Charly's blog

Di cittadinanza e ius soli: come si diventa cittadini italiani?

Non ho mai capito il perché ma si è soliti dare un’accezione positiva ai principi di per sé quale che sia il vincolo che la realtà pone all’azione. Prendiamo lo Ius Soli [1]:

Questa legge introduce un principio. È un grave errore pensare che con i princìpi non si mangi: i princìpi, i valori e le idee radicali sono cose che modificano le condizioni materiali delle persone”, afferma il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del senato.

La solita etica dei principi: è giusto per principio, punto. Ma, si sa, la realtà ha sempre l’ultima parola…

 

—- Il dramma dei senza cittadinanza!!11!!!1 —–

Premessa fondamentale: a me l’etica secondo principi non piace affatto. E sapete perché? Basta leggere un articolo di Saviano dal titolo [2]:

Perché lo ius soli va approvato ora

È la legge più urgente. Finché c’è qualcuno che pensa di cacciare chi è nato  in questo paese da genitori stranieri

per notare un aspetto assai sgradevole. Ma gli argomenti a favore della tesi, nell’articolo, dove sono? D’altronde, si sa, i principi sono per gli integralisti e i fanatici, gli argomenti per tutti gli altri.

Riproviamo nuovamente con un giornalista de l’Espresso [3]:

Potrei votare in Marocco, il mio paese d’origine. Ma chi li conosce i candidati?  Da quando ho compiuto i dieci anni, la terra che mi ha dato i natali è per me ormai la meta delle vacanze. La mia storia è quella di oltre ottocentomila ragazzi di seconda generazione. Nati o cresciuti in Italia ma sempre stranieri. Almeno fino a quando non sarà approvata la legge dello ius soli, approdata ieri al Senato, tra gli spintoni dei leghisti e le barricate dei forzanovisti. Per percorrere il tragitto tra la Camera e Palazzo Madama le ci sono voluti quasi due anni: la frustrante lentezza di un Paese che non vuole vedere il cambiamento. 

Non è una legge qualunque. È un atto di civiltà. Un riconoscimento a una generazione di orfani di cittadinanza. Perché spesso quei ragazzi crescono pensando di essere italiani. Di solito scoprono di essere stranieri quando devono salutare i loro compagni di classe che partono in gita perché a loro non serve un visto. E più ci vivono in Italia, più si rendono conto di non essere italiani per lo Stato. Si laureano ma non possono accedere a tante professioni, si allenano ma non saranno mai dei militari. Possono essere tra i più preparati ma difficilmente potranno partecipare ai concorsi pubblici. Ogni loro viaggio deve essere preceduto dalla verifica se sia necessario o meno il passaporto italiano. Poco importa se sia una vacanza o un Erasmus fuori dalla Ue. Vivono sulla loro pelle ogni campagna elettorale, dalle circoscrizioni alle politiche, ma nessuno può avere il loro voto.

Invece che davanti ai seggi, loro fanno le file davanti alle questure per rinnovare il permesso di soggiorno. Il documento per eccellenza degli stranieri. Con il rischio di perdere pure quello quando manca un contratto di lavoro o magari non c’è più l’appoggio della famiglia. C’è persino che si è ritrovato clandestino perché non era abbastanza ricco da permettersi un rinnovo. E non si trattava di delinquenti, ma di studenti universitari che sognavano un futuro in questo Paese. In tanti casi sono esclusi pure dal diritto di ricevere contributi assistenziali. Perché spesso il “prima gli italiani” è legge. È vero, una legge per la cittadinanza c’è già. Se volessi potrei fare domanda e, forse, ottenerla. Dovrei solo compilare una decina di moduli, tornare nel paese dove sono nato e chiedere un certificato che dimostri che durante i miei primi dieci anni di vita non ho commesso alcun reato, autenticare tutto al Ministero degli Esteri, tradurlo e legalizzarlo al Consolato italiano e inviarlo agli Interni. Il tutto dopo aver pagato tasse e marche da bollo per diverse centinaia di euro. Trascorsi tre o quattro anni potrei ricevere la comunicazione per andare a fare il giuramento davanti a un sindaco che ho seguito in campagna elettorale. 

Ingiusto, dite? Sicuri, sicuri?

 

—– La legge sulla cittadinanza: quella nuova —-

Spinti da storie strappalacrime di poveri italiani a cui sono negati i diritti, i proponenti dello Ius Soli hanno avanzato la loro proposta di legge [4]:

In particolare, acquista la cittadinanza per nascita chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia titolare del diritto di soggiorno permanente o in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (cd. ius soli). 

In tal caso, la cittadinanza si acquista mediante dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età dell’interessato.

Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può:

  • rinunciare alla cittadinanza acquisita, purchè sia in possesso di altra cittadinanza, ovvero;
  • fare richiesta all’ufficiale di stato civile di acquistare la cittadinanza italiana, ove non sia stata espressa dal genitore la dichiarazione di volontà. 

La seconda fattispecie di acquisto della cittadinanza riguarda il minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente, ai sensi della normativa vigente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva di tale corso (c.d. ius culturae).

In tal caso, la cittadinanza si acquista mediante dichiarazione di volontà espressa da un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età dell’interessato.

Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può:

  • rinunciare alla cittadinanza acquisita, purchè sia in possesso di altra cittadinanza, ovvero:

  • fare richiesta all’ufficiale di stato civile di acquistare la cittadinanza italiana, ove non sia stata espressa dal genitore la dichiarazione di volontà. 

Il movimento l’Italia sono anch’io presenta ulteriori rivendicazioni [6]:

  • Garanzia del diritto di voto amministrativo ed europeo.
  • Riconoscimento della cittadinanza europea. È urgente un’azione dell’Unione Europea finalizzata ad armonizzare le legislazioni nazionali al fine di favorire l’acquisizione della cittadinanza del paese di residenza da parte dei cittadini stranieri stabilmente residenti e da parte dei “figli dell’immigrazione” nati in Europa o qui trasferitisi in tenera età e che frequentano le nostre scuole.
  • Garanzia del diritto di arrivare legalmente in Europa.
  • Politiche migratorie aperte all’inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro.
  • Garanzia della parità di accesso ai sistemi di welfare. L’accesso dei migranti all’istruzione, ai servizi sanitari, alle prestazioni sociali e previdenziali deve essere garantito in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Ma non si può trovare, ovviamente, una sola parola sui costi o sulla fattibilità di alcune misure come l’inserimento lavorativo. Sono quelli dei principi loro, non a caso…

 

—- La legge sulla cittadinanza: quella in vigore —-

A leggere i sostenitori dello Ius Soli sembra di capire che in Italia sia impossibile o quasi ottenere la cittadinanza. Ma è davvero così? Il quadro normativo è dettato dalla legge 91/1992 che stabilisce che la cittadinanza può essere acquisita [7]:

d) al cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica; e) all’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica; f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.

Mentre per lo straniero nato in Italia:

2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

Che dire, allora, a tutti quelli che si lamentano di avere la cittadinanza straniera pur essendo cresciuti e nati in Italia? Una cosa soltanto: prendetevela con i vostri genitori. Come abbiamo visto uno straniero può richiedere la cittadinanza italiano dopo un lasso di tempo compreso fra i quattro e i dieci anni. Nel caso di acquisizione, ovviamente, la cittadinanza si trasmette anche ai figli minorenni. Ma se i genitori non hanno voluto farlo, allora, ai figli rimane la cittadinanza dei genitori via Ius Sanguinis. Comportamento legittimo, ovviamente, a meno che non si voglia cominciare a manganellare gli stranieri perché non vogliono diventare italiani. Un comportamento che riscontrerebbe l’approvazione dei Borg di Star Trek.

La ratio della normativa è ovvia: i minori sono sotto la tutela dei genitori e una volta raggiunta la maggiore età possono fare domanda per la cittadinanza. Nulla di sorprendente, direi.

Ma rivediamo nuovamente quello che ha scritto il giornalista de l’Espresso:

È vero, una legge per la cittadinanza c’è già. Se volessi potrei fare domanda e, forse, ottenerla. Dovrei solo compilare una decina di moduli, tornare nel paese dove sono nato e chiedere un certificato che dimostri che durante i miei primi dieci anni di vita non ho commesso alcun reato, autenticare tutto al Ministero degli Esteri, tradurlo e legalizzarlo al Consolato italiano e inviarlo agli Interni. Il tutto dopo aver pagato tasse e marche da bollo per diverse centinaia di euro.

  Insomma, si sente sì italiano ma non abbastanza da fare domanda per diventarlo. Logico, non vi pare?

 

 —- Ius Soli? Ma perché? —-

La proposta di legge, poi, presenta alcune problematicità in genere taciute. La prima riguarda il fatto che la concessione della cittadinanza può essere concessa e può essere respinta. Nel caso della proposta della legge in discussione dovrebbe essere un’acquisizione automatica purché su richiesta di un genitore. Nella legge attuale la possibilità di rifiutare la cittadinanza viene sia da ragioni di sicurezza sia per ragioni penali:

6. 1. Precludono l’acquisto della cittadinanza ai sensi dell’articolo 5: a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale; b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione; ovvero la condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia; c) la sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.

Poi abbiamo un secondo punto: e se un genitore la chiedesse per il figlio maschio e non per la figlia femmina? Non mi pare una prospettiva peregrina vista la mentalità imperante in buona parte del terzo mondo.

Più in generale non si comprende la necessità di riformare la legge visto che i minori stranieri non hanno limitazioni ai loro diritti (scuola, sanità) e le uniche problematiche sono di carattere burocratico. In più si dovrebbe far presente che se ci si sente italiani perché si è nati e cresciuti in Italia allora, per coerenza, si dovrebbe rinunciare alla cittadinanza dei propri genitori. E se è l’essere cresciuti in un posto a fare la differenza, perché si dovrebbe avere la cittadinanza alla nascita?

E sempre per coerenza si dovrebbe far notare che non si può nei giorni pari proclamarsi cosmopoliti e poi nei giorni dispari donare la cittadinanza al primo che passa. Un mondo senza confini è un mondo senza Stati e senza cittadinanze.

 

Approfondimento:

– stranieri in Italia: http://www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri-2016/.

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[1] Cfr. https://www.internazionale.it/video/2017/11/03/ius-soli-luigi-manconi.

[2] Cfr. http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2017/06/07/news/perche-lo-ius-soli-va-approvato-ora-1.303280.

[3] Cfr. http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/16/news/io-in-italia-da-18-anni-vi-spiego-perche-lo-ius-soli-e-una-battaglia-di-civilta-1.304417.

[4] Cfr. http://www.camera.it/leg17/465?tema=integrazione_cittadinanza.

[5] Cfr. http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=584.

[6] Cfr. http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=584.

[7] Cfr. http://www.esteri.it/mae/doc/l91_1992.pdf.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 novembre 2017 da in politica con tag , .
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