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Trump in Polonia: per sventare l’incubo delle talassocrazie

Trump in visita in terra polacca ha avuto modo di dire [1]:

Poland is the geographic heart of Europe, but more importantly, in the Polish people, we see the soul of Europe.  Your nation is great because your spirit is great and your spirit is strong. 

Per poi aggiungere: «That is why we applaud Poland for its decision to move forward this week on acquiring from the United States the battle-tested Patriot air and missile defense system — the best anywhere in the world.  (Applause.)  That is also why we salute the Polish people for being one of the NATO countries that has actually achieved the benchmark for investment in our common defense.  Thank you.  Thank you, Poland.  I must tell you, the example you set is truly magnificent, and we applaud Poland.  Thank you». E vi assicuro che non sono parole dettate dalla cortesia politica. Vediamo perché.

 

—- Il nemico: la Russia —-

L’unica potenza globale rimasta, per quanto in declino relativo dal 1945, sono gli Stati Uniti. Nella Guerra Fredda la geopolitica era relativamente semplice: da una parte una potenza marittima con paesi alleati a circondare il nemico (si veda la collocazione dei paesi della Nato), dall’altra un paese terrestre con paesi satelliti destinati a creare una difesa in profondità.

In termini geopolitici lo scontro USA – URSS non era molto diverso da quello fra l’Impero Britannico e quello Russo del 19° secolo. Anche qui c’era una potenza marittima che aveva interesse a contenere la potenza russa con particolare riferimento all’India, si veda il Grande Gioco. Con l’ascesa della Germania in Europa, la nuova minaccia geopolitica era quella di evitare la fusione fra la tecnologia tedesca e le risorse russe. Un’alleanza Berlino – Mosca avrebbe portato a esiti imprevedibili specie se all’asse si sarebbe aggiunto il Regno d’Italia (in ottimi rapporti con la Germania). Ma la presenza dell’Austria ha portato la storia su binari differenti.

Visti gli interessei delle talassocrazie, vediamo quelli della Russia. A dispetto delle sue dimensioni, il cuore del paese (politico, economico) rimane quello che un tempo era la Moscovia. Dal punto di vista geografico la Russia non presenta barriere naturali, a parte per l’inverno. L’unica linea di difesa, pertanto, è sempre stata quella di allargare i confini o di creare un cordone difensivo di paesi satelliti intorno al nucleo, come con il Patto di Varsavia .

Andiamo indietro di alcuni anni [2]:

 La cerimonia a Pratica di Mare sancirà la «svolta» storica della nascita del Consiglio Nato-Russia. […] A villa Madama, gustando l’ormai consueto menù tricolore,Berlusconi e Bush si sono divisi tempo e argomenti a loro disposizione: il primo ribadendo gli enormi benefici che possono scaturire da una federazione russa sempre più coinvolta nello spazio europeo; il secondo, richiamando gli alleati a non avere cali di tensione nella lotta al terrorismo. «L’apertura della Russia all’Occidente, e viceversa, è la vera condizione strategica per decretare finalmente la fine della guerra fredda e per chiudere i conti di un secolo segnato dalla parabola dei due totalitarismi di segno opposto», ha affermato Berlusconi. Tra le pieghe di tutto ciò, il presidente americano ha avuto modo di ripetere anche a Berlusconi, dopo averlo fatto con Schroeder e Chirac, che l’Europa deve rinnovare i propri eserciti e, soprattutto, i propri armamenti proprio per adattarli alle nuove esigenze di contrasto del terrorismo. Non c’è più il nemico comune: il comunismo è «imploso come un castello di carta», ha osservato Berlusconi, e la Nato, finalmente con la piena collaborazione di Mosca, può lavorare anche «fuori area», velocemente, con flessibilità, per «difendere i valori di libertà della società occidentale».

All’inizio del secolo non solo il conflitto con la Russia era terminato, ma addirittura si prospettava una partneship fra l’Occidente e l’orso russo. Nel patto era anche presente una promessa fondamentale per gli interessi russi: lo stop all’allargamento della Nato. Promessa rapidamente disattesa visto che la Nato è arrivata fino ai confini dell’Ucraina. Quando è circolata l’idea di far entrare nella UE e poi nella Nato l’Ucraina, l’intervento russo era obbligato.

Fonte: Limes.

 

L’Ucraina nella Nato vuol dire avere i carri armati americani a poche centinaia di chilometri dalla Russia, con un bel #ciaone all’inverno russo. I russi, pertanto, hanno reagito come prevedibile: recuperando l’unica base navale verso i mari caldi, la Crimea, e allargando i confini, il Donbass.

 

—- Il nemico: la Cina —

La più grande variabile geopolitica degli ultimi 30 anni è l’ascesa della Cina. Il paese del fu Celeste Impero, notoriamente, è un’economia orientata all’export. Al netto dell’Oskar Giannetto di turno che vive nel mondo della favole convinto che chi esporta è bravo e chi importa è cattivo, un’economia orientata all’export presenta la debolezza di dipendere dall’estero. In più il nostro pianeta è coperto dal 70% dagli oceani e per di lì passano le principali direttrici commerciali del pianeta. Un pessimo affare, insomma, se il tuo principale rivale è una potenza talassocratica.

