Charly's blog

L’indipendenza della Catalogna? Non è la fine degli Stati-Nazione, anzi

Domani, piaccia o non piaccia al Governo spagnolo, si terrà il referendum sull’indipendenza catalana e il clima non è dei migliori [1]:

Meglio una multa che un carro armato. Ogni tentativo di dialogo sulla questione catalana è naufragato senza margini di recupero. Così, la battaglia del referendum si è spostata sulla logistica. Il governo spagnolo, al di là dell’apparente immobilismo, aveva da tempo studiato questo scenario di frattura, così invece di mandare i tank sulla Diagonal (il sogno proibito degli estremisti dei due schieramenti), ha condotto tante azioni di sabotaggio a quello che viene considerata la peggiore minaccia alle istituzioni dalla fine della dittatura (1975). Il tutto secondo un principio non peregrino: essere inseguiti da un militare può essere eroico, ma un ufficiale giudiziario con in mano una notifica fiscale è un deterrente che non lascia gloria. 

Con tanto di occupazione delle scuole per evitare che vengano chiuse dalla polizia spagnola [2]:

I preparativi per il referendum catalano proseguono nell’ombra. Le urne mostrate ieri andranno portate in qualche modo all’interno dei seggi e non sarà facile, visto il dispositivo di polizia. Protagonisti della notte i cittadini che hanno occupato le scuole di tutta la Catalogna, dal centro di Barcellona fino all’ultimo paesino ai piedi dei Pirenei. Genitori e figli sono entrati negli istituti ieri pomeriggio e non se ne sono più andati. Lo scopo: evitare i sigilli della polizia, ordinati dai giudici affinché le classi non ospitino i seggi del referendum proibiti. Unico momento di tensione, ieri sera verso le 22 a Manlleu (80 chilometri a nord ovest di Barcellona), quando uno sconosciuto ha esploso colpi di pistola ad aria compressa contro gli occupanti di un istituto. Vicenda inquietante e ancora tutta da chiarire, ma il bilancio è molto lieve: 4 feriti, nessuno dei quali si è fatto medicare in ospedale.  

E già si parla di dichiarazione unilaterale d’indipendenza da parte catalana e si teme l’intervento militare da parte spagnola. Aspettando gli eventi, ma non il risultato del voto che è abbastanza scontato, possiamo riflettere sul ruolo assunto dallo Stato-Nazione in questo inizio 21° secolo.

 

—- Dallo Stato alla Nazione, anche nel 21° secolo —-

Per quanto vadano spesso in coppia, Stati e Nazioni non sono affatto sinonimi [3]:

Stato e nazione non sono concetti coestensivi, il primo facendo riferimento a uno spazio di legislazione e di politica comuni senza nulla implicare riguardo alle caratteristiche delle persone che popolano lo Stato, e il secondo, invece, facendo coincidere lo Stato con una ‘particolare’ popolazione, identificata da una comunità di lingua, cultura, storia, quando non addirittura di religione e di etnia.

Uno Stato è un apparato amministrativo che può essere applicato a realtà culturali fra loro assai differenti. Una nazione, invece, si identifica con un singolo popolo dotato di elementi fondanti che ne delineano l’identità (lingua, storia, religione).

Negli ultimi anni si è potuto assistere da una parte a una martellante campagna di propaganda che sosteneva in modo apodittico la morte degli Stati-Nazione, dall’altra si è visto il progressivo disfarsi degli Stati sia in Africa sia in Asia: Iraq, Siria, Libia, Sudan, Somalia, tanto per citarne alcuni. Nel conto non è mancata anche l’Europa: dalla Cecoslovacchia alla Jugoslavia, fino ai movimenti indipendentisti in Spagna (Paesi Baschi e Catalogna), Italia (Veneto, Sud Tirol, in misura minore Lombardia, Sicilia e Sardegna), Francia (Corsica), UK (Scozia, senza dimenticare l’Irlanda), Belgio (fiamminghi).

Ma se ricordiamo le due definizioni forniteci dalla Treccani, possiamo notare che sono gli Stati a essersi disfatti e non le Nazioni in sé. Anzi, quelle che nascono o che vorrebbero nascere sono delle Nazioni in tutto e per tutto. Checché se ne dica, allora, non sono le Nazioni ad essere in crisi, ma gli Stati privi di fondamento nazionale che si stanno sbriciolando uno dopo l’altro.

D’altronde la stessa costruzione della UE si svolge secondo lo stesso copione. Che dicono gli euroinomani? Che gli Stati-Nazione sono obsoleti e troppo piccoli e, quindi, si devono costruire gli Stati Uniti d’Europa. In pratica siccome gli Stati-Nazioni sono brutti e violenti li si vuole superare costruendo un super Stato-Nazione, anche se le nazioni, si è detto, sono obsolete. Geniale, no? Omettendo di dire, poi, che USA, Cina, Russia e India sono tutti Stati-Nazione seppure con ampie minoranze che risultano essere molto problematiche (islamici in genere, a parte gli USA dove sono i latinos).

Insomma, le Nazioni non sono mai state così bene quale che sia il tono della propaganda euroinomane. Ma perché assistiamo a un fenomeno del genere? Tralasciando le motivazioni locali spesso di stampo economico, specie nel caso del Veneto, in un mondo globalizzato e privo di confini – dapprima comunicativi grazie ai mass media e poi magari pure fisici se l’idiozia dei no borders dovesse prevalere – si viene letteralmente sommersi dall’altro, dall’alieno, dall’estraneo. E ben lungi dal sviluppare un sentimento di fratellanza, le insormontabili differenze culturali rendono sempre più evidente perché non si possa andare d’accordo né oggi né un domani. Solita storia, pertanto: l’assenza di confini porta all’innalzamento dei muri. E si deve solo capire se si vuole un muro nazionale o un muro di locale via gated community [4]:

Comunità residenziale chiusa rispetto all’esterno (da gate, «cancello, barriera»), che si configura spazialmente come enclave, area avente caratteristiche peculiari e differenti rispetto a quanto la circonda. Il fenomeno, in crescente diffusione dagli anni Settanta, nel 21° sec. vede una decisa amplificazione della sua portata in tutto il mondo, a causa del continuo incremento della popolazione urbanizzata, della disomogeneità nella distribuzione del reddito e della diffusione di normative che favoriscono una gestione privata di vasti spazi e delle infrastrutture e servizi a essi connessi. Le g. c. sono infatti aree residenziali, generalmente in contesti urbani, alle quali è impedito l’accesso o il transito a chi non vi sia residente o che da un residente non sia stato invitato a entrare. La cesura spaziale è realizzata mediante sistemi di recinzione (muri, inferriate, canali o altri dispositivi), vigilati e presidiati a ciclo continuo da operatori di polizia privata anche attraverso l’uso delle tecnologie più sofisticate. 

In più la competizione globale porta alla rinascita del locale che si struttura intorno a un determinato paradigma economico. I distretti industriali veneti hanno in comune fra di loro risorse e problemi, ma nulla con la Sicilia o la Puglia.

 

—- L’indipendentismo europeo nell’epoca della UE —-

Ma dal fenomeno generale torniamo al particolare della Catalogna. Qui si deve evidenziare come l’indipendentismo abbia rafforzato la sua presa grazie alla crisi economica degli ultimi anni e alla catastrofica gestione del problema da parte di Rajoy. In effetti stando ai sondaggi la maggior parte dei catalani non era a favore dell’indipendenza ma l’operato dell’esecutivo spagnolo ha fatto sì che in molti cambiassero idea.

Anche da parte catalana si registrano parecchi errori, su tutti lo sfrenato europeismo. I catalani, infatti, vogliono sì un confine con la Castiglia ma vogliono anche gli Stati Uniti d’Europa. In pratica si vuole tracciare un confine all’insegna dell’autodeterminazione salvo poi confluire in un’entità politica che copre sia la Catalogna e la Castiglia, senza confini pertanto, e con poteri sempre più crescenti verso Bruxelles. Logico, no?

Ma non perdete troppo tempo a ragionare su un simile scenario perché [5]:

L’Ue prende posizione nello scontro fra il governo spagnolo e le autorità di Barcellona sul referendum per l’indipendenza della Catalogna. La portavoce della Commissione europea ha ribadito che Bruxelles ‘rispetta l’ordine costituzionale della Spagna come con tutti gli stati membri ed è ‘in seno a questo che tutte queste questioni dovranno o potranno essere affrontate’. Anche Parigi si schiera ‘per una Spagna forte e unita’.

Una Catalogna indipendente sarebbe fuori dalla UE e dovrebbe fare domanda di ammissione. Peccato che il procedimento è come segue [6]:

 L’adesione deve essere approvata dal Consiglio dell’UE all’unanimità e deve ricevere l’approvazione del Parlamento europeo. Il trattato viene poi firmato da ciascuno dei paesi dell’Unione europea e dal paese in via di adesione e ratificato da ciascun paese dell’UE e dal paese in via di adesione, ciascuno secondo le proprie procedure costituzionali.

La risposta della Spagna o delle altre Nazioni a rischio di secessione sarebbe piuttosto scontata. Una Catalogna indipendente, dunque, si ritroverebbe fuori dalla UE, dal mercato unico, senza riconoscimento internazionale e a rischio conflitto con la Spagna.

Un ragionamento analogo, ovviamente, vale anche per il Veneto. E anche i veneti sono convinti di uscire dall’Italia e di poter rimanere nella UE. Che volete farci? L’indipendenza è un sogno e stanno ancora sognando…

 

Approfondimento:

– lo stato di salute della UE: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-03-17/europa-parabola-stati-nazione-172637.shtml?uuid=AET0Aho.

– Il Veneto: http://www.limesonline.com/indipendenza-del-veneto-la-giusta-distanza-tra-realta-e-immaginazione/59741.

– visto dagli USA: http://vocidallestero.it/2016/09/21/il-ritorno-degli-stati-nazionali-in-europa/.

———————————————————————————————

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/09/30/esteri/manette-multe-e-siti-web-oscurati-le-armi-di-rajoy-per-evitare-il-divorzio-ChZ7KnsuQ4RmLjwic3wukL/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/09/30/esteri/in-catalogna-spari-contro-un-seggio-quattro-feriti-lievi-uPJP7BLmHw39UDn3XSlrUO/pagina.html.

[3] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/stato-nazionale_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Economia)/.

[4] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/gated-community_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/.

[5] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/09/20/catalogna-arrestato-il-braccio-destro-del-vice-presidente_56bed546-37ed-47b4-b805-4b5509116c7b.html.

[6] Cfr. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al14536.

Annunci

3 commenti su “L’indipendenza della Catalogna? Non è la fine degli Stati-Nazione, anzi

  1. magiupa
    1 ottobre 2017

    sognare è bello…io voterò si

    • Charly
      1 ottobre 2017

      Finirà male…

      • magiupa
        1 ottobre 2017

        no,Salvini nn lo vuole questo referendum….è una resa dei conti all’interno della lega,e qui anche i più indipendentisti lo sono solo a parole:
        “se ci fossero tutte le giuste condizioni come sarebbe bello essere autonomi”
        sono i se che danno la misura dell’autonomismo del Nord

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2017 da in politica con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: