Charly's blog

Il fine legislatura e la strategia dello Ius Soli: la strategia del furore ideologico per nascondere le macerie economiche

L’ultimo assalto per l’approvazione dello Ius Soli ha rimediato una cocente sconfitta [1]:

 “Non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare“. Così in una nota il deputato del Pd Gianni Cuperlo. “Per la loro sensibilità a questa battaglia – prosegue – io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del Governo e il segretario del Partito Democratico chiedano al presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni. Ciò consentirebbe di riconvocare l’Aula di Palazzo Madama alla ripresa così da poter discutere e votare una legge giusta e di civiltà. Una legge attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta. A quel punto tutti si assumeranno la loro responsabilità dinanzi al Paese. In questi mesi molti – da ultimo con l’appello promosso dalla vice presidente del Pd e sottoscritto da oltre 400 tra amministratori, parlamentari, esponenti delle associazioni – hanno chiesto che la legge sullo ius soli non divenisse materia di campagna elettorale. L’ultima flebile speranza ancora resiste. Non lasciamola cadere”.

Al netto della questione in sè, ci siamo già pronunciati in merito, a colpire è il pessimo tempismo dell’intera manovra: perché ridursi agli ultimi giorni della legislatura?

 

—- Ius Soli: non si poteva fare prima? —-

Della legge di riforma della cittadinanza se ne parla da anni essendo stata approvata per la prima volta alla Camera a fine 2015. La discussione al Senato è iniziata all’inizio dell’estate di quest’anno senza conseguire, tuttavia, un esito positivo. Perchè, quindi, con una legislatura agli sgoccioli si è voluto tentare nuovamente il colpo di mano? Un esito negativo era quantomeno prevedibile.

Se il Governo evesse voluto forzare la mano, per di più, sarebbe bastato mettere la fiducia sul provvedimento. Se il Governo avesse considerato la questione dello Ius Soli così importante, infine, avrebbe potuto muoversi in anticipo all’inizio della legislatura Renzi quando il gradimento era alto e il controllo delle Camere saldo.

In più i sondaggi sono impietosi sull’argomento [2]:

Anche perché i renziani sanno perfettamente che la legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati, se approvata, avrebbe portato a un tracollo elettorale con il Partito Democratico pericolosamente in calo verso quota 15% (secondo alcune stime interne). Il biotestamento, invece, sondaggi alla mano, non comporta perdite di consensi e soprattutto serve per convincere Campo Progressista di Giuliano Pisapia e i filo-Europa di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova a stringere un patto elettorale con il Pd (la cosiddetta coalizione bonsai, sempre meglio di niente).

Senza dimenticare che con i collegi uninominali metterci la faccia vuol dire rischiare l’estinzione politica. L’esito negativo di questo colpo di mano, allora, più che prevedibile era scontato.

 

—- La strategia della tensione —-

Consapevoli della situazione perché, quindi, si è tentata una nuova forzatura? Il sospetto è che si sia voluto adottare una strategia della tensione. Sulla proposta di legge in questione si è assistito a un derby ideologico fondato sulla mancata conoscenza della legge 91 del 1992 e sull’uso di balle colossali tipo le seguenti:

  • i bambini senza cittadinanza: balle, hanno quella dei genitori;
  • gli stranieri che vengono qui a partorire: balle, la legge prevede uno Ius Soli temperato;

Il campo progressista si è poi distinto per un fascismo verbale caratterizzato dall’insulto come forma di argomentazione (accusando gli altri di essere fascisti, fra un razzista e un xenofobo gridato ai quattro venti). Accertato il crollo del consenso a causa dei cinque anni di governo, alla sinistra non rimane altro che ricompattare la propria base promuovendo un clima da guerra civile e da fine del mondo. Se non si voterà la sinistra, eterna paladina del bene, vinceranno i fascisti e i razzisti. E qual modo migliore di convincere le persone se non puntando sulle battaglie valoriali?

