Charly's blog

Di polacchi, israeliani e “Polish death camps”

Strana la politica: nell’arco di pochi giorni la Polonia è passata dall’essere oggetto di lodi da parte di Israele a obiettivo per il suo biasimo. Come mai? Il Senato polacco ha approvato una legge sul coinvolgimento della Polania nell’Olocausto [1]:

BERLINO – E’ passata definitivamente con il voto del Senato polacco la legge voluta dalla maggioranza di governo nazionalconservatrice, legge che vieta non solo ogni definizione (che sarebbe errata) di Auschwitz e degli altri campi della morte nazisti come „campi della morte polacchi”, ma proibisce anche di parlare di qualsiasi caso di complicità di singoli polacchi o di gruppi di polacchi con l´esecuzione dell´Olocausto. Chi viola la legge, anche su questo secondo punto, rischia fino a tre anni di reclusione.

Tanta basta per farla definire come un tentativo di negazione dell’Olocausto. Ma è davvero così?

 

—- Ma la legge che cosa dice? —-

Fra i vari articoli di giornali e servizi televisivi dedicati alla questione manca sempre un elemento: il testo della legge. Tutti scrivono che la legge neghi l’Olocausto senza perà mai citare direttamente gli articoli. Senza contare, poi, che a quanto pare tutti sono in grado di leggere il polacco. Fatemi un piacere, mi leggete la seguente frase?

Gdy Pomorze nie pomoże, to pomoże może morze, a gdy morze nie pomoże to pomoże może Gdańsk.

Ops. Vi sembra intelligente pronunciarsi su una legge senza conoscerne il contenuto? A me, sinceramente, no.

Pur essendo residente in Polonia da quasi tre anni, ahimé, non mastico il polacco. Ma si può sempre trovare una traduzione in inglese da parte di una testata giornalistica decisamente non favorevole alla Polonia [2]. Ecco l’articolo incriminato:

Article 55a. 1. Whoever claims, publicly and contrary to the facts, that the Polish Nation or the Republic of Poland is responsible or co-responsible for Nazi crimes committed by the Third Reich, as specified in Article 6 of the Charter of the International Military Tribunal enclosed to the International agreement for the prosecution and punishment of the major war criminals of the European Axis, signed in London on 8 August 1945 (Polish Journal of Laws of 1947, item 367), or for other felonies that constitute crimes against peace, crimes against humanity or war crimes, or whoever otherwise grossly diminishes the responsibility of the true perpetrators of said crimes – shall be liable to a fine or imprisonment for up to 3 years. The sentence shall be made public.

A cui aggiungere:

Article 2a. Within the meaning of the Act, crimes committed by Ukrainian nationalists and members of Ukrainian units collaborating with the Third Reich constitute acts committed by Ukrainian nationalists between 1925 and 1950 which involved the use of violence, terror or other human rights violations against individuals or population groups. Participating in the extermination of the Jewish population and genocide of citizens of the Second Polish Republic in Volhynia and Eastern Malopolska [Lesser Poland] also constitute a crime committed by Ukrainian nationalists and members of Ukrainian units collaborating with the Third Reich.

E lo scandalo sarebbe? Giusto una domanda: il testo della legge l’avevate già letto prima di finire su questo blog, vero?

 

—- La Polonia: da vittima ad aguzzino —-

La legge in vigore evidenzia giustamente che i campi di concentramento sono stati costruiti e diretti dai nazisti e non dai polacchi. Non si deve dimenticare, fra l’altro, che:

  • la Polonia è stato il primo paese ad essere aggredito e conquistato dai nazisti;
  • il paese non ha avuto un aiuto concreto da parte dei suoi alleati (seppur nel caso britannico la cosa era scontata visto che era un impero marittimo);
  • Il Generalplan Ost prevedeva lo sterminio dell’80% dei polacchi;
  • l’URSS ha attaccato la Polonia poco dopo;
  • dopo la Seconda Guerra Mondiale il paese è stato occupato dai sovietici e solo con il crollo del comunismo ha riottenuto una vera indipendenza;

E questa, infine, è Varsavia nel 1945:

 

Mi pare legittimo che i polacchi si possano alterare nel sentirsi chiamati in causa per l’Olocausto, no?

L’unico punto debole della legge è che che non vengono citati i criminali polacchi che si sono macchiati di crimini ma solo gli ucraini. Non è difficile, allora, trovare i polacchi che hanno partecipato allo sterminio [3]:

Criminali come Jakob Palij: nato in Polonia, accusato di crimini commessi in Polonia. Guardia SS nel campo di concentramento di Trawniki, dove furono uccisi più di 6.000 ebrei, Palij è accusato di aver impedito la fuga dei prigionieri e di aver “direttamente contribuito alla loro esecuzione”. Rifugiatosi negli Stati Uniti, grazie al lavoro del Centro Wiesenthal, gli Usa aveva deciso la sua estradizione ma nessuno dei tre Paesi europei che potevano richiederne l’estradizione, lo ha fatto. Tra questi Paesi, c’è la Polonia.

O sul diffuso antisemitismo:

E se l’antisemitismo storico, per quanto più efferato negli esiti, è molto più facile da abbandonare alla rimozione, attribuendone intera la responsabilità ai nazisti (a patto di scordare le atrocità commesse con la collaborazione di volontari polacchi, come il pogrom di Jedwabne, del 10 luglio 1941, o interamente per mano polacca, come il pogromdi Kielce, del 4 luglio 1946, a guerra finita).

Ma non a caso la legge tratta della Nazione polacca e della Repubblica polacca e non degli individui. E questo ci porta a una questione di civiltà prima ancora di diritto.

 

—- Una questione di civiltà: la responsabilità è personale! —-

Se ci sono stati polacchi assassini e antisemiti, infatti, non sono mancati anche quelli giusti fra le nazioni [4]:

Quei 6700 polacchi “giusti delle nazioni” Durante la Seconda Guerra Mondiale, morirono sei milioni di polacchi, di cui tre milioni erano ebrei. Nella Polonia occupata i tedeschi stabilirono che qualsiasi aiuto agli ebrei fosse punito con la morte. Ma molti polacchi aiutarono gli ebrei: il museo di Yad Vashem a Gerusalemme, dedicato alla memoria dell’Olocausto, ha identificato 6.700 polacchi distintisi come “giusti delle nazioni”. Yad Vashem si e’ espresso contro il progetto ma martedi’ ha conferito una medaglia postuma a tre polacchi riconosciuti “Giusti tra le nazioni”. La cerimonia, ha spiegato un portavoce, era attesa da tempo e la coincidenza con la polemica e’ stata assolutamente casuale.

Per la cronaca i giusti fra le nazioni italiani sono 682 e la Polonia è il primo paese al mondo per numero di giusti. Arrivato a questo punto non nascondo la mia confusione: se le azioni negative di pochi gettano il biasimo su una nazione perché le azioni positive di altri non dovrebbero portare la lode?

Assai più banalmente non si può non rilevare il conflitto fra due concezioni del diritto:

  • da una parte quello dell’età del bronzo (si veda le Bibbia o i poemi omerici) e in parte dell’età del ferro (si pensi a Edipo) dove le azioni negative di alcuni portano alla condanna di tutti;
  • dall’altra parte abbiamo il diritto contemporaneo dove la responsabilità è personale;

All’epoca in Polonia ci sono stati sia i carnefici e sia i salvatori. Ma, in ogni caso, non si può accusare la Repubblica Polacca che era sotto occupazione straniera (una costante nella storia polacca) né la Nazione polacca. E prima ancora del diritto è puro buon senso.

 

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2018/02/01/news/polonia_israele_accusa_legge_sulla_shoah_e_un_caso_di_negazionismo_-187774888/.

[2] Cfr. https://www.timesofisrael.com/full-text-of-polands-controversial-holocaust-legislation/.

[3] Cfr. http://www.huffingtonpost.it/2018/02/01/legge-sulla-shoah-in-polonia-il-grande-tradimento-di-varsavia-verso-israele_a_23350173/.

[4] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Polonia-via-libera-alla-legge-su-Olocausto-Shoah-I-campi-di-sterminio-non-siano-definiti-polacchi-b386a246-d405-43ab-982f-78cb28e95cbe.html?refresh_ce.

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3 commenti su “Di polacchi, israeliani e “Polish death camps”

  1. bortocal15
    3 febbraio 2018

    ma se a tutti i fatti e alle informazioni che utilmente ricordi aggiungiamo che questa campagna di “sdegno” viene dai circoli filosionisti mondiali, rischiamo di essere definiti antisemiti?

    • Charly
      3 febbraio 2018

      Probabile.

      • magiupa
        5 febbraio 2018

        sicuro,ma io,che comunque sono filosionista,concordo,la responsabilità è personale.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 febbraio 2018 da in politica con tag , , .
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