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Spin in corso: Daisy Osakue e la banda dell’uovo di Moncalieri

Negli ultimi tempi i media hanno dedicato ampia copertura alle aggressioni a sfondo razziale. Eccovi l’ultima che vede come protagonista un’atleta italiana [1]:

Colpita al volto mentre tornava a casa a Moncalieri. Presa di mira da un gruppo di giovani forse per il colore della sua pelle. E’ l’ennesimo gravissimo caso avvenuto nelle ultime settimane, e questa volta la vittima è una campionessa italiana dell’atletica leggera, nata a Torino da genitori nigeriani. Alla ragazza è arrivata in serata la telefonata di solidarietà del premier Conte, impegnato a Washington nel vertice con il presidente americano Trump. “Episodio inqualificabile ma non mi sembra di razzismo – ha detto il presidente del Consiglio – lei stessa mi ha detto che non ci sarebbe matrice razzista”. […]Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razziale “ma in quel momento c’ero solo io – riferisce la ragazza – Io penso che nessuno a mezzanotte vada in giro con un uovo in mano. Ho visto l’auto che accelerava verso di me e quando mi è stata allineata sono stata colpita. Mi era già capitato di essere vittima di razzismo – ha aggiunto – ma fino ad ora erano stati soltanto attacchi verbali. Quando si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro”.

Approfondiamo il caso.

 

—- La banda dell’uovo di Moncalieri —-

Le reazioni della politica, ovviamente, non si sono fatte attendere [2]:

Immediate le reazioni. «Chi nega la spirale razzista che sta crescendo nel Paese se ne rende complice». È quanto scrive, su Twitter, Maurizio Martina sotto l’hashtag ’basta razzismo”. Il segretario del Pd aggiunge un link a un volantino dei Giovani democratici in sostegno all’atleta

Dure le parole di Matteo Renzi: « Daisy Osakue è una campionessa italiana. Ieri è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti. Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una emergenza. Ormai è un’evidenza, che nessuno può negare, specie se siede al Governo. Italia, #torniamoumani».

Mentre Riccardo Magi, deputato di +Europa e Segretario di Radicali Italiani: «« Moncalieri e Aprilia allungano la serie di aggressioni a sfondo razzista. Anche in questo caso il bersaglio era un piccione? Cosa aspetta il ministro Salvini a tornare dal mare e venire in Parlamento a riferirne? Cosa aspetta a occuparsi di questa impressionante escalation di violenza xenofoba? O forse lo sta già facendo?»

Sul lato opposto si sminuisce e si nega. Che dire, quindi? Che una breve e facile ricerca permette di scoprire che quello dell’atleta italiana non è stato il primo caso del genere per modalità e località [3]:

La “banda dell’uovo” che nella notte ha aggredito l’atleta 22enne Daisy Osakue, di recente aveva colpito due volte, sempre a Moncalieri. Il primo episodio si è verificato nella notte tra il 14 e il 15 luglio in Strada Sanda 47, quando un pensionato ha segnalato alle forze dell’ordine il lancio di uova contro la sua abitazione. Nel secondo episodio, verificatosi poco prima della mezzanotte del 25 luglio, a essere colpite dalle uova sono state tre donne, appena uscite da un ristorante di strada Genova.

Quanto basta per escludere per ora il movente razzista per il caso in questione.

 

—- Le aggressioni ai danni degli stranieri —-

La sinistra, tuttavia, non si è lasciata sfuggire l’occasione [4]:

Martedi 31 luglio dalle 18 in piazza San Silvestro a Roma si terrà un presidio del Pd contro il razzismo. “Sono inaccettabili e scandalose le dichiarazioni del ministro Salvini”, dice il segretario Maurizio Martina. Questa spirale razzista è spesso alimentata da dichiarazioni e posizioni politiche che loro enfatizzano. Chi nega questa spirale se ne rende complice”. E poi lancia una grande un’iniziativa di piazza per settembre: “La manifestazione – ha detto – servirà per dire forte e chiaro che l’Italia non cede al ricatto di questa clima di razzismo e odio”. A denunciare l’aggressione sono stati proprio i Giovani democratici del Piemonte, cui Daisy Osakue è iscritta. Ma tutto il Pd è compatto nella reazione. “Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una emergenza. Ormai è un’evidenza, che nessuno può negare, specie se siede al governo. Italia, torniamo umani“, dice Matteo Renzi. “Non voglio vergognarmi del mio Paese”, twitta Paolo Gentiloni.

Per quanto il caso specifico sembra non essere attribuibile al razzismo, si sta comunque adottando uno spin comunicativo per farlo passare come tale. Davanti ai consensi crescenti per le politiche migratorie di Salvini, il PD pensa di recuperare etichettando come razzismo qualsiasi cosa non rientri nelle sue grazie.

Il problema di questa strategia, tuttavia, è duplice. Per prima cosa prendere come esempio un’aggressione che razzista non è solo perché la vittima è un’atleta azzurra (collegamento subliminale con lo Ius Soli) rischia, poi, di depotenziare in toto il messaggio una volta accertata l’inesistente motivazione razzista. Specie se si considera che le aggressioni a sfondo razziale non mancano affatto. Sarebbe molto più sensato far leva su questi casi ma purtroppo per il PD non hanno lo stesso livello di mediacità.

Il secondo punto dolente è che una simile strategia è un già visto: altrettanto si fece ai tempi degli esecutivi targati Berlusconi con risultati tutto fuorché soddisfacenti. Gridare al regime, al fassssismo e al rasssismo non produce molti risultati a parte per l’indisporre chi si trova di fronte ai fenomeni negativi che nascono dall’immigrazione e che non ottengono nessuna risposta. A parte per gli insulti, s’intende.

Che fare, allora? Molto semplice, in realtà: l’ascesa della Lega e del M5S non nascono dalle percezioni o dall’analfabetismo ma da problemi concreti. Sarebbe bastato risolverli ma, si sa, la realtà è una brutta bestia. Una manifestazione in piazza e un’apericena equo solidale sono molto più semplici da fare…

 

Approfondimenti:

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[1] Cfr. http://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/30/news/atleta_azzurra_di_origine_nigeriana_pestata_da_razzisti-202972693/

[2] Cfr. http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/30/news/daisy-osakue-l-azzurra-di-atletica-aggredita-1.325311

[3] Cfr. http://www.torinoggi.it/2018/07/30/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/atleta-aggredita-a-moncalieri-la-banda-delluovo-aveva-gia-colpito-due-volte.html

[4] Cfr. https://www.repubblica.it/politica/2018/07/30/news/razzismo_pd_salvini-202979025/

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3 commenti su “Spin in corso: Daisy Osakue e la banda dell’uovo di Moncalieri

  1. Boris
    2 agosto 2018

    Se poi mettiamo che si viene a sapere uno dei lanciatori è figlio di un’esponente del PD, che padre e figlia vanno in giro da una settimana a blaterare dell’Italia razzista e poi si scopre che lui è stato arrestato e condannato per sfruttamento della prostituzione di connazionali e nonostante questo ore fa da mediatore culturale in una cooperativa la farse assume i toni di una tragedia.

    • Charly
      4 agosto 2018

      Di una farsa, direi.

  2. Pingback: Il post Daisy Osakue e la disastrosa agenda setting della sinistra | Charly's blog

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 luglio 2018 da in cronaca con tag , , .
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