Charly's blog

La sentenza della Corte di giustizia Europea? Occhio, la fregatura è dietro l’angolo

Gioia e tripudio, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha respinto le motivazioni adottate dall’Ungheria per bloccare la ripartizione dei profughi [1]:

Redistribuire i migranti all’interno dei Paesi Ue è un diritto. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea respingendo i ricorsi di Slovacchia e Ungheria che avevano cercato di fermare le cosiddette “relocation” dei richiedenti asilo da Italia e Grecia e che fino a oggi non hanno accolto nemmeno un profugo. Nella sentenza, i giudici spiegano che «il meccanismo contribuisce effettivamente e in modo proporzionato a far sì che la Grecia e l’Italia possano far fronte alle conseguenze della crisi migratoria del 2015». Una decisione duramente contestata da Budapest che ha definito la sentenza «oltraggiosa e irresponsabile». 

Ma finora i numeri sono stati decisamente limitati: «Il programma di ricollocamento dei richiedenti asilo dall’Italia continua a procedere ma molto più lentamente del previsto. Al 28 agosto (data dell’ultimo aggiornamento del Viminale), i migranti effettivamente ricollocati sono solo 8.220, di cui 7.457 adulti, 743 minori e 20 minori stranieri non accompagnati. Diciannove i Paesi di destinazione: nell’ordine, Germania (3.215), Norvegia (816), Svizzera (779), Finlandia (755), Paesi Bassi (714), Svezia (513), Francia (330), Portogallo (302), Belgio (259), Spagna (168), Lussemburgo (111), Malta (47), Romania (45), Slovenia (45), Cipro (34), Lettonia (27), Lituania (27), Croazia (18) e Austria (15). Ungheria e Slovacchia, i due Paesi che avevano presentato il ricorso respinto oggi, non hanno sinora accettato di ospitare alcun richiedente asilo». 

Ma non abbiate fretta a sventolare la bandiera europea, perché la fregatura è dietro l’angolo. Vediamo perché.

 

—- Perché le parole hanno un significato: un migrante non è un profugo —-

Ma lasciamo la parola al Commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos [2]:

Today, the European Court of Justice has confirmed the relocation decision. And more specifically, that:

  •         there was indeed an emergency situation characterised by a sudden inflow of displaced persons in Europe;

  •         the measures that we proposed through relocation are appropriate to address the situation: meaning, to help Greece and Italy cope with the impact of the migration crisis.

 Now, there is no time to waste: all Member States should now focus on delivering on the relocation commitments. 

Non si manca di far notare due punti di massima importanza. Il primo è il calo degli arrivi: «In Italy for example, arrivals in August this year dropped by 81% compared to the same month last year. And they dropped 66% just between July and August this very summer. This also reflects the positive work we have done along the Central Mediterranean Route with all partners involved, including first of all the authorities of Libya and Niger. In Greece, the number of arrivals continues to represent a drop of around 97% since the entry into force of the EU-Turkey Statement. We have seen a slight increase over the summer, but this trend is not different than the usual seasonal changes like last summer».

Da bravo burocrate, il nostro non si preoccupa di specificare come si sia ottenuto un simile risultato, ma di certo non è un segreto: tramite accordi con la Turchia e quel che rimane della Libia. E giusto oggi Medici senza Frontiere ha lanciato l’accusa contro la politica europea [3]:

Una dura lettera d’accusa al piano migranti dell’Unione Europea e dell’Italia. Medici senza frontiere denuncia quanto accade alle persone che vengono fermate in Libia, raccontando abusi che nessun Paese europeo dovrebbe avallare. […] “La riduzione delle partenze dalle coste libiche è stata celebrata come un successo nel prevenire le morti in mare e combattere le reti di trafficanti, ma sappiamo bene quello che succede in Libia. Ecco perché questa celebrazione è nella migliore delle ipotesi pura ipocrisia o, nella peggiore, cinica complicità con il business criminale”.

Nei centri di detenzione di Tripoli, scrive Msf nella versione in italiano del testo inviata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, “le persone sono trattate come merci da sfruttare. Ammassate in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione, costrette a vivere una sopra l’altra. Gli uomini ci hanno raccontato come a gruppi siano costretti a correre nudi nel cortile finché collassano esausti. Le donne vengono violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. Tutte le persone che abbiamo incontrato avevano le lacrime agli occhi e continuavano ripetutamente a chiedere di uscire da lì”.

Sono dettagli, cosa volete che sia. Ma a essere più preoccupante è il secondo rilievo: «There is however some misunderstanding that by now Member States would have been obliged to relocate more than 100,000 persons from Greece and Italy. But with the EU-Turkey Statement reducing irregular flows to Greece by 97% and the majority of migrants arriving in Italy not being eligible, in reality, the number of persons to be relocated has turned out to be much lower». Lo percepite il rischio, vero?

 

—- Ops, sono clandestini e non rifugiati —-

Torniamo all’Italia e ricordiamo i numeri dell’anno passato relativi agli arrivi [4]:

Delle 123.600 domande di asilo del 2016 (+47% rispetto al 2015), 11.656 sono state presentate da minori. La grande maggioranza delle richieste (105mila) è arrivata da uomini. La Nigeria è la nazione più rappresentata ,con 27mila richieste. Esame delle richieste – A conclusione dell’iter, lo status di rifugiato è stato concesso per il 5% delle domande esaminate; al 14% è stata assegnata la protezione sussidiaria, al 21% quella umanitaria e nel 56% dei casi c’è stato il diniego.

