Charly's blog

Komunisti vs fassisti: come la politica tenta di occultare la realtà

Vi ricordate la campagna elettorale del 2006? Dopo cinque anni di governo disastrosi Berlusconi sembrava essere sul punto di essere spazzato via dalla coalizione di centro-sinistra che, almeno nei sondaggi, guidava la corsa a Palazzo Chigi con alcuni punti di vantaggio. Ma alla fine accadde l’impensabile [1]:

Per molti mesi, i sondaggi di tutti gli istituti avevano mostrato una prevalenza delle intenzioni di voto per il centrosinistra. Da parte sua, il Cavaliere ha tentato sin da gennaio, attraverso una campagna dai toni volutamente forti, di mobilitare il suo seguito, che, in una certa misura, persisteva a dichiararsi restio a recarsi alle urne. Sino all’ultimo, tuttavia, una quota rilevante – grossomodo il 30% – continuava a definirsi indecisa. La previsione più diffusa era che tra costoro almeno due terzi – vale a dire almeno il 20% dell’elettorato – finissero con l’astenersi perché disinteressati e, forse, “delusi”. La campagna di Berlusconi – e, in particolare, il timore generato, a torto o a ragione, in alcuni segmenti di ceto medio (piu lontani dalla politica e potenzialmente piu orientati verso il centrodestra) dalle dichiarazioni di Prodi sull’imposta di successione, hanno invece, all’ultimo momento, spinto tanti indecisi a recarsi comunque alle urne. Sono indicative al riguardo le risposte al quesito “quando ha deciso cosa votare?”. Esse mostrano come la maggioranza di chi ha scelto il da farsi nelle ultime settimane fosse orientata al centrodestra. Insomma, la strategia del Cavaliere ha davvero funzionato, aiutata anche dalle esitazioni nella comunicazione del centrosinistra.

Grazie agli errori del centro-sinistra Berlusconi quasi vinse le elezioni e a fermarlo fu la legge sul voto degli italiani all’estero patrocinata dal “compagno” Mirko Tremaglia. Non male visti i risultati conseguiti al Governo…

 

 

—- Al fascio, al fascio! Ci sono i fascisti!—-

Al netto dei disastri comunicativi del centrosinistra, cinque anni di Governo Berlusconi 2001-6 furono più che sufficienti per portarlo prossimo alla sconfitta elettorale dilapidando un’immagine di efficienza e competenza costruita in decenni di attività imprenditoriale e anni di opposizione. E se ricordate bene quegli anni di Governo Berlusconi furono caratterizzati dagli insuccessi e dalla costante retorica contro il pericolo comunista [2]:

“Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l’esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dicendosi “sicuro” che nel 2006 gli italiani confermeranno alla Cdl il mandato di governare.

Torniamo, ora, al presente. Il tema principale della campagna elettorale della sinistra dopo 5 anni di esecutivo? La minaccia dell’Onda Nera fascista, ovviamente [3]:

Nutro una profonda inquietudine sul futuro della democrazia. Si stanno creando condizioni politiche e persino antropologiche per le quali la più grande conquista del Novecento, costata il sangue di Auschwitz e la prova dei gulag, e cioè la democrazia, può essere rimessa in discussione”.

Lo dice – intervistato da Repubblica, in apertura – Walter Veltroni, che ha suggerito a Renzi l’idea di convocare a Como, una manifestazione, preoccupato da “un’onda nera”, che “sta squassando l’occidente”.

“Ci sono momenti della storia in cui i cittadini non possono essere spettatori ma devono mobilitarsi con volontà e coscienza. La bandiera nazista nella caserma dei carabinieri dimostra che dobbiamo vigilare anche su chi la democrazia dovrebbe difenderla. Spero davvero che le forze democratiche e di sinistra vogliano dare un segno di unità sui valori fondamentali“.

E poco male se la matematica dice tutt’altro [4]:

Dovete dimostrarcela, però, l’esistenza di questa benedetta onda nera. Perché se non abbiamo contato male per l’irruzione nella sede di Como Senza Frontiere sono state indagate dieci persone. Mentre sotto la sede di Repubblica, a chiedere il boicottaggio del giornale, reo di aver pubblicato qualche articolo sulla suddetta “onda nera”, c’erano undici ragazzotti – non undicimila, undici – iscritti a Forza Nuova. Un partito con 2.500 iscritti su tutto il territorio nazionale – la metà di Possibile di Pippo Civati, un quinto rispetto a Sinistra Italiana – e nessuna rilevazione puntuale nei sondaggi d’opinione. Ah, dimenticavamo: il miglior risultato della loro storia, in coalizione con altre forze analoghe, l’hanno raggiunto nel 2004, quattordici anni fa, quando presero l’1,26% alle elezioni europee. E non va meglio Casa Pound che alle politiche del 2003 ha raccolto ben 47mila voti alla Camera dei Deputati, pari allo 0,14%, meno della metà di quanti ne prese la lista “Aborto? No, grazie” di Giuliano Ferrara nel 2008.

Ma, si sa, la matematica è sì una mera opinione, ma non è mica di sinistra.

 

—- Come cancellare 5 anni di Governo: con il ricatto fascista —-

La strategia alla fine è la stessa tanto a sinistra quanto a destra: negare la realtà disastrosa tirando in ballo una minaccia esterna alla democrazia, ieri il comunismo e oggi il fascismo, ponendo un ricatto morale all’elettorato. Se non votate noi, allora, votate i comunisti/fascisti. E per quanto riguarda la realtà di cinque anni di Governo targato PD? Partiamo dall’economia con il tasso di crescita del PIL [5]:

L’Italia, malgrado questa performance con segno più, è fanalino di coda in Europa sulla crescita nel prossimo triennio 2017-2019. Solo il Regno Unito, per la prima volta escluso dopo il voto che ha determinato la Brexit, ha un andamento del Pil quasi uguale a quello italiano. È Malta, invece, il Paese europeo che cresce e crescerà di più: +5,6% nel 2017, +4,9% nel 2018 e +4,1% nel 2019. Il segno più dell’Italia si va ad inserire in un contesto positivo per tutta l’area. Secondo le previsioni della Commissione Ue, l’economia dell’eurozona crescerà nel 2017 “con il suo ritmo più veloce da un decennio”. Si arriverà ad un Pil del 2,2%, con una revisione al rialzo di un +0,5% rispetto alle stime di maggio che lo davano all’1,7%. Il Pil dell’eurozona è rivisto al rialzo anche per il futuro, con un 2,1% nel 2018 (precedenti previsioni all’1,8%) e all’1,9% nel 2019. Per l’Unione Europea a 27 (già esclusa dalle stime la Gran Bretagna per la Brexit), il Pil è a 2,4% per il 2017, 2,2% per il 2018 e 2% per il 2019.

Nessuna sorpresa, allora, che fra i fu PIIGS l’andamento occupazionale dell’Italia sia piuttosto deludente:

 

La Grecia e la Spagna presentano un valore più alto ma in calo, mentre il trend italiano è molto più stabile. Pur registrando un’ottima performance relativa all’export in un contesto di crescita generalizzata, l’Italia non riesce ad assorbire la disoccupazione. L’ovvia conseguenza è il diffondersi della povertà [6]:

  • Nel 2016 si stima che 1 milione 619mila famiglie (6,3% delle famiglie residenti) siano in condizione di povertà assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 742mila individui (7,9% dell’intera popolazione). Se il numero di famiglie in povertà assoluta torna ai livelli del 2013 (quando erano 1 milione 615mila), il numero degli individui registra invece il valore più alto dal 2005
  • Nel 2016, si stima siano 2 milioni 734mila le famiglie in condizione di povertà relativa (con un’incidenza pari a 10,6% tra tutte le famiglie residenti), per un totale di 8 milioni 465mila individui (14,0% dell’intera popolazione). Di questi, 4 milioni 339mila sono donne (14,0%), 2 milioni e 297mila sono minori (22,3%) e 1 milione e 98mila anziani (8,2%) (Prospetti 9 e 10). L’incidenza della povertà relativa risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2015 in termini di famiglie (da 10,4 a 10,6%) e di persone (da 13,7 a 14,0%)

