Charly's blog

I giovani non votano? Cazzi loro

Di tanto in tanto si leva l’allarme relativo alla disaffezione dei giovani verso la politica. Visto che siamo prossimi alle elezioni politiche, eccovi la paura che la generazione del ‘99 se ne stia a casa e non si preoccupi della cosa [1]:

Chi si occupa di sondaggi per professione non è molto ottimista sulla partecipazione dei giovani alle prossime elezioni politiche. Se poi guardano con la lente di ingrandimento ai giovanissimi, ai quei diciottenni che avranno il diritto a recarsi alle urne per la prima volta, le possibilità di una loro partecipazione si assottiglia ulteriormente. Intanto subito il dato per far capire di che stiamo parlando: il 70% potrebbe non entrare in una cabina elettorale e infischiarsene di esprimere la propria scelta.

Terribile? Sì e no.

 

—- I giovani! Chi pensa ai giovani? —-

Vista la situazione si potrebbe argomentare che i giovani fanno bene a non votare visto che la politica non si occupa di loro [2]:

Il tutto, lo ricordiamo ai più distratti, a uso e consumo non certo dei giovani, nonostante siano i giovani ad aver pagato più di tutti la crisi economica – qualcuno l’ha definita la terza guerra mondiale senza bombe – degli ultimi dieci anni. I numeri ormai li sapete a memoria, se siete lettori frequenti di questo giornale. Uno: tra il 2007 e il 2013 la disoccupazione giovanile in Italia è cresciuta di 13 punti percentuali, dal 15% al 28%, laddove in Francia è aumentata di soli 3 punti, mentre in Germania è addirittura diminuita di 7 punti percentuali, passando dall’11% al 4%. Nonostante ciò, i sussidi ai disoccupati over 50 sono quasi tre volte quelli destinati agli under 30. Due: tra il 2005 e il 2015, gli over 65 in situazione di povertà assoluta sono diminuiti, mentre i poveri under 17 sono triplicati, così come quelli tra i 18 e i 34 anni. Ma solo il 26% della spesa complessiva per le prestazioni erogate dall’Inps – al netto delle pensioni – è destinato agli under 40. Mentre il 40%, quasi il doppio, è tutto per gli over 60.

Volete che un giovane decida di prendere in considerazione l’ipotesi di votare? Rispondente a queste due domande: che si fa per invertire la rotta della disoccupazione giovanile? E mentre invertiamo la rotta, come si rammenda quel gigantesco buco del welfare che li impoverisce ogni giorno che passa, magari senza prendere soldi a debito?

Ma io porreri un altro quesito: perché la politica dovrebbe occuparsi di chi non si occupa di lei?

 

—- Ma perché la politica dovrebbe pensare ai giovani? —-

L’aspetto più curioso delle critiche che vengono solitamente mosse alla politica è che nascono, spesso e volentieri, da una mancata comprensione dei suoi meccanismi di base. La democrazia rappresentativa, tanto per cominciare, nasce per garantire due aspetti:

  • la mediazione fra interessi contrapposti;
  • la flessibilità;

Parlare di inciuci o vincoli di mandato, allora, ha poco senso in un sistema politico del genere.

Per quanto riguarda gli interessi in gioco, ovviamente, sono quelli che sopravvivono al gioco elettorale. Siccome la politica è un contesto competitivo con risorse scarse, i partiti politici hanno tutto l’interesse ad accogliere le istanze di chi vota e ignorare chi non vota. Se gli anziani votano è logico interessarsi alle loro richieste, se i giovani non votano è puro buon senso ignorarli.

Il discorso è del tutto analogo per i sindacati. Se gli iscritti sono tutti pensionati – voi siete iscritti a un sindacato? – è puro buon senso combattere in loro favore. Se i giovani non si iscrivono ai sindacati, perché mai perdere del tempo dietro ai loro problemi?

Si potrà obiettare che ignorare le istanze e le problematiche di una generazione non è molto saggio nel lungo periodo. Ma la politica di fatto è l’applicazione reale del libero mercato: da quando in qua chi opera nel mercato si occupa del lungo periodo?

In conclusione, se i ragazzi del ’99 non si interessano di politica, amen. Il culo in ballo, alla fine, è il loro.

 

—————————————————————————————————–

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/01/02/italia/politica/elezioni-politiche-tra-i-giovani-vince-la-sfiducia-sette-su-dieci-non-andranno-alle-urne-mXdHMIsucgxEEbALvB3ScP/pagina.html.

[2] Cfr. http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/02/i-giovani-diserteranno-le-urne-e-per-la-politica-non-ce-notizia-miglio/36669/.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2018 da in politica con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: