Charly's blog

Mancò la fortuna, non il valore… sì e tutto il resto (prima parte)

Se c’è una cosa che non capirò mai è la nostalgia nei confronti del Fascismo. Così come non mi è chiaro perché ci si focalizzi sempre sugli aspetti repressivi del regime – talmente ridicolo che non era neppure un vero totalitarismo – e mai sui risultati pratici di vent’anni al potere. L’Italia fascista, per dirne una, era inferiore per peso diplomatico, culturale ed economico a quella repubblicana. Senza dimenticarsi, poi, che il fascismo è terminato con un paese distrutto, una guerra persa e con er Duce giustiziato mentre scappava. Ma non era lo stesso che declamava “se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi”?

 

—- La geopolitica della WWII —-

Questa curiosa predisposizione a perdonare i fallimenti si estende anche alla sconfitta militare. L’Italia ha perso un conflitto mondiale? Va bene, ma colpa dello strapotere economico degli Alleati! Mancò la fortuna, mica il valore, eh. Già, peccato che attaccare un nemico superiore per base industriale, risorse naturali, potenziale demografico e tecnologia mi sembra essere più un segno di stupidità che non di coraggio.

Esaminiamo, allora, il fascismo non tanto sul piano morale, ma piuttosto su quello dell’intelligenza in un contesto dove non c’è spazio per la stupidità: la guerra. Dai tempi di Von Clausewitz si dovrebbe sapere che i conflitti vengono scatenati solo in caso di fallimento degli altri mezzi a disposizione e sempre con uno o più obiettivi strategici da perseguire. Nel caso della WWII basta dare un’occhiata alla cartina per rendersi conto della situazione [1]:

Gli imperativi strategici erano sempre gli stessi dai tempi di WWI in verità:

  • Germania, evitare la lotta su due fronti;
  • USA: evitare il sorgere di un unico potere in ambito euroasiatico;
  • Francia e UK: conservare lo status quo;
  • Italia: acquisire la supremazia nel Mediterraneo;
  • Giappone: dominare l’Asia;

Nello specifico del caso italiano, la dimensione mediterranea italiana era bloccata dalla presenza di due grandi imperi coloniali come quello francese e inglese. Combattere contro entrambi era pura follia e purtroppo per il Duce i due imperi andavano a braccetto. Combattere con gli Alleati contro i nazisti sarebbe stato molto più semplice ma anche privo di benefici. Per molti versi l’atteggiamento più sensato sarebbe stato quello di restare fuori dai giochi.

Sarà Hitler a risolvere il dilemma mettendo fuori dai giochi la Francia e convincendo il grande stratega er Duce che la vittoria era a portata di mano. In effetti solo l’Impero Britannico era rimasto in campo, e pure sulla difensiva, con l’URSS e gli USA ancora fuori dal conflitto. Che cosa avrebbe fatto una persona dotata di un minimo di raziocinio? Visti i vincoli dettati dalla geografia quanto segue:

  • Occupare Malta vista la sua presenza all’interno di una direttrice di rifornimento per il Nord Africa;
  • Evitare le battaglie navali al netto della protezione delle linee di rifornimento sotto costante copertura aerea dalla Sicilia e da Malta: le navi si sconfiggono occupando i porti (Alessandro Magno docet);
  • Occupare l’Egitto chiudendo il Canale di Suez;
  • Avanzare in Iraq per via dei pozzi petroliferi;

Occupare Gibilterra avrebbe richiesto una forte componente aeronavale rimanendo comunque esposti a un contrattacco. Ma senza basi logistiche disponibili la flotta inglese avrebbe dovuto sospendere le proprie operazioni nel Mediterraneo anche perché il nuovo teatro di battaglia sarebbe stato il Medio Oriente. In teoria, in realtà, perché nel 1940 il Regno Unito era impegnato nella Battaglia d’Inghilterra e pur avendo vinta la prima c’era sempre il rischio di avere il secondo match nella primavera del 1941. In termini pratici gli inglesi non potevano che tenere il grosso delle proprie forze a casa contro i tedeschi lasciando mano libera all’Italia almeno fino all’inverno del 1940. E dopo, in ogni caso, la reazione inglese sarebbe potuta durare pochi mesi in caso di nuova offensiva tedesca.

Come agì, invece, er Duce? Con il chiaro intento strategico “di dover fare qualcosa” senza però sapere che cosa fare:

  • Fallimentare attacco alla Francia;
  • Non si fece nessun serio tentativo per occupare Malta;
  • Si registrarono svariate sconfitte in battaglie aeronavali (niente portaerei? Ahi ahi ahi);
  • Immobilismo in Nord Africa e poi ritirata disastrosa;
  • Fallimentare campagna in Grecia;
  • Inutile attacco all’URSS;

Il risultato finale? L’attacco alla Francia e alla Grecia non portarono a nulla, Malta fu sempre una base logistica avanzata da cui partire per decimare i rifornimenti verso l’Africa. Le colonie, vista l’impossibilità di rifornimento, vennero perse e una volta ammassati i mezzi e gli uomini gli inglesi furono capaci di ricacciare gli italiani anche dalla Cirenaica. Solo l’intervento tedesco salvò momentaneamente la situazione salvo poi essere letteralmente sommersi dagli americani da ovest e dagli inglesi da est. E questo ci porta la secondo punto.

 

—- Le guerre? In genere le vincono i mezzi, non le battaglie —-

Piccola domanda per lo studente della scuola italiana: perché i tedeschi idearono il concetto di blitzkrieg? I conflitti fra potenze industriali sono guerre d’attrito dove le battaglie raramente sono decisive se la base industriale rimane intatta e lontana dal campo di battaglia. I tedeschi distrussero divisioni e divisioni corazzate e abbatterono stormi e stormi di aerei sovietici salvo poi trovarsi di fronte altre divisioni e altri stormi da combattere. Un paese con una forte base industriale, le risorse demografiche e naturali può ricostituire l’esercito distrutto in tempi rapidi.

Altro punto dolente dei conflitti fra società industrializzate sono le risorse: acciaio, petrolio, gomma, nichel, carbone e molto altro. E le forze dell’Asse erano carenti nelle risorse necessarie a differenza degli Alleati. Un paio di statistiche tratte da Ascesa e declino delle grandi potenze possono rendere la situazione evidente:

Tabella 1: percentuale produzione manifatturiera mondiale nel 1938

USA 28,7%
URSS 17,6%
Germania 13,2%
UK 9,2%
Francia 4,5%
Giappone 3,8%
Italia 2,9%

Fonte: P. Kennedy, Ascesa e declino delle grandi potenze

 

L’Asse non arrivava al 20% mentre gli alleati superavano il 50%. Della produzione manifatturiera mondiale. Nessuna sorpresa se la produzione aerea degli alleati fosse nettamente superiore a quella dell’Asse:

 

Tabella 2: produzione aerei

Alleati Asse
1939 24.178 14.562
1940 39.518 16.815
1941 64.706 19.264
1942 101.519 26.670
1943 151.761 43.100
1944 167.654 67.987
1945 84.806 18.606

Fonte: P. Kennedy, Ascesa e declino delle grandi potenze

 

O se nel 1944 i 17.000 carri armati usciti dalle fabbriche tedesche impallidissero in confronto ai 29.000 dell’URSS e ai 17.000 americani. La superiorità produttiva alleata ebbe la sua consacrazione il giorno del D-Day quando gli oltre 12.000 aerei angloamericani  vennero contrastati da poco più di 300 aerei tedeschi. Con la sola eccezione del 1940 dove l’Asse produsse più armi degli Alleati, nel 1941 il valore era doppio a favore degli Alleati e nel 1943 più che triplo.

Considerata l’abissale differenza nelle risorse solo una guerra lampo avrebbe potuto coronare la vittoria dell’Asse visto che un conflitto prolungato avrebbe portato a una sconfitta certa. Fatta fuori la Francia sul campo di battaglia, il prossimo bersaglio non poteva che essere il Regno Unito in modo da privare, poi, gli Usa di una base logistica da cui attaccare il continente. L’Italia, per quanto inferiore in termini assoluti, avrebbe potuto liberare il Mediterraneo dagli inglesi facendo leva sulla concentrazione di forze in uno scenario specifico contro la dispersione di forze tipica di un impero mondiale e talassocratico.

Come è andata lo sappiamo e dopo i disastri italiani i tedeschi se ne uscirono con la brillante idea di invadere l’URSS. Solo con un netto vantaggio tecnologico, qualcosa di paragonabile ai moderni mezzi bellici, l’Asse avrebbe potuto tenere testa agli Alleati. Ma all’epoca i tedeschi non erano affatto più avanzati dei loro avversari in termini tecnologici, lo erano solo in termini tattici. Se in alcuni campi erano superiori (missili, aerei a reazione, sottomarini) in altri erano inferiori (bombardieri pesanti, portaerei, energia atomica) o equivalenti (armi leggere, artiglieria).

L’avevo scritto che la guerra non perdona la stupidità, no?

[ …continua]

 

Approfondimenti:

– a proposito di fortuna e valore: https://segretidellastoria.wordpress.com/2013/10/22/manco-la-fortuna-non-il-valore/

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[1] Cfr. http://www.limesonline.com/leuropa-nel-1942-2/26922

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Questa voce è stata pubblicata il 9 giugno 2018 da in Uncategorized con tag , , , , , .
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