Charly's blog

Il sogno erotico dei cattolici: l’eutanasia coatta per disabili e anziani

In genere c’è una grande confusione di significato fra il testamento biologico e l’eutanasia anche se la differenza c’è e non è da poco:

  • testamento biologico: prescrive il limite oltre il quale le cure non sono più accettate dal paziente. Il suo contrario è l’accanimento terapeutico;
  • eutanasia: Azione od omissione che, per sua natura e nelle intenzioni di chi agisce (eutanasia attiva) o si astiene dall’agire (eutanasia passiva), procura anticipatamente la morte di un malato allo scopo di alleviarne le sofferenze [1].

Alcuni casi recenti di cronaca hanno riportato in auge la relativa discussione bioetica con particolare timore dell’eutanasia coatta per anziani e malati dettata da mere motivazioni contabili relativi ai costi della sanità e delle pensioni. Tutto bello se non fosse che è una mera scemenza (contabile). Vediamo perché.

 

—- Ci uccideranno1!!111 Eutanasia coatta !!11!! —-

Partiamo dall’eutanasia di persone adulte e nel pieno delle proprie facoltà mentali. Se una persona effettua una simile scelta il problema non dovrebbe esserci, no? Se sei malato terminale quale mai potrà essere il problema fra il morire due settimane prima senza soffrire e il morire soffrendo? A parte per il valore salvifico della sofferenza, per cominciare [2]:

Manca completamente una visione sulla portata e le conseguenze di un simile ragionamento. Attenzione, non mi sto riferendo a valutazioni di tipo religioso sul valore salvifico della sofferenza o sul diritto di Dio di decidere quando una persona deve morire. Questo tipo di argomentazioni è ormai completamente incomprensibile alla stragrande maggioranza delle persone, compresi molti cattolici.

No, molto più semplicemente sto rilevando come quasi nessuno riesca a superare l’emozione determinata dalla vista della sofferenza per capire quali sono i termini reali (materialissimi) del problema ed affrontarli con un minimo di logica. Vediamo allora di chiarirli. Quello che viene chiesto con la campagna a favore dell’eutanasia attiva (quella passiva presenta problematiche più complesse che vedremo in altra occasione) o del suicidio assistito (un’eutanasia attiva condita con l’ipocrisia) è che lo Stato autorizzi un cittadino (il medico) a uccidere un altro cittadino (il paziente) senza che quest’ultimo si sia macchiato di alcuna colpa.

Quindi per risparmiare delle sofferenze ad un numero fortunatamente limitato di persone si vuole distruggere un caposaldo della cultura giuridica universalmente riconosciuto da almeno duemila anni, vale a dire la sacralità della vita dell’innocente, spalancando così le porte ad ogni sorta di aberrazione, dall’eliminazione dei malati terminali a quella dei disabili gravi… Non si vuole capire, e forse non esistono neppure più le categorie mentali per poterlo fare, che talvolta il sacrificio di pochi è necessario per la salvezza di molti.

Questo non vuole dire che la persona gravemente sofferente debba essere abbandonata a sé stessa. Al contrario deve essere circondata dal maggior affetto possibile e fornita di tutti quei supporti sanitari che possano, in qualche modo, mitigare la sua sofferenza. Se qualcuno però decide di sopprimerla, anche per pura pietà, anche avendo diritto alla massima comprensione per le motivazioni del gesto, deve sapere di aver agito contro la legge morale e contro la legge positiva.

Per quanto riguarda gli aspetti alla luce del sole, ma non mancano motivazioni più oscure. Si tratterebbe, infatti, di uno step di una strategia che farebbe perno sulla finestra di Overton [3]:

La finestra di Overton (The Overton Window) è uno schema di comunicazione-persuasione ideato da Joseph P. Overton (1960-2003), già vice-presidente del centro studi statunitense Mackinac Center for Public Policy. In estrema sintesi, si tratta di uno spazio concettuale graduato all’interno del quale si individuano alcune fasi, sei per la precisione, in cui si può descrivere lo spostamento dell’atteggiamento dell’opinione pubblica rispetto a una certa idea. Si tratta quindi di una spiegazione di uno dei modi in cui avviene la persuasione politica e dei meccanismi che possono essere utilizzati. Sulla base della finestra di Overton, si possono costruire (e sono state probabilmente costruite) campagne a favore di alcune idee non ancora accettate dalla società. Le idee passano dalle seguenti fasi; 1 impensabili (inaccettabile, vietato); 2 radicali (vietato ma con eccezioni); 3 accettabili; 4 sensate (razionalmente difendibili);5 diffuse (socialmente accettabili); 6 legalizzate (introdotte a pieno titolo) Il concetto di base è capire in quale finestra si trovi attualmente un’idea (ad esempio, la legalizzazione delle droghe leggere) e farla progressivamente slittare verso quella successiva, in una serie di passi. 

Rendendo progressivamente accettabile prima il testamento biologico e poi l’eutanasia un’oscura oligarchia di kattivoni vorrebbe imporre l’eutanasia coatta per disabili e anziani per via del costo gravante sul bilancio statale dettato dalla sanità e dalle pensioni.

In questo frame troviamo due argomenti retorici:

  • l’argomento delle colonne d’Ercole: qui ci sono i limiti della civiltà, una volta superati si piomberà nelle barbarie;
  • l’argomento dei piccoli passi: una volta accettato il primo passo si passerà al secondo e poi al terzo (se si legalizza la marijuana poi si passa alla cocaina e poi all’eroina);

Abbiamo, pertanto, una narrazione ben costruita che costruisce un significato facendo leva sui frames del potere cattivo e sulle emozioni dettate dalla minaccia alla nostra vita o a quella delle persone a noi care. Terribile, no? No, perché esiste una cosa chiamata matematica.

 

—- Bravi con la retorica, meno a far di conto —-

Avete mai preso in considerazione il paradosso delle guerre generazionali? Prendiamo i geni del ’68 e il loro “abbasso i vecchi e la vecchiaia”. In linea generale si può anche concordare, ma alla fine si presenta un problema non da poco: anche il giovane diventa vecchio, prima o poi. I ’68 boys hanno risolto estendendo all’inverosimile il termine giovane con il paradossale risultato di essere considerati giovani anche a 40 anni suonati. Se non quando proprio ti definiscono ragazzo, ovviamente.

Il problema della morte tramite l’eutanasia, tuttavia, deriva dalla sua natura definitiva che non può essere risolta via politicamente corretto. Chiamare i morti non vivi o diversamente vivi risolve poco o nulla, temo. Considerato il fatto che gli over 65 sono attualmente il 22% popolazione italiana [4] e che godono di tutti i diritti politici si dovrebbe ritenere, almeno, che siano abbastanza intelligenti da non votare contro i propri interessi. Sul piano previdenziale, d’altronde, lo fanno già. Si ricordi al riguardo che anche il Rottamatore Renzi non ha mancato di pagar dazio al più grande gruppo di pressione politica del paese.

Si obietterà che la propaganda può fare tutto fino a far votare contro i propri interessi. Sì e no: la propaganda può tanto ma non può negare la realtà se te la ritrovi di fronte. Vi siete mai chiesti perché le periferie non se la bevono la storia delle risorse di boldriniana memoria? Perché loro con le risorse ci vivono a contatto. E la morte, ripeto, è difficile da edulcorare o sminuire.

Ma tralasciamo comunque queste considerazioni e ragioniamo su un altro punto. Per far passare l’eutanasia coatta dettata da motivi di bilancio, si è visto, occorrono anni di dure battaglie culturali e mediatiche. Ma perché? Perché dovrei faticare così tanto quando è disponibile un sistema alternativo più semplice? Se non posso curare i disaboli e gli anziani perché mi mancano i soldi, infatti, vuol dire che sono allo stadio di non poter più garantire il servizio pubblico. Tanto vale privatizzare il tutto, no? In termini politico-culturali l’idea è già accettabile per via del frame “spesapubblicabruttaecorrotta vs efficienza del mercato” e molti altri aspetti sono già lasciati alla dittatura del reddito senza che la cosa turbi le coscienze. Si pensi ai senza tetto o al fatto che in pochi contestino l’idea che un reddito familiare maggiore possa garantire un’istruzione superiore con relativo reddito futuro. Assai più facile, insomma, che imporre per legge l’eutanasia coatta. Se hai il reddito ti curi, se sei senza reddito muori. E con tanti saluti al diritto naturale, qualunque cosa esso sia.

Non a caso, in Svizzera l’eutanasia è permessa e il sistema sanitario presenta le seguenti caratteristiche [5]:

La sanità in Svizzera è organizzata su un modello assicurativo privato gestito dalle cosidette casse malati (Krankenversicherung in tedesco). L’assicurazione sanitaria di base è obbligatoria, dev’essere stipulata entro 3 mesi dall’ingresso in Svizzera ed è retroattiva a partire dal mese in cui ci si è registrati. In genere, più si è anziani, maggiori sono le probabilità di ammalarsi, più si paga. L’assicurazione per gli infortuni viene trattenuta in busta paga direttamente dal datore di lavoro (se si lavora come dipendenti).

E sempre il paese elvetico spende poco più del 6% del PIL per la spesa previdenziale. Vi sembrano le condizioni necessarie per imporre l‘eutanasia? Ovviamente no. E per amor di patria risparmio la considerazione che a fronte di una spesa elevata si può tagliare la spesa (o le persone) o, in alternativa, aumentare le entrate facendo leva sul PIL.

Ma perché, allora, il mondo cattolico occasionalmente se ne esce con simili levate di genio? Beh, tirare in ballo i principi religiosi è il modo migliore per prendere pernacchie e a 12 anni dal referendum sulla procreazione assistita i principi non negoziabili di Ratzinger sono semplicemente scomparsi dal dibattito pubblico. Creare uno scenario distopico e far leva sulla paura, pertanto, è l’unica strategia rimasta. Cosa non si fa per ottenere di nuovo la centralità della scena politico-culturale?

 

Approfondimenti:

– Bye bye: http://www.iltimone.org/32777,News.html.

 

———————————————————————————————

[1] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/eutanasia/.

[2] Cfr. http://www.lamezialive.it/eutanasia-e-finestra-di-overton.html.

[3] Cfr. https://www.avvenire.it/attualita/pagine/prolusione-bagnasco-citazione-finestra-di-overton.

[4] Cfr. http://www.tuttitalia.it/statistiche/indici-demografici-struttura-popolazione/.

[5] Cfr. https://nonsolosvizzeri.wordpress.com/2015/03/18/come-funziona-la-sanita-in-svizzera/.

Annunci

Un commento su “Il sogno erotico dei cattolici: l’eutanasia coatta per disabili e anziani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2017 da in religione con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: