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La stupidità del male, atto terzo: come uccidere la democrazia con “lodicelaScienza!1!!11”

Fra le varie cose che fece in vita Enrico VIII, il monarca inglese delle sei moglie per intenderci, è da notare che ricevette il titolo di difensor fidei per un libro che scrisse in difesa dei sacramenti e del Papa. Al giorno d’oggi, in un’epoca dove la fede è ormai appannaggio del terzo mondo – e quindi, dei poveri, dei poco istruiti e con un QI sotto la media mondiale – ci tocca registrare la comparsa di un nuovo titolo: quello di difensor scientiae. Eccovi il PD [1]:

 

Io sono un uomo semplice e dalle medie capacità intellettuali, non lo nego, e nella mia semplicità se volessi difendere la scienza aumenterei le risorse destinate alla facoltà scientifiche e aumenterei lo spazio alle discipline scientifiche nell’offerta formativa scolastica. Cosa che non mi pare che sia stata fatta nell’ultima legislatura a guida PD.

Il dubbio che mi viene, allora, è che ben lungi dall’essere un mero slogan

Chi sceglie PD vota la scienza, non le cure fai da te sul web e le bufale no-vax.

stiamo assitendo a un’offensiva delle élite contro la democrazia. Perché votare, infatti, quando #lascienza detiene il monopolio della verità?

 

—- La democrazia e la scienza —-

Fra i miei mille difetti non manca anche il fatto che sia laureato e che i nove decimi delle persone che frequento siano a loro volta laureati (cosa non voluta, è capitata). Ahiloro costoro sono laureati in altri campi, dalla medicina alla biologia, e ahimé mi tocca leggere le cose che scrivono su Facebook in merito ai miei campi di specializzazione (quando non sono troppo impegnati a scrivere che bisogna ascoltare gli esperti del settore, ma la regola per loro non vale). Parliamo di amenità come l’idea che la democrazia sia il governo dei migliori e dei competenti dimenticando, assai incredibilmente, l’esistenza dell’aristocrazia e ignorando un testo come la Costituzione degli Ateniesi dello Pseudo Senofonte. Giusto l’ABC della politologia.

Ultimamente i nostri eroi si sono invaghiti di due fenomeni fra loro complementari:

  • la lotta alle fake news;
  • il ritorno dell’Ipse dixit: lo dice la scienza;

Nel primo caso la lotta alle fake news sembra un atto lodevole e privo di criticità se non fosse che:

Soprattutto è ormai evidente a molti che la lotta alle fake news sia unilaterale e vada a colpire solo uno spettro del mondo politico risparmiando, invece, le colossali scemenze a favore delle élite. Ce le siamo dimenticare le spaventose recessioni economiche previste dopo la Brexit e Trump? Alla fine dei conti non è altro che il ritorno della propaganda unito al totale declassamento delle posizioni altrui: non si tratta più di un’opinione differente ma di una intenzionalmente truffaldina. Il bello è che poi loro sono anche i campioni della libertà d’espressione…

Ma ancora più perniciosa è la comparsa del ritornello “lo dice la scienza” perché qui abbiamo persino un attacco frontale alla democrazia. Vediamo perché.

 

—- Cos’è la democrazia? —-

Visto che a mancare sono le basi, partiamo dai fondamentali. Che cos’è la democrazia? Essendo una forma di governo si deve sempre rispondere a due domande basilari:

  • chi comanda;
  • come;

La democrazia presuppone un’uguaglianza fra governati e governanti sia dinnanzi alla legge sia dal punto di vista dei diritti politici siano essi attivi o passivi. Chiunque dotato della cittadinanza può partecipare al processo politico. Il contrasto con le altre forme di governo è palese visto che sia nella monarchia sia nell’arisotocrazia esiste un abisso fra chi governa e chi no.

Un ulteriore elemento è la rappresentanza politica che si attua via multipartitismo. La molteplicità dei partiti serve a rappresentare sia la molteplicità degli attori sociali – classi, associazioni, ceti – sia a mediare posizioni fra loro contrastanti. Adottare sempre una linea politica a favore di una particolare classe o ceto potrebbe logicamente portare alla conflitto con quanti ne risultassero danneggiati. In ambito democratico, quindi, non si parla di verità ma di mediazione fra interessi non necessariamenti concilianti. Sempre ammesso, s’intende, che si voglia evitare la guerra civile. I cantori de “laverascienza” non si avvedono del fatto che le politiche prevedono sempre dei vincitori e dei vinti e che non sempre ci sono delle verità dal punto di vista tecnico: quale sarebbe la verità fra il parlamentarismo e il presidenzialismo? Molte scelte politiche vengono dettate, allora, da posizioni ideologiche o da preferenze personali piuttosto che da una presunta correttezza o verità tecnica.

