertura. Senza identità la contaminazione sarebbe semplicemente annullamento. Può dialogare, contaminare e farsi contaminare chi ha un’identità forte, della quale non si vergogna. Chi viene qui deve fare i conti con la nostra identità. Che è innanzitutto identità, culturale, civile, spirituale, sociale.

Chi è l’autore di queste riflessioni? Matteo. Ma non Salvini, Matteo Renzi.

 

—- I fu più intelligenti han toppato—-

La Boldrini e Renzi non sono gli unici folgorati sulla via per Damasco. Non dimentichiamo la minaccia di chiudere i porti [3]:

La dead line non è ancora stata stabilita ma, ribadiscono fonti di governo, “andiamo avanti” e se dall’Europa non arriveranno risposte concrete entro breve termine, verrà dato ordine alla Centrale operativa della Guardia Costiera – cui spetta il coordinamento dei salvataggi in mare – di non far avvicinare le navi ai porti. Il blocco inizialmente varrà solo per le navi delle Ong ma che non è escluso, proprio per ribadire la via di non ritorno intrapresa dall’Italia, che possa riguardare in futuro anche le imbarcazioni che operano sotto Frontex e nella missione Eunavformed. La legge e i trattati internazionali prevedono che ogni salvataggio in mare si concluda con l’approdo in un “porto sicuro”. E dunque, viene fatto notare dai tecnici, un qualsiasi scalo a Malta o in Tunisia, ad esempio, ben più vicini dell’Italia.

Ecco Gentiloni: «Siamo tutti consapevoli della differenza giuridica tra rifugiati e migranti economici. Ma questi sono oltre l’85% degli arrivi e quindi gestire e contenere i flussi è e sarà sempre più una sfida europea e globale» [4]. 

Che dire? Che in breve tempo abbiamo visto l’accoglimento dei seguenti punti:

  • l’immigrazione è un danno per il paese che vede la sua popolazione andare via;
  • che l’assimilazione degli stranieri nel paese ricevente ha evidenti limiti economici, sociali e culturali;
  • che di assimilazione si tratta: chi viene da fuori si adegua, non il contrario;

L’ABC di un testo di sociologia culturale ed economica, in pratica, come i miei precedenti post avevano ampiamente dimostrato. Arrivati fin qui c’è chi si interroga su questo cambiamento di rotta. I più cinici lo attribuiscono alla scoppola presa alle amministrative, ma per quel che mi riguarda lo possiamo anche considerare un presa d’atto di una posizione sbagliata in partenza. Non aspettatevi delle scuse, ovviamente non le avrete. Ma almeno una cosa vorrei chiederla: prima di uscirvene con un’altra genialata, potreste risparmiarci la spocchia e pensarci due volte prima? Grazie.

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[1] Cfr. https://www.youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk.

[2] Cfr. https://www.partitodemocratico.it/primo-piano/matteo-renzi-accoglienza-numero-chiuso/.

[3] Cfr. http://www.ansa.it/europa/notizie/piazza_europa/migranti/2017/06/29/migranti-italia-pronta-a-chiudere-i-porti-situazione-grave_4bd1a6b2-7197-458e-bfc1-ebae830dadbf.html.

[4] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-08/gentiloni-migranti-economici-85percento-problema-globale-berlusconi-fermarli-ad-ogni-costo-133259.shtml?uuid=AE4WjLuB.

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Un commento su “Cinismo elettorale o buonsenso: il PD e l’immigrazione

  1. magiupa
    11 luglio 2017

    Eureka…nn siamo più razzisti!!!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 luglio 2017 da in Uncategorized con tag , , , .
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