Charly's blog

Indigestione di popcorn? Fate male, molto male

E così il Governo Salvimaio è andato in fumo con tanto di accuse al PresdellaRep [1]:

I vertici M5s, a quanto apprende l’Ansa, stanno ragionando sull’impeachment nei confronti di Mattarella. M5s fa riferimento all’art. 90 della Costituzione secondo cui “il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri”.

Bene ma non benissimo, come si suol dire.

 

 

—- L’impeachment? Nun se può fa’ —-

La richiesta grillina si basa sull’articolo 90 della Costituzione: «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune [cfr. art. 55 c.2], a maggioranza assoluta dei suoi membri [cfr. artt. 134, 135 c.7 ]» [2]. Prima ancora di procedere in merito al comportamento di Mattarella si dovrebe fare due calcoli e rendersi conto che la maggioranza assoluta disposta a votare lo stato di accusa non c’è.

Anche tralasciando la questione numerica, se prendiamo in esame l’articolo 92 della Costituzione non sembrano esserci i presupposti per accusare Mattarella: «Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri» [3]. Il nodo della questione è il peso di quel “nomina” e se si tratti di una mera ratifica o di un potere di tutela e garanzia delle istituzioni. Visto che abbiamo avuto dei precedenti senza che ci fossero delle conseguenze [4]:

Ci sono stati infatti tre casi in cui il capo dello stato di turno si è impuntato sulla scelta di un ministro, chiedendo alle forze politiche di indicare un nome differente. Per il primo precedente bisogna risalire al 1994, quando Silvio Berlusconi, appena sceso in politica, vinse le elezioni. Berlusconi propose al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il nome di Cesare Previti, suo avvocato, come ministro di Grazia e Giustizia. Scalfaro, preoccupato per le esternazioni di Previti sulla magistratura (in campagna elettorale aveva detto: “Vinceremo le elezioni e poi non faremo prigionieri”), oppose il suo rifiuto. Berlusconi prese atto della cosa e indicò come guardasigilli Alfredo Biondi (Previti diventò ministro della Difesa). Il secondo precedente risale al 2001: il capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi rifiutò il nome di Roberto Maroni come ministro della Giustizia del secondo governo Berlusconi. Maroni venne dirottato al ministero del Lavoro, mentre alla Giustizia andò un altro esponente della Lega, Roberto Castelli. L’ultimo precedente è più recente ed è del 2014: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sconsigliò a Matteo Renzi di nominare il procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri come ministro della Giustizia. La motivazione fu che sarebbe stato inopportuno affidare il ruolo di guardasigilli a un magistrato ancora in carica. Renzi accettò l’obiezione di Napolitano e nominò alla Giustizia Andrea Orlando.

propenderei per la seconda opzione. E per chiudere, infine, la questione si dovrebbe ricordare che il PresdellaRep è accusabile soltanto per alto tradimento e attentato contro la Costituzione. E nell’operato di Mattarella è difficile vedere simili fattispecie di reato.

Per concludere: l’azione di Mattarella ha dei precedenti, il suo comportamento non rientra nelle fattispecie di reato previsti per lo stato di accusa e, in ogni caso, mancano i numeri in Parlamento. Con tanti saluti a Di Maio e Di Battista.

 

 

—- E ora? Si prepara la sala per il ritorno dei “populisti” —-

Nel frattempo molti a sinistra sono dediti a scorpacciate, a indigestioni di popcorn e ricerche del salvatore della patria [5]:

Carlo Cottarelli, 64 anni, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, ex commissario per la revisione della spesa pubblica e direttore esecutivo del Fondo monetario, è stato il primo dei probabili premier degli ultimi mesi. […]

Se Di Maio e Salvini venissero a trovarla per proporle di guidare il governo, che condizioni porrebbe?

«Di mettere a posto i conti pubblici. Certe misure si possono ipotizzare, ma in un quadro in cui il debito si riduce a una velocità sufficiente per mettere l’Italia al riparo dalla prossima recessione. Se l’idea è di tagliare le tasse in deficit, aumentando la spesa, non sono la persona giusta».

Siamo tornati in pratica al 2011 con il Monti 2.0. E com’é finita l’ultima volta? Ma non preoccupatevi, non arriveremo a tanto perché Cottarelli avrà bisogno dei voti dei partiti per mettere su qualcosa. Cottarelli, fra l’altro nell’accettare l’incarico ha dichiarato di formare un esecutivo con un «programma che in caso di fiducia includa l’approvazione della legge bilancio e poi preveda lo scioglimento del Parlamento e elezioni nel 2019» [6].

E se si tornase al voto come finirebbe? Con l’attuale legge elettorale e sondaggi alla mano soltanto il centrodestra potrebbe portarsi a casa la vittoria, il M5S si confermerebbe primo partito mentre la coalizione di centrosinistra arriverebbe ultima. O, in alternativa, si riproporrebbe lo stallo politico deli ultimi mesi qualora non emergesse un vincitore netto. In caso di leggi elettorali differenti con premio di maggioranza o il doppio turno, nel primo caso il centrodestra confermerebbe la vittoria, nel secondo andrebbe al ballottaggio con i grillini, con il centrosinistra comunque ultimo.

Ci sono, ovviamente, altre opzioni come l’alleanza Lega/M5S versus l’alleanza PD/FI con una campagna elettorale impostata sul seguente tono [7]:

“Lo spread è in calo? Gli amici che decidono chi deve governare e chi no ora saranno contenti… Se i mercati si sentono rassicurati allora potremmo anche risparmiare i soldi che si spendono per le elezioni: facciamo votare 5 persone tra Berlino, Bruxelles e Parigi, decidano loro“. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital, ancora “arrabbiato” dopo che il Capo dello Stato ha impedito il varo del governo M5s-Lega.

Riassumedo i possibili esiti:

  • vittoria coalizione centrodestra;
  • stallo senza vincitori;
  • vittoria dell’asse populista Lega/M5S;

E se prendiamo l’ultimo punto, questa volta l’asse populista avrebbe più del 50% dei voti nel paese e una maggioranza solida anche nel Parlamento. Alla faccia di Mattarella…

 

 

—- E il PD che vuole fare? —-

In questi giorni convulsi se c’è qualcuno che ha preso una topica clamorosa è proprio il PD. Il giochino del “non sono in grado di governare” non regge perché non li hanno fatto governare dando ai “populisti” la linea per la prossima campagna elettorale. La legge elettorale che ha portato allo stallo, inoltre, è a firma PD e in questo stallo i nostri che hanno fatto? Prima si sottraggono alla creazione di una coalizione con il M5S, poi tifano per lo spread e adesso appoggiano Cottarelli per un governo tecnico. Non sapendo, ahiloro, che Cottarelli e Savona sull’euro la pensano allo stesso modo [8]:

Uno degli aspetti passati sottobanco sulla figura del professore è il suo giudizio sull’Euro. Infatti nel corso di una conferenza Cottarelli ha spiegato che la moneta unica è stata una scelta sbagliata per l’Italia. Fa alquanto rumore quindi il rispetto al trattamento ricevuto da Paolo Savona meno di 24 ore fa. Ecco le dichiarazioni. “L’altro problema grosso che c’era nel 2011 era che avevamo appunto perso competitività con l’entrata nell’Euro. Noi abbiamo vissuto male l’esperienza dell’Euro, siamo entrati pensando di fare quello che facevamo prima, cioè avere più inflazione che in Germania. Questo ci ha fatto perdere competitività”.

Salvo poi aggiugnere «credo che uscire dall’euro sarebbe una soluzione sbagliata». Ma in pratica la pensa come Savona, Borghi e Bagnai (e tanti altri).

Ma mi raccomando, gustatevi i popcorn in attesa della discesa del PD sotto il 15% e al ballottaggio Cdx/M5S al prossimo giro elettorale…

 

 Approfondimento:

– Cottarelli, Ipse dixit: https://www.youtube.com/watch?v=RnIkhj1wBhE&feature=youtu.be

————————————————————————————————————–

[1] Cfr. http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/vertici-m5s-si-ragiona-su-impeachment-mattarella-_3142571-201802a.shtml

[2] Cfr. https://www.senato.it/1025?sezione=128&articolo_numero_articolo=90

[3] Cfr. https://www.senato.it/1025?sezione=130&articolo_numero_articolo=92

[4] Cfr. https://www.tpi.it/2018/05/28/nomina-ministri-presidente-repubblica/

[5] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/05/15/italia/cottarelli-ecco-le-mie-condizioni-per-fare-il-premier-VDIRge1hwym0Xl74yE8njK/pagina.html

[6] Cfr. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/28/governo-cottarelli-accetta-lincarico-con-riserva-se-ottengo-la-fiducia-legge-di-bilancio-poi-elezioni-nel-2019/4387332/

[7] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Governo-carlo-cottarelli-Quirinale-per-incarico-salvini-amici-dei-mercati-hanno-deciso-chi-deve-governare-dbda0c55-0f8c-4c72-859d-c14f35cf7cc5.html

[8] Cfr. https://www.termometropolitico.it/1304884_governo-2018-cottarelli-euro.html

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2018 da in politica con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: