Charly's blog

Propaganda: di trolls russi e di globalizzazioni americane

La politica italiana? Attenti al complotto russo [1]:

Mosca ha interferito con il referendum costituzionale italiano del 2016, sta interferendo con la campagna per le prossime elezioni, e gli Usa hanno le prove. Lo conferma a «La Stampa» Michael Carpenter, già vice assistente segretario alla Difesa per Russia, Ucraina, Eurasia e Balcani, direttore per la Russia al Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, e coautore col vice presidente Biden dell’articolo su «Foreign Affairs» che denuncia questa offensiva del Cremlino. 

Cosa è accaduto durante il referendum del 2016?  

«La Russia ha lanciato lo stesso genere di pratiche sui social media con cui ha interferito nelle elezioni americane, francesi e tedesche. Ha usato troll e bots per propagare messaggi che facevano il suo interesse, cioè delegittimare il governo e influenzare il referendum nella direzione del No». 

Come lo hanno fatto?  

«Le operazioni della disinformazione russa che conosciamo meglio sono quelle dell’Internet Research Agency (Ira) di San Pietroburgo, perché alcuni disertori hanno spiegato esattamente come opera. Perciò su questo abbiamo molte informazioni. Ci sono tanti altri network russi per i troll, e saremmo ingenui a credere che tutta l’attività è limitata all’Ira. Questa istituzione però rappresenta un buon parametro, insieme a Rt e Sputnik, per capire che tipi di messaggi vuole propagare il Cremlino». 

Ma non chiedete le prove:

Mosca adopera anche la corruzione?  

«È assolutamente lo strumento più forte che usa per sovvertire la democrazia occidentale dall’interno. Lo vedi ovunque, dall’Europa al mio Paese. Non ho prove specifiche di finanziamenti russi ai partiti politici italiani, ma vi incoraggio a investigare e seguire i soldi, perché è assai possibile che stia accadendo. Se la Russia vede il vantaggio di usare contatti corrotti per cercare vantaggi politici, lo fa sempre». 

Insomma, #hastatoPutin.

 

—- E gli americani? —-

Mica come gli americani, s’intende [2]:

Barack Obama tifa apertamente per l’amico Matteo Renzi in vista del referendum: “Sta facendo le riforme in Italia, a volte incontra resistenze e inerzie ma l’economia ha mostrato segni di crescita, anche se ha ancora tanta strada da fare”, ha detto il presidente americano alla Casa Bianca dopo il bilaterale tra i due leader. Il Sì al referendum del 4 dicembre può “aiutare l’Italia verso un’economia più vibrante” ma Renzi, ha proseguito Obama, “deve restare in politica” a prescindere dal risultato del voto poiché rappresenta “una nuova generazione di leader non solo in Italia ma in Ue e nel mondo”. “Non ci sarà nessun cataclisma se vince il No”, ha poi commentato Renzi.  Il presidente americano, ribadendo la sua gratitudine per la forte alleanza con l’Italia, ha anche rivolto un pensiero ad Amatrice e alla ricostruzione post-terremoto. 

Renzi ha parlato degli Usa come “modello” per la crescita: “Penso – ha aggiunto – che l’Europa possa e debba fare di più. L’Italia considera l’esempio americano come il punto riferimento per questa battaglia”. Obama ha poi detto che “Matteo ha ragione quando dice che l’Italia ha mantenuto la sua parole rispetto all’Ue sulle riforme e l’Ue deve trovare il modo per crescere più rapidamente”. Renzi ha affermato di accettare le regole Ue “talvolta un po’ a malincuore. Vorremmo regole diverse ma finché non cambiano le rispettiamo”.

Intromissione nella politica italiana? Ma no, era solo un’opinione. Magari leggermente interessata….

 

—- It’s the propaganda, stupidotto —-

Generalmente al termine propaganda si associa un significato negativo e lo s’intende come sinonimo di menzogna. In termini politici, tuttavia, la propaganda è solo uno strumento come altri per l’espressione del proprio potere e il raggiungimento dei propri obiettivi conquistando i cuori e le menti, come si diceva un tempo. Se consideriamo l’ultimo impero, quello americano, è facile riconoscere i mezzi propagandistici adottati:

  • soft power: cinema, libri, fumetti, promozione dell’american way of life;
  • controllo dei media: spin e frame;

Dall’altra parte del fronte quali sarebbero i nemici? Due trolls e due siti web. In più la Russia non esercita nessuna egemonia culturale visto che non si vedono i film o i telefilm russi né si leggono i libri e i fumetti russi e men che mai si presta attenzione ai media russi. Il confronto mi pare essere piuttosto impari, non trovate?

Se gli Stati Uniti sono il cuore ideologico della globalizzazione dato che – a dispetto di quello che dicono gli economisti che spacciano la cosa per un fatto naturale – non si tratta altro della Pax Americana imposta al mondo, la Russia ha capitalizzato la posizione opposta contrapponendosi al mondialismo e al cosmopolitismo tornando al patriottismo e alla tradizione. Una dinamica già nota visto che al potere imperiale si contrappone sempre una voce contraria e ostile.

Nel caso specifico, tuttavia, è meglio ricordare che se i Russi usano i trolls è perché non hanno niente di meglio sotto le mani. E secondo voi, che mezzi adottano di solito gli americani per intromettersi nella vita politica degi altri paesi? A parte per i partiti e i media, s’intende…

 

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/12/09/esteri/troll-bot-e-associazioni-culturali-cos-la-russia-ha-sabotato-il-referendum-in-italia-UQYGNBTGDD7wZpNdSyo6dO/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/10/18/matteo-renzi-alla-casa-bianca-lincontro-con-barack-obama_0e0cd4a5-648e-4c55-b72b-115212948cc1.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2017 da in politica con tag , , , .
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