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Giggino Di Maio: insipiente parolaio o fine stratega?

Il problema di avere a che fare con i grillini è che non è così semplice capire se, da un punto di vista scientifico, ci sono o ci fanno. Specie con Giggino Di Maio ci si può trovare in difficoltà dato che parliamo di un mio coetaneo che ha non ha mai concluso gli studi, non ha mai lavorato seriamente e che potrebbe essere il prossimo PresdelCons. Tanto basta per farmi chiedere dove ho sbagliato nella mia vita…

Gli avvenimenti politici degli ultimi giorni, tuttavia, mi hanno messo in testa un dubbio: ma non è che Gigino Di Maio è un fine stratega?

 

—- Come ti spacco il Cdx —-

Il buon Giggino subito dopo le elezionisi si è scoperto essere l’Unto del Popolo – «In questi giorni sto sentendo dagli analisti tanti nomi che hanno preso zero voti. Mi dovete spiegare perchè l’unico nome che si esclude sempre è il mio, che ho preso 11 milioni di voti» [1] – ma ha anche scoperto che il M5S con i suoi 221 seggi alla Camera e 112 al Senato non può formare un esecutivo da solo[2]. Che volete, anche la matematica alla fine della fiera è “kasta!11!1”.

Alla ricerca di alleati il buon Giggino ha messo nel mirino la Lega purché il Silviosauro non facesse parte del pacchetto. La Lega non ha ancora scaricato l’ingombrante e in stato confusionale alleato ma è anche vero che i rapporti fra Salvini e NonnoSilvio si sono decisamente logorati. Al riguardo si guardi l’ultimo scazzo fra i due [3]:

Berlusconi paragona i 5 Stelle ai nazisti? È meglio tacere, e rispettare il voto degli italiani, invece di dire sciocchezze. Io voglio dare un governo all’Italia, sono stufo di insulti, capricci e litigi“. Lo ha detto Matteo Salvini, segretario della Lega, pure lui in Friuli Venezia Giulia per sostenere la candidatura a governatore di Massimiliano Fedriga, in vista delle elezioni regionali di domenica 29 aprile. Una frase di un elettore friulano riportata da Silvio Berlusconi da Porzus ha fatto scoppiare una nuova snervante polemica tra i due leader di Centrodestra. Di fatto Silvio Berlusconi, sempre in tour elettorale per appoggiare la candidatura di Fedriga in Friuli, ha nuovamente sparato a zero sul Movimento 5 Stelle. Già nei giorni scorsi, la diatriba tra Berlusconi e Salvini era divampata dopo che il Cavaliere, al Quirinale, aveva definito i grillini “sprovvisti dell’abc della democrazia” e nel tour elettorale per le elezioni regionali in Molise aveva pronunciato la famosa frase sui ‘cessi’ in riferimento al M5S: “E’ gente che non ha mai fatto nulla nella vita: nella mia azienda li prenderei per pulire i cessi”.

Da una parte Salvini punta ad assorbire FI nei suoi ranghi ma l’impresa non è facile e richiede anni visto che il Silviosauro non ha nessuna intenzione di mollare la presa pur non essendo in grande spolvero. Il risultato immediato è che in caso di voto anticipato la coalizione del Cdx è spaccata con due galli nel pollaio.

 

—- Come ti rottamo il PD —-

Esaurito il forno verde, Giggino è passato a quello rosso targato PD. E così dopo aver attaccato il PD per anni [4]:

“Il Pd è impresentabile per sua stessa natura” (19 febbraio 2018); “Più farete crescere il Movimento e più l’inciucio non si potrà fare” (10 febbraio 2018); “Renzi è il capo degli impresentabilI” (24 febbraio 2018); “Il Pd è un ex partito” (16 febbraio 2018); “Impresentabili che hanno preso soldi da Buzzi e da Mafia capitale per le elezioni” (4 febbraio 2018); “De Luca jr è uno degli assassini politici della mia gente. L’inquinamento nella terra dei fuochi esiste per colpa dei politici del Pd e di FI che fanno affari con la criminalità organizzata” (17 febbraio 2018); “Il Pd? Escludo categoricamente qualsiasi alleanza. Spero di avere i voti per ignorarli” (2 febbraio 2018); “Il Pd è al centro di uno scandalo che coinvolge la gestione dei rifiuti e presunte tangenti prese dal figlio di De Luca, Roberto” (17 febbraio 2018);

“Il Pd è un punto di riferimento del crimine” (5 febbraio 2018); “Il Pd è una banca, e come alcune banche gestisce in modo torbido i nostri soldi e piazza prodotti tossici come il Jobs Act e queste riforme costituzionali” (28 ottobre 2016); “Il Pd ha massacrato i lavoratori forse peggio di come lo abbia fatto la destra” (20 febbraio 2018); “L’Alto-Adige non è una discarica di rifiuti politici” (10 febbraio 2018); “O il M5S avrà tantissimi voti e riceverà l’incarico dal presidente della Repubblica o ci sarà un mega inciucio peggiore del 2013 che vedrà insieme D’Alema, il Pd derenzizzato, Forza Italia e la Lega con Maroni” (21 febbraio 2018); “Il Pd? Lo detestano tutti” (24 febbraio 2018); “Renzi è credibile come un mafioso” (10 maggio 2016); “Il bugiardello toscano ormai è politicamente morto, ucciso dalle sue stesse menzogne” (28 febbraio 2018);

I nostri si sono rivolti al PD [5]:

Prosegue l’attività di mediazione del presidente di Roberto Fico. Nell’ambito del mandato esplorativo conferitogli dal presidente Mattarella, il presidente della Camera darà il via a un nuovo giro di consultazioni per sondare Pd e M5s dopo il confronto di ieri. Gli incontri si svolgeranno nel Salottino del Presidente: la delegazione dem è convocata per le 11, quella pentastellata è attesa per le 13. Terminato il nuovo giro di colloqui, Fico si recherà al Quirinale per riferire al capo dello Stato sull’esito degli incontri.

Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, a margine delle celebrazioni del 25 aprile, ha rilevato come nel partito vi siano “pezzi” che spingono per aprire alla trattativa con il leader M5s Luigi Di Maio. “C’è preoccupazione per un esecutivo a trazione leghista – spiega Martina -, pezzi del Pd ci chiedono di provare a fare un lavoro, avere un’iniziativa. Noi dobbiamo essere rispettosi di ogni opinione e ragionare da comunità. Ben sapendo che sarà molto difficile. Ma soprattutto che se si è arrivati a questo punto non è certo per colpa del Pd”.

Anche se Renzi e renziani rimangno arroccati all’opposizione – il voto ha cassato il prevedibile inciucio con FI – si registrano alcune spaccature all’interno della compagine piddina [6]:

Renzi ha fatto convocare una riunione del gruppo al Senato mercoledì, stesso giorno in cui si terrà la Direzione, dove i numeri sono a suo favore. Ma dove la conta potrebbe appunto produrre disastri. Dario Franceschini, con i suoi, non nasconde la sua preoccupazione: non solo per il rischio del voto divisivo, quanto per il fatto che un partito che si unisce può gestire una situazione così difficile, se si divide è complicato. Lo stallo, infatti, può comportare lo stop a qualunque percorso di dialogo. Perché se il Pd è spaccato non si va da nessuna parte, servendo tutti i voti dei gruppi di Camera e Senato per poter dar vita ad un governo. E se c’è chi non dispera in una mediazione tra i Dem per ammorbidire il «niet» di Renzi, nel governo c’è anche chi sospetta che l’ex segretario invece stia già trattando di nascosto con i vertici grillini, per rientrare in gioco in prima persona.

Uniamo al tutto LeU in liquefazione, la sinistra radicale fuori dal Parlamento da un decennio. Che quadro viene fuori?

 

—- Giggino Sun Tzu —-

Una della massime di Sun Tzu verte sull’importanza del paradosso per dissimulare la propria natura  e la propria strategia [7]:

“La strategia è la via del paradosso. Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile. Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile.”

I grillini, è l’accusa, sono degli incompententi, inadatti al Governo. Eppure in meno di due mesi dal voto, dove hanno conquistato la posizione di primo partito, hanno ottenuto i seguenti risultati:

  • Spaccare la coalizione vincente del CdX;
  • Mostrare la spaccatura all’interno del PD;
  • Mostrare che l’allarme fasssista e quello dello spread/mercati sono infondati;
  • Farsi conoscere presso le istituzioni e la burocrazia;
  • Mostrare il lato moderato coprendo quello barricadero delle origini;

Se si tornasse subito al voto, magari con una nuova legge elettorale con premio di maggioranza, si farebbe leva sul fatto che sono stati la Lega e il PD a non volere un esecutivo con un chiaro contratto di governo con obiettivi espliciti e definiti quali la lotta alla povertà e il sostegno alle famiglie. Allo stesso tempo la Lega non riuscirebbe a cannibalizzare FI ma, ad ogni modo, anche dopo averlo fatto e pur raggiungendo il 30% non servirebbe. Il PD, invece, è tuttora senza guida e con i sondaggi in profondo rosso.

In caso di esecutivo, infine, propiziato dagli interessi dietro ai partiti e alla consapevolezza che per il PD nuove elezioni potrebbero rivelarsi un bagno di sangue, è sempre possibile ascriversi i risultati positivi dando ulteriore sostegno alla propria pretesa governativa e allo stesso tempo scaricare sui partner di Governo eventuali disastri.

Tanto basta per chiedersi se è una strategia o è una situazione figlia del caso.Ma è anche vero che si dovrebbe smettere di sottovalutare un progetto politico che in meno di 10 anni è riuscito a diventare la prima forza alla Camera/Senato e rischia di governare il paese. Un risultato che i professorini di Fare con il loro PhD non avrebbero conseguito neppure in un secolo. Magari il grillino medio è un grullo senza speranza ma chi è ai vertici, oltre a essere un genio del marketing e della comunicazione, potrebbe anche essere un fine stratega. E sottovalutare l’avversario è sempre il metodo più rapido per andare incontro al disastro.

 

Approfondimenti:

– Il contratto di Governo: http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/04/23/punti-del-contratto_ct9q24QhKmlwynUQV6AF8O.html

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[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/04/04/italia/di-maio-sento-tanti-nomi-lunico-escluso-il-mio-con-milioni-di-voti-0mjpqlmZw1ij3qrSaF4JVL/pagina.html

[2] Cfr. http://www.secoloditalia.it/2018/03/assegnati-i-seggi-il-centrodestra-puo-contare-su-260-deputati-e-135-senatori/

[3] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/salvini-berlusconi-M5S-Hitler-nazisti-460a1de6-166a-40f0-9397-2f9f49fe6d9c.html

[4] Cfr. https://www.huffingtonpost.it/michele-anzaldi/accordo-con-m5s-ecco-la-lista-degli-insulti-che-abbiamo-ricevuto_a_23380232/

[5] Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2018/04/25/news/pd_calenda_in_caso_di_alleanza_con_m5s_mi_dimetto_-194762129/

[6] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/04/26/italia/trattativa-col-ms-pd-lacerato-adesso-martina-rischia-il-posto-H0wl6u2kDE79Smxo4sX8yI/pagina.html

[7] Cfr. https://www.frasicelebri.it/s-libro/larte-della-guerra/

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4 commenti su “Giggino Di Maio: insipiente parolaio o fine stratega?

  1. Boris
    9 maggio 2018

    Non so se lo possa veramente definire un fine stratega, ma mi sembra senz’altro meno stupido di quanto lo hanno voluto dipingere i suoi detrattori, e magari è anche fortunato.
    Inoltre, tante scelte degli ultimi mesi più che figlie del caso, sono state figlie della necessità: sai di essere il primo partito (che da solo eguaglia quasi un’intera coalizione), ma che non haii numeri per governare perché ti hanno fatto una legge proprio perché ciò accadesse (e col secondo fine di reiterare il governo PD+PDL, solo che la “pancia” ha remato contro votando Lega), a questo punto non puoi che fare un bagno di realtà e doverti alleare con quanto ti si propone come meno peggio (un PD senza Renzi o una Lega senza Berlusconi).

  2. magiupa
    10 maggio 2018

    che ai vertici dei 5 stelle nn ci sia stupidità lo sapevo,ma la cosa mi preoccupa…continuo a nn vederci nulla di democratico o a favore del popolo nelle idee del fu Gianroberto

  3. lamb-O
    10 maggio 2018

    Di Maio in particolare non credo; ma chi gliele scrive, può darsi

  4. Charly
    11 maggio 2018

    Napoleone soleva dire che preferiva un generale fortunato a uno bravo…

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 maggio 2018 da in politica con tag , , , , , , , .
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