Per fare un esempio pratico, il secondo dopoguerra è stato imperniato su un armistizio siglato fra le classi: borghesia, ceto medio, proletariato. La scomparsa del comunismo ha portato alla rottura del patto da parte del capitale e della borghesia internazionale che ha condotto una spietata campagna contro il lavoro e la classe lavoratrice a suon di flessibilità, delocalizzazioni e mercati unici. Tutta l’isteria che ci tocca sorbire sul populismo viene dal fatto che la classe lavoratrice – quel che ne rimane – comincia a contestare le scelte dei padroni del vapore tramite l’unico diritto rimasto: quello del voto.

Quella che viene spacciata come verità, alla fine, è solo una posizione politica che avvantaggia un determinato ceto e una determinata classe a detrimento delle altre. Non paghi, la retorica della vera scienza porta alla deumanizzazione degli avversari politici dato che chi osa dissentire viene etichettato come rassista, fassista o, di recente, come un analfabeta funzionale lasciando intendere uno stato di minorità morale, intellettuale e antropologico. Guarda caso è la stessa posizione di chi sosteneva la naturale inferiorità delle donne o degli africani. Certe cose non cambiano mai… ma mi raccomando, continuate a intonare Bella Ciao contro il pericolo fascista.

 

—- Contro il fascismo… di sinistra —-

Come sempre laddove abbiamo la tragedia non manca il ridicolo. Ricordando la tragedia degli analfabeti funzionali [2]:

Hanno più di 55 anni, sono poco istruiti e svolgono professioni non qualificate. Oppure sono giovanissimi che stanno a casa dei genitori senza lavorare né studiare. O, ancora, provengono da famiglie dove sono presenti meno di 25 libri. Sono gli analfabeti funzionali, quegli italiani che non sono in grado di capire il libretto di istruzioni di un cellulare o che non sanno risalire a un numero di telefono contenuto in una pagina web se esso si trova in corrispondenza del link “Contattaci”. […] «Chi è analfabeta funzionale non è incapace di leggere – continua Mineo, che è stata anche National data manager per l’indagine OCSE-PIAAC condotta in Italia – ma, pur essendo in grado di capire testi molto semplici, non riesce a elaborarne e utilizzarne le informazioni». Un monito che riguarda gli italiani tutti perché, come conferma all’Espresso Friedrich Huebler, massimo esperto di alfabetizzazione per l’Istituto di statistica dell’Unesco: «Senza pratica, le capacità legate all’alfabetizzazione possono essere perse anno dopo anno». Come a dire che analfabeti non si nasce ma si diventa.

Non si può non sorridere del fatto che il PD non viene votato solo dai laureati, ma anche da chi ha la licenza media: «Riguardo al livello di istruzione si è tornati alle dinamiche tradizionali: i laureati presentano un tasso di astensione più contenuto, una maggiore propensione per la sinistra e il centrosinistra e un consenso decisamente più contenuto per Forza Italia e Lega. Tra le persone meno istruite (con licenza elementare o nessun titolo di studio), che rappresentano un elettore su quattro, il Pd si attesta al primo posto sfiorando il 30% dei voti validi, confermando la tradizionale «doppia anima» del proprio elettorato, seguito dal M5S (24%) che risulta incalzato da FI (22,7%)» [3].

Per concludere, ho trattato l’argomento da un punto di vista derivante dalle scienze politiche, ma nulla vieta di evidenziare quanto “la vera scienza” abbia poco a che fare con un metodo che si basa sulla continua discussione e la messa alla prova delle sue scoperte. Ma ancor di più si dovrebbe far notare quanto l’ipse dixit non sia minimamente servito a convincere le persone scettiche sui vaccini o su altre tematiche scientifiche. A quanto pare l’insulto non convince l’interlocutore, ma che volete che ne sappia: potrei sempre essere un’analfabeta funzionale…

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[1] Cfr. https://www.partitodemocratico.it/politiche-2018/sceglipd-manifesti-campagna-elettorale-politiche-2018/.

[2] Cfr. http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/03/07/news/analfabeti-funzionali-il-dramma-italiano-chi-sono-e-perche-il-nostro-paese-e-tra-i-peggiori-1.296854.

[3] Cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/classe-operaia-va-cinque-stelle-casalinghe-sono-tutte-165826.htm.

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3 commenti su “La stupidità del male, atto terzo: come uccidere la democrazia con “lodicelaScienza!1!!11”

  1. magiupa
    28 gennaio 2018

    ho la terza media, e + di 5000 libri sparsi qua e là…ero a corto di gambe del tavolo,divano,ecc…

    • Charly
      28 gennaio 2018

      Occhio che rischi l’accusa di analfabetismo funzioanle.

      • magiupa
        29 gennaio 2018

        no,tranquillo!
        Io sono un’ignorante tradizionale

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 gennaio 2018 da in Uncategorized con tag , , , , .
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