Charly's blog

Il paradosso della criminalità: più cala e più diventeremo ipersensibili alla violenza

Uno dei cavalli di battaglia dei progressisti nell’ultima campagna elettorale è stata l’idea che i timori relativi alla criminalità o all’immigrazione siano dettati da una percezione non suffragata da dati statistici e, in definitiva, infondata. Ad esempio [1]:

Secondo l’Istat, negli ultimi anni in Italia sono diminuiti omicidi e rapine: una maggiore sicurezza che però non trova spazio nella percezione comune e sempre maggiore è la percezione del rischio criminalità. Dal 2014 gli omicidi hanno raggiunto un minimo storico, scendendo al di sotto delle 500 unità e con record successivi che hanno portato il triste computo dai numeri preoccupanti del 1992, 1142, ai 343 del 2017. Una diminuzione che vede una forte contrazione degli omicidi di mafia e quelli legati alla criminalità comune. Quello che resta da anni stazionario è invece il numero degli omicidi dovuti alla violenza interpersonale, come ad esempio gli omicidi di donne, uccise per la maggior parte da partner e ex partner, parenti, amici e conoscenti. Sono questi gli eventi che raccolgono le pagine di cronaca, le discussioni da bar, irrigidiscono gli animi. Eppure, il tasso di omicidi pari allo 0,8 per centomila abitanti è tra i più bassi a livello europeo, dopo Austria, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi e Polonia. Le differenze regionali e provinciali sono molto marcate non necessariamente legate alla traiettoria “nord-centro-sud”. Secondo i dati Istat relativi al 2014 le province che presentano il più alto tasso di omicidi sono Nuoro, con un tasso pari a 5 per centomila abitanti, quasi raddoppiato rispetto al 2010) e Crotone (3 per centomila abitanti). Per i tentativi di omicidio, la regione con la più alta incidenza è ancora la Calabria seguita da Puglia, Liguria, Sardegna, Basilicata e Molise.

[..] In materia di sicurezza, l’Annuario statistico nazionale diffuso oggi dall’Istat certifica che nel 2015 i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria sono in calo rispetto all’anno precedente (-4,5%). Si riducono omicidi volontari consumati (-1,3%) e tentati (-3,8%), violenze sessuali (-6,0%) e lesioni dolose (-3,2%). In diminuzione anche sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (-10,3%), furti (-7,0%), rapine (-10,6%) e ricettazione (-7,6%) mentre sono in netto aumento le denunce per estorsione (+19,7%).

Se solo non fosse che le statistiche non dicono tutto…

 

—- Diamo i dati: la criminalità è in calo? —-

Partiamo, come nostra abitudine, dai dati statistici. In effetti possiamo leggere nell’annuario statistico dell’Istat che «I delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria nel 2015 sono stati 2.687.249, in diminuzione (-4,5 per cento) rispetto all’anno precedente ».

Ma ci sono, ovviamente alcune sfumature:

La diminuzione è abbastanza generalizzata per le varie tipologie di delitto, pur con alcune importanti eccezioni. Tra la selezione di delitti riportati in dettaglio nella tavola, risultano in diminuzione i delitti contro la persona: gli omicidi volontari consumati (-1,3 per cento) e, al loro interno, quelli di tipo mafioso (Figura 6.2), che costituiscono attualmente il 9,2 per cento del totale (quota più che dimezzata rispetto al 2004, quando era il 19,3 per cento), gli omicidi volontari tentati (-3,8 per cento), le violenze sessuali (-6,0) e le lesionidolose (-3,2 per cento). Anche lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione diminuisce del 10,3 per cento, confermando un andamento che ha portato nell’ultimo quinquennio a un calo complessivo del 34,4 per cento. Tra i delitti contro il patrimonio, in calo rispetto al 2014 i furti e le rapine (-7,0 e -10,6 per cento, rispettivamente) e la ricettazione (-7,6), mentre sono in netto aumento le estorsioni (+19,7 per cento rispetto all’anno precedente, oltre il 60 per cento nell’ultimo quinquennio). Si nota anche una ripresa delle truffe e frodi informatiche (+8,8 per cento), che compensa ampiamente il calo osservato nel 2014. Tra i delitti contro l’incolumità pubblica, quelli in materia di stupefacenti sono in lieve diminuzione (-1,9 per cento).

Un’ulteriore variabile è quella geografica dato che il quoziente di delittuosità generico – calcolato rapportando il totale dei delitti alla popolazione – a livello nazionale sarà anche di circa 44 delitti per mille abitanti, ma a livello regionale è molto variabile:

tra i 57 dell’Emilia-Romagna e i 26 della Basilicata. Sei regioni, tutte del Centro-nord, sono caratterizzate da valori superiori alla media nazionale (e compresi tra 57 e 49 delitti per mille abitanti): si tratta di Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, Piemonte, Lombardia e Toscana. I livelli più contenuti si riscontrano in Basilicata e Molise (26 e 29 rispettivamente). A livello ripartizionale i tassi più alti si osservano nel Nord-ovest e nel Centro (51 e 48 delitti per mille abitanti), mentre sia le Isole sia il Sud si collocano ben sotto la media italiana (36 e 38 delitti per mille abitanti).

Un’ulteriore elemento da tenere in conto è l’efficacia della denuncia: «I delitti risultano, in gran misura (62,9 per cento del totale), attribuiti a ignoti; nel 19,9 per cento dei casi si procede all’archiviazione a vario titolo dei delitti ascritti a un indagato; per il restante 17,2 per cento, per l’indagato o gli indagati ha inizio l’azione penale (i casi erano il 18,9 per cento nel 2014)».

 

—- Dal pollo di Trilussa egli Eloi —-

Arrivati fin qui è facile notare che le statische su scala nazionale non hanno molto valore su scala locale. Un calo della criminalità su scala nazionale, infatti, è perfettamente compatibile con un aumento in una località e una diminuzione in altre tre località. Lo ricordate il pollo di Trilussa, vero? Ancora una volta è meglio segnalare che quello che viene derubricato come percezione, magari, è solo figlio dell’esperienza diretta. Se apro la finestra e mi trovo gli spacciatori sotto casa potrei non essere così interessato al tasso di criminalità di Bolzano.

Un altro elemento da tenere conto è che le denunce non sono tutto visto che a un reato o a un delitto può tranquillamente seguire la mancata denuncia. Difficile spiegare, altrimenti, perché il Nord presenti più denunce rispetto alle regioni piagate dalla Mafia o dalla Camorra. Senza contare, poi, l’efficacia della denuncia se consideriamo l’aspetto giuridico in termini prettamente temporali di durata dei processi [3]:

Tabella 1. Durata nazionale del settore penale espressa in giorni

2014 2015 2016
Rito collegiale 672 652 707
Rito monocratico 610 598 534
Sezione ordinaria 898 911 901

Fonte: Ministero della Giustizia

Ma quello che le statistiche non dicono è un piccolo ma controintuitivo aspetto psicologico che è ben rappresentato in questa favola di Esopo [4]:

Una volpe che non aveva mai visto un leone quando per un caso ne incontrò uno, la prima volta vedendolo si sconvolse tanto, che quasi morì. Ed essendosi imbattuta in lui per la seconda volta si spaventò sì, ma non così come la volta precedente. Ed avendolo visto per la terza volta fu così spavalda che addirittura avvicinatasi a lui gli rivolse la parola.

Il racconto dimostra che la consuetudine rende tranquille anche quelle temibili tra le situazioni.

Più siamo esposti a una situazione – violenza, povertà, malattia, morte – e più ne diventiamo insensibili. Una variante del fenomeno si presenta anche in ambito professionale: «Il burnout, parola di origine anglosassone che letteralmente significa esaurimento, crollo o surriscaldamento, dà chiaramente l’idea di ciò di cui si sta parlando, ovvero una condizione di stress. Stress quindi inserito in un contesto lavorativo e/o derivante da esso, che determina un logorio psicofisico ed emotivo, con vissuti di demotivazione, di delusione e disinteresse con concrete conseguenze nella realtà lavorativa, personale e sociale dell’individuo. La sindrome del burnout venne inizialmente associata alle professioni sanitarie e assistenziali, per poi essere riconosciuta come associata a qualsiasi contesto lavorativo con alte condizioni stressanti e pressanti come ad esempio posizioni di grande responsabilità lavorativa» [5].