A questi si aggiungono [5]:

Sono 93.417 i migranti sbarcati in Italia nel 2017, secondo i dati aggiornati del Viminale: il 5,7% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri in frenata, dunque, rispetto a qualche settimana fa, quando la differenza col 2016 era assai più marcata. Nello steso periodo si è registrato un aumento degli interventi di soccorso della Guardia costiera libica che ha riportato a terra migliaia di persone evitando l’approdo in Italia.
Sono sempre i nigeriani in testa tra le nazionalità degli sbarcati (15.969, il 17% del totale), seguiti dai bengalesi (8.483) e guineani (8.440). I minori non accompagnati arrivati nei porti italiani sono 12.094.

E questo ci porta all’ovvio quesito: quanti di questi hanno diritto alla protezione derivante dallo status di rifugiato? Negli anni scorsi non molti, in verità [6]:

Nel corso dell’anno, su 18.542 decisioni prese a proposito di richieste di asilo provenienti da cittadini nigeriani, 521 hanno portato al riconoscimento dello status di rifugiato (il 3 per cento del totale), 951 alla protezione sussidiaria (5 per cento) e 3.247 alla protezione umanitaria (18 per cento). Il 70 per cento delle domande sono state respinte, mentre nel 4 per cento il richiedente è risultato irreperibile.

Su 6.233 decisioni riguardanti cittadini del Bangladesh, 102 (pari al 2 per cento) si sono concluse con la concessione dello status di rifugiato, 71 (l’un per cento circa) con la protezione sussidiaria e 1.471 con la protezione umanitaria (il 24 per cento). La percentuale delle domande respinte è stata del 72 per cento, con un ulteriore 2 per cento di irreperibili.

Infine, su 2.605 decisioni riguardanti cittadini della Guinea hanno avuto accoglimento 41 richieste con lo status di rifugiato (2 per cento circa), a fronte di 54 status di protezione sussidiaria (2 per cento circa) e 675 protezioni umanitarie (26 per cento). Il tasso di domande respinte è del 66 per cento, con un 4 per cento di irreperibili.

E come il Avramopoulos ha deliziosamente ricordato soltanto i rifugiati verranno suddivisi fra i paesi UE, non gli altri. E come al solito la realtà si preoccupa di schiantare la narrazione edulcorante di sinistra e i suoi tic ideologici. Un profugo non è un clandestino o, se si vuole usare la dizione politically correct, un migrante. Ma se l’Italia è cieca davanti a questa distinzione, a non esserlo sono gli altri paesi europei.

Fra l’altro nella documentazione della Corte di Giustizia Europea, poi, si può leggere che [7]:

In this regard, the Council, in recital 35 of the contested decision, rightly pointed out that an applicant does not have the right under EU law to choose the Member State responsible for examining his application. The criteria which the Dublin III Regulation lays down for determining which Member State is to be responsible for processing an application for international protection are not connected with the applicant’s preference for a particular host Member State.

Qualcosa mi dice che in Ungheria o in Polonia non si farà molta attenzione agli spostamenti dei rifugiati. E non ci vuole molto a piazzarli da qualche parte vicino al confine tedesco…

Morale della favola? Che la situazione eccezionale porterà a uno smistamento dei soli rifugiati, una parte del totale, ma il grosso rimarrà in Italia. Con buona pace delle sentenze giuridiche, degli editoriali e delle sceneggiate televisive. E al netto, è bene ricordarlo, di una situazione economica che si conferma inferiore a quella degli altri paesi europei e che si avvia all’ulteriore destrutturazione del tessuto produttivo. Ma di questo parleremo la prossima volta.

 

 Approfondimenti:

– Buona fortuna a quelli che finiscono in Polonia: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-40416133.

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/09/06/esteri/la-corte-di-giustizia-ue-d-ragione-allitalia-giusto-ridistribuire-i-migranti-in-modo-proporzionato-Nt8grXlnSe4tvTTwY0yh7M/pagina.html.

[2] Cfr. http://europa.eu/rapid/press-release_SPEECH-17-3124_en.htm.

[3] Cfr http://www.repubblica.it/cronaca/2017/09/07/news/migranti_la_denuncia_di_msf_l_europa_paga_la_libia_per_commettere_abusi_-174831599/.

[4] Cfr. http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/news-cir/51-ultime-news-2016/2237-richieste-d-asilo-in-italia-nel-2016-presentate-123-mila-domande.

[5] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/07/25/migranti-sbarchi-2017-a-quota-93.417_48a6a322-ec15-49f8-b17f-ebd3721a597d.html.

[6] Cfr. https://pagellapolitica.it/dichiarazioni/7830/salvini-e-i-rifugiati.

[7] Cfr. http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?docid=193374&mode=req&pageIndex=1&dir=&occ=first&part=1&text=&doclang=EN&cid=866932.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 settembre 2017 da in Uncategorized con tag , , , .
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