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Contenti per le dure repliche della realtà per i populisti? Amico caro globalista, vale anche per te…

Dopo alcuni mesi passati a lanciare bellicosi proclami contro la UE, i mercati e il destino cinico e baro sembra che il Governo del Cambiamento abbia deciso di scendere a più miti consigli… con la realtà. Come facilmente prevedibile, al Governo si sono ricordati di avere a disposizione un’intera legislatura [1]:

“Abbiamo discusso su numeri, conti e tempi per realizzare nell’arco della legislatura le nostre proposte per famiglie e imprese: smantellamento della legge Fornero, flat-tax, pace fiscale e chiusura delle liti con Equitalia, meno burocrazia per aziende e partite IVA, eliminazione delle accise più vecchie sulla benzina, interventi a favore dei Comuni, grande piano nazionale di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini, al termine del vertice Lega sull’economia. Durante l’incontro si è studiata una sorta di tabella di marcia sulle riforme da portare avanti. Un cronoprogramma spalmato nell’arco del triennio indicato nel quadro programmatico aggiornato che arriverà con la Nota di aggiornamento al Def.

Così come l’esecutivo sembra essere avviato a rispettare le regole di bilancio europee mentre le minacce di non versare i contributi per i fondi europei si sono rivelate fuffa&chiacchiera. Si potrebbe pensare che la realtà – e il deep State in salsa italiota – stia portando a più miti consigli i poppppulisti se non fosse che…

 

—- La vexata quaestio: ma perché i popppppulisti avanzano? —-

In un encomiabile tentantivo autoassolutorio per le élite e i loro cantori, l’avanzata del populismo viene attribuito all’ignoranza, alle fake news, all’analfabetismo funzionale o a problemi di carattere morale (egoismo o amenità simili). Da qui la proposta di limitare il diritto di voto in base agli studi/al QI/ al superamento di un test o chissà che altro senza però tenere conto dei limiti pratici di una simile proposta e dimenticando, o non conoscendo, il funzionamento di un sistema parlamentare.

Un recente post di Luca Sofri evidenzia magistralmente questo frame interpretativo [2]. Dopo averci edotti che siamo tutti nati egoisti&ignoranti – «Quando siamo nati, ognuno di noi, eravamo egoisti e ignoranti. Ogni neonato lo è: ma nei secoli le nostre civiltà hanno costruito un’idea di civiltà, appunto, basata sull’idea che sia meglio per tutti – individui e comunità – essere sempre meno egoisti e sempre meno ignoranti» – e che la civiltà ci rende, invece, tanto bravi&cari, Sofri punta l’indice contro i popppulisti:

È come se questi “altri” resistenti all’impegno e alla fatica di migliorare se stessi e il mondo in cui vivono avessero scoperto che invece che fare tutte quelle fatiche insopportabili per evitare di essere mal giudicati, si possa semplicemente smontare il sistema e la costruzione della civiltà e sostituirli con un’altra costruzione: che dice che no, non bisogna diventare meno egoisti e ignoranti, che va bene così, restare neonati. Nessuna fatica, nessun impegno, oppure molti meno: quelli che bastano per volere il bene di una comunità ridotta intorno a sé. La propria famiglia, i propri amici, i propri molto simili. Al diavolo gli altri. E soprattutto al diavolo quell’idea di bene comune, di progresso, di cultura e altruismo. Come è successo e come è successo adesso? Per due grandi ordini di ragioni, soprattutto. Uno è che qualcuno è stato capace di costruire delle retoriche efficaci per legittimare questa ribellione: le battaglie contro il “politically correct”, la narrazione populista, gli attacchi alla scienza, agli intellettuali, alla cultura, al “buonismo”, lo svilimento e la calunnia nei confronti del predicare bene ma persino del razzolare bene. Sono tutti fattori di un movimento in parte spontaneo e in parte deliberato che è servito sia ad assolvere le coscienze di egoisti e/o ignoranti che se ne sono fatti interpreti e complici, sia a costruire un progetto di ribaltamento dei valori utile a raccogliere consenso per interessi e ambizioni di ogni scala (fino alla presidenza degli Stati Uniti, per dire).

E quali sono i loro mezzi? Ovvio, sono «la prepotenza, la falsificazione, l’aggressione, la demagogia». Né tantomeno la cultura basta a fermare l’avanzata dei nuovi barbari:

Fare il bene nella pratica quotidiana ottiene risultati puntuali nella pratica quotidiana, ma non è più un esempio comunicativo efficace: viene accolto con risentimento e disprezzo da chi non lo fa, e calunniato e irriso. Restituire valore alla cultura, all’attenuamento dell’ignoranza individuale, è diventato difficilissimo: la cultura non ottiene più né il rispetto sociale di un tempo, né il successo pubblico o economico di un tempo. Le nostre società e i loro mezzi di comunicazione hanno raccontato che si ottengono successi, popolarità, follower, soprattutto esibendo superficialità e ignoranza (salvo rari casi di grandi talenti artistici) piuttosto che cultura e intelligenza e competenza.

Come si può vedere non c’é un minimo di autocritica, non si riconosce una sola ragione all’altra parte. Se i popppulisti sono quello che sono è perché non pensano (e soprattuto non la pensano come il Sofri medesimo), non hanno cultura, sono maleducati, non vogliono migliorarsi e non amano la cultura. E pazienza se le elezioni dimostrino il contrario: i più giovani e i più istruiti votano populista, i più anziani e meno istruiti (e, quindi, a rischio analfabetismo funzionale) il PD. E poco male se la cultura, libri di sociologia e antropologia alla mano sia tutt’altra cosa.

Ma si deve anche far notare che se prima il populismo avanzava nei paesi in crisi e abitati notoriamente da analfabeti come l’Italia, dopo la Brexit e Trump oggi abbiamo la Crande Germania [3]:

Il partito di destra populista e xenofoba Alternative fuer Deutschland ha superato, stando a un sondaggio commissionato dalla Bild, il partito socialdemocratico di uno 0,5%. Lo ha reso noto il tabloid tedesco, che cita l’istituto demoscopico Insa. Secondo il rilevamento, l’Spd di Martin Schulz e Andrea Nahles sarebbe scesa nell’ultima settimana a un disastroso 15,5% dei consensi, perdendo un altro punto (sarebbe il suo minimo storico), mentre l’Afd sarebbe salito di un punto, al 16%. Anche la Cdu recupera 2,5 punti e viene data al 32,5%.

E la civilissima – per definizione – e istruitissima Svezia [4]:

Il primo partito (come accade ormai ininterrottamente dal 1917) è anche questa volta quello dei Socialdemocratici, con il 28,4% dei voti, in calo di quasi 3 punti rispetto al 2014. Al secondo posto il partito Moderato, di centrodestra (-3,5%). Terzi si piazzano i Democratici Svedesi, partito di tendenze populiste, euroscettico ed anti-immigrati (17,6% in aumento di 4,7 punti rispetto al 2014). Seguono il partito di Centro (8,6%), la Sinistra (7,9%), i Cristiano-democratici (6,4%), i Liberali (5,5%) e i Verdi (4,3%).

Invece di puntare sull’elemento umano e le sue mancanze, magari, forse sarebbe meglio considerare la situazione nel suo complesso. Più banalmente io farei notare che se gli elettori sono incazzati è perché, assai incredibilmente (spoiler alert: sarcasmo), hanno motivo per esserlo. I problemi sono molteplici e vanno dall’economia alla gestione dell’immigrazione, dal senso di perdita di controllo sulle proprie vite alla più generale mancata condivisione dell’agenda politica (il celebre “pensate piu’ a froci e zingari che a noi” detto da un operaio). Detto in termini più semplici: il populismo avanza perché le politiche adottate negli ultimi 20/30 anni hanno creato tutta una serie di problemi che non solo non sono stati risolti, ma non vengono neppure riconosciuti come tali. La grottesca storiella dei crimini percepiti e dei dati statistici ne é una lampante dimostrazione. Si vede che la storiella del pollo di Trilussa non é molto nota in certi settori professionali…

I più sofisticati fra voi, magari quelli che sono riusciti nell’impresa di sfogliare un manuale di scienze politiche almeno una volta in vita loro, potrebbero evidenziare che un sistema politico pluripartitico nasce per raccogliere istanze e interessi fra loro diversi e finanche contrapposti, lasciando al gioco parlamentare il compito di mediare il tutto. Se, dopo anni e anni di una stagione politica che ha privilegiato determinati ceti e classi a discapito delle altre, l’elettorato premia chi si oppone a quelle politiche non vuol dire che siamo di fronte a una crisi della democrazia. Più prosaicamente siamo di fronte all’evidenza del suo corretto funzionamento. Gli ultimi 20/30 anni hanno visto politiche che avvantaggiavano la superclass globale e in misura minore il ceto medio urbano internazionale ma che, allo stesso tempo, hanno decimato il proletariato o chi è rimasto locale. Tutto il discorso sul popppulismo e Lascienza nasce per la mera esigenza di delegittimare istanze politiche differenti dalla propria con il palese intento di sabotare il meccanismo democratico, come il buon Monti dichiara apertamente e senza troppi patemi. Fra l’altro, ironia della storia, una volta tutto questo si sarebbe definito come egemonia culturale e falsa coscienza…

 

—- Il libro dei sogni dei globalisti/europeisti —-

Una delle forme più comuni per legimittare la violenza è quella di disumanizzare la vittima. I globalisti/europeisti, al riguardo, non hanno nulla da imparare dai popppulisti  e dall’alto della loro autoevidente superiorità morale si deliziano con un lungo peana di insulti a chi ha l’ardire di pensarla diversamente da loro. Abbiamo già visto il meccanismo più e più volte e non è necessario dilungarsi troppo sull’argomento.

Ma come ne escono da tutta questa storia gli autonominati competenti e i presunti responsabili? Facile a dirsi:

  • Hanno governato per una generazione e mezza con la conseguente nascita e ascesa del popppulismo. Quanta basta per avanzare dei dubbi sulla bontà dell’operato;
  • Vivono in un mondo di fantasie autoassolutorie: non riconoscono i propri errori e le ragioni altrui;
  • Deumanizzano i propri avversari politici fino a negarne la liceità del voto;

I responsabili, i competenti, i globalisti, gli europeisti non sono affatto differenti dai popppulisti con l’unica differenza che i popppulisti non hanno ancora sostenuto l’onere del Governo. E qui i popppulisti, se fermati dalla dura replica della realtà, hanno persino la possibilità di dimostrare la loro superiorità su globalisti ed europeisti vari: questi qui dalle dure repliche della realtà non imparano quale che sia l’entità della replica. E non solo per quanto riguarda le continue batoste elettorali che si susseguono da anni, paese dopo paese.

Prendiamo il feticcio dei nostri eroi, l’Europa [5]:

Non è morta l’Europa. È finita l’Europa che si è andata costruendo negli ultimi 20-25 anni. Anni in cui si sono inanellati una serie di errori straordinari. È il punto di partenza di qualsiasi azione: non si possono coprire le immense responsabilità delle classi dirigenti politiche, economiche e intellettuali

Ancora una volta vediamo la storiella delle responsabilità individuali per quanto declinato al ceto dirigente. Ma nel progetto +Europa abbiamo già visto quanto le problematiche del progetto non vengano minimamente prese in considerazione – geopolitiche, economiche, culturali – e si limiti a ripetere uno slogan in un crescente sempre più incattivito e petulante. E quale sarebbe, di grazia, la differenza con i popppulisti?

Alla fine il problema del nostro tempo non è la presenza dei popppulisti o di autoeletti competenti. Il dramma è che ci sono entrambi e che entrambi hanno torto, vivono in un mondo di fantasie e non riconoscono i limiti dettati dalla realtà esterna. La fantasia al potere, si proclamava una volta. E lo stiamo vedendo da almeno 30 anni…

 

Approfondimenti:

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[1] Cfr. https://www.huffingtonpost.it/2018/09/04/salvini-spalma-le-promesse-su-tutta-la-legislatura-al-lavoro-per-lo-stop-alla-fornero-e-flat-tax_a_23516579/

[2] Cfr. https://www.ilpost.it/lucasofri/2018/08/31/il-secolo-dello-spegnimento-dei-lumi/

[3] Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2018/02/19/news/sondaggio_afd_supera_spd-189246699/

[4] Cfr. https://www.agi.it/blog-italia/youtrend/svezia_elezioni_voto_analisi-4359545/post/2018-09-10/

[5] Cfr. http://espresso.repubblica.it/palazzo/2018/09/05/news/ora-pd-si-sciolga-per-lista-nuova-europa-l-appello-di-massimo-cacciari-1.326522

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Un commento su “Contenti per le dure repliche della realtà per i populisti? Amico caro globalista, vale anche per te…

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2018 da in politica con tag , , , .
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