I cinesi stanno potenziando la flotta ma ci vorranno decenni prima di poter rivaleggiare con gli USA. Non potendo garantire gli oceani, i cinesi hanno deciso di passare via terra:

 

Prima hanno siglato una più o meno alleanza con la Russia, poi hanno progettato una nuova via della seta che la metta in comunicazione con il suo principale mercato di sbocco, l’Europa.

In termini pratici, i cinesi mettono i soldi e il mercato, i russi le risorse naturali e le armi. Uno sbocco obbligato vista la tattica di contenimento americana:

  • la Nato in Europa;
  • il Giappone, la Corea, le Filippine, il Vietnam e l’India in Asia;

In più l’alleanza russo-cinese non è proprio delle più stabili visto che entrambi i paesi hanno una metalità imperiale. E mettere insime due tizi che vogliono essere i numeri uno non è facile…

 

—- Il nemico: la Germania —-

Il piano di contenimento americano, tuttavia, ha delle magagne. Non tanto Trump e il suo isolazionismo – una parentesi: se ci fate caso tutti i candidati che hanno vinto le elezioni dal 2000 sono quelli che promettevano un disimpegno politico, ma poi all’amministrazione in carica tocca prendere atto della realtà – ma per alcuni fattori:

  • l’India a sua volta aspira allo status di grande potenza. L’unico vantaggio viene dai pessimi rapporti con la Cina;
  • i paesi asiatici non amano la Cina, ma ne dipendono economicamente;

In più c’è il pericolo più grande di tutti: la Germania. L’Unione Europea è stata concepita in funzione antisovietica e l’Euro in funzione anti tedesca. Il progetto, insensato per la maggior parte delle nazioni europee, è finito malissimo e la Germania ha acquisito il ruolo di potenza egemone sul Vecchio Continente. Il Regno Unito è uscito dalla UE e si avvicinerà di più all’anglosfera, ma la sua posizione periferica che fu un grande vantaggio 200 anni fa ora lo mette fuori dai giochi. L’Italia non è pervenuta, mentre la Francia è diventata il barboncino dei tedeschi (De Gaulle, dimitte illis). A proposito: nel futurubile esercito europeo, chi ha la voce in capitolo sulle atomiche francesi?

I tedeschi, soprattutto, sono legati economicamente ai russi per via delle risorse naturali e ai cinesi come mercato di sbocco. Eccovi servito l’asse Berlino – Mosca – Cina:

  • Germania: tecnologia e capitali derivanti dal surplus commerciale;
  • Russia: risorse naturali e armi;
  • Cina: capitali e mercato;

L’assoluto incubo degli Usa, in pratica. Ovviamente non mancano i problemi, in primis il nulla strategico tedesco attuale, la fragilità economica russa e quella socioeconomica cinese. Ma gli americani hanno comunque mosso i primi passi creando una cortina fra la Germania e la Russia usando i vecchi paesi del Patto di Varsavia. Il contenimento della Russia, tuttavia, ha prodotto come effetto l’avvicinamento con la Cina, ma a quanto pare gli strateghi americani temono di più i tedeschi.

Sono partiti, poi, anche i primi colpi di avvertimento nei confronti della Germania: lo scandalo Volkswagen, le lamentele sul surplus commerciale e sul cambio dell’euro. Siamo all’inizio della geopolitica di questo secolo, la prima metà, direi: l’Italia che ha intenzione di fare?

 

Approfondimenti:

– Germania uber alles: https://www.youtube.com/watch?v=_PdPnZTbmGQ&t=4472s.

– Russia: https://www.youtube.com/watch?v=_wfD1dHOOT8.

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[1] Cfr. https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2017/07/06/remarks-president-trump-people-poland-july-6-2017.

[2] Cfr. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2002/05_Maggio/27/bushroma.shtml

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2 commenti su “Trump in Polonia: per sventare l’incubo delle talassocrazie

  1. JS
    16 luglio 2017

    Interessante post e sarebbe bello una parte 2 che rifletta su altre questioni:

    L’asse russo-cina-india. Lo scorso mese, nel silenzio quasi totale, l’India è entrata nella Cooperazione di Shanghai (https://en.wikipedia.org/wiki/Shanghai_Cooperation_Organisation). Grazie anche a quella organizzazione internazionale, tutt’altro che marginale, se guardiamo quello che prevede, Russia e Cina hanno ridotto di molto il loro contenzione e sono riusciti ad avvisare una pacifica risoluzione delle questioni territoriali.
    Non solo, il Giappone, oltre ai suoi problemi, non pare molto felice: hai notato come Abe sia sempre in giro?

    • Charly
      16 luglio 2017

      Umh, Russia e Cina non si amano è il loro rapporto è dettato non dall’amore ma dall’interesse. L’India è un paese strano: rivale della Cina, gli Usa lo vorrebbero perno del contenimento cinese ma loro vogliono essere una superpotenza (ma non hanno i numeri).
      Quanto al Giappone, alcuni strateghi americani lo temono più della Cina stessa. Un bel casino insomma!
      Ma non vedo possibile una lega asiatica alla conquista del mondo, le rivalità sono grandi e gli interessi sono contrapposti.
      Se vuoi i miei due cents, io avrei fatto di tutto per integrare la Russia nell’Occidente creando un asse USA – Europa – Russia + il Giappone. Ma è andata diversamente…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 luglio 2017 da in Uncategorized con tag , , , , , .
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