Charly's blog

Piddini sull’orlo di una crisi di nervi: ma perché il M5S non perde consensi?

Alle elezioni di Ostia non si è verificato l’effetto Raggi, l’idea che il disastro capitolino possa ridurre i consensi del M5S [1]:

Raggi: “I romani sono con noi” A Ostia trionfano i 5 stelle, nel primo municipio di roma commissariato per mafia. Il centrodestra fallisce ‘l’avviso di sfratto’ – come l’aveva definito – a Virginia Raggi, che esce rafforzata dal primo test indiretto sul suo mandato a un anno e mezzo dall’elezione. “I romani sono con noi per il cambiamento”, esulta su twitter la sindaca. Il crollo dell’affluenza, scesa ancora, al 33,60% – un terzo dei votanti – non danneggia la candidata m5s Giuliana Di Pillo, che con circa il 60 per cento stacca di 20 punti la rivale di fratelli d’italia Monica Picca, che resta intorno al 40%. Un risultato che consegna ai cinquestelle uno dei pochi territori della capitale che ancora non governavano dopo le comunali del 2016.

Ma Ostia è solo un Comune fra tanti, si dirà. Vero, vediamo i sondaggi relativi alle intenzioni di voto.

 

—- Il M5S non si ferma —-

A dispetto della Raggi e delle gaffes dei vari Di Maio, il M5S si conferma primo partito nelle intenzioni di voto [2]:

Fatto sta che le due principali coalizioni appaiono in calo nell’ultima rilevazione SWG. Il PD torna alle percentuli del 2013 e perde lo scettro di primo partito a favore del Movimento 5 Stelle. Anche i suoi possibili alleati minori come Campo Progressita non se la cavano bene. Anzi. Arretra pure Forza Italia, e non bastano i modesti progressi della Lega a compensare, così il centrodestra erde decimi di punto. A tutto vantaggio del Movimento 5 Stelle, che rimane ultimo a livello di coalizioni, ma diviene il primo partito. Seppure su valori inferiori a quelli attribuiti da altri istituti. In leggera crescita la sinistra radicale, soprattutto grazie a Sinistra Italiana.

[…] Al primo posto si posiziona il Movimento 5 Stelle, che con il 26,5% cresce del 1,1% rispetto a settimana scorsa. Supera il PD che perde 4 decimi e si porta al 25,9%.

E qual è la risposta del piddino medio? Condividere su Facebook articoli del genere [3]:

“Even though he never completed his studies and has never held down a proper job, Mr. Di Maio will be the party’s candidate in March for prime minister. Five Star’s supporters clearly like him, but the rest of Italy is puzzled. He’s completely inexperienced…». Balza agli occhi il post odierno in inglese di Marco Marsilio su Facebok che ha scovato, e ne riprende alcuni stralci, un articolo del New York Times (a firma di Beppe Severgnini) nel quale si fa un ritratto impietoso (ma fedele alla realtà) del candidato grillino alla presidenza del Consiglio, mr Di Maio. Il prestigioso quotidiano statunitense scrive che «anche se non ha mai completato i suoi studi e non ha mai fatto un vero lavoro, il signor Di Maio sarà il candidato del partito Cinque Stelle (Five Stars) a marzo per primo ministro. I sostenitori di Cinque stelle sono chiaramente come lui, ma il resto dell’Italia è perplesso. È  completamente inesperto – si legge ancora sul New York Times – quando ha avuto la possibilità di gestire le cose, i “grillini” si sono spesso dimostrati incompetenti. Sotto il sindaco Virginia Raggi, per esempio, Roma sta andando nello scarico (going down the drain).  «Tutto il mondo se ne è accorto – conclude il post l’esponente di Fratelli d’Italia, già parlamentare di An –  ora tocca a noi! Al ballottaggio per il Municipio 10: Picca Presidente!». La conclusione  di Marsilio è un esplicito appello ai romani a sostenere domenica prossima la candidata del centrodestra alla guida del Municipio di Ostia (una quartiere grande come una città nmedia) contro l’imbarazzante esponente grillina, del partito, appunto, che esprime Mr Di Maio, come fiore all’occhiello, come candidato a Palazzo Chigi alle prossime politiche.

Solo una domanda: ma il New York Times quanti voti sposta in Italia? Così, tanto per chiedere fra una condivisione e l’altra.

Più in generale, la strategia di contrasto del PD contro il M5S si è articolata su questi fattori:

  • evidenziare il carattere maoista del M5S;
  • evidenziare il conflitto d’interessi con la Casaleggio Associati Srl;
  • denunciare l’incompetenza dei grillini sia in ambito amministrativo sia durante il botta-risposta tipico delle dichiarazioni politiche;
  • denunciare il populismo;
  • evidenziare l’ipocrisia di fondo fra la supposta democrazia diretta digitale e il Grillo solo al comando;
  • scandalizzarsi per la pessima considerazione che il Sacro Estero riserverà all’Italietta in mano ai grillini;

Il tutto condito dal sano senso di superiorità morale e intellettuale di chi vota, pensa e dice le cose giuste. Tutti questi elementi non vi ricordano qualcosa tipo la strategia di contrasto che venne adottata per arginare Berlusconi? E funzionò, vero?

