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L’Accordo di Caen? Esiste, basta leggere la nota della Farnesina

Il deputato sardo ed ex Presidente della Regione Sardegna Mauro Pili lancia l’allarme in merito a una perdita delle acque territoriali italiane a vantaggio della Francia [1]:

il 21 marzo del 2015, nella cittadina francese di Caen, il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Gentiloni e quello della Repubblica francese Fabius sottoscrivevano quello che di seguito sarà richiamato come “Accordo Confini 2015”; nell’accordo si definivano nuovi confini marittimi con modifica rilevante e sostanziale della sovranità negli specchi acquei definiti con coordinate marittime riportate nel testo sottoscritto dai due delegati;

La perdita è così quantificabile:

emerge dalla nuova configurazione che sul versante est, a nord della Sardegna, il confine marittimo territoriale della Francia (Corsica) passa dalle normate 12 miglia alle quasi 40 miglia, occupando gran parte delle acque internazionali da sempre oggetto di attività di pesca da parte delle marinerie sarde, residenti nei comuni rivieraschi direttamente connessi con quegli spazi acquei;

sul versante Nord Ovest della Sardegna si configura, invece, un’estensione delle acque territoriali francesi dalle 12 miglia alle oltre 200 miglia, rendendo impraticabile l’intero specchio acqueo a nord ovest della Sardegna;

Il tutto considerando «che da tale nuova conformazione dei confini marittimi si rileva una cessione rilevante di sovranità sulle acque internazionali da parte dell’Italia verso la Francia senza che nessun elemento di vantaggio o di contropartita sia indicata nel testo sottoscritto».

 

—- Alla bufala! Alla Bufala! —-

La reazione politica non si è fatta aspettare. Dal PD che, ovviamente, non esita a etichettare il tutto come bufala specie considerando che il firmatario dell’accordo sarebbe Gentiloni [2]:

La campagna elettorale è finita ma, evidentemente, l’abitudine di far girare bufale in rete non è stata archiviata. Questa volta, la non-notizia ha del clamoroso: secondo alcune “ricostruzioni” che girano sui social, l’Italia avrebbe ceduto parte delle sue acque territoriali alla Francia, con un accordo firmato in gran segreto a Caen da Paolo Gentiloni, nel 2015, quando ricopriva il ruolo di ministro degli Esteri.

Ed ecco la pallottola d’argento: «Tralasciando ogni spiegazione riguardo al perché, al come, a quali siano le variabili che porterebbero a formulare tale trattato, questo non è ancora stato ratificato dal Parlamento italiano e fino ad allora è ampiamente scorretto sostenere che sia stato ceduto o regalato parte del nostro territorio».

Ed ecco la nota della Farnesina [3]:

L’Accordo di Caen è stato firmato il 21 marzo 2015, dopo un lungo negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, per far fronte a un’obiettiva esigenza di regolamentazione anche alla luce delle sopravvenute norme della convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS). Al negoziato sulla base delle rispettive competenze hanno partecipato anche tutti i Ministeri tecnici – inclusi quelli che hanno responsabilità in materia di pesca, trasporti ed energia – che hanno avuto modo di formulare le proprie autonome valutazioni.

Considerata la sua natura, l’Accordo di Caen è sottoposto a ratifica parlamentare e, pertanto, non è ancora in vigore.

Ed ecco il verdetto degli antibufala per pseudo professione: « Complottismo, sciovinismo nazionalista ed assoluta ignoranza del sistema di formazione delle leggi: su queste tre basi, un’Italia pronta a dichiarare guerra per la santità della pizza, che ricorda il proprio inno nazionale (a stento) solo in occasione dei Mondiali di Calcio si rimette l’elmetto e monta sulle barricate per dichiarare guerra alla Francia, colpevole di averci derubato dei Mari Nazionali e dell’Inclita Gloria del popolo di Scipio» [4].

Insomma, uniamoci anche noi ai due minuti di odio quotidiano dei progressisti: bufffffala, buffffala, semi analfabbbeti funssssionali! Ma, ehi, aspettate un secondo…

 

—- La bufala degli sbufalatori —-

Permettetemi di vedere ancora una volta la nota della Farnesina:

Al negoziato sulla base delle rispettive competenze hanno partecipato anche tutti i Ministeri tecnici – inclusi quelli che hanno responsabilità in materia di pesca, trasporti ed energia – che hanno avuto modo di formulare le proprie autonome valutazioni. Considerata la sua natura, l’Accordo di Caen è sottoposto a ratifica parlamentare e, pertanto, non è ancora in vigore.

Ma, allora, l’accordo esiste, semplicemente non è ancora entrato in vigore. E se mi permettete c’è una bella differenza fra il “non esistere” e il “non essere ancora in vigore per mancata ratifica del Parlamento”. Soprattutto, se manca la ratifica, vuol dire che l’accordo è già stato firmato:

 

Mi pare che quello lì sia Gentiloni, che dite? E la fonte della foto è lo SHOM, ovvero “Service hydrographique et océanographique de la Marine » [5]. Bufalari anche loro, immagino. E complimenti a Gentiloni che riesce a firmare un accordo che non esiste. Quando si dice la politica del fare…

Ma i migliori sono quelli de il Post che scrivono un post intitolato [6]

 

Salvo poi mettere il link al testo, in francese, dell’accordo stesso. Ed è ovvio che se si firma un accordo lo si vuole, poi, ratificare. E su quell’accordo possiamo vedere anche la graziosa firma di Gentiloni:

 

Nell’accordo possiamo vedere le modifiche territoriali apportate grazie alle nuove e vecchie coordinate geografiche riportate in tabella. Non essendo un granché esperto in cartografia permettemi di glissare questo punto e di passare la palla all’Ammiraglio De Giorgi: «Secondo i giornali della Corsica l’accordo di Caen prevedeva una sorta di scambio territoriale: l’Italia avrebbe ceduto la “Fossa del cimitero” nelle acque di Ospedaletti in provincia di Imperia ottenendo in cambio alcune secche tra Corsica, Capraia ed Elba. Proprio la Fossa del cimitero è un tratto di mare molto ricco dal punto di vista della pesca, con una vivace presenza proprio di gamberoni rossi» [7].

