Charly's blog

PD vs M5S: i partiti politici? Sono come un taxi, finita una corsa…

Lasciamo la parola al grande decano della sinistra italiana [1]

“Un tempo li consideravo uguali. Nel senso che non si votano. Perché erano al centro uno della chiusura e l’altro del populismo, il movimento grillino. Oggi tra Salvini, che è quello di prima, e Di Maio che sembra radicalmente cambiato, sceglierei Di Maio“. Così il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari in un’intervista a Di Martedì.

“Di Maio ha dimostrato – sostiene Scalfari – un’intelligenza politica notevole, perché di fatto il Movimento è diventato un partito. Lui addirittura ha steso la lista dei ministri e l’ha voluta portare al Quirinale”.

Facendo un’alleanza con il Pd – aggiunge – non è che ci sono due partiti, diventa un unico partito, Di Maio è il grande partito della sinistra moderna. Allora la faccenda cambia, se lui diventa la sinistra italiana voterò per questo partito”. Se, aggiunge, “questo partito (quello che nascerebbe dall’alleanza Pd-M5S, ndr) diventa un partito di maggioranza assoluta, Mattarella ha un governo che ha la maggioranza assoluta. Renzi ha detto no, ma Di Maio non parla di alleanza con Renzi ma di alleanza con il Partito Democratico”.

Salvo poi aggiungere in un secondo tempo che stava scherzando. O, semplicemente, stava preparando il terreno seguendo il metodo Juncker?

 

—- Il M5S? Si può fare… —-

Il metodo Juncker consiste nel proporre un’idea così, en passant, e aspettare le reazioni. Se non ci sono reazioni avverse si può procedere, in caso contrario si può fare un passo indietro con il classico “sono stato frainteso/mi sono spiegato male/era uno scherzo”. Se seguiamo il dibattito pubblico di questi giorni possiamo notare una curiosa convergenza a favore del M5S. Si veda, ad esempio, il mondo imprenditoriale [2]:

Il M5S è “un partito democratico non fa paura”. Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea generale di Sistema Moda Italia, sul risultato elettorale. […] Poi, parlando del risultato elettorale: “Un po’ era nell’aria un esito di questo tipo ma non a questo livello. Bisogna prendere atto del voto degli italiani”. Parlando a margine dell’assemblea generale di Sistema Moda Italia, fa appello ad “avere a cuore l’interesse del Paese”. E questo perché, soprattutto, fa notare “abbiamo appuntamenti importanti, non solo in chiave italiana, per continuare ad accelerare sulla crescita e ridurre i divari nel paese che sono emersi anche in funzione dell esito di voto. Abbiamo appuntamenti importanti – ricorda – a Bruxelles: a marzo la riunione dei capi di stato, tra marzo e luglio un dibattito importante sul bilancio europeo e in particolare sulla politica di coesione e determinante per il nostro Paese”.

I nuovi protagonisti della politica italiana “non li conosco” ma “non mi spaventano, ne abbiamo passate di peggio”, afferma dal canto suo l’ad di Fca Sergio Marchionne in conferenza stampa al Salone dell’auto di Ginevra.

Non mancano poi esponenti del PD che puntano a un accordo con il M5S [3]:

Il paese non ha possibilità di attendere lunghe trattative, si deve sapere subito che il Pd sosterrà lo sforzo di governo del M5s, augurandoci che il presidente delle Repubblica, incoraggiato da una disponibilità da parte nostra, possa pensare che sia il M5s il partito che ha maggiori probabilità di comporre un governo. E di cominciare il governo del Paese”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano.

“Tutto questo – ha proseguito Emiliano – è chiaro a tutti gli italiani, spero sia chiaro anche alla classe dirigente che a Roma vedo invece continua a muoversi in modo confuso. Questo mi addolora in modo particolare”.

Ed ecco D’Alema [4]:

Sta dicendo che la sinistra dovrebbe fare il governo con i grillini?
«Non so se ci siano le condizioni per fare un governo. So che il centrosinistra non può sottrarsi al confronto; ha il dovere di andare a vedere. Nel momento in cui i 5 Stelle passano dalla propaganda elettorale alla responsabilità di governo, dovranno fare una selezione delle priorità dei passi possibili. È una sfida cui io li chiamerei. Se invece tutti si alleano per impedire loro di governare, la prossima volta prendono il 50%».

Morale della storia? Dopo aver demonizzato il M5S per anni adesso lo si vuole sdoganare. Come mai?

 

—- E il PD che vuole fare? —-

Ma ricordiamo i dati fondamentali da cui partire, i seggi:

Camera

Senato

FI

104

57

Lega

124

57

F.d.I.

33

17

Altri Cdx

6

4

M5S

229

112

PD

108

53

Altri Csx

9

6

LeU

14

5

 

In un sistema tripolare nessuna forza in campo ha abbastanza seggi per governare. Per quanto riguarda l’idea di appoggiare il M5S o il Cdx, Renzi è stato chiaro e ha categoricamente escluso l’idea. Il piano del fu rottamatore è quello di forzare la mano per un governissimo Lega/M5S in modo da poter tornare alla carica in un secondo tempo.

Dal lato opposto della barricata Berlusconi ha prima aperto ai fuoriusciti del M5S, ma i numeri sono insufficienti, per poi passare a un approccio più presidenzialista [5]:

Di tutto per scongiurare il ritorno al voto. È l’appello di Silvio Berlusconi, lanciato in una lettera agli eletti. «In leale collaborazione con i nostri alleati e fermo restando l’impegno a sostenere il candidato premier indicato dal maggiore partito della coalizione», ha detto il Cav, «si devono produrre le condizioni di una maggioranza e di un governo in grado di raccogliere un consenso adeguato in parlamento per dare attuazione ai nostri impegni. Dal taglio delle tasse all’aiuto a chi è rimasto indietro,scongiurando una paralisi che porterebbe ineludibilmente a nuove elezioni».

Al netto di Renzi, sia il PD sia Berlusconi hanno un problema in comune, quello di evitare il voto. Prima si dovrebbe per forza cambiare la legge elettorale adottando o il premio di maggioranza o il doppio turno. In questo caso si passerebbe al voto utile premiando da un lato il M5S dal versante di sinistra, mentre dall’altro lato la Lega continuerebbe nella sua opera di egemonizzazione del Cdx. In termini pratici questo vorrebbe dire una riduzione degli eletti nelle file dei due partiti dettato dall’ulteriore crollo nelle preferenze elettorali.

 

—- Il piano dei poteri forti —-

Rimanere all’opposizione aspettando l’inevitabile dura replica della realtà, di per sé, non sarebbe neppure una cattiva idea se non fosse che come abbiamo visto non c’è una maggioranza in grado di dar vita a un esecutivo. Con una nuova legge elettorale ad uso e consumo del M5S e della Lega – non uno scandalo visto quello che ha fatto il PD all’ultimo giro – e sotto la dittatura del voto utile il PD potrebbe calare ancora fino al 15%, se non adirittura sotto al 10%. Specie se Renzi tirasse dritto con il suo piano di fare il PdR, il partito di Renzi.

Il dilemma strategico del PD, quindi, è insolubile:

  • non è possibile stare all’opposizione perché non ci sarà un Governo Lega/M5S, si andrebbe di nuovo al voto;
  • al voto il PD subirebbe una seconda disfatta storica;
  • in caso di stampella al Governo M5S il PD verebbe annichilito per attrito;

Come abbiamo già visto più volte, i partiti politici sono sempre espressione di gruppi di interesse. Dietro al PD non abbiamo né i disoccupati, né tantomeno il cosiddetto popolo delle partite IVA. Chi possiamo trovare, allora? Ricordate la Leopolda e i vari punti di riferimento renziani? I Farinetti, i Marchionne? Aggiungiamo, poi, le banche (sulle quali il PD si è suicidato) e le Coop. Tutto quello che di solito rietra nella categoria dei “poteri forti” che stanno facendo di tutto per entrare nelle grazie del M5S. Il motivo è banale: il PD è morto e fra la Lega e il M5S i poteri forti puntano sui grillini.

Teniamo conto che:

  • il M5S è l’essenza del partito liquido senza chiari riferimenti programmatici o ideologici;
  • non esiste un grupo dirigente storico;
  • non esiste una tradizione o una storia a cui fare riferimento;

Il tentativo evidente è quello di cooptare il M5S forgiandone identità e politiche. Più che al Governo attuale ci si sta già muovendo in ottica del prossimo e, se tutto dovrebbe andare come dovrebbe andare, ci ritroveremmo con

  • Lega e FdI come partito conservatore, FI non pervenuta anche per evidenti limiti d’età di nonno Silvio;
  • M5S come partito di sinistra riformista e nuova DC in grado di occupare il centro;
  • una plausibile rinascita della sinistra radicale;

E il PD? Beh, rimane solo il piacere di vedere il partito dei più intelligenti, dei più colti e dei “più migliori” andare a scontrarsi contro il muro della realtà elettorale. Succede quando si tradisce la propria base elettorale per inseguire le sirene il cui unico obiettivo era solo quello di usarti e spolparti… Ma mi raccomando, ricordate qual è il vero problema della politica italiana: il fasssisssmo!

 

Approfondimento:

– SPD e PD: http://www.pagina99.it/2018/03/08/destini-incrociati-degli-eredi-politici-marx/.

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[1] Cfr. http://www.huffingtonpost.it/2018/03/06/eugenio-scalfari-tra-salvini-e-di-maio-scelgo-di-maio-il-fondatore-di-repubblica-il-leader-5-stelle-e-radicalmente-cambiato_a_23378711/.

[2] Cfr. http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/03/06/confindustria-non-paura_22lIFnQozUXGaQR6JcecfI.html.

[3] Cfr. http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/03/06/news/elezioni_emiliano_spinge_il_pd_a_sostenere_m5s_-190600129/.

[4] Cfr. http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/d-alema-populisti-no-li-vota-sinistra-pd-si-confronti-m5s-3846fd32-23e4-11e8-a79f-45565073a066.shtml.

[5] Cfr. http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/03/08/berlusconi-scongiurare-paralisi-che-porti-a-nuove-elezioni/218513/.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2018 da in politica con tag , , , .
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