Poi dobbiamo aggiungere la legge sul bail-in, la crisi del sistema bancario italiano, il referendum costituzionale bocciato, la buona scuola. E che dire del Jobs Act che è una misura così buona che gli stessi esponenti del PD ne chiedono la revisione [7]:

(DIRE) Roma, 5 apr. – “Il jobs act non deve essere considerato un tabù, ha dimostrato di non funzionare”. Lo sostiene il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, che alla ‘Dire’ spiega: “La formula degli incentivi a spinta, a spot, temporanei, va abolita e spero che il prossimo Documento di Economia e finanza non riproponga quella formula per le nuove assunzioni”. Per quanto riguarda i licenziamenti, Damiano ritiene necessario intervenire su due fronti: “Il licenziamento disciplinare va graduato, ci deve essere una relazione fra la sanzione e l’infrazione commessa: di solito si procede per richiamo orale, scritto, sospensione e licenziamento”. Perché, spiega con un esempio, “non si può comminare l’ergastolo se si ruba una mela”. “Per quanto riguarda il licenziamento per motivi economici – conclude Damiano – è incongruo e credo si debba prevedere nuovamente la reintegra del lavoratore: un licenziamento per motivazione economica di fronte a un’azienda che fa utili è palesemente un controsenso”.

E non da ultima la questione migratoria: «Un documento del presidente del Consiglio Ue,Tusk,ha incontrato forti contrasti da parte dei parlamentari Ue che hanno chiesto una nuova versione. Non è piaciuta l’idea di mettere da parte il meccanismo delle quote obbligatorie per la ridistribuzione dei richiedenti asilo in situazioni di crisi. “Documento inaccettabile”, afferma il commissario Ue all’immigrazione Avramopoulos. Tra l’altro Tusk intende convocare un mini vertice con Gentiloni e i leader di Polonia,Ungheria,Repubblica Ceca per affrontare la questione in settimana» [8]. Con cechi, ungheresi, polacchi e slovacchi che non sanno più in che lingua dirvi che loro, i vostri africani, non li vogliono. Ma i vostri laureati in un contesto di outsourcing, invece, vanno benone. Ah già, dimenticavo le decine di migliaia di italiani che ogni anno scappano all’estero.

 

—- Un fascio per tutte le stagioni—–

Non vi pare, allora, la stagione giusta per un bell’allarme fascista contro la democrazia? Ma si bedi bene che l’allarme per l’Onda Nera è solo l’ultimo tentativo di nascondere il disastro governativo. Prima ancora abbiamo avuto il Metodo Raimo consistente nell’etichettare come xenofobo e rasssssista chi evidenziava la realtà di degrado socio-economico conseguente all’immigrazione senza controlli in un contesto economico critico come quello italiano. E poi, ancora, la crociata contro le fake news volta a silenziare ogni forma di dissenso e critica. E poco male se in caso di vittoria elettorale dei “fascisti” quest’ultimi avranno già fatte e confezionare delle leggi illiberali e liberticide.

D’altronde cinque anni di Governo PD hanno prodotto come risultato:

  • la resurrezione di Berlusconi che nel 2011 sembrava politicamente finito;
  • la Lega ai massimi storici;
  • il M5S primo partito d’Italia;

Io, due domande, me le porrei.

 

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[1] Cfr. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/articoli/04_Aprile/12/mann12.shtml.

[2] Cfr. http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/politica/dibacdldue/berlaprodi/berlaprodi.html.

[3] Cfr. https://www.democratica.com/focus/veltroni-allarme-fasciamo-democrazia-mobilitazione/.

[4] Cfr. http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/08/londa-nera-e-una-trappola-per-allocchi-mentre-la-sinistra-fa-vincere-l/36433/.

[5] Cfr. http://tg24.sky.it/economia/2017/11/09/crescita-pil-italia-europa-commissione.html.

[6] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/202338.

[7] Cfr. http://www.cesaredamiano.org/2017/04/05/jobs-act-damiano-non-e-tabu-rivedere-incentivi-e-licenziamenti/.

[8] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-9cee776f-078a-45f2-80fb-8e166f8238d5.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2017 da in politica con tag , , , , , .
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