Charly's blog

Come ti fotto il grillino: il Rosatellum

L’ennesima riforma della legge elettorale ha portato in piazza il M5S [1]:

Continua la protesta del M5S davanti Montecitorio, dove si sta votando la riforma della legge elettorale. Sul palco si alternano gli esponenti del Movimento all’insegna dello slogan “#pacificamente contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere”. Nel pomeriggio è atteso anche Beppe Grillo.

E per una volta, strano a dirsi, i grillini potrebbero avere ragione. Vediamo perché.

 

—- L’epoca del tripolarismo —-

Lo scenario politico italiano ha un piccolissimo problema che si chiama tripolarismo [2]:

 

Il suddetto piccolissimo problema prende sostanza nella sostanziale ingovernabilità garantita dalla presenza in Parlamento di tre partiti di stazza assai simile che non permette la dichiarazione di un vincitore al termine delle elezioni. Che fare, allora, per risolvere il problema? All’incirca dieci anni fa si voleva introdurre il bipolarismo passando dalle coalizioni in virtù dell’assai dubbio ragionamento che la coalizione è l’anticamera di una federazione fra partiti fino alla fusione definitiva in un’unica entità. Il risultato, tuttavia, fu men che disastroso dato che le coalizioni erano forzate e basate sul miraggio del seggio invece che sui programmi condivisi. In più il potere di ricatto garantito dal portare l’1% mancante per vincere le elezioni portò al proliferare dei piccoli partitini personali rendendo ulteriormente inefficace l’azione di Governo.

Altre possibilità sono, ovviamente, ferocemente distorsive della rappresentatività politica. Il doppio turno farebbe fuori un terzo dei votanti e darebbe la maggioranza a un altro terzo. Il maggioritario puro potrebbe portare al teorico risultato, grazie a un’improvvida organizzazione delle circoscrizioni elettorali, che chi ha il 49% possa portarsi a casa tutti i seggi lasciando il nulla a chi può vantare il 51% dei voti validi.

Più in generale l’attività legislativa degli ultimi anni in ambito elettorale nasce dal desiderio di mettere in difficoltà gli avversari o di aggirare il risultato elettorale. In un sistema parlamentare la mancata presenza di una forza maggioritaria dovrebbe portare alla formazione di alleanze fra le varie forze politiche in campo o financo alla Grande Coalizione. Ma si è ormai perso la memoria che il sistema parlamentare è buono grazie alla sua flessibilità lasciando lo spazio, invece, ai duri e puri dell’intransigenza. E mal gliene incolse al duro&puro…

 

—- E fu così che si arrivò al Rosatellum —-

Essendo la politica l’arte della mediazione, infatti, si può giungere ad una soluzione con un compromesso fra chi ci sta usando le varie possibili opzioni presenti sul tavolo [3]:

Poco più di un terzo dei deputati (231) eletti in collegi uninominali maggioritari, in cui i partiti si coalizzano, e gli altri in modo proporzionale in listini bloccati di due-quattro nomi. 

Ecco il “Rosatellum 2.0”, che prende il nome dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera. È una sorta di Mattarellum “rovesciato”, un mix tra maggioritario e proporzionale ma dove la quota di proporzionale la fa da padrona: 

 COLLEGI MAGGIORITARI: saranno 231 collegi, pari al 36% dei Seggi della Camera. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato. 

– PROPORZIONALE: dei restanti 399 deputati, 12 continueranno ad essere eletti nelle Circoscrizioni Estere, con metodo proporzionale. In Italia un deputato è eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28. In Senato saranno 20. 

 SOGLIA: nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato. 

– UNA SCHEDA, VOTO UNICO: diversamente dal Mattarellum, in cui c’erano due schede (una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto), con il ’Rosatellum 2.0’ ci sarà una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale. 

– VOTO DISPERSO: I voti degli elettori che avranno barrato il nome del solo candidato del collegio uninominale saranno distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio 

– SCORPORO: non è previsto lo scorporo come accadeva invece nel Mattarellum. 

Ma quali sono gli effetti pratici della nuova legge elettorale? Nell’ottica PD i listini bloccati permettono di selezionare gli uomini più graditi a chi è al comando mettendo alla porta le varie correnti intestine al partito. La componente maggioritaria, inoltre, potrebbe anche ridurre la perdita di consensi facendo leva sul radicamento territoriale di un partito con anni di storia alle spalle.

Discorso analogo per FI dove si verrebbe candidati per fedeltà al Silviosauro, mentre i collegi uninominali obbligheranno Salvini a più miti consigli nei confronti del fu leader Silvio: il vantaggio leghista al Nord andrebbe a compensare il radicamento mancante nel Sud. Allo stesso tempo la componente proporzionale potrebbe far sperare alla Lega il ribaltone dei raporti di forza qualora dovesse prendere più voti di FI.

Ad essere penalizzati, ovviamente, sono i partiti politici più piccoli a cui rimarrebbero solo le briciole. Alfano, invece, ride perché la soglia di sbarramento dovrebbe dargli una mano a tenere alla larga eventuali rivali.

 

—- I grillini o del perché con la purezza non si va da nessuna parte —-

Ma chi è il grande sconfitto di quest’operazione? Ovvio, il M5S. Non coalizzandosi con nessuno non ha speranze di portarsi a casa i seggi uninominali e la scarsa performance in merito potrebbe portare anche a una penalizzazione in ambito proporzionale.

Considerato, poi, che le elezioni non produrranno un vincitore è scontato ipotizzare una sorta di Governo PD/FI tenendo fuori sia il M5S sia la Lega. Ma al netto delle lamentele pentastellate per una legge elettorale semi truffaldina – ricordiamo che è stata concepita con l’evidente scopo di marginalizzare i rivali politici – non mi è difficile credere che dalle parti di Grillo in pochi si stiano stracciando le vesti. È quantomeno dubbio che i vertici del M5S abbia mai avuto per davvero l’intenzione di andare al Governo dato che l’opposizione è una rendita di posizione assai migliore e meno esigente. La realtà, si sa, presenta un impatto piuttosto duro e porta facilmente alla frana elettorale e al disastro d’immagine. Chiedete alla Raggi, in merito.

Ma, se così non fosse, e se davvero i vertici grillini avessero messo in conto la possibilità di governare sarebbe anche arrivato il tempo di darsi una svegliata. La strategia fin qui attuata non ha portato frutti e l’operato dei sindaci pentastellati è fin qui abbastanza criticabile. Ma per cambiare dovrebbero capire che la natura di moivmento è estemporanea e che l’evoluzione successiva è quella del partito politico. Un’idea, forse, troppo complessa per chi è ancora convinto della fattibilità della democrazia diretta via voto internettiano…

 

———————————————————————–

[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/10/11/m5s-ed-mdp-in-piazza-contro-la-fiducia-sul-rosatellum-diretta-foto_d2c17fd4-6938-4ba2-9a25-38ef21ed82b2.html.

[2] Cfr. http://www.termometropolitico.it/sondaggi-politici-elettorali.

[3] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/10/11/italia/politica/ecco-cosa-prevede-il-rosatellum-bis-BgXIPZdW09keKIog0ldCoJ/pagina.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 ottobre 2017 da in Uncategorized con tag , , , .
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