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Contrordine compagni! La minaccia fasssisssta non c’è più… e neppure la sinistra

Ricordate gli ultimi mesi e gli accorati allarmi contro l’inarrestabile avanzata dei partiti fascisti, della marea nera? Bene, le elezioni hanno raccontato un’altra storia: alla Camera Casa Pound ha preso 310.793 voti pari al 0,94%, mentre al Senato i votanti sono stati 258.797 pari al 0,85%. Non è andata meglio alla lista Italia agli Italiani (Forza Nuova e Fiamma Tricolore): alla Camera ha raccolto 126.207 voti, pari al 0,38%, al Senato 149.694 voti pari al 0,49%. Valori non tanto lontani dal Partito Comunista e inferiori a quelli di Potere al Popolo!.

Ma tanto è bastato per far esprimere all’ANPI somma soddisfazione per il risultato elettorale [1]:

Mi preme sottolineare, con immensa soddisfazione, man mano che i risultati elettorali si fanno più certi, l’irrilevanza di Forza Nuova e CasaPound. L’Italia ha rivolto un sonoro NO a chi fa della prepotenza, della violenza e dell’inciviltà fascista il fondamento del proprio esistere e agire. Con i numeri ottenuti, questi partiti sono destinati a sciogliersi naturalmente, ma resta fermo l’impegno dell’ANPI e dei promotori dell’appello “Mai piů fascismi” a far applicare la XII disposizione della Costituzione e le leggi Scelba e Mancino. L’antifascismo e il rispetto dei diritti civili e sociali saranno la cartina di tornasole per riconoscere l’effettivo orientamento democratico di qualunque futuro governo.

Certo, la sinistra è stata sbriciolata – quella radicale è fuori dal Parlamento da anni e quella riformista si sta avviando sulla stessa strada – ma volete mettere? Ciaone fasssissti!

 

—- Le elezioni, una cartina —-

I risultati elettorali hanno visto l’affermazione della coalizione del centrodestra sia alla Camera (12.147.611 voti, pari al 37,00%) sia al Senato (11.323.360 voti, pari al 37,49%) [2]. Il M5S si è confermato primo partito sia alla Camera (10.697.994 voti, pari al 32,66%) sia al Senato (9.713.763 voti, pari al 32,21%). La coalizione di sinistra ha deluso sia alla Camera (7.502.056 voti, pari al 22,85%) sia al Senato (6.943.450 voti, pari al 22,99%). Il PD è semplicemente crollato sotto al 20% superando di poco i 6 milioni di voti soltanto alla Camera e fermandosi sotto i 6 milioni al Senato.

Un confronto fra i principali partiti nelle due ultime tornate elettorali rende evidente la dimensione del crollo del PD e l’ascesa del duo Lega/M5S [3]:

 

2013

2018

Camera

Senato

Camera

Senato

M5S

8.691.406

25,56%

7.286.550

23,80%

10.697.994

32,66%

9.713.763

32,21%

PD

 

8.646.034

25,43%

8.400.851

27,44%

6.134.727

18,72%

5.768.101

19,12%

Lega

1.390.534

4,09 %

1.328.534

4,34%

5.691.921

17,37%

5.317.019

17,63%

Per dovere di cronaca, si registra anche il crollo verticale di Forza Italia la cui comparazione con la tornata elettorale precedente, tuttavia, risulta problematica in quanto all’epoca si era presentato il PdL.

La risposta degli sconfitti, fra un rosicamento e un insulto, è riassumibile in questa cartina:

 

In pratica l’ascesa dei grillini viene associata alla disoccupazione e all’inganno del reddito di cittadinanza [4]:

La crescita del M5S appare nettamente associata alle province italiane che presentano un più alto tasso di disoccupazione e che sono quasi tutte al Sud. Qui il movimento di Di Maio ha fatto il pieno di voti e seggi sfruttando la rabbia e la voglia di rivalsa del Sud. Ed è qui che il centro-destra nei collegi uninominali ha perso la partita per aggiudicarsi la maggioranza assoluta a livello nazionale. Pare che alla Camera il M5s abbia vinto circa 80 seggi su 101, contro i 3 vinti al Nord e i 5 nelle quattro regioni dell’ex zona rossa.

Mentre la Lega deve il suo successo all’immigrazione e alla Flat Tax:

Nelle regioni del Nord è il primo partito con il 27,3% contro il 12,7% di Forza Italia. Ma soprattutto è diventata una presenza importante nelle quattro regioni dell’ex zona rossa, dove è arrivata al 18,7%, e ha creato per la prima volta una testa di ponte rilevante nel Sud dove ha preso mediamente l’8% con una punta del 13,9% nel Lazio. Il tema immigrazione ha pagato. Il suo voto è più alto nelle province dove è più alta la percentuale di stranieri. Per molti elettori la Lega è stata oggi, e continuerà probabilmente a essere in futuro, la vera alternativa al M5S.

Il progressista, così, si mette l’animo in pace: sei vuoi essere un mantenuto voti il M5S invece di fare lo startupper, se odi gli immigrati e non vuoi pagare le tasse a Roma ladrona voti Lega. Facile, no? Solamente se siete dei progressiti semianalfabeti funzionali, s’intende.

 

—- Le elezioni, una cartina II —-

Prima di procedere è necessario far notare che sul reddito di cittadinanza i grillini sono risultati essere piuttosto confusionari dato che, nella marea di proposte avanzate nel corso degli anni, risultano essere presenti due misure fra loro assai differenti:

•              Sussidio di disoccupazione universale abbinato a politiche attive di reinserimento lavorativo;

•              Reddito minimo garantito;

Nel primo caso se ne parla dall’epoca della Legge 30 e Biagi, nel secondo caso troviamo fra i proponenti quel noto facinoroso e comunista di Tito Boeri [5]:

L’Inps presenterà “a giugno” una proposta per introdurre “un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni”. Lo ha detto il presidente Tito Boeri. “Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso – dice – li esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro”. Si tratta di persone che “difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)”.

“Sarei felice se il governo riuscisse a trovare le risorse per finanziare un reddito minimo garantito per tutta la popolazione”, puntualizza Boeri, sottolineando che la proposta per gli over 55enni “è complementare”. Il professore evidenzia poi che con la crisi “abbiamo avuto una forte crescita di povertà per questa fascia di età”. Si tratta di persone che se perdono il lavoro “riescono a trovare un reimpiego solo nel 10% dei casi”, indica Boeri.

Prima di pronunciarsi in merito, allora, sarebbe meglio aspettare la proposta di legge e le relative coperture.

Tornando alle elezioni e alla cartina della distribuzione del voto, abbiamo visto che i simpatici progressisti vedono in quei colori la conferma della propria superiorità morale. Io, tuttavia, vedo un’altra realtà:

•              Il Nord è schiacciato da una tassazione asfissiante e da un cambio sfarevole;

•              Il Sud presenta una disoccupazione e una povertà fuori controllo;

Aggiungiamo al tutto la sciagurata gestione dei clandestini il cui simbolo, purtroppo, è diventata la città di Macerata [6]

Qui, nella città sconvolta dal cecchino fascista Luca Traini dopo la giovane tossica fatta a pezzi Pamela, la Lega è diventata il primo partito; l’unico fra i collegi uninominali delle Marche dove non ha vinto un cinque stelle, ma il leghista Tullio Patassini che quasi non sa come commentare: «Un voto emozionante». Così, di botto, come se non ci fosse un domani e neanche uno ieri. Di botto, ma non inaspettatamente. «Eh, ma quelli facevano le marce, una ragazzina massacrata e loro facevano le marce coi centri sociali».

Quanto basta per mettere in dubbio l’operato del Governo, non trovate?

 

—- Le elezioni, i flussi elettorali —-

Puntuale come sempre l’Istituto Cattaneo si è dedicato a un’analisi del voto esaminando i flussi elettorali e i risultati [7]. Il quadro che viene fuori è desolante per la sinistra:

•              il Pd, il principale sconfitto di queste elezioni, perde quote rilevanti di voti a favore del M5S e spesso anche verso la Lega, l’astensione e Leu;

           il M5S acquista voti dal Pd ma, nelle città del Nord e del Centro, subisce significative perdite che favoriscono principalmente la Lega. É un processo congruente con dinamiche che negli anni scorsi si sono osservate in occasione di elezioni comunali e che potrebbero far parlare del M5s come di un “traghettatore” di voti dal centrosinistra al centrodestra. Al Sud (dove occorrerà approfondire l’analisi con altre città) il M5s riesce a “rubare” voti anche a destra (ossia nel bacino elettorale del Pdl). Qui, il partito fondato da Beppe Grillo si rivela più che mai un partito “pigliatutti”, capace di attrarre voti da tutte le direzioni;

•              la Lega è risultata (almeno al Centro-Nord) attrattiva a 360 gradi riuscendo a “rubare” voti non solo al suo alleato (l’ex-Pdl), ma anche ai cinquestelle, suoi avversari nel campo genericamente definito populista, e talvolta anche al Pd;

           l’elettorato Pdl subisce perdite verso l’astensione e verso i suoi alleati della Lega;

Se consideriamo alcune categorie sociali [8]:

  • Il 43% dei neo-diciotteni ha votato per il M5S, a seguire la Lega con il 19% e Forza Italia con il 13%. Il PD si ferma al 12%;
  • Il 26% degli anziani ha scelto il PD, il 22% il M5S, il 20% per Forza Italia;
  • Il 27% delle casalinghe ha votato il M5S, il 23% la Lega, il 21% Forza Italia, il 19% il PD;
  • Il 30% dei piccoli imprenditori hanno votato il M5S, il 23% la Lega, il 15% il PD, il 12% Forza Italia;

Secondo altre rilevazioni statistiche, il PD non si salva neanche per titolo di studio dato che fra i laureati il M5S è il primo partito con il 30%, il PD il secondo con il 22% e la Lega il terzo con il 13%. Fra i diplomati il M5S si conferma il primo partito con il 37%, la Lega il secondo con il 17% e il PD scivola al terzo posto con il 17%. Fra chi ha la licenza media o quella elementare il M5S si conferma ancora una volta il primo partito con il 24% a pari merito con Forza Italia, poi abbiamo la Lega con il 22% e il PD con 19% [9].

Il M5S è anche il primo partito fra i lavoratori autonomi con il 33% dei voti, seconda la Lega con il 18%, terza Forza Italia con il 15% e il PD è solamente quarto con il 16% delle preferenze. Persino fra i dipendenti pubblici il Pd cede la prima posizione al M5S (32% vs 25%), la Lega si piazza terza con il 12%. Fra i dipendenti privati e i precari il M5S è ancora il primo partito rispettivamente con il 34 e il 39%, seconda la Lega con il 20 e il 19%, mentre il PD è solo terzo con il 18 e il 14%.

Il M5S è il primo partito sia fra i disoccupati (50%) e gli studenti (49%), mentre la Lega è il secondo partito fra i disoccupati con il 16% e il terzo fra i pensionati (18%) e gli studenti (12%). Il PD è il primo partito fra i pensionati con il 27% dei voti, secondo partito fra gli studenti con il 14% ma solo quarto fra i disoccupati dietro a Forza Italia (10%) con un deludente 8%.

Ma fra i pochi rimasti, chi vota PD [10]? Da buon partito di sinistra i suoi elettori sono caratterizzati da una dimesione di classe se non fosse che, la suddetta classe, è quella sbagliata:

In sintesi: diversamente da tutti gli altri partiti, il sostegno al PD appare confinato nella classe sociale medio-alta. Messo insieme agli altri dati visti precedentemente (l’effetto di disoccupazione e immigrazione), questo dato appare un ulteriore tassello rilevante per comporre il mosaico del risultato del 4 marzo. Il fatto che il PD (il grande sconfitto di queste elezioni, il cui tracollo elettorale costituisce una gran parte – come mostrato dalle analisi di flusso dell’Istituto Cattaneo – del successo della Lega e del M5S) appaia confinato nella classe medio-alta – che lo configura quindi come partito delle élite – è infatti coerente con la strategia scelta dal partito di puntare su temi come l’innovazione tecnologica, i diritti civili, l’integrazione europea, la globalizzazione, e più in generale con una narrazione ottimistica delle trasformazioni dell’economia e della società contemporanea. Tuttavia l’altra faccia di questa strategia è che, inevitabilmente, i ceti che si sentono minacciati dagli effetti negativi di queste trasformazioni non hanno percepito il PD come un partito in grado di ascoltare le loro istanze.

Il fu partito di Gramsci e delle masse proletarie ridotto a partito liquido di ricchi e garantiti. Il voto, allora, assume un’altra dimensione: i non garantiti, chi deve lavorare tutti i giorni a contatto con la “durezza del vivere” di Padoa Schioppa memoria vota Lega o M5S. Chi ha il culo al caldo punta al PD, chi vota il PD senza avere il culo al caldo vota per ragioni ideologiche e prive di senso come gli Stati Uniti d’Europa.

 

—- Il fasssisssmo per nascondere le macerie economiche —-

Alla fine queste elezioni non hanno riservato grandi sorprese. Lo stato disastroso in cui versa l’Italia – economia, immigrazione – ha travolto l’Esecutivo mentre le priorità elettorali sono state dettate dalla piramide dei bisogni di Maslow:

 

Ma visto che i nostri amici progressisti sono colti non possiamo non citare il latino: Primum vivere deinde philosophari.

E cosa faranno, ora, i nostri eroi? Ricordiamo che la campagna elettorale della sinistra è stata giocata sullo spin dell’inesistente ritorno del fasssissmo unito alla curiosa idea che le esperienze personali non abbiamo valore e che siano solo degli abbagli statistici. Mi è capitato di leggere della creazione di un nuovo indice statistico, l’africano a metro quadro, tanto per dire…

In breve la campagna elettorale della sinistra si è giocata su:

•              negazione dei problemi, si veda l’immigrazione;

•              se non si può negare o sminuire si passa agli insulti (metodo Raimo);

•              spin del fasssisssmo per demonizzare l’intero spettro politico opposto;

•              riesumazione dell’armamentario ideologico del secolo con tanto di antifascismo in assenza del fascimo;

Quello che molti fra i mei coetanei – ceto medio, laureati, magari all’estero – non riescono a comprendere, ahiloro, è che la democrazia rappresentativa si basa sulla rappresentanza di interessi organizzati fra loro non sempre conciliabili. Ululare sul semianalfabetismo funzionale – sempre gli altri, ovviamente – e sull’abolizione del suffragio universale – sempre quello degli altri, ovviamente – vuol solo far vedere quanto una persona sia miope e ottusa, incapace di vedere e riconoscere il danno subito da altre classi sociali, ceti, gruppi d’interesse. La Brexit, tanto per dirne una, ne è stato un esempio lampante.

Gli stessi che vogliono combattere il fascismo, poi, vogliono abolire la democrazia in nome di una visione totalitaria della società dove il giusto viene determinato da una sola classe sociale e da un unico ceto: dalla dittatura del proletariato a quella del ceto medio-alto… E il bello è che non se ne rendono neppure conto.

Parlare di destra e sinistra con tutti i riti e gli slogan del caso, ormai, ha poco senso perché il presente è per la dicotomia globalizzanti/globalizzati. E continuare a giocare a fare i Commissari del Popolo antifascisti è il modo migliore per fare la fine della sinistra radicale italiana. Quella che nel 2006 era il 10% del Parlamento e oggi festeggiano l’1,1% di Potere al Popolo! con zero deputati eletti.

Ma devo pur sempre ammettere che non capirò mai come si possa conciliare la dissonanza cognitiva di sentirsi superiore a tutto e tutti – intellettualmente, moralmente – e allo stesso tempo passare da un disastro all’altro. Ma, si sa, posso sempre essere un semianalfabeta funzionale…

 

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[1] Cfr. http://www.anpi.it/articoli/1951/sottolineo-con-soddisfazione-lirrilevanza-elettorale-di-forza-nuova-e-casapound.

[2] Cfr. http://elezioni.interno.gov.it/senato/scrutini/20180304/scrutiniSI.

[3] Cfr. http://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S.

[4] Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-03-05/m5s-ruba-sud-pd-fi-lega-nazionale–221532.shtml?uuid=AEynLlBE.

[5] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/04/20/-inps-boeri-proposta-per-reddito-minimo-over-55-_86717de2-63b1-4cc0-970e-32bc91e352c9.html.

[6] Cfr. http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/03/06/macerata-lega-pd-m5s-razzismo/218418/.

[7] Cfr. http://www.cattaneo.org/.

[8] Cfr. https://www.termometropolitico.it/1292514_elezioni-politiche-2018-segmenti-sociali.html.

[9] Cfr. http://sondaggibidimedia.com/elezioni-politiche-2018-la-sociologia-del-voto/.

[10] Cfr. https://cise.luiss.it/cise/2018/03/06/il-ritorno-del-voto-di-classe-ma-al-contrario-ovvero-se-il-pd-e-il-partito-delle-elite/.

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2 commenti su “Contrordine compagni! La minaccia fasssisssta non c’è più… e neppure la sinistra

  1. magiupa
    8 marzo 2018

    ti farei un monumento, perchè mi fai ridere….anche se nn c’è niente da ridere.

    • Charly
      8 marzo 2018

      L’avevo scritto che se consideri la vita una sit-com viviamo nel migliore dei mondi possibili…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 marzo 2018 da in politica con tag , , , .
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