Per una quantificazione chilometrica possiamo vedere quanto risposto a Claudio Borghi nel marzo del 2016 quando aveva sollevato la questione con un’interrogazione alla Regione Toscana [8]:

Le cessioni di queste superfici ammontano a 340 chilometri circa mentre le acquisizioni a qualcosina meno di 24 chilometri quadrati, con una diminuzione complessiva di questa superficie marina di 316 chilometri quadrati. Le risorse che sono contenute nel tratto di mare interessato, che è il santuario diciamo per i mammiferi ma-rini, voglio sottolineare che sono superfici di altissimo pregio naturalistico.

E ricordiamo che la Regione Toscana è un ente territoriale a rilevanza costituzionale, non una pagina di complottari su Facebook.

 

—- La Francia: colpiti e affondati —-

Ricapitoliamo la storia:

•              L’Accordo esiste;

•              Prevede una ridefinizione delle acque territoriali nella quale l’Italia ci rimette senza evidenti contropartite;

•              L’Accordo non è ancora entrato in vigore per mancata ratifica da parte del Parlamento;

E la bufala dove sarebbe? L’unica bufala è affermare che l’Accordo di Caen entri in vigore automaticamente, ma tutto il resto corrisponde al vero. E questo vuol dire che la seguente immagine non è falsa, semplicemente non è ancora entrata in vigore:

 

Ma aspettiamo le cartine aggiornate con il marchio “Antibufala 100%”…

 

P.S.

Non potendo negare il fatto il passo successivo è condividere il biasimo argomentando che l’accordo era in discussione dal 2006 e che, in questo lasso di tempo, anche il Cdx ha governato. Peccato che sul documento possiamo leggere:

Se référant aux quatre sessions de négociations qui se sont tenues successivement à Rome le 14 décembre 2006, à Paris le 28 mars 2007, à l’ìle d’Elbe le 28 septembre 2007, et à Rome le 26 mars 2012

Ovvero il Governo Prodi e quello Monti. Berlusconi è un danno ambulante ma non possiamo appioppare al fu Cavaliere anche questa genialata.

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[1] Cfr. http://www.unidos.io/no-allo-scippo-francese-del-mare-sardo-il-ricorso-di-mauro-pili/.

[2] Cfr. https://www.democratica.com/focus/italia-francia-nord-sardegna-mari-acque-bufala-fake-news/.

[3] Cfr. https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/nota-della-farnesina-sulla-delimitazione.htm.

[4] Cfr. http://www.bufale.net/home/allarmismo-trattato-francia-ed-italia-regala-mari-soldi-alla-francia-bufale-net/.

[5] Cfr. https://www.ilpost.it/2018/03/20/bufala-confine-sardegna.

[6] Cfr. http://www.shom.fr/le-shom/actualites/les-communiques/browse/13/.

[7] Cfr. http://www.ammiragliogiuseppedegiorgi.it/mc/490/laccordo-di-caen.

[8] Cfr. http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/crt/resoconti-aula/1580.pdf.

3 commenti su “L’Accordo di Caen? Esiste, basta leggere la nota della Farnesina

  1. Boris
    21 marzo 2018

    Sono ignorante in materia, ma se sono “acque internazionali” come fanno Italia e Francia a spartirsele a tavolino?

  2. Charly
    21 marzo 2018

    Per valutare appieno la cosa si dovrebbero usare le coordinate presenti nell’Accordo e tracciare i nuovi confini. Tuttavia, la cosa esula dalle mie competenze. Ma se leggiamo la nota della Farnesina troviamo:

    Per quanto riguarda, in particolare, i contenuti dell’Accordo, il tracciato di delimitazione delle acque territoriali e delle restanti zone marittime riflette i criteri stabiliti dall’UNCLOS, primo fra tutti il principio della linea mediana di equidistanza. Nel corso dei negoziati che hanno portato alla firma dell’Accordo, la parte italiana ha ottenuto di mantenere immutata la definizione di linea retta di base per l’arcipelago toscano, già fissata dall’Italia per la delimitazione del mare territoriale nel 1977. Inoltre, per il mare territoriale tra Corsica e Sardegna, è stato completamente salvaguardato l’accordo del 1986, inclusa la zona di pesca congiunta. Anche per quanto riguarda il confine del mare territoriale tra Italia e Francia nel Mar Ligure, in assenza di un precedente accordo di delimitazione, l’Accordo di Caen segue il principio dell’equidistanza come previsto dall’UNCLOS.

    Almeno una parte del tracciato, allora, si sovrappone nei punti di contatto, non meglio definiti finora, esistenti fra le acque territoriali italiane e francesi. Anche se, da profano, di internazionale ci vedo poco e mi sembra una storia Italia/Francia.

  3. Pingback: Il caso Cambridge Analityca? Si tratta solo dell’ultimo scontro fra vecchi e nuovi media (fine) | Charly's blog

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Questa voce è stata pubblicata il 21 marzo 2018 da in politica con tag , , , , , .
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