Il lato della medaglia è che meno siamo esposti a una situazione e più ne diventiamo ipersensibili qualora la dovessimo incontrare. Se viviamo in una società dove la violenza è confinata e in via di riduzione, pertanto, daremo molto più peso a un atto violento rispetto a chi è nato e vive in una società conflittuale perché in quell’ambiente è la norma e non l’eccezione. Anche se la criminalità dovesse diminuire, allora, aspettatevi un crescere e non un diminuire dell’allarma sociale.

Un ultimo aspetto da tenere in conto è l’effetto, paragonabile all’addomesticamento, che una società pacifica produce sugli individui. Quest’ultimi diventano così addomesticati da essere totalmente incapaci di reagire al sopruso e alla violenza con una dose di sana violenza, esattamente come gli Eloi del romanzo di H.G. Wells. Le cronache, se ci fate caso, non mancano di segnalare furti o stupri avventui per mano di una persona disarmata contro un gruppo di persone o di interi quartieri presi in ostaggio da una manciata di facinorosi senza che a nessuno venga in mente di sfruttare la superiorità numerica per eliminare la minaccia. D’altronde per un gregge di pecore basta un cane solo…

 

Approfondimenti:

—————————————————————————————————————————————–

[1] Cfr. http://www.today.it/politica/elezioni/politiche-2018/sicurezza-dati.html

[2] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/207188

[3] Cfr. https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page;jsessionid=VCK27tzYiUCRIIcwSx6Wizc1?contentId=SST1288006&previsiousPage=mg_2_9_13

[4] Cfr. http://www.poesialatina.it/_ns/Greek/tt2/Esopo/Esopo010.html

[5] Cfr. http://www.stateofmind.it/tag/burnout/

Annunci

8 commenti su “Il paradosso della criminalità: più cala e più diventeremo ipersensibili alla violenza

  1. Rettiliano Verace
    7 aprile 2018

    Scusa se te lo dico, ma questo articolo e’ completamente demenziale. Devo spiegarti la differenza tra i reati DENUNCIATI e quelli effettivamente AVVENUTI? A parte per gli omicidi, la differenza tra i due gruppi e’ enorme. Sono vissuto in localita’ dove i reati denunciati non erano nemmeno l’uno per cento dei reati che avvenivano. Anzi, il calo delle denunce e’ un fenomeno bruttissimo: vuol dire che i cittadini si sono abituati all’idea che la giustizia non funzioni e che sia meglio ignorare il reato o fare “sistemare le cose” dal mammasantissima locale. Devo dirtele io queste cose?

  2. Charly
    7 aprile 2018

    Scusa se te lo dico ma una caratteristica tipica di un semianalfabeta funzionale è quella di non capire quello che si legge. Copio e incollo:

    Un altro elemento da tenere conto è che le denunce non sono tutto visto che a un reato o a un delitto può tranquillamente seguire la mancata denuncia. Difficile spiegare, altrimenti, perché il Nord presenti più denunce rispetto alle regioni piagate dalla Mafia o dalla Camorra.

    P.S. Non è un articolo.

    • Rettiliano Verace
      7 aprile 2018

      Ah, quella frase mi era sfuggita. Se non e’ un articolo, allora cosa e’? Un post?

      • Charly
        8 aprile 2018

        Un post, esatto.

    • am
      8 aprile 2018

      eheh caro Chaly, è bello vedere come anche un blog può assolvere alla funzione di valvola di sfogo settimanale sbroc sbroc del lettore…eheh
      magari si può fare ancora di meglio e chiamarsi Chaly’s speaker corner..
      (scherzo)

  3. Boris
    7 aprile 2018

    Senza contare che le statistiche dicono sempre quello che le si vuol far dire: quanti omicidi magari non sono più tali solo perché per il miglioramento delle tecniche mediche? quanti sono gli omicidi in cui semplicemente non si trova il corpo e la persona viene data per scomparsa?

    • Charly
      8 aprile 2018

      Su questo punto è meglio chiedere a un esperto in materia. Io non posso pronunciarmi, mi limito a citare le statistiche ufficiali facendo presente, al massimo, le limitazioni proprie delle statistiche in quanto tali.

  4. decimohangar
    15 maggio 2018

    L’ha ribloggato su laguna del gran hangar.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 aprile 2018 da in società con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: