Charly's blog

Breve interludio: l’IA, un radar, il paradosso di Skynet e l’illusione dell’intelligenza

Immaginiamo un dispositivo elettronico in grado di rilevare eventuali minacce, seguirle e classificarle, dare la priorità a chi attaccare per primo e guidare le armi a guida radar su di esse. Il tutto in un contesto di guerra elettronica con contromisure elettroniche attive e passive. Un’evidente dimostrazione di intelligenza, dite? Ne siete davvero sicuri?

 

—- BVR vs WVR: breve storia del duello aereo —-

Fino alla fine della seconda guerra mondiale gli aerei erano sprovvisti sia di radar sia di missili e potevano contare solo sulle mitragliatrici e sui cannoni. I caccia quali il P51 americano e l’FW190 tedesco erano costretti, pertanto, a fare affidamento sulla propria vista e a ingaggiare il nemico in un dogfight, il duello aereo a breve distanza che si vede sempre nei film. Questa operazione è definita combattimento WVR (within visual range) e può essere suddivisa, semplificando molto, su due assi:

  • orizzontale: il tipico duello a cerchio;
  • verticale: affondi e cabrate;

La seconda guerra mondiale ha visto il successo della dimensione verticale su quella orizzontale con la comparsa di aerei sempre più veloci e potenti ma meno agili rispetto alle versioni iniziali. D’altronde la stessa comparsa del monoplano a discapito del biplano è stata dettata dalle stesse esigenze. Una superiorità in termini di prestazioni – velocità, potenza, quota – ti permette di entrare e uscire dal combattimento a piacere mentre un duello sul piano orizzontale richiede sia skills sia fortuna. Basta finire casualmente nel mirino di un altro aereo per finire in fiamme.

Negli anni ’50 l’adozione del radar e dei missili infrarossi e a guida radar cambiarono la realtà del duello aereo. In teoria i missili a guida radar permettono l’attacco in un contesto BVR (beyond visual range) ma necessitando di un aggancio radar è facile liberarsene uscendo dal ristretto cono radar dell’aereo lanciatore. Non a caso il missile AIM7 Sparrow otterrà un pieno successo solo nella Guerra del Golfo del 1991 quando la sua sostituzione con il missile AIM120 era già in atto. In più i missili a guida radar presentano il problema del riconoscimento dell’aereo nemico per evitare incidenti di fuoco amico.

I missili infrarossi come l’AIM9 Sidewinder si sono comportati meglio mostrando una maggiore letalità e affidabilità ma presentavano un grosso problema nel cono d’aggancio. I primi missili necessitavano un aggancio chiaro della fonte del calore del bersaglio, il motore. In termini pratici significa doversi mattere in coda al bersaglio per il tempo necessario per ottenere l’aggancio. L’ovvia conseguenza fu, paradossalmente, la rinascita dei duelli sul piano orizzontale e dell’importanza della manovrabilità. Per questo motivo i caccia di quarta generazione sono più agili e manovrabili rispetto a quelli di terza, ma non necessariamente più prestanti (si pensi all’F104 e all’F/A18). L’arrivo dei missili “all aspect”, in grado di agganciare il bersaglio da qualunque direzione, e la presenza dei mirini integrati nel casco ha di nuovo messo in ombra il dogfigh dato che il duello aereo non è più necessario ma, allo stesso tempo, si rischia la mutua distruzione.

 

—- Un radar: lo programmo o gli insegno come fare? —-

Il BVR è tornato in auge, allora, garantendo una maggiore sicurezza e un maggior successo all’insegna del detto “primo a sparare primo a uccidere”. Anche qui, tuttavia, non mancano le difficoltà dato che il radar può rilevare dei bersagli indicandone direzione, quota e velocità ma ai nostri occhi sono soltanto un bip o un triangolo sull’HUD. In un contesto da guerra aerea caratterizzato dall’elevato numero di minacce è prioritario catalogare e discriminare gli aerei nemici creando delle liste di tiro. Se rileviamo dei SU27, l’equivalente sovietico dell’F15 americano, scortare dei SU25, gli equivalenti degli A10, è scontato che attaccare l’aereo sbagliato significa esporsi all’attacco dell’aereo giusto.

Come procedere, pertanto? Il nerd informatico di turno potrebbe essere tentato di costruire una IA basata su reti neurali artificiali e di insegnarle cosa fare e cosa non fare. Siccome le reti neurali imparano dall’esperienza, farsi abbattere decine di volte prima che impari cosa fare e non fare potrebbe non essere la soluzione più razionale al problema. Sarebbe più logico, quindi, procedere in un ambiente simulativo finché la lezione non viene appresa dall’IA.

Certo o, assai più semplicemente, si potrebbe chiedere a un pilota militare cosa fare e programmare di conseguenza il radar su alcune variabili:

  • quota, velocità, direzione degli aerei nemici;
  • quota, velocità, direzione dell’aereo lanciatore per calcolare i parametri di lancio;
  • riconoscere i bersagli facendo leva sulla RCS o su altri fattori e confrontare i dati con la libreria digitale di bordo;
  • valutare la presenza di radar nemici in modalità aria-aria di scoperta;
  • valutare la presenza di missili a guida radar;

Un SU27 che vola ad alta quota verso di noi armato di missili a guida radar e in modalità di ricerca e ben più pericoloso di un SU25 sprovvisto di radar e missili o di un Mig23 che si allontana a bassa quota.

La logica conclusione è che il paradosso di Skynet ci invita a programmare un radar piuttosto che a costruire una super IA che, alla fine, farà la stessa idetica cosa di un radar preprogrammato. Non a caso i radar multiruolo esistono da decenni, le IA forti no.

 

—- Il paradosso di Skynet e l’illusione dell’intelligenza —-

Ma torniamo dal nostro amico radar multiruolo. Abbiamo detto che in totale autonomia è perfettamente capace di rilevare i bersagli, selezionare la modalità più efficaci – radar, quota, direzione e velocità – per seguire e agganciare i bersagli suddivisi in liste di tiro in base al loro livello di pericolosità e guidare contro di essi i missili a guida radar. Non pago è anche in grado di condividere le proprie informazioni , la cosiddetta consapevolezza situazionale, con altri aerei e combattere la guerra nello spettro elettromagnetico. Quanto basta per ipotizzare l’esistenza di un’intelligenza nella scatola, giusto? Peccato che come abbiamo visto i radar si limitano a fare quello per cui sono stati progettati e non hanno nessuna capacità associata normalmente all’intelligenza come l’intuizione, la creatività, l’adattabilità e l’apprendimento.

Un simile ragionamento può essere fatto anche per una casa “intelligente” in grado di monitorare i segnali vitali dei suoi occupanti, di ridurre il consumo dell’energia elettrica, di gestire il riscaldamento, di occuparsi tramite input vocali della registrazione di programmi televisivi o della prenotazione di servizi esterni quali un’auto senza pilota e la consegna del cibo d’asporto. Intelligenza o semplice programmazione?

Si tratta di un punto da tenere bene a mente quando si discute di IA: per prima cosa si dovrebbe definire il concetto di intelligenza. Sia per evitare la creazione di false aspettative, sia per assicurarsi che gli AItheists non svicolino tirando in ballo l’intelligenza artificiale generale, quella forte e quella debole.

 

[… continua]

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Questa voce è stata pubblicata il 16 settembre 2017 da in scienza con tag , .
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