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Perché le Nazioni sono tornate? Perché sono più efficienti, mettetevi l‘animo in pace

La sinistra petalosa e radical chic occidentale non ama molte idee, praticamente tutte quelle che hanno forgiato la storia occidentale: la democrazia rappresentativa, il liberalismo, il capitalismo. Ma fra tutte le idee e i concetti detestati un posto d’onore, nei due minuti d’odio quotidiani del nostro amico petaloso e intellettuale di sinistra, spetta alla Nazione. Se guardiamo, ad esempio, un video pubblicato su Internazionale scopriamo che [1]:

  • le Nazioni sono inventate;
  • le Nazioni sono la causa dei conflitti;

La soluzione? Superare le Nazioni per arrivare a … Beh, non viene detto. Ma basta avere dei valori condivisi, no? Se non fosse che è proprio la mancanza di valori condivisi che porta al crollo del multiculturalismo

 

—- Niente Stati-nazione? E le alternative? —-

Per capire il valore storico e intellettuale del video in questione basta evidenziare il fatto che i conflitti dell’età contemporanea non sono nati a causa delle Nazioni ma a causa delle élite che le governavano. E il livello distruttivo raggiunto è da attribuire al progresso tecnologico: uccidere più persone in minor tempo e con minor fatica. Senza considerare, ovviamente, che gli Stati-nazioni nascono nella seconda età moderna e prima di allora, libri di storia alla mano, i conflitti non solo non mancavano ma la violenza a livello micro (vita quotidiana) era la norma a cui associare, spesso e volentieri, quella a livello macro fra entità politiche. O no?

Capito, insomma, che i conflitti ci sono anche fra entità politiche che non sono Nazioni e che la conflittualità sociale è molto più bassa all’interno di uno Stato-nazione, non rimane molto a favore dei critici di questa forma di organizzazione politica. Poi, per carità, nulla da eccepire che le identità sono spesso inventate e mutevoli, ma le alternative agli Stati-nazioni sono francamente imbarazzanti.

Partiamo dai fondamentali:

  • Stato: apparato burocratico amministrativo che un su un determinato territorio detiene il monopolio della violenza legittima;
  • Nazione: Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica [2].

Se eliminiamo gli Stati-nazione, che alternative rimangono? Presto detto:

  • Clan;
  • Poleis, quelle che vengono impropriamente definite come città-Stato;
  • Regni a struttura feudale o come monarchie assolute;
  • Imperi;

Davvero preferite essere sudditi rispetto a cittadini?

 

—- Il bisogno delle identità collettive —-

Uno dei passaggi più salienti del video – e per certi versi di maggiore comicità involontaria – è quando il giornalista definisce come bizzarro il senso di appartenenza dettato dai confini geografici omettendo, ovviamente, che all’interno di quei confini abbiamo una cultura, una storia e valori condivisi. Ma va bene, sorvoliamo su queste piccole scorrettezze retoriche e poniamoci un’altra domanda: senza un senso di appartenenza può esserci una democrazia funzionante?

Ma prima ancora si dovrebbe considerare che la Nazione non è causa ma effetto del bisogno di appartenenza a un gruppo più grande. Essendo un animale sociale l’uomo ha bisogno di un branco ed essendo, allo stesso tempo, un essere bio-culturale il branco può assumere varie forme: la famiglia, il clan, il ceto, la Nazione, la religione. La Nazione, allora, è solo una delle tante forme con cui soddisfare un tale bisogno.

Tornando alla democrazia, proviamo ad immaginare uno Stato democratico senza essere una Nazione. Come abbiamo già visto la democrazia non è altro che una rappresentanza organizzata di interessi particolari dalla cui mediazione dovrebbe scaturire l’interesse generale. L’art. 67 della Costituzione è palese, al riguardo:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Ma abbiamo detto che la Nazione è bruttasporca&cattiva. I parlamentari e i partiti politici, pertanto, non avrebbero più un interesse generale a cui tendere. Avrebbero, invece, l’interesse particolare che li ha fatti eleggere che, visto il bisogno delle identità collettive, finirebbe per coincidere con il clan, la classe, il ceto o altro (religione, ideologia). Ognuno, allora, avrebbe l’unico interesse di incamerare più risorse possibili senza, tuttavia, avere la minima intenzione di partecipare a sforzi collettivi e di condivisione delle risorse. Se non sei uno di noi, perché pagare le tasse o sacrificarsi in vista di un bene generale che non esiste?

