Charly's blog

Ipse dixit: Juncker e la corruzione

La testata britannica The Guardian titola:

Siamo di fronte a un’altra accusa da parte della nomenclatura europea all’Italia dopo le parole di Oettinger? Forse no.

 

—- Le parole di Juncker? Leggermente diverse… —-

Le reazioni politiche, ovviamente, non sono mancate ma è più interessante vedere come la notizia è stata riportata dai media italiani. In generale è stata riportata sulla falsariga del titolo inglese, come testimonia l’AGI: «Juncker: gli italiani lavorino di più e siano meno corrotti». Possiamo leggere, tuttavia, il discorso che si mostra essere un poco più articolato di quanto il titolo faccia pensare [1]:

Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l’Ue per tutti i problemi dell’Italia”: sono le parole durissime espresse dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, pronunciate nella sessione di domande e risposte con il pubblico alla conferenza a Bruxelles ‘New Pact for Europe’. L’esponente di Bruxelles ha invitato inoltre gli italiani a “smettere di guardare all’Ue per salvare le regioni più povere del Paese”. Juncker – secondo quanto riporta il Guardian – è “profondamente innamorato” della “Bella Italia” ma non accetta che incolpi l’Ue o la Commissione “per tutti i suoi problemi”. “Gli italiani devono prendersi cura delle regioni povere d’Italia. Ciò significa più lavoro; meno corruzione; serietà“, ha indicato Juncker. “Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma non si faccia il gioco di scarico di responsabilità con l’Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione. Prima i Paesi, l’Europa in secondo luogo”.

Ma cercando una trascrizione di quanto detto in inglese possiamo trovare quanto segue: «Italians have to take care of the poor regions of Italy. That means more work; less corruption; seriousness. We will help them as we always did. But don’t play this game of loading with responsibility the EU”» [2]. Quanto basta per concludere che, in effetti, le parole di Juncker sono state riportate nel modo sbagliato e che i titoli di giornale sono inesatti.

 

—- Fra realtà e percezione: la corruzione… —-

L’episodio, in ogni caso, ci permette di prendere in esame due argomenti presenti nel dibattito pubblico: la corruzione e il lavoro. Per quanto riguarda la prima, si sa, l’Italia viene descritta come uno dei paesi più corrotti d’Europa [3]:

È vero che l’Italia è endemicamente corrotta? Secondo classifiche dell’International Country Risk Guide, del Corruption Perception Index, di Word Bank Indicators, l’Italia è più corrotta della Namibia, della Georgia, del Ghana, del Rwanda, di Cuba, dell’Arabia Saudita, collocandosi al 90°, al 69° e al 52° posto nelle rispettive classifiche. Il costo della corruzione sarebbe di 60 miliardi all’anno, pari a metà del costo della corruzione di tutti i Paesi dell’Unione europea messi insieme. Ma già numerosi studiosi hanno dimostrato che il costo stimato della corruzione è una «leggenda».

In effetti tempo addietro ci eravamo occupati della cosa evidenziando proprio la natura della rilevazione statistica basata sulla percezione. E i nostri amici radicalchiccosi non ci dicono sempre che la percezione non è la realtà? In effetti qualcuno ha pensato di indagare sulla questione con maggiore serietà:

si potrebbero raccogliere dati più affidabili? L’Istituto nazionale di statistica ha risposto, nell’ottobre scorso, a questa domanda con un rapporto accurato, fondato su un campione di ben 43mila persone tra i 18 e gli 80 anni, alle quali è stato chiesto di riferire episodi in cui loro o le loro famiglie erano stati destinatari di tentativi di corruzione. Il risultato è che nell’ultimo anno solo l’1,2 per cento delle famiglie ha ricevuto richieste di denaro, favori, regali o altro, in cambio di servizi o agevolazioni. I settori più corrotti si sono rivelati sanità, assistenza, giustizia, uffici pubblici; quelli meno corrotti, forze dell’ordine e istruzione. Il centro-sud è la zona dove è maggiore la corruzione.

Il verdetto è netto: «Questi dati sulla corruzione «misurata», fondati su una rilevazione ufficiale e sicura, confermano quelli già rilevati da Eurobarometro sulle vittime della corruzione, secondo i quali l’Italia sarebbe uno dei Paesi meno corrotti d’Europa, con un indice inferiore alla media europea, alla pari della Francia, nonché quelli sui casi effettivamente verificatisi di corruzione all’estero a danno di imprese multinazionali, secondo i quali l’Italia si collocherebbe poco dopo la Germania, su 152 Paesi».

 

—- …e le ore lavorate —-

Rimane il secondo elemento da prendere in esame, quello delle ore lavorate. Gli italiani, si sa, sono pigri e lazzaroni… o, forse, non è così? Per rispondere basta prendere un grafico relativo alle ore di lavoro annuali [4]:

Direi che all’interno dell’Europa ci difendiamo proprio bene. Ma sono sicuro che non sarà difficile trovare qualcuno pronto a negare i dati statistici sostenendo che “l’amico del suo amico gli ha detto eccetera eccetera” e che solo lui lavora in ufficio. Il che, però, spiega il perché della percezione errata di questi fenomeni…

 

Approfondimento:

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[1] Cfr. https://www.agi.it/breakingnews/juncker_gli_italiani_lavorino_di_pi_e_siano_meno_corrotti-3977288/news/2018-05-31/

[2] Cfr. https://www.reuters.com/article/us-italy-politics-eurozone-commission/eu-confident-italys-new-government-will-cooperate-with-partners-idUSKCN1IX4IK

[3] Cfr. https://www.corriere.it/opinioni/17_dicembre_13/italia-studi-misurare-corruzione-dd214a82-df52-11e7-b8cc-37049f602793.shtml?refresh_ce-cp

[4] Cfr. https://data.oecd.org/emp/hours-worked.htm

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Questa voce è stata pubblicata il 1 giugno 2018 da in politica con tag , , .
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