Per un curioso contrappasso storico la linea d’azione della sinistra è la stessa che venne adottata ai suoi tempi da Berlusconi. Qual modo migliore per galvanizzare il proprio elettorato se non raccontando la minaccia dei comunisti? Sostituite comunisti con fascisti e abbiamo la linea comunicativa di mezzo secolo di sinistra. E per una vota, meno male che Silvio c’è, contro un politico conservatore normale altro che 20%. Visti i risultati la sinistra verrebbe sbriciolata.

 

—- La polvere sotto il tappeto —-

La strategia dell’Apocalisse è l’unica percorribile visti i risultati non proprio eccelsi fin qui conseguiti. Archiviata la sconfitta referendaria, registrato il nulla riformativo sulla PA o la scuola, di cosa può prendersi il merito il Governo? Se Renzi si prende il merito della crescita economica:

Su Twitter interviene anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, rivendica quanto fatto: “Quando siamo partiti il Pil era al 2% ma aveva il meno davanti: -2%. Istat oggi dice che nell’ultimo anno il Pil è stato quasi al 2%, ma ha il più davanti: +1.8%. Il tempo dimostra chi aveva ragione: non si molla, avanti assieme”.

Gentiloni rimarca il momento di crescita complessiva del PIL che sta attraversando l’Europa. Ma tutti e due dovrebbero ricordarsi che l’Italia con il suo 1,7% [4]

  • è penultima in Europa con dietro la sola Grecia (e il Regno Unito);
  • che il Portogallo supera il valore italiano del 50% (2,5%), la Spagna quasi lo doppia (3,1%), Austria e Slovacchia lo doppiano (3,5%), mentre la Republicca Ceca e la Polonia lo triplicano (5% e 5.2%);
  • Il valore lettone è quasi quattro volte tanto quello italiano (6,2%);
  • la Romania guida la classifica con un 8,6%;

O forse il motivo d’orgoglio sono i clandestini sbarcati nel 2016: «181.436, circa il 18% in più dell’anno precedente (153.842) e oltre il 6% in più del 2014 che pure aveva registrato 170.100 arrivi» [5]. Un numero quasi pari agli italiani che lasciano il paese [6]:

Continua e si rafforza la ‘fuga’ degli italiani all’estero: nel 2016 ben 124.076 persone sono espatriate, in aumento del 15,4% rispetto al 2015. E ad aumentare sono soprattutto i giovani: oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia nell’ultimo anno ha tra i 18 e i 34 anni (+23,3%). Il 9,7% ha tra 50 e 64 anni e sono i “disoccupati senza speranza” rimasti senza lavoro. Dal 2006, la mobilità italiana è aumentata del 60,1%. È quanto emerge dal Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes.

Il furore ideologico, signore miei, a una cosa serve egregiamente: nascondere il disastro sociale ed economico. Contenta la sinistra, contenti tutti… tranne gli elettori, pare.

 

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[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/12/27/ius-soli-cuperlo-prolungare-legislatura.-manconi-mattarella-conceda-due-settimane_3a7de3be-a196-4608-8438-e04cdc66706c.html.

[2] Cfr. http://www.affaritaliani.it/politica/elezioni-sondaggi-pd-crollo-con-lo-ius-soli-stop-avanti-sul-biotestamento-512194.html.

[3] Cfr. http://www.iltempo.it/economia/2017/11/14/news/il-pil-cresce-e-renzi-si-prende-il-merito-il-tempo-dimostra-chi-aveva-ragione-1038117/.

[4] Cfr. https://www.termometropolitico.it/1280050_crescita-pil-confronto.html.

[5] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-05/migranti-2016-record-sbarchi-e-accoglienza-162035.shtml?uuid=ADdVMwQC.

[6] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/italiani-estero-2016-partiti-124-mila-piu-15-virgola-4-per-cento-9a9c819b-f73b-4338-a57f-eb44c9e0ebca.html.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 dicembre 2017 da in Uncategorized con tag , , .
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