Non ci vuole molto a capire che abbiamo appena descritto la quintessenza delle Nazioni fallite. Se, poi, eliminassimo anche lo Stato dall’equazione avremmo un solo risultato: la comparsa di tante piccole entità quante sono le nuove identità collettive siano esse città-stato, regioni o clan. L’eliminazione degli Stati-nazione porterebbe soltanto a un moltiplicarsi di agenti politici dall’intento puramente predatorio. Mai sentito parlare della Libia? O, su scala minore, dell’Italia…

 

—- Ma perché abbiamo gli Stati-nazione? —-

Ma come siamo arrivati agli Stati-nazione? Torniamo alle alternative:

  • Clan;
  • Poleis, quelle che vengono impropriamente definite come città-Stato;
  • Regni a struttura feudale o come monarchie assolute;
  • Imperi;

Rispetto a tutte queste entità politiche gli Stati-nazione sono secondi per potere militare e risorse naturali solo agli imperi, ma sono superiori a tutti per efficienza politica, sociale, economica e tecnologica proprio grazie alla coesione sociale dettata dal fatto di essere cittadini e non sudditi:

  • un centro politico legittimato permette di perseguire una linea d’azione senza doversi preoccupare delle interferenze di altri soggetti politici (clan, famiglie, gruppi etnici ostili);
  • il sentimento di un destino comune permette alla cittadinanza di condividere le politiche adottate, non di relazionarsi come semplice soggetto che subisce le decisioni altrui;
  • un esercito di cittadini combatte con maggior efficacia sui campi di battaglia rispetto a mercenari o coscritti;
  • il senso di appartenenza permette il varo di misure economiche come la tassazione senza rischiare le rivolte;
  • lo sviluppo tecnologico è un’ulteriore risorsa per la politica;

Dalla seconda età moderna, non a caso, gli Stati-nazione europei emergono schiacciando progressivamente tutto quello che si poneva sul loro cammino: clan, regni, imperi. Il successo è così clamoroso e schiacciante che fino al secolo scorso gli Stati-nazione erano sinonimo di modernità e sviluppo in un’ottica discretamente storicista. Poi sono arrivati gli studiosi terzomondisti convinti, chissà perché, che ci sia più da imparare dalle organizzazioni socio-economiche perdenti che da quelle vincenti.

Con il venire meno della Guerra Fredda, e dello scontro fra due imperi a vocazione universale, siamo tornati al classico contesto geopolitico dominato dall’anarchia internazionale e laddove non abbiamo gli Stati-nazione abbiamo il caos, i conflitti e l’irrilevanza politica come ben dimostrano l’Africa e il Medio Oriente. In Europa, invece, l’occupazione militare americana ha portato gli europei a ragionare in termini post storici non considerando più attuali concetti quali la lotta per le risorse e l’interesse nazionale. Ma la realtà, ahinoi, ha il vizio di replicare duramente nei confronti delle illusioni…

 

P.S. Non dite al giornalista del video che anche la democrazia, la scienza, la scrittura e l’agricoltura sono delle invenzioni…

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[1] Cfr. https://www.internazionale.it/video/2018/03/07/identita-nazionale-invenzione-nazionalismo.

[2] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/nazione/

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3 commenti su “Perché le Nazioni sono tornate? Perché sono più efficienti, mettetevi l‘animo in pace

  1. Pingback: Più efficienti, mettetevi l‘animo in pace – Buseca ن!

  2. andrea c.
    20 marzo 2018

    Quando qualche settimana fa ho visto il video pubblicato su INTERNAZIONALE mi aveva già fatto storcere istintivamente il naso, ma non avrei saputo spiegare chiaramente tutti i motivi per cui quelle argomentazioni mi sembravano delle emerite stronzate. Grazie per avermi chiarito le idee!

    • Charly
      21 marzo 2018

      Ringrazia UNITO, laurea in storia nell’ormai lontano 2008 😀

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 marzo 2018 da in politica con tag , , , .
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