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Le statistiche, le statistiche! Chi pensa alle statistiche?! La differenza fra percezione ed esperienza

I recenti fatti di cronaca a Macerata hanno riportato in auge due simpatici atteggiamenti:

  • la differenza di trattamento in caso di crimini perpetrati da esponenti della minoranza o della maggioranza di una popolazione (nel primo caso è uno squilibrato e non si deve generalizzare, nel secondo è un esempio di quanto quell’atteggiamento sia diffuso all’interno della società);
  • la chiamata in causa delle statistiche come deus ex machina, somma soluzione del problema;

Avendo gia analizzato il primo aspetto, focalizziamoci sul secondo.

 

—- Cosa dicono le statistiche? —-

Chi segue questo blog ha già avuto modo di apprezzare quanto il sottoscritto ami le statistiche e i dati in generale. Se non fosse che è sì amore vero, ma non amore cieco. Per questo motivo sono in grado di evitare di cadere in un tranello piuttosto banalotto. Leggiamo [1]:

L’invasione di immigrati di cui parla il segretario della Lega Matteo Salvini a Macerata non esiste. […] In tutta la provincia marchigiana, le persone di nazionalità straniera residenti sono il 10,14% del totale. Non solo: secondo le tabelle dell’Istituto nazionale di Statistica, la popolazione straniera residente nel 2012 in tutta la provincia di Macerata ammontava a 32.267 individui, nel 2017 sono 31.020 secondo l’ultimo censimento disponibile. Gli immigrati residenti sono quindi diminuiti.

A voler andare nel dettaglio del Comune di Macerata, la situazione non cambia: come ha rilevato anche Lorenzo Borga su twitter, nel 2011 gli immigrati erano 3874, nel 2016 sono invece 3879: solo cinque unità in più. Per quanto riguarda il conteggio dei richiedenti asilo, nel 2017 erano 4.527 quelli accolti in tutta la regione delle Marche, di cui 3.896 in regime di accoglienza straordinaria e 646 dagli Sprar gestiti dai Comuni. I dati sono stati forniti dal Tavolo di coordinamento sull’immigrazione: degli oltre 4 mila migranti presenti , la provincia di Ancona ne ospita 1.317 (di cui 208 nel Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), 579 Ascoli Piceno (di cui 90 nello Sprar), 681 Fermo (132 nello Sprar), 975 a Macerata (123 in Sprar) e 990 a Pesaro (93 nello Sprar). Dell’invasione nessuna traccia.

Più in generale non si deve dimenticare che la percezione del fenomeno migratorio da parte dell’opinione pubblica risulta essere errata sia per i numeri coinvolti sia per la nazionalità [2]:

In realtà, l’immigrazione in Italia è sostanzialmente stazionaria da alcuni anni, è prevalentemente femminile, europea e originaria di paesi di tradizione culturale cristiana. I mussulmani sono meno di un terzo degli immigrati (circa 1,5-1,6 milioni) e i profughi rappresentano soltanto il 5 per cento: circa 250mila tra richiedenti e rifugiati riconosciuti a fine 2016 (dato Unhcr, approfondito qui). […] Nel complesso, la percentuale delle richieste di asilo sugli sbarchi era del 37 per cento nel 2014, poi è salita rapidamente: 56 per cento nel 2015, 68 per cento nel 2016. La tradizionale politica italiana dell’asilo è sempre stata quella di favorire i transiti. Solo negli ultimi anni, l’istituzione degli hotspot per l’identificazione immediata all’arrivo e il controllo dei valichi da parte dei nostri vicini, in spregio degli accordi di Schengen, ha (relativamente) ingrandito le dimensioni dell’accoglienza umanitaria in Italia. È invece una leggenda che ci siano numerosi migranti che scelgono di vivere come fantasmi in Italia, senza tutele né risorse. Queste voci assomigliano a quelle sugli immigrati portatori di contagi e malattie: sono un modo per dare forma alle nostre paure, quando non l’effetto di vere e proprie speculazioni politiche.

Quanto basta per giudicare che sia tutta una questione di percezione creata ad arte per fini elettorali o per share televisivi? Tutto fumo e niente arrosto, quindi? No, l’arrosto c’è ed è parente del pollo di Trilussa. Vediamo perché.

 

—- Ma cosa dice l’esperienza? —-

A livello teorico l’accumulo di conoscenze specialistiche e metodologie di indagine dovrebbe rendere una persona in grado di comprendere un fenomeno più facilmente e con maggiore profondità rispetto a chi fosse privo di tali caratteristiche. Ma, ahimè, questa è la teoria e nella pratica non manca l’ignoranza del colto da mettere a fianco all’ignoranza dell’incolto.

Mettiamo da parte l’armamentario statistico e proviamo a calarci nei panni di chi, ahilui, non conosce la fine realtà statistica. Da che cosa trarrà, il povero zoticone che non gusta i dati Istat, la sua percezione del mondo? I giornali? Non li legge, è zoticone (non che si perda molto, eh…). La TV? Ma il zoticone, si spera, lavora. E quindi? Azzardo un’ipotesi: in quanto zoticone e sempliciotto il nostro, assai probabilmente, si basa sulla propria esperienza personale che poi, ahinoi, eleva a realtà generale.

Dopodiché, siamo tutti d’accordo che non si possa elevare il particolare a generale. Il che non toglie che il nostro, basandosi su quanto vede, si ritrovi in mezzo al degrado e alla criminalità. E le statistiche dicono poco se hai lo spacciatore sotto casa, no? E lasciamo stare la nazionalità x, mettiamoci quella y o la criminalità autoctona: sempre di criminalità si tratta. E se in un delirio di onnipotenza alla Christian Raimo volto a reality warpare la realtà si nega tutto, secondo voi, che succede? Non che ci voglia un genio a capirlo: se mi sparano per derubarmi dubito che, poi, mi possa consolare con le statistiche sulla criminalità declinante, non trovate?

Ma come ho scritto tralasciamo il discorso sulla nazionalità x o y, gli africani sono diventati un bersaglio solo per la facilità nel riconoscerli. Per risolvere il problema sarebbe bastato ricordarsi di questo:

Da Amazon.

 

la gustizia è cieca e i criminali sono criminali a dispetto della nazionalità. Ma di chiedere la piena applicazione della legge – il concetto stesso di tolleranza zero è stupido, non è che il Codice Penale lo si applica un giorno sì e l’altro no – non se ne parla. D’altronde il caos è nelle periferie, così come gli alloggi espropriati, le delocalizzioni lavorative e la destinazione finale dell’immigrazione. Il proletariato purtroppo non vota più (il che spiega anche perché il caos si trova nelle periferie e non sotto casa delle fighette: loro votano) e cosa rimane dopo il non voto? Questo [3]:

Messaggi di solidarietà nei confronti di Luca Traini, autore del raid xenofobo a Macerata sono stati espressi per strada al suo legale Giancarlo Giulianelli, secondo il quale invece l’azione del suo assistito è stata «scellerata». Lo ha riferito l’avvocato dopo un incontro con il 28enne nel carcere di Montacuto. «Politicamente c’è un problema – ha detto Giulianelli -: mi ferma la gente a Macerata per darmi messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. È allarmante ma ci dà la misura di quello che sta succedendo».  

«Questa classe politica: destra, sinistra, centro – ha chiesto il legale – come ha trattato il problema dei migranti? Se questo è il risultato… Luca è la punta di un iceberg, la più eclatante e da condannare, ma la base è molto più vasta. Ci sono persone, e non è neanche un fatto di razzismo, che non condividono il modo di gestire i migranti. La politica non ha dato una risposta al problema – ha concluso Giulianelli -: la destra l’ha strumentalizzato, la sinistra l’ha ignorato e sottovalutato. Se nel formicaio ci metti altre formiche, scoppia e poi può succedere questo…». 

Ma le statistiche, le statistiche, chi pensa alle statistiche? Chi non vive a contatto con il problema, immagino.

—————————————————————————-

[1] Cfr. http://www.huffingtonpost.it/2018/02/03/linvasione-di-migranti-porta-allo-scontro-sociale-ma-a-macerata-in-cinque-anni-gli-immigrati-sono-diminuiti-secondo-listat_a_23352033/.

[2] Cfrhttp://www.lavoce.info/archives/49791/migrante-diventa-un-capro-espiatorio/.

[3] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/02/05/italia/cronache/il-legale-dellautore-del-raid-xenofobo-di-macerata-mi-fermano-per-messaggi-solidariet-allarmante-k675l4qRRPErse1n22sZtI/pagina.html.

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4 commenti su “Le statistiche, le statistiche! Chi pensa alle statistiche?! La differenza fra percezione ed esperienza

  1. andrea c
    8 febbraio 2018

    Oltre all’esperienza soggettiva, aggiungerei che le statistiche vanno sapute leggere e interpretare correttamente(cosa che a quanto pare sanno fare in pochi). I 32k immigrati in provincia di Macerata non è che stanno uniformemente spalmati su tutto il territorio, ma ovviamente si concentrano in pochi comuni (quelli che offrono più oppotunità, lecite e illecite), e anche all’interno dei comuni tendono a colonizzare alcuni quartieri piuttosto che altri. E si sposano anche da un comune all’altro!
    Perciò può anche verificarsi una lieve diminuzione del numero complessivo di stranieri in provincia, ma un aumento non indifferente nel comune di Macerata, un aumento di “tipologie”(giovani maschi non scolarizzati) dedite allo spaccio e allo stupro, una concentrazione di spacciatori africani in alcuni quartieri tale da renderli invivibili!

    • Charly
      10 febbraio 2018

      Già!

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2018 da in società con tag , , , .
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