 

—– Volete contrastare il M5S? Governate bene! —-

Con Berlusconi, ovviamente, non funzionò e dopo aver vinto 3 elezioni poitiche su 5 (e pareggiandone una), il Silvio crollò solo sotto i copi dello spread. Viene da chiedersi, allora, con quali aspettative si possa replicare una strategia già rilevatasi fallimentare con un fenomeno sì precedente ma pur sempre caratterizzato da molti caratteri in comune. Visti i risultati fin qui conseguiti è evidente che la strategia non funzioni: le accuse al M5S non fanno calare il consenso di cui gode.

Che fare, allora? La risposta al quesito viene dalle motivazioni che hanno portato alla nascita del Movimento. Il M5S nasce, si sviluppa e si diffonde in un contesto di crisi economica, politica e per certi versi culturale. Ostentare disprezzo e aria di superiorità antropologica è il modo migliore per fornire ulteriore forza a un movimento antipolitico. La soluzione dell’enigma è semplice: per fermare il M5S basta prosciugare il malcontento governando con efficacia e profitto. Questo ci porta alla prossima domanda: ma il PD come ha governato durante l’ultima legislatura?

Ecco la situazione economica [4]:

Anche la Commissione europea riconosce lo scatto in avanti fatto dalla crescita italiana nel 2017. Nelle sue previsioni economiche comunicate oggi, l’esecutuvo Ue conferma infatti le stime indicate dal governo per quest’anno nel documento di economia e finanza, con il Pil che crescerà dell’1,5%. Ben di più dello 0,9% messo per iscritto nelle ultime previsioni di primavera pubblicate da Bruxelles. Divergenti invece le stime sugli anni a venire: secondo la Commissione sarà dell’1,3% nel 2018 e dell 1% nel 2019, lontano dall’1,5% previsto per entrambi gli anni dal governo. Nonostante il miglioramento delle previsioni il nostro Paese si conferma però in coda alla classifica Ue: l‘Italia è quindi il Paese che cresce meno dell’intera Unione Europea nell’iintero arco temporale preso in esame, cioè 2017, 2018 e 2019.

Il deficit strutturale in particolare viene previsto in peggioramento dalla CommissioneI.  “L’equilibrio strutturale è previsto in leggero peggioramento nel 2017”, quando sarà pari al 2,1%, per scendere al 2% l’anno prossimo e risalire al 2,4% nel 2019, “senza cambiamenti di politica”. Il deficit generale è previsto in calo al 2,1% quest’anno (dal precedente 2,5%), all’1,8% nel 2018, per risalire al 2% nel 2019. La discesa dell’anno prossimo è dovuta alla “più alta crescita nominale (2,6%) e a qualche misura di riduzione del deficit inserita nel bilancio 2018”. Molto diverse invece le stime inserite dal governo nel Def, secondo cui il deficit strutturale scenderebbe dall’1,3% all’1% nel 2018 e allo 0,6% nel 2019. Per quanto riguarda il deficit nominale, la stima governativa coincide con quella della Commissione solo per il 2017 (2,1%), mentre per gli anni successivi la previsione è decisamente più ottimistica: 1,6% nel 2018 e 0,9% nel 2019.

Riviste al ribasso le stime della disoccupazione: nel 2017 si assesta a 11,3% (invece dell’11,5% previsto a maggio), per poi scendere a 10,9% nel 2018 e a 10,5% nel 2019. L’occupazione invece “rallenta a 1% nel 2017” dopo “il phasing-out degli sgravi per le assunzioni”, a 0,9% nel 2018 e 0,5% nel 2019. I nuovi incentivi del bilancio 2018 per le assunzioni dei giovani “sosterranno” l’occupazione. Ma lo sviluppo del mercato del lavoro “sarà in linea con l’attività economica”.

Per quanto riguarda il debito pubblico, secondo la Commissione “scende solo marginalmente”. La stima è di un debito “stabilizzato” nel 2017 a 132,1%, “anche a causa del sostegno pubblico alle banche”, in “marginale discesa” a 130,8% nel 2018 e a 130% nel 2019, “soprattutto a causa della crescita più forte”.

Senza considerare poi il caos migranti, la bocciatura al referendum costituzionale, lo stato precario del sistema bancario italiano. Poi, certo, si può sempre dire che l‘efficacia del Governo Renzi è offuscata dalla propaganda del M5S esattamente come Berlusconi accusava i media di essere comunisti e di sinistra. Deve essere l’ironia della storia ad aver ridotto il PD a copia di FI sia nelle politiche sia negli atteggiamenti…

L’ascesa dei grillini non è dovuto a uno stato di minorità intellettuale dei suoi elettori come chi vota PD è tanto lieto di pensare. Nasce dal disastro di chi ha fin qui governato e la paura del domani – i grillini faranno peggio? – non basta a fermare un voto di protesta contro il presente. Ma evidentemente se per definizione sei più intelligente non riesci a realizzare una simile banalità.

 

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[1] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/A-Ostia-vince-il-M5S-Giuliana-Di-Pillo-il-nuovo-minisindaco-ballottaggio-battuta-monica-picca-Raggi-I-romani-sono-con-noi-8bf60550-74e3-4057-b2bc-53240bb76119.html.

[2] Cfr. https://www.termometropolitico.it/1275037_sondaggi-elettorali-swg-m5s-2.html.

[3] Cfr. http://www.secoloditalia.it/2017/11/non-ha-finito-gli-studi-non-lavora-il-new-york-times-demolisce-di-maio/.

[4] Cfr. http://www.repubblica.it/economia/2017/11/09/news/ue_previsioni_economiche_autunno-180634046/.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2017 da in politica con tag , , , , , , .
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