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Caos migranti: ma Salvini sta giocando la carta “Trump”?

Come prevedibile la vicenda dell’Aquarius ha scatenato reazioni viscerali tanto domestiche quanto internazionali. Avendo già trattato l’argomento in passato avrei preferito dedicarmi a cose più interessanti – come il fatto che la UE viva in una dimensione fatata post storica che si sta lentamente e inesorabilmente sbriciolando davanti al prepotente ritorno della storia – ma visto quanto mi tocca leggere e sentire, forse, è meglio tornare sull’argomento.

 

—- Diamo i dati —-

Prima di procedere con l’analisi è bene ricordare che tutti hanno diritto alle loro opinioni, ma non ai loro dati statistici. Ho visto girare in queste ore i numeri più assurdi senza un solo link o senza specificare la fonte. Noi, come al solito, ci atteniamo ai dati ufficiali e, come avevamo già visto, la situazione dei flussi su scala europea vede l’arrivo di 563.345 richiedenti asilo nel 2014, 1.257.610 nel 2015, 1.257.610 nel 2016 mentre  il 2017 si è chiuso con 649.855 unità.

Nel caso specifico italiano l’ultimo triennio vede l’arrivo di oltre 300mila persone:

 

Tabella 1: richiedenti asilo ultimo triennio

2015 2016 2017
Uomini 74.250 105.006 109.066
Donne 9.720 18.594 21.053
Minori non accompagnati 3.959 5.930 9.782
Minori accompagnati 7.168 5.201 6.527
Totale 83.970 123.600 130.119

Fonte: Ministero dell’Interno

 

In attesa dei dati del 2018 fin qui non si registra nessun calo nelle domande, anzi. Il trend è ancora più apprezzabile se guardiamo i dati del biennio precedente visto che nel 2013 le domande di asilo sono state 26.620 e nel 2014 63.456.

Per quanto riguarda la composizione di genere, la netta maggioranza delle domande viene da uomini adulti e non da donne e bambini. Per quanto riguarda la percentuale di risposta negativa delle domande di asilo, siamo passati dal 39% del 2013/4 al 58/60% dell’ultimo triennio. Il che vuol dire che solo negli ultimi tre anni sono entrate sul suolo italiano più di 150mila persone senza che ne avessero diritto e che, in base al quadro legislativo vigente, dovrebbero essere espulse.

Per quanto riguarda i rifugiati – in tutte le salse: sussidiaria, umanitaria, eccetera – in teoria li si sarebbe dovuti suddividere fra i paesi UE ma ci tocca registrare un colossale fallimento dato che dei 98.255 profughi previsti ne sono stati ricollocati 30.834, solo il 31,4% del totale [1]. Da una parte abbiamo i paesi più che virtuosi come Malta e Irlanda (oltre il 100% dei ricollocamenti previsti), altri che si avvicinano come la Finlandia (95,3%), il Lussemburgo (98,6%) e la Svezia (80,9%), altri che lasciano a desiderare come la Germania (37,3%), la Francia (25,1%) e la Spagna (14,6%). I peggiori come prevedibile sono i paesi del gruppo di Visegrad: Slovacchia (1,8%), Rep. Ceca (0,4%) e il duo Polonia/Ungheria (0%).

Ma i rifugiati o le domande di asilo non coprono tutti gli arrivi. Dal primo gennaio 2015 al 10 giugno 2018 sono entrate in Italia 468.997 (14.330 nel 2018) persone contro le 71.347 entrate in Spagna e il milione in Grecia [2]. E, ormai è chiaro, non è uno stock di immigrati ma la fase iniziale di un flusso alimentato dalla demografia africana: «L’Africa che ha oggi, sparsi fra savane, foreste e deserti, poco più di un miliardo di abitanti, ne avrà, prevede l’Onu, più del doppio (2,4 miliardi) nel 2050 e quattro volte tanto (4,2 miliardi) a fine secolo. Più di Cina e India messe insieme. La politica del “figlio unico” di Pechino si prepara, infatti, a dispiegare i suoi effetti: dal 2030, la popolazione cinese comincerà a diminuire e potrebbe assestarsi poco sopra il miliardo di persone a fine secolo» [3]. Per quanto il continente sia in fase di sviluppo economico, vista la progressione geometrica della popolazione gli africani non potranno raggiungere un tenore di vita occidentale mentre la crescita economica darà a più persone le risorse per viaggiare dall’Africa all’Europa. Questo ci porta al quesito successivo: quante centinaia di milioni di africani dovranno entrare in Europa – con i suoi 600/700 milioni di abitanti – da qui al 2100?

 

—- Italia, terra di passaggio —-

Dopo aver visto quanti partono e chi sono, passiamo alla capacità dell’Italia di assorbire tali flussi. Tralasciamo la questione culturale – un aspetto troppo complicato per molti, temo – e limitiamoci all’economia italiana:

  • Il tasso di crescita del PIL più basso in Europa;
  • I disoccupati sono 2,9 milioni (sopra i 2,5 milioni da marzo 2012 e sotto i 3 milioni da febbraio 2017, dati Istat);
  • Il tasso di occupazione italiano è del 58,2%, 15/20 punti sotto gli altri paesi economicamente avanzati (dati OCSE);
  • Nel frattempo la fuga degli italiani continua: oltre 100mila persone l’anno;
  • Anche gli stranieri legalmente residenti stanno cominciando a lasciare l’Italia:

Morale della favola? L’Italia non riesce a occupare i propri figli e deve raccattare quelli da fuori? Non molto credibile, non trovate? Non è un caso che al netto di visioni lisergiche – tipo i clandestini che ci pagano le pensionii vertici politici sono perfettamente consapevoli di quanto sia risibile la retorica “delle risorse” o dei “lavori che non vogliamo più fare” (tipo gli schiavi nei campi: l’unico settore dove sono impiegabili viste le skills in dotazione) e vogliono sbolognare i migranti agli altri paesi. E i migranti stessi, inoltre, non vogliono fermarsi in Italia visto l’ambiente economico ma vogliono proseguire verso il Nord.

Visto che da Nord e da Est arrivano gli insulti e la accuse, ricordiamo il trattamento che sono soliti adottare i nostri simpatici “fratelli” europei. Ecco la Spagna e il suo bel muro [4]:

Non c’è niente da visitare, nessuna chiesa barocca, neppure la cittadella, ben restaurata, con i suoi inutili cannoni di bronzo e le statue di dimenticati eroi della «reconquista» e dei furibondi assedi dei «moros» vale il viaggio. Melilla si riassume e si conclude nella «Barriera». Dodici chilometri di filo spinato, rete alta fino a sei metri, garitte in triplice fila, corrente elettrica trabocchetti infiniti. Per tenere lontano gli uomini, per non farli entrare. Trenta milioni di euro dei contribuenti europei è costata, ogni mese la perfezionano, la rafforzano, la rendono più micidiale. Non c’è centimetro dei dodici chilometri che non abbia appeso qualcosa, ci hanno lasciato i vestiti, gli stracci, i sacchetti di plastica, la pelle su quel ferro crudele.

Ed ecco la Francia con le sue Alpi [5]:

Però la Francia è quella che da anni ha costruito un muro di poliziotti per impedire che da Ventimiglia entrino nei loro confini centinaia di migranti. Costringendoli  ad accamparsi penosamente sotto i  ponti e all’addiaccio in una condizione che ha scatenato contro i francesi le critiche e le denunce di tante associazioni umanitarie e di soccorso internazionale. Ad aprile, per esempio, è accaduta una scena che i francesi secondo i canoni che ora applicano a noi  dovrebbero definire, ma non lo hanno fatto, “vomitevole”. Una donna africana incinta viene sorpresa su un treno che la porta clandestinamente oltre Ventimiglia, viene malmenata e respinta. L’hanno trascinata giù dal treno prendendola per le braccia e le gambe come fosse materia inerte, merce da scaricare, e non una donna incinta.

Come mai? Per lo stesso motivo per il quale l’Italia ha il problema dei migranti: il flusso migratorio è insostenibile sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista socioculturale (come dimostrano la Svezia, la Francia, l’Olanda, il Belgio, il Regno Unito, la Germania). E ora questo flusso è bloccato in vari modi e quelli che arrivano sono, praticamente, quelli che sopravvivono al viaggio. Ma in caso di frontiere aperte o, comunque, di più facile accesso è facile prevedere un’implosione catastrofica del continente dettata dall’arrivo di decine o centinaia di milioni di persone sprovviste delle competenze professionali necessarie per lavorare in Europa. Capito perché l’Ungheria con i suoi neppure 10 milioni di abitanti alza i muri? Per far sì che l’Ungheria rimanga la terra degli ungheresi.

 

—- Salvini e la politica —-

Messi i puntini sulle i passiamo all’aspetto politico della questione. Salvini ha sempre detto che i porti vanno chiusi e le navi cariche di migranti raccattati presso la costa libica respinte e il PD ha sempre deriso il leader leghista. Bene, alla prima prova dei fatti Salvini ha fatto esattamente quello che ha sempre detto portando a casa una nave dirottata verso altri lidi. Ovviamente nei prossimi giorni la situazione si ripresenterà e sarà divertente vedere la posizione del PD: appoggiare l’imposizione esterna della gestione del flusso migratorio o appoggiare la gestione in autonomia dell’Italia? Nel primo caso siamo passati dalle frontiere aperte al commissariamento, nel secondo caso all’appoggio a Salvini. Vivissimi auguri, PD.

Ma ora passiamo alla strategia di Salvini. In molti criticano l’alleanza della Lega con i paesi dell’Est sostenendo che sono stati questi ultimi a bloccare le riforme al diritto d’asilo. Insomma, fra l’Ungheria e l’Italia non può esserci interesse condiviso, dicono. Se non fosse che Salvini non vuole smistare i migranti agli altri paesi – quelli che vogliono dare agli altri le risorse che ci pagheranno le pensioni sono i piddini –  ma vuole interrompere il flusso dall’Africa esattamente come vogliono i paesi dell’Est. Siccome i tentativi di dialogo con i partner europei non hanno mai funzionato né possono funzionare, che cosa rimane? Il momento Trump della carta dura&pura: bloccare i porti e l’azione delle ONG in modo da ottenere:

  • Un calo o un arresto del flusso migratorio stante la sua inefficacia nel raggiungere l’Europa;
  • Un dirottamento della tratta verso Est e la Spagna;

La strategia, ovviamente, ha parecchi punti deboli in primis la tenuta del Governo sul punto della fermezza. E a parte i libici e quelli dell’Est in pochi l’appoggerebbero [6]:

A Tripoli plaudono con soddisfazione alla nuova presa di posizione italiana sulla questione migranti. «Finalmente il ministro Matteo Salvini ordinando la chiusura dei porti inizia a prendere il problema dal verso giusto. Una scelta che senza dubbio frenerà gli arrivi in Libia dall’ Africa sub-sahariana e ridurrà le partenze verso l’ Europa», spiegano al Corriere i responsabili della guardia costiera e delle milizie legate al premier Fayez Sarraj, che da tempo guardano con preoccupazione alle centinaia di migliaia di disperati che con ogni mezzo arrivano nelle regioni costiere della Tripolitania, pronti a tutto pur di attraversare il Mediterraneo.

Ma Trump, se notate, agisce nella stessa maniera. Vuoi vedere che Salvini ha preso spunto dal POTUS? Ma Trump dietro ha un impero, Salvini no. Ma è anche vero che le azioni di Salvini potrebbero inserirsi nello scenario più ampio di frammentazione della UE e dello scontro sempre più evidente fra USA e Germania. L’avevo già scritto ma molti comportamenti che vengono letti sotto il punto di vista buono/cattivo, in realtà, sono da leggere dal punto di vista strategico.

P.S.

Fra le varie scemenze non può mancare la menzione dei permessi di soggiorno umanitari in modo da sbolognare i migranti agli altri paesi. Perché loro, si sa, sono furbi dato che solo un furbo può sostenere nella stessa frase concetti quali “risorse che ci pagano le pensioni” e “sbolognare“. Peccato che l’unico risultato sarebbe la sospensione di  Schengen. #furberrimi

 

Bonus track:

– Segnalo il PresdellaRep che dice che « con un richiamo a quell’Europa nella quale per Saragat le frontiere dovevano essere “segni convenzionali e non diaframmi”». L’etologia, questa sconosciuta: http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/06/11/migranti-frontiere-lezione-mattarella_95iGmWU4h3t4VjkB6f5ddO.html?refresh_ce

Approfondimenti:

– quelli che potrebbero pagarci le pensioni: http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/02/27/news/fermate-l-esodo-dei-laureati-migliori-1.155235#gallery-slider=undefined

– No alle ONG, sì alle navi italiane: https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/catania_diciotti_migranti-3791021.html

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[1] Cfr. http://www.lavoce.info/archives/53514/trattato-di-dublino-la-riforma-naufraga-a-visegrad/

[2] Cfr. http://migration.iom.int/europe/

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/ambiente/2013/07/21/news/crescita_demografica_onu-63398448/

[4] Cfr. http://www.lastampa.it/2017/03/20/cultura/nel-bosco-dei-migranti-vicino-a-melilla-saltare-o-morire-il-muro-non-ci-fermer-mqI0rT5vaIdv8HwImRn8YK/pagina.html

[5] Cfr. https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/francia_accusa_italia_dimentica_metodi_ventimiglia_respingere_migranti-3792877.html

[6] Cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/chi-gode-celodurismo-salvini-migranti-libia-tripoli-175984.htm

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5 commenti su “Caos migranti: ma Salvini sta giocando la carta “Trump”?

  1. Politica e Società
    15 giugno 2018

    Articolo lucidissimo, informato, completo. Da far studiare a memoria agli adoratori di Saviano e compagnia cantante. Complimenti! Come al solito bastano numeri attendibili e l’uso della logica a rendere inattaccabile i ragionamenti sul tema. Ma credo che un approccio logico e non ideologico sia praticamente sconosciuto a certe latitudini politiche.

  2. Politica e Società
    15 giugno 2018

    Nel paragrafo “diamo i dati” i flussi del 2014 e 2015 sono ripetuti. Ti volevo segnalare il refuso che nulla toglie ad un articolo praticamente perfetto.

    • Charly
      18 giugno 2018

      Scusa, dove?

      • Politica e Società
        18 giugno 2018

        scusa erano i dati 2015 e 2016. Ti faccio un copiaincolla: “1.257.610 nel 2015, 1.257.610 nel 2016”

        —- Diamo i dati —-

        Prima di procedere con l’analisi è bene ricordare che tutti hanno diritto alle loro opinioni, ma non ai loro dati statistici. Ho visto girare in queste ore i numeri più assurdi senza un solo link o senza specificare la fonte. Noi, come al solito, ci atteniamo ai dati ufficiali e, come avevamo già visto, la situazione dei flussi su scala europea vede l’arrivo di 563.345 richiedenti asilo nel 2014, 1.257.610 nel 2015, 1.257.610 nel 2016 mentre il 2017 si è chiuso con 649.855 unità.

      • Charly
        18 giugno 2018

        La fonte del dato è questa:

        http://www.pagina99.it/2018/03/23/lemergenza-dimezzata/

        che riporta lo stesso numero per entrambi gli anni. Guardando, poi, su Eurostat si può leggere: “with 431 thousand applications in 2013, 627 thousand in 2014 and around 1.3 million in both 2015 and 2016”. Che il dato sia uguale, in effetti, è strano ma la fonte usata così dice.

        http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Asylum_statistics#Number_of_asylum_applicants:_drop_in_2017

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Questa voce è stata pubblicata il 12 giugno 2018 da in politica con tag , , .
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