Charly's blog

Abolire le tasse universitarie? Perché, l’università si paga?

Leggo l’ultima proposta del leader di Liberi e Uguali e trasecolo [1]:

«Aboliamo le tasse universitarie». È la proposta presentata dal leader di Liberi e uguali Pietro Grasso, all’assemblea nazionale in corso a Roma. La misura, spiega, costa 1,6 miliardi: «È un decimo dei 16 miliardi che ci costa lo spreco di sussidi dannosi all’ambiente, secondo i dati del ministero dell’ambiente». 

Trasecolo perché mi chiedo: ma l’università non è già gratuita? Certo, mi pare di ricordare l’esistenza di fasce di tassazione dettate dal reddito degli studenti, ma credo proprio che la memoria mi stia tirando un brutto scherzo. Se si leggono illustri opinionisti, infatti…

 

—- L’università? Gratuita…. quasi —-

Se si legge Roger “Captain Meritocracy” Abravanel, infatti, troviamo la conferma al nostro sospetto. La memoria non è degna di fiducia [2]:

Colpa della mancanza di «diritto allo studio» (leggi «l’università costa troppo»)? Assolutamente no. La nostra università è gratuita e la si può trovare quasi «sotto casa». La colpa è delle tante lauree inutili sfornate da mediocri atenei che da anni creano schiere di giovani disoccupati. Dato che il vero costo di una famiglia nel fare studiare un giovane per 5 anni è l’investimento del suo tempo, le famiglie meno abbienti preferiscono mandare i figli a lavorare. Così a prendersi una laurea vanno i giovani che possono contare su un posto nella piccola azienda di famiglia.

Altro che tagliare le tasse universitarie, se l’università è gratuita come dice il dotto opinionista non possono esserci neppure le tasse universitarie. Logicamente parlando, almeno. Ma, un momento, cosa dice Giavazzi? Questo [3]:

Allora si abbia il coraggio di spiegare alle famiglie che non possiamo più permetterci un’università quasi gratuita, cioè rette che coprono meno di un terzo del costo degli studi. Trovo terribile il cinismo di chi lascia una generazione allo sbando perché non ha il coraggio di dire la verità.

Ma, allora, l’università non è gratuita, è quasi gratuita. Si vede che il leader massimo Grasso vuole tagliare quel quasi…

 

—- Le tasse? Un regalo dei ricchi ai poveri —-

Non sono mancate reazioni negative come quella del fu leader massimo Renzi [4]:

“E’ un favore ai ricchi e ai fuori-corso. Una norma scritta da Grasso ma pensata per Di Maio”. Lo ha detto il leader dem, Matteo Renzi, a “Otto e mezzo” su La7, commentando la proposta di LeU sull’abolizione delle tasse universitarie.

Come mai? Perché le tasse universitarie sono un regalo dei ricchi ai poveri visto che finanziano il diritto allo studio dei suddetti poveri [5]:

Quella che sembra una proposta di sinistra, è in realtà una proposta di destra. Perché?

Poichè una buona parte di coloro che pagano l’Irpef hanno un reddito basso e non ricevono servizi universitari, scegliere di far finanziare gli Atenei interamente dalla fiscalità generale si traduce in un trasferimento di circa 2,5 miliardi dai “più poveri” ai “più ricchi”. Non propriamente una misura di sinistra, tantomeno “dura e pura”.

Qual è l’alternativa? Ad esempio quello che hanno fatto i governi del Pd con la Legge di Bilancio 2017: abolizione totale delle tasse universitarie solo per gli studenti la cui famiglia abbia un ISEE inferiore ai 13 mila euro, e forti agevolazioni per chi ha un ISEE fino a 30 mila euro (per costoro, le tasse non possono superare il 7% della loro quota di ISEE oltre i 13 mila euro. Ad esempio, se la mia famiglia ha un ISEE di 20 mila euro, pago al massimo 490 euro di tasse all’anno).

E poco male se, mediamente, i più poveri si iscrivono meno all’università rispetto ai più ricchi. Il regalo c’è, ma se poi non collabori…

Ma all’estero come funziona? In sostanza è un complotto dei più ricchi contro i più poveri perché spesso e volentieri le tasse non ci sono [6]:

 

Se consideriamo l’Europa, i paesi dove si pagano più tasse sono la Lettonia e il Regno Unito, poi l’Olanda e la Spagna e per finire l’Italia. E gli altri paesi? Gratis o quasi, non si paga o si paga poco. Siete confusi? Boh, si vede che Giavazzi confonde Roma con Stoccolma, sono quasi uguali, dai.

Morale della storia? In Italia l’università è quasi gratuita anche se per tasse universitarie siamo nella Top 5 mentre la Svezia, ben lungi dall’essere un paese socialista, è un paese dove i poveri pagano gli studi ai ricchi visto che non ci sono tasse universitarie. Non si smette mai di imparare nella vita…

 

————————————————————————————

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/01/07/italia/politica/la-proposta-di-grasso-aboliamo-le-tasse-universitarie-CpHqnE39px0nQgX6IKzgwM/pagina.html.

[2] Cfr. http://meritocrazia.corriere.it/2015/05/05/per-una-scuola-del-merito-piu-vicina-al-lavoro/#more-616.

[3] Cfr. http://www.corriere.it/editoriali/10_ottobre_24/un-paese-fuori-corso-editoriale-francesco-giavazzi_b658834c-df3d-11df-ae0f-00144f02aabc.shtml.

[4] Cfr. http://www.huffingtonpost.it/2018/01/08/renzi-attacca-grasso-sullabolizione-delle-tasse-universitarie-e-un-favore-ai-ricchi-ogni-voto-alla-sinistra-radicale-va-a-salvini_a_23327699/.

[5] Cfr. https://www.democratica.com/opinioni/tasse-universitarie-proposta-grasso-destra/.

[6] Cfr. http://www.oecd-ilibrary.org/education/education-at-a-glance-2017_eag-2017-en.

Annunci

3 commenti su “Abolire le tasse universitarie? Perché, l’università si paga?

  1. magiupa
    11 gennaio 2018

    in effetti quando ho sentito la proposta mi sono messo a ridere,mia figlia si è appena iscritta,fa il primo anno.

    • Charly
      11 gennaio 2018

      Se vuole espatriare spesso basta la triennale 😛

      • magiupa
        12 gennaio 2018

        per ora punta cmq a fare i 5 anni…ma è flessibile,gli abbiamo fatto na capa tanta sulla flessibilità,vuoi che non fletta?

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 gennaio 2018 da in politica con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: