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Addio NATO in favore di un esercito europeo? Sì, auguri

Al vertice della NATO attualmente in corso si sfiora il melodramma [1]:

(ANSA) – BRUXELLES, 12 LUG – Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di uscire dalla Nato se gli alleati non faranno subito degli sforzi per aumentare le loro spese militari. E’ quanto si è appreso da diverse fonti diplomatiche, come riferiscono le agenzie Dpa e Belga.

Senza poi dimenticare l’ennesima stoccata alla Germania [2]:

L’attacco di Trump è arrivato in mattinata, dopo la colazione di lavoro con il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg: “Proteggiamo la Germania, proteggiamo la Francia e proteggiamo tutti questi paesi dalla Russia e poi molti di questi paesi vanno a fare accordi sui gasdotti pagando miliardi di dollari nelle casse della Russia“, ha detto Trump che ha citato l’ex cancelliere tedesco Gherard Schroeder, a capo della società del gasdotto che fornisce il gas” alla Germania. Berlino “alla fine avrà quasi il 70 per cento del suo paese controllato dalla Russia con il gas. È appropriato?”, ha chiesto polemicamente Trump secondo cui gli Usa non avrebbero “mai dovuto permettere che accadesse”, ed “è una cosa molto negativa per la Nato”.

Quanto basta per gli eroinomani di turno per cominciare a sognare un esercito comune europeo. D’altronde se esiste un’entità politica funzionale ed efficiente come poche quell’entità è la UE, no? Ah, dite di no?

 

—- La dittatura della geografia —-

La presenza di una forza armata non è fine a sé stessa ma è sempre finalizzata al perseguimento di fini politici. La celebre massima di von Clausewitz – «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi» – ne è una palese enunciazione. È la politica, infatti, che stabilisce gli obiettivi da perseguire e le modalità d’impiego o di mancato impiego delle forze armate.

Tutti gli Stati sono condizionati da due imperativi strategici:

  • Sicurezza;
  • Risorse;

Non essendo gli Stati posizionati in mezzo al nulla, la geografia assume una rilevanza fondamentale dal punto di vista strategico. Se esaminiamo la geografia della UE possiamo notare che quest’entità politica si espande quasi su un intero continente:

E per quanto piccolo, l’Europa rimane un continente. Non esiste al giorno d’oggi un’entità politica che copra un interno continente per ovvi motivi, direi. Se guardiamo alla UE possiamo notare la presenza di obiettivi strategici fra loro assai differenti, tutti dettati dalla geografia:

  • Il Sud guarda all’Africa per la regolazione dei flussi migratori, la Grecia è ai ferri corti con la Turchia, il Portogallo è abbastanza isolato;
  • L’Est, i baltici e gli scandinavi sono ai ferri corti con la Russia;
  • La Francia e la Germania non hanno motivi di ostilità con la Russia, la Francia ha interessi in Africa, i tedeschi no;
  • Gli inglesi sono usciti dall’Europa, gli irlandesi sono isolati;

Non ci vuole un genio della strategia per capire che non esistono interessi condivisi fra le varie “europe” e che l’Europa unita lo è solo sulla carta. Perché gli italiani o i francesi dovrebbero imporre sanzioni alla Russia vista l’assenza di motivi d’attrito? Perché i baltici o gli ungheresi dovrebbero farsi carico dei clandestini che gli italiani non riescono a respingere? Perché il Portogallo o l’Irlanda dovrebbero farsi coinvolgere in un conflitto fra la Turchia e la Grecia? Perché i Polacchi dovrebbero accettare l’esistenza del Nord Stream fra la Germania e la Russia, prontamente ribattezzato Molotov-Ribbentrop?

Non essendoci obiettivi strategici condivisi, come potrebbe mai essere possibile la presenza di una forza armata unica europea? Nel migliore dei casi sarebbe inattiva, nel peggiore si andrebbe dritti alla guerra civile…

 

—- Costruire armi… contro chi? —-

Ma anche se si volesse costruire un esercito comune, d’altronde il passo più lungo della gamba lo si è già voluto fare con l’Euro, rimane il problema di come equipaggiare le forze armate. Se partiamo dall’esercito, in Europa ci sono quattro MBT (main battle tank) di fabbricazione nazionale:

  • Il tedesco Leopard 2;
  • L’inglese Challenger 2;
  • Il francese Leclerc;
  • L’italiano Ariete;

Anche togliendo dai giochi il mezzo inglese, rimangono tre mezzi differenti. L’unica soluzione sarebbe quella di costruire un carro di nuova generazione se non fosse che produrre un carro nazionale vuol dire avere un apparato industriale in grado di fabbricare armi ed equipaggiamento. Sicuri che si possa costruire un unico mezzo che vada bene per tutti sia in termini operativi sia per esigenze industriali? Al riguardo i limiti di una simile operazione, come abbiamo visto, sono stati evidenziati dai tre eurocanards – Typhoon, Rafale e Gripen – figli di esigenze operative fra loro inconciliabili.

Per non parlare poi dell’esistenza di un flotta particolarmente necessaria per la Francia e l’Italia ma insignificante per i baltici o la Germania. O i missili: cosa si userà fra il MICA francese e il Meteor o l’IRIS-T? O peggio ancora per i fucili d’assalto vista la presenza di plurimi paesi produttori (fra i principali: Germania, Italia, UK, Francia, Belgio, Polonia, Austria). Senza dimenticare, poi, l’ampio uso di armamenti americani come i missili (AIM9 e AIM120) o gli aerei (F35 o i caccia della serie 10).

Se costruire un esercito comune è complesso (fra l’altro: quale sarebbe la lingua usata? L’inglese, ovvero una lingua di cui solo gli irlandesi sono madrelingua? Ah beh), rimane il problema dell’avversario: quale sarebbe la minaccia strategica che grava sull’intero continente europeo? La Russia? In effetti sia i russofobi sia i russofili hanno in comune l’esagerazione del potere russo, anche se non ho mai capito perché i Russi dovrebbero invadere la UE. Ma anche se volessero non sarebbero nella posizione di farlo: dal collasso dell’URSS Mosca ha perso i paesi dell’Est e parte del proprio territorio (Ucraina, baltici, Caucaso, tutta l’Asia Centrale) mentre la NATO avanzava a Est. L’economia russa è quella che è e a parte armi e risorse naturali ha poco da offrire.

Come abbiamo visto in passato, la Russia è ridotta a essere una potenza regionale ma per via della sua mera estensione sembra avere un ruolo globale. In realtà opera sempre a ridosso dei suoi confini con l’unica eccezione della Siria, poca roba se comparato all’agire davvero globale degli USA. Contro gli stati europei, inoltre, la Germania e l’Italia da sole pareggiano la popolazione russa e ne sopravanzano di quattro volte il PIL. Non c’è bisogno della Ue per tenere a bada l’orsacchiotto russo, basterebbero due o tre degli Stati europei più grandi…

 

—- La NATO? Ma a cosa serve? —-

Insomma, un esercito europeo manca sia degli obiettivi strategici sia della necessità. Ma non disperate, a dispetto di quel che dice Trump la NATO non scomparirà. Creata per far fronte all’URSS, ora la NATO esiste primariamente non per combattere i corazzati russi, ma per tenere sotto controllo l’Europa e per evitare l’alleanza Berlino-Mosca-Pechino. In quest’ottica i paesi dell’Est sono alleati decisivi dal punto di vista americano, mentre l’Italia è una base logistica essenziale per la proiezione in Africa e Medio Oriente. Allo stesso tempo gli USA garantiscono la protezione dell’Est Europa dai Russi e non sono invasivi, o anche solo vicini, come i tedeschi. Anche dal punto di vista italiano è meglio l’alleanza americana che la sottomissione all’asse franco-tedesco.

Cosa rimane, allora, agli euroinomani? Un’alleanza Francia-Germania con annessi satelliti (Benelux, Austria, Danimarca) in aperta contrapposizione al campo USA con annessi gli inglesi, i paesi dell’Est, i baltici e gli scandinavi. Rimangono in posizione dubbia gli iberici, i greci e l’Italia. Sia come sia la UE, espandendosi su un intero continente, ha dimostrato di non stare in piedi. Un fantomatico esercito europeo sarebbe limitato alla sola Europa occidentale, magari manco tutta, ma quanto basta comunque per non potersi definire europeo.

I greci avevano un termine per descrivere il comportamento degli euroinomani [3]:

hỳbris ‹ìbris› s. f. – Traslitterazione del gr. ὕβρις, che significa genericam. «insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino: è l’orgoglio che, derivato dalla propria potenza o fortuna, si manifesta con un atteggiamento di ostinata sopravvalutazione delle proprie forze, e come tale viene punito dagli dèi direttamente o attraverso la condanna delle istituzioni terrene (per es., la h. di Prometeo).

Chissà come si dice in tedesco…

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[1] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/07/12/trump-shock-minaccia-di-uscire-da-nato_688153d3-7b1d-4c40-940a-76b4e5106379.html

[2] Cfr. https://www.agi.it/estero/vertice_nato_trump_merkel-4142534/news/2018-07-11/

[3] Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

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2 commenti su “Addio NATO in favore di un esercito europeo? Sì, auguri

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2018 da in Uncategorized con tag , , , .
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