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Eterogenesi dei fini: come la mistica della rivoluzione ha creato l’autorazzismo in Italia

Essendo la parola l’unità di misura della vita professionale della Boldrini, la nostra, fra un’esternazione e l’altra, non poteva esimersi dal dire la sua sull’elettorato italiano [1]:

Per anni “i cittadini italiani hanno votato figure che magari non erano tanto trasparenti, dai comportamenti poco chiari nella speranza di trarne qualche vantaggio: pensando ‘io non ti chiedo niente di quello che fai, così quando mi serve qualche favore me lo fai'”. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, incontrando a Montecitorio gli studenti partecipanti al Progetto “Le nuove rotte formative del distretto: tra multicultura e l’economia blu del mare”.

La terza carica dello Stato ha parlato di “immaturità degli italiani nel rapporto eletto/elettore”. Oggi però, ha proseguito, “gli italiani sono più consapevoli che devono esigere di più dai propri rappresentanti e questi ultimi hanno capito che qualcosa deve cambiare”.

Da notare che la Boldrini è finita in Parlamento proprio grazie a quell’elettorato…

Se la gran madama del politically correct definisce gli italiani come immaturi, possiamo facilmente immaginare i giudizi poco lusinghieri elargiti da persone più brutali. E così, con una rapida ricerca via internet, scopriamo che gli italiani sono un popolo di cialtroni, pressapochisti, razzisti, fascisti dentro, deboli con i forti e forti con i deboli. Non hanno voglia di lavorare, sono meno preparati e produttivi dei loro coetanei europei. Dico bene? Solo una domanda: ma, allora, anche tu che leggi sei un cialtrone pressapochista, fascista e razzista, ignorante e scansafatiche, giusto? Immagino di no. In effetti, si sa, gli italiani sono sempre gli altri:

 

Formula autorazzismo by il Pedante

 

—- Il black test —-

Su internet gira un test, denominato “black test”, non ne conosco l’ideatore, che consiste nel sostituire una parola con una delle varie categorie coperte del politicamente corretto. Prendiamo la frase

gli italiani sono un popolo di immaturi che votano incapaci e corrotti, sono dei cialtroni scansafatiche, incompetenti e improduttivi.

Proviamo ora a sostituire “italiani” con:

  • gli africani sono un popolo di immaturi che votano incapaci e corrotti, sono dei cialtroni scansafatiche, incompetenti e improduttivi.
  • gli islamici sono degli immaturi che votano incapaci e corrotti, sono dei cialtroni scansafatiche, incompetenti e improduttivi.
  • le donne sono delle persone immature che votano incapaci e corrotti, sono delle cialtrone scansafatiche, incompetenti e improduttive.
  • gli ebrei sono un popolo di immaturi che votano incapaci e corrotti, sono dei cialtroni scansafatiche, incompetenti e improduttivi.
  • gli omosessuali sono degli immaturi che votano incapaci e corrotti, sono dei cialtroni scansafatiche, incompetenti e improduttivi.

Quanto basta per essere accusati, nell’ordine, di razzismo, islamofobia, misoginia, antisemitismo e omofobia. Il black test, ovviamente, può essere utilizzato in tutti i settori dove si generalizza su gruppi di persone. I tassisti non rilasciano mai la ricevuta? Provate a sostituire “tassisti” con ebrei o islamici. Che sensazione avete?

Capito quanto gli insulti che si vomitano sugli italiani siano razzisti e intollerabili, rimane da capire non solo perché gli italiani li accettino, ma soprattutto perché siano in prima persona nel farlo specie se poi dimostrano di essere tanto sensibili alle sirene del politicamente corretto.

 

—- La rivoluzione, il sole dell’avvenire… —-

Semplificando parecchio, possiamo dire che in ambito politico esistono quattro poli distinti:

  • reazionari;
  • conservatori;
  • riformisti;
  • rivoluzionari;

I due poli centrali sono caratterizzati da una conservazione dell’esistente e da una maggiore o minore apertura ad alcuni cambiamenti. I due poli esterni, invece, puntano alla distruzione del presente per cambiare in toto il sistema (andando indietro o avanti a seconda dei punti di vista). Ma se si vuole cambiare il presente non si può che descriverlo negativamente, non trovate?

Una caratteristica peculiare del mondo culturale italiano è l’assoluta predominanza della sinistra che, fino a pochi anni fa, era una forza rivoluzionaria di stampo comunista e internazionalista. La conseguenza è stata l’assoluta deligittimazione dell’esistente sia sul piano culturale e sociale sia sul piano politico. Se oggi si parla di casta un tempo si usava il termine “palazzo”…

Vi è poi una specificità tipica del pensiero di sinistra figlio del marxismo: sottovalutare l’importanza della cultura donando assoluta predominanza alla dimensione economica. Nel pensiero della sinistra rivoluzionaria l’unica cosa che contava era la classe mentre la cultura non era altro che un metodo con il quale la classe egemone dominava le classi subalterne. Da qui l’esigenza di ottenere l’egemonia culturale – conquistare le menti e il linguaggio – per poi passare alla rivoluzione sovvertendo la struttura delle classi sociali.

 

—- Se il popolo non ci vota… —-

Si è delegittimato tutto, si è detto. D’altronde, se ci fate caso, la storia europea viene sempre letta sotto una lente critica e negativa che viene però risparmiata per le storie delle altre culture. D’altronde si devono rispettare le culture altrui mentre si deve distruggere quella occidentale…

Dopo decenni di egemonia culturale di sinistra abbiamo:

  • la delegittimazione di concetti quali patria, nazione e interesse nazionale;
  • la delegittimazione della politica in quanto sede di inciuci – qualcuno mi spieghi a cosa possa mai servire il parlamentarismo, allora – incompetenza e corruzione;
  • la delegitimazione della tradizione in tutte le sue vesti: famiglia, religione, il piccolo borgo antico;

L’internazionalismo rivoluzionario si vede, poi, nell’apertura verso lo straniero con la convinzione di avere a che fare con un proletario che si aprirà ai valori progressisti del sole dell’avvenire. Peccato che, se si controlla bene, gli immigrati in genere votino le forze conservatrici più simili culturalmente ai loro paesi d’origine…

Fin qui, nulla di sorprendente, è quanto ci si potrebbe aspettare da una forza politica rivoluzionaria. Manca un ultimo tassello: l’odio per il popolo/elettorato. Il problema viene dalla triste constatazione che le persone, alla fine, quelli lì non li votavano mica. Il problema che si pone è netto: ma sei noi siamo i buoni e i giusti, perché non ci votano? Si può adottare tutta una serie di spiegazioni per questo fenomeno riassumibili in:

  • le persone non sono abbastanza istruite. Via con la scuola pubblica, allora;
  • le persone sono vittime della propaganda della classe dominante. Via con l’egemonia culturale;

Eppure, nonostante tutti i tentativi, la situazione non è affatto cambiata. Anzi, alla fine il pensiero radicale di sinistra è finito nella pattumiera della storia. A rimanere, tuttavia, è il frame con il quale la sinistra fighetta, che è passata da Gramsci a Marchionne senza fare una piega, vede il mondo. Tutti gli elementi fin qui esaminati sono rimasti e si è ben pensato di aggiungere un’altra idea: delegittimiamo l’elettorato perché non ci vota. Ergo è razzista, xenofobo, semianalfabeta funzionale – mica come quello che vogliono gli Stati Uniti d’Europa, quelli sono fini strateghi geopolitici – ed egoista. Lunga vita allo straniero, quindi!

Il risultato è il loop della sinistra politica:

  • noi siamo i buoni e i giusti, voi dovete diventare come noi;
  • no, batosta elettorale;
  • il popolo è una merda!
  • ehi, domani si vota!
  • noi siamo i buoni e i giusti, voi dovete diventare come noi;
  • no, batosta elettorale;
  • il popolo è una merda!
  • ehi, domani si vota!

Morale della favola? Che decenni di pensiero rivoluzionario non hanno portato alla rivoluzione ma hanno comunque devastato le fondamenta della società e della politica che si doveva rivoluzionare. Con tanti saluti alle dure repliche della realtà, specie quelle elettorali…

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[1] Cfr. http://www.today.it/rassegna/laura-boldrini-italiani-immaturi.html.

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5 commenti su “Eterogenesi dei fini: come la mistica della rivoluzione ha creato l’autorazzismo in Italia

  1. Loris
    3 marzo 2018

    “ma, allora, anche tu che leggi sei un cialtrone pressapochista, fascista e razzista, ignorante e scansafatiche, giusto?” Se mi analizzo direi di sì.

    • Charly
      4 marzo 2018

      L’autocritica è il primo passo verso il miglioramento 😛

  2. Rettiliano Verace
    8 marzo 2018

    “decenni di pensiero rivoluzionario non hanno portato alla rivoluzione ma hanno comunque devastato le fondamenta della società e della politica che si doveva rivoluzionare”

    Forse forse era questo il loro obiettivo? Ho discusso poche volte con sinistrorsi vari, ma ogni volta ho avuto l’impressione di una persona che odia la civilta’ occidentale e la vuole vedere distrutta. Nemmeno i maomettani pakistani piu’ rabbiosi e fanatici mi sono sembrati cosi’ gonfi di odio, anche perche’ i pakistani non avevano l’autodisprezzo e il senso di colpa tipico dei sinistrorsi. Mi piacerebbe capirne qualcosa di psicologia per studiarmi il fenomeno, ma ho studiato altro nella vita.

    • Charly
      8 marzo 2018

      L’obiettivo era quello, ma hanno saltato la pars construens…

      • Rettiliano Verace
        8 marzo 2018

        Secondo me invece c’e’. Quegli stessi sinistrorsi che vorrebbero vedere l’Europa distrutta perche’ imperialista, patriarcale e maschilista, la vorrebbero sostituire con una societa’ maomettana (molto piu’ imperialista, patriarcale e maschilista, ma vabbe’) oppure col comunismo che ha sempre funzionato benissimo e creato paradisi in terra! Ad esempio, Cuba a sentire loro e’ bellissima ma viene dipinta come una favela dai media occidentali…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 marzo 2018 da in politica